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Andrea Santoro: «Refezione scolastica, sospendere immediatamente la gara, non garantisce i requisiti minimi di qualità»

Napoli. Sulla questione della refezione scolastica napoletana, il consigliere comunale di Napoli Andrea Santoro ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Un anomalo ritardo nello stanziamento dei fondi per la refezione scolastica ed il Comune di Napoli corre ai ripari con una gara che n on garantisce i requisiti minimi di qualità del servizio come già avvenuto sugli altri lotti. Rischiano di pagarne le conseguenze i circa 2500 bambini che mangiano nelle 41 scuole di Soccavo e Pianura. Ecco perchè questa gara andrebbe sospesa immediatamente prima ancora della scadenza delle offerte dei partecipanti, fissata per il 9 settembre». «In nove municipalità cittadine -spiega Santoro- si sono fatti appalti di due o tre anni per uniformare la scadenza al 2011 utilizzando il criterio della “offerta economicamente più vantaggiosa”, che prevede l'aggiudicazione attraverso un punteggio che è dato al 60% dalla qualità del servizio (in base all'organizzazione del centro di cottura ed alla efficacia del piano di trasporto degli alimenti) e solo dal 40% dal ribasso economico sui prezzi». «Per quest'ultima gara in corso si è scelta invece la durata di un solo anno e la procedura del “massimo ribasso”: nessuna valutazione preventiva sulla qualità e sulla organizzazione dei concorrenti, ma solo la immediata aggiudicazione a chi ha offerto meno. In nessuna famiglia, neanche la più povera, si cerca di risparmiare a scapito della qualità del cibo dei bambini come sta invece facendo il Comune di Napoli». «I rischi derivanti dal tipo di gara in corso vanno dalla mancata valutazione preventiva dei centri di cottura alla mancata verifica sulla consistenza del personale che potrebbe avvantaggiare imprese poco serie con lavoratori a nero e quindi non inquadrati neanche sotto il profilo igienico-sanitario. Non va sottovalutato il piano del trasporto: la consegna, sia per la eccessiva distanza tra il centro di produzione e le scuole sia per un eventuale scarsa dotazione di automezzi, per avvenire puntuale potrebbe far anticipare i tempi di cottura. È noto che se si aumenta il lasso di tempo tra la cottura dei cibi ed il loro consumo, si aumenta in maniera esponenziale anche il rischio di tossinfezioni. Le vaschette che contengono i cibi non potranno mai essere completamente asettiche. Anche una piccolissima presenza batterica nel centro di cottura potrebbe diventare seriamente pericolosa nel caso si trasmettesse a cibi che non vengano consumati nell'arco di pochi minuti. Infine, non potendo effettuare controlli preventivi come è stato fatto nelle altre municipalità, bisognerà affidarsi solo ai successivi controlli che sono tuttavia laboriosi soprattutto nel caso di aziende che operano fuori dal territorio cittadino, dove finisce cioè la competenza del SIAN (servizio igiene alimenti e nutrizione) della ASL di Napoli e dove inizia quella dell'omologo servizio del comune ove ricade il centro di cottura». Andrea Santoro ha così concluso: «Si era fatto tanto per raggiungere in città degli standard adeguati nel campo della refezione scolastica ma ancora una volta si fa un passo indietro e 2500 bambini napoletani rischiano di avere un servizio scadente o di non averlo proprio, nel caso ci si renda conto -solo dopo l'affidamento- della inadeguatezza del vincitore. Tutto questo perchè c'è un'Amministrazione Comunale che ormai non è più in grado di esercitare alcun tipo di controllo sul corretto operato dei suoi uffici uffici e degli organi decentrati. E nessuno caschi dalle nuvole: ho investito della questione lo scorso 7 agosto il Sindaco Jervolino e l'Assessore all'Educazione Gioia Rispoli. E già a febbraio avevo chiesto invano alla Giunta Jervolino l'esercizio dei poteri sostitutivi come previsto dall'articolo 4 del Regolamento delle Municipalità poiché il Consiglio della IX municipalità tardava a stanziare i fondi (la delibera è stata approvato solo a luglio). Proprio questo ritardo ha “costretto” il dirigente che ha indetto la gara a scegliere la procedura del “massimo ribasso” perchè più veloce di quella “dell'offerta economicamente più vantaggiosa»
Antonella Fabozzi
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