Martedì, Febbraio 07, 2012
   
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Il servizio di trasporto pubblico, previsto nel programma dei politici, dov'è

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Acerra. Per anni si è lottato per l’indipendenza scolastica superiore, affrontando ogni tipo di disagio, da quello di una sede a quello dei doppi turni e dei giorni di rotazione ( in verità questi ultimi due problemi permangono tuttora ).. 

Siamo stati disponibili e disposti a tutto,pur di assicurare le scuole superiori a questo paese, che già vive e sperimenta una difficile realtà su tutti gli altri fronti della vita; da quello economico, politico, amministrativo, lavorativo …ecco dunque arrivare il grande istituto Alfonso Maria de Liguori, situato in via Stendardo, periferia del paese a ridosso del nuovo cimitero. I genitori sono contenti, gli alunni pure, finalmente una promettente realtà ad Acerra…..allora bisogna contribuire alla piena realizzazione di questa nuova realtà per assicurarne l’efficacia e l’efficienza. Inizia la campagna reclutamento alunni , bisogna sfaldare la convinzione che ancora persiste in alcune famiglie, dell’istituto appena nato e quindi malamente funzionante, a dispetto di quelle realtà già affermate a Napoli e dintorni. Finalmente l’istituto A. M. de Liguori prende il volo ad ali spiegate, iscrizioni al massimo, gli acerrani non hanno disatteso le aspettative previste. Ma se la scuola superiore ad Acerra è cosi promettente e richiesta, perche mi chiedo, non è ancora in grado di assicurare il trasporto degli alunni? Perche gli alunni la mattina attendono interminabilmente alla fermata con il rischio di arrivare tardi e di essere messi fuori? Perché poi devono essere accompagnati dai genitori per giustificarne il ritardo? Ma mi chiedo ancora: se all’alunno messo fuori per il ritardo,capita un incidente, chi ne paga le conseguenze? Ma il servizio di trasporto pubblico, previsto nel programma dei politici locali, dov’è? Ma le cose in questo paese si fanno sempre a metà? E sulla pelle di chi? Dei giovani,che sono il futuro culturale e sociale di tutta la società; allora dobbiamo incitare i nostri figli ad abbandonare questo paese e a seguire le vecchie convinzioni? Se dobbiamo inculcare nelle giovani generazioni il senso dell’appartenenza e della cittadinanza, se dobbiamo cercare di liberarli dal senso di disorientamento che regna nella nostra società, se si parla tanto del fenomeno della dispersione scolastica, è possibile che chi di dovere cerchi di rimuovere, prima di affrontare i problemi più complessi del cammino formativo ed educativo, i normali ostacoli quotidiani che si possono parare dinanzi al loro cammino, come il semplice raggiungimento dell’istituzione educativa, senza complicazioni, e soprattutto senza incominciare, da queste piccole cose, a dare loro segnali di indifferenza e inettitudine ?

Tina Sansone

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