Decoro urbano. Ad Acerra la pulizia e la manutenzione dei terreni privati è un optional
Sabato 19 Settembre 2009 13:00

La pulizia e manutenzione dei terreni privati e pubblici dovrebbe essere un atto dovuto; invece, un marcato senso di irresponsabilità di taluni, ed uno ignobile stile di vita di qualche altro, soprattutto dalle nostre parti, contribuisce all’esistenza del peggio.
Il “peggio”, frutto della strafottenza e dell’inciviltà, si ripercuote negativamente su quella che dovrebbe essere la vivibilità che in tanti ad Acerra reclamiamo e che solo la metà della metà non oltraggia Il 31 luglio c.a. il Sindaco Tommaso Esposito, attraverso la pubblica affissione ordina ai proprietari dei terreni privati di provvedere alla pulizia ed alla manutenzione del proprio appezzamento di terreno. L’ordine è per tutti, ma soprattutto non dovrebbe essere mai trasgredito da coloro che hanno il terreno che affaccia direttamente sulla strada e da quelle aziende come Trenitalia che svolgono servizio pubblico. La vita moderna, caratterizzata dalla folle corsa, sicuramente incide e caratterizza il vivere quotidiano; ciò però, non può essere usato come giustificazione alle mancanze. Trasgredire le elementari regole del vivere civile, invadere la libertà altrui e fottersene del prossimo non significa essere migliore, non significa essere furbo, inoltre trasgredire ordini delle istituzioni significa essere Fuorilegge. Ebbene si, il termine fuorilegge ritorna di moda ed attualmente è molto gettonato. Quell’ordine del Sindaco, oltre a non essere stato rispettato dalla stragrande maggioranza dei proprietari terrieri che hanno fondi che affacciano direttamente sulla carreggiata, viene categoricamente ignorato anche da aziende che svolgono servizio pubblico con servitù in loco. Non è un caso che a cittadini che vivono a ridosso dei passaggi a livello, quotidianamente, oltre a presentarsi il panorama dei cavi dell’alta tensione e tonnellate di ferro parallelo, si presentano sterpaglie che superano il metro d’altezza e immondizia che da vita a discariche abusive disseminate un po’ ovunque lungo il percorso dei binari. Ma chi dovrebbe intervenire, se non l’ente o coloro che dovrebbero far rispettare il decoro e l’igiene urbana? E quand’è che si comincia a mettere nero su bianco per quelle aziende che svolgono servizio pubblico fregandosene della cura e della manutenzione dell’ambiente circostante? Inoltre, se le sterpaglie vanno tagliate e rimosse, onde evitare incendi come da ordine di manifesto pubblico, com’è possibile giustificare quei proprietari terrieri e quegli addetti alla manutenzione delle strade, che per liberare le siepi spartitraffico dall’erba alta, anziché usare la falce o attrezzature moderne, preferiscono appiccare il fuoco?
G. S.
Acerra in tilt per il maltempo. Sotto accusa il sistema fogniario
Sabato 19 Settembre 2009 00:00

Il nubifragio di lunedì, 14 settembre, che ha mandato in tilt la città di Acerra, allagando strade, negozi, e creando seri problemi alla viabilità, ha riproposto una questione di cui si è spesso parlato in passato, e cioè quella della cura e della manutenzione dei tombini della rete fognaria.
Le arterie principali della città, ovvero Corso Italia, Corso della Resistenza e Corso Vittorio Emanuele, erano a dir poco impraticabili; l’acqua piovana, accumulatasi rapidamente, evidentemente a causa di un mancato funzionamento della rete fognaria, ha invaso negozi e abitazioni situate a livello di strada. Testimoni intervistati dal Tablò hanno inoltre dichiarato che, a causa della pioggia ininterrotta fuoriusciva dai tombini acqua sporca e maleodorante, riversando in strada liquami e rifiuti. In molte zone sono dovute intervenire ditte di espurgo, e al Corso Italia, per consentire ad un gruppo di bambini di scendere da un pulmino scolastico, rimasto bloccato nell’acqua, sono dovuti intervenire i Vigili. La questione adesso è questa: possibile che si debba sempre attendere il verificarsi di disagi del genere per decidere di intervenire? Possibile che la ripulitura della rete fognaria non possa essere un lavoro di ordinaria manutenzione? Mettere i cittadini in condizione di camminare (o meglio verrebbe da dire navigare!), in acque luride, fra rifiuti e materiale fecale, significa non tutelarne la salute. Se Acerra fosse stata ancora flagellata dal maltempo nei giorni successivi, e queste acque sporche avessero continuato ad invadere le nostre strade, oltre ai disagi ovviamente legati al traffico, e ai problemi per i negozianti (costretti a liberare di continuo i propri locali dalle acque), avrebbero potuto verificarsi anche problemi di natura igienica. E con i tempi che corrono, tutelare la sicurezza e la salute pubblica dei cittadini dovrebbe essere la prima preoccupazione di chi governa.
Flora Monda














