Martedì, Febbraio 07, 2012
   
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Attualità

Contro i roghi notturni scendono in campo più comuni

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Acerra. Avranno vita breve i criminali dell’ambiente.

Parte dall’assessore alle politiche ambientali del comune di Acerra, Pasquale Marangio, il tentativo di bloccare i roghi notturni, o meglio le famose “fumate nere”. Un problema che da sempre ha interessato una vastissima area a nord est di Napoli. Presso la Sala Giunta del Palazzo Municipale di Acerra, giovedi 13 agosto, sono convenuti i Comuni di Acerra nelle persone del Sindaco Tommaso Esposito e dell’Assessore Pasquale Marangio, Afragola con il Vice Sindaco Antonio Pannone, Caivano con il Commissario Dr. Salvatore Carli, Casalnuovo con il Comandante dei Vigili Urbani, Casoria con l’Assessore Pietro Iodice, per affrontare la problematica dei roghi incontrollati di rifiuti, che affligge da tempo i territori. Alla riunione non hanno potuto partecipare il Sottosegretariato ai rifiuti e il Comune di Pomigliano d’Arco, anche se hanno voluto manifestare attenzione e interesse per l’iniziativa destinata alla prevenzione ambientale e alla tutela della sicurezza dei cittadini. Si è ritenuto utile e interessante, a prescindere dall’importanza del tema trattato, un tavolo di confronto dei Comuni per affrontare, in modo condiviso, i problemi e la definizione delle possibili soluzioni; il tavolo di confronto dei Comuni a nord di Napoli potrà essere attivato anche su altre questioni di interesse dell’area. Si ribadisce che i roghi incontrollati di rifiuti sono il terminale di un disegno criminoso ed organizzato, non connesso alla gestione e allo smaltimento illegale di rifiuti solidi urbani, per questo è importante garantire un adeguato controllo e vigilanza dei territori, per prevenire, ma anche reprimere duramente i responsabili; in questo senso è fondamentale il contributo di tutte le Forze dell’ordine e della Magistratura. I Comuni, pur nell’esiguità degli organici della Polizia Municipale, sono impegnati a dare alla vigilanza ambientale la necessaria priorità, valutando positivamente tutte quelle iniziative che favoriscano il controllo del territorio, come un sistema di videosorveglianza delle strade e dei luoghi più esposti, un coordinamento delle Polizie Municipali, l’istituzione di un numero verde “anonimo” a cui i cittadini possano far pervenire segnalazioni. La riunione è stata aggiornata entro settembre per valutare quali ulteriori iniziative, di carattere politico-istituzionale possano essere adottate per rafforzare la capacità dello Stato di controllare il territorio. Sarà convocato, entro la prima metà di settembre, un Tavolo tecnico per approfondire, insieme alla Provincia di Napoli e alla Polizia provinciale, le soluzioni più attuabili per realizzare, in tempi brevi, un sistema di sorveglianza, il coordinamento delle Polizie Municipali e con le Forze dell’Ordine, l’istituzione del numero verde. I Comuni di Acerra, Afragola, Caivano, Casalnuovo, Casoria.

Giuseppe Sansone

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La NGP intende trattare veleni tossici sul territorio Acerrano

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Perché Acerra deve diventare la città dei veleni?

La società NGP srl ha avviato le procedure per ristrutturare l'impianto di depurazione dell'ex-Montefibre ad Acerra. La NGP intende sfruttare i vecchi impianti della fabbrica per svolgere l'attività di trattamento dei reflui pericolosi prodotti da terzi. Tale attività è classificata dalla legge come industria insalubre di prima classe. Antonio Laudando, consigliere comunale di Lista Trenta "Abbiamo fortissime perplessità sulle intenzioni di NGP. La società milanese non ha prodotto la Valutazione d'Impatto Ambientale che è obbligatoria per legge ma quello che più preoccupa è l'effetto sommazione con il vicino Termovalorizzatore. E' di questi giorni infatti il superamento di tutti i limiti di PM10 da parte dell'impianto di incenerimento. Se accanto a questo aggiungiamo il trattamento di rifiuti pericolosi di prima° classe, così come è nelle intenzioni di NGP, le ricadute sulla salute pubblica degli acerrani sarebbe devastante." la NGP non ancora acquisito le autorizzazioni previste dall'ASL, così come rimane irrisolta la questione dei lavoratori ex-Montefibre ancora parcheggiati in Cassa Integrazione. Mimmo Paolella, segretario del Movimento "L'emergenza sanitaria ad Acerra ha ormai raggiunto limiti da codice rosso. Crediamo che tutta la responsabilità adesso ricada sul Sindaco Esposito. Abbiamo ormai da giorni avviato una mobilitazione in città appellandoci alla disciplina del regio decreto 1265 del 27/07/1934. Il decreto infatti riconosce al Sindaco il potere di impedire l'avviamento di un'impresa qualora ricorrano questioni di salute pubblica. E non è da dimenticare il fatto che, già dal 2000, il Consiglio Comunale di Acerra si è espresso all'unanimità impegnando l'Amministrazione Comunale a non rilasciare più concessioni ad impresi insalubri". Intanto la mobilitazioni di Lista Trenta prosegue per tutto il mese di Agosto con il presidio permanente di Piazza Duomo.

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Lista trenta presenta la mozione sulle fumate nere dei continui roghi

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Acerra. La mozione è stata presentata dal consigliere comunale Antonio Laudando.

Presentazione della Mozione “Questione Roghi ed emergenza ambientale” ex art. 54 del Regolamento Consiglio e Commissioni Consiliari Permanenti dell. 82/1992, 123/1992, 45/1997.
Al Consiglio Comunale del Comune di Acerra Al Presidente del Consiglio Comunale di Acerra Geom. Raffaele Lettieri Al Sindaco di Acerra Dott. Tommaso Esposito All’Assessore all’Ambiente Dott. Pasquale Marangio.
Il documento recita:
E’ certamente noto a Codesta Assise Comunale il fenomeno dei “roghi notturni” che da diverse settimane ormai, e nel silenzio generale, devasta la città di Acerra. Il Sindaco ed i Consiglieri Comunali sono certamente a conoscenza del fatto che, da diversi giorni, nello spazio orario che va dalle 01:00 alle 03:00 (come ci segnalano le preoccupate indicazioni dei cittadini di Acerra), in particolar modo nelle zone di confine con i comuni di Caivano e di Afragola, si sviluppano roghi di materiali plastici (polistirolo, pneumatici, rifiuti incustoditi ecc.). Tali roghi sprigionano colonne di fumo denso e nero (certamente tossico e pericoloso per la salute pubblica) che raggiungono spesso le stesse case dei cittadini costretti a respirare i fumi nauseabondi se non addirittura a barricarsi nelle proprie dimore. E’ certamente noto, altresì, a Codesta Assise Comunale che un qualsiasi processo di combustione dei rifiuti produce sostanze tossiche altamente cancerogene (le diossine, in primis) idonee e creare danni irreversibili alla salute umana ed in particolare alle vie respiratorie. Tanto premesso e ricordando che, ai sensi del dlgs 267/2000 art. 50, il Sindaco è la massima autorità cittadina responsabile in materia di salute pubblica, con la presente mozione il Consiglio Comunale di Acerra IMPEGNA ill Sindaco e l’Assessore competente al ramo a porre in essere ogni iniziativa necessaria a far fronte, con urgenza ed immediatezza, alla problematica ambientale riscontrata e sopra descritta. Inoltre, la presente Mozione IMPEGNA il Sindaco e l’Assessore competente al Ramo a porre in essere ogni iniziativa idonea a creare condizioni di collaborazione e sinergia fra enti, forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato, Vigili Urbani) ed associazioni finalizzate al maggior controllo del territorio di Acerra, con particolare attenzione per le zone periferiche dove si riscontrano con maggior frequenza gli episodi di combustione.

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Il depuratore “Omomorto” sarà rimodernato e messo in funzione

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Acerra – Saranno rimodernati e torneranno al normale funzionamento i depuratori gestiti dall’ Hydrogest.

L’emergenza ambientale, soprattutto per il divieto di balneabilità scattato nelle ultime settimane per Km di coste della Campania, ha fatto scattare l’accordo. Infatti, è stato firmato, presso l’ufficio della Segreteria del Presidente Bassolino, tra la Regione Campania e l’Hydrogest, l’ accordo per la partenza dei lavori previsti per la corretta messa in funzione dei depuratori. E’ stato previsto un finanziamento di 128 milioni di euro. Inoltre, la Regione Campania, metterà a disposizione di Hydrogest il contributo pubblico di circa 20 milioni di euro, già previsto nel contratto, al fine di accelerare gli interventi urgenti da realizzare. Le risorse, in particolare, serviranno per ammodernare le paratoie dell'impianto di Cuma, eliminare sabbia ed oli dai depuratori, realizzare il trattamento biologico e la disidratazione fanghi. Interventi urgenti sono previsti per l'impianto di Acerra, ‘omomorto’ ( Napoli Nord e Foce Regi Lagni). Soddisfatto l’assessore all’ambiente Walter Ganapini che dichiara: «Abbiamo posto le basi per risolvere in modo strutturale un'emergenza che da troppi anni attendeva soluzioni, nella consapevolezza che solo una cultura tecnologico/gestionale adeguata, con un supporto solido istituzionale e finanziario può garantirle. Credo che tutte queste condizioni da oggi siano rispettate».

Lorenzo Oliviero

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Oms: lampade abbronzanti, allarme cancro

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Roma - I raggi ultravioletti delle lampade abbronzanti, finora classificati come ''probabilmente cancerogeni'', da oggi diventano ''cancerogeni'', secondo quanto ha stabilito l'agenzia per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

E' un gruppo di 20 esperti, provenienti da nove paesi, ad aver esaminato gli studi che hanno portato alla decisione di elevare il grado di rischio di lettini e cabine abbronzanti. Le conclusioni degli scienziati saranno pubblicate sul numero di agosto della rivista medica Lancet Oncology. Era dal 1992 che i raggi solari ultravioletti (di tipo A, B e C), così come quelli artificiali delle lampade e dei lettini abbronzanti, erano al 'livello 2' della classifica dell'agenzia Oms per la ricerca sul cancro (Cicr). Ma oggi i suoi esperti li hanno trasferiti al 'livello 1', ovvero la soglia di massimo rischio di esporsi al cancro. ''Una ricerca ha stabilito che l'esposizione ai raggi UV artificiali, prima di 30 anni, aumenta del 75% il rischio di melanoma, la forma più aggressiva di cancro della pelle'', secondo le conclusioni del Cicr, che spiega come l'utilizzo di strumenti di abbronzatura artificiale sia molto diffuso, soprattutto tra le giovani donne. Inoltre, proseguono gli esperti, ''diversi studi hanno dimostrato il legame tra abbronzatura artificiale e melanoma oculare''.

Ansa

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