Domenica, Maggio 20, 2012
   
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I consigli dello psicologo. Il delirio da influenza A

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I suggerimenti ed i consigli della dottoressa Anna Montano, psicologa. 

L'influenza suina, o meglio l’influenza tipo A H1N1, sta destando non poche preoccupazioni, complici le televisioni che non esitano a mandare in onda notizie sconcertanti. A tal punto che incute meno paura un tumore che ha ben altre ripercussioni per la salute delle persone rispetto all’influenza suina, ma di cui si conosce sintomatologia e iter diagnostico e terapeutico rispetto a una nuova malattia di cui si hanno notizie frammentate. A livello psicologico temiamo spesso che un banale sintomo possa nascondere qualcos’altro ed ecco che aumenta il panico e si corre dal medico o all’ospedale. La paura di contrarre tale influenza può diminuire se si hanno notizie chiare e semplici. Eccovi alcune informazioni su questa influenza: 1. L’influenza suina e’ una malattia respiratoria, tipica dei maiali. Viene causata da un virus influenzale di tipo A. Si diffonde soprattutto nei mesi autunnali o in quelli invernali, proprio come la normale influenza. 2. I sintomi dell’influenza suina sono uguali alla tradizionale malattia che prendiamo solitamente nel periodo autunnale: febbre, perdita di appetito, tosse, sonnolenza. Ma anche raffreddore, nausea, vomito, mal di gola, diarrea. In caso di altre malattie, l’influenza suina puo’ aggravare questi sintomi. 3. Il virus da persona a persona passa con le secrezioni naso faringee, quindi con la tosse e lo starnuto (anche il bacio puo’ essere un veicolo del virus!). Come la normale influenza, puo’ passare anche se si toccano delle superfici che contengono secrezioni infette: meglio lavarsi spesso le mani. 4. L’influenza suina colpisce sempre piu’ bambini. Nei giovanissimi il virus A/H1N1, infatti, trova un terreno fertile, poichè le difese immunitarie non sono ancora pronte a reagire. Un consiglio per affrontare sensatamente la psicosi da influenza. Visto che siamo bombardati da notizie e indicazioni su questo tipo d’influenza, il rischio maggiore è di fare automaticamente autodiagnosi e talvolta anche auto terapia. Proprio perché i sintomi di questa malattia sono aspecifici, meglio rivolgersi solo al proprio medico di famiglia, l’unica "voce amica" in grado di rassicurare e valutare il da farsi. Per quanto riguarda i media, bisogna trovare il giusto equilibrio fra diritto all’informazione e modo di comunicare l’informazione, perché molte volte la modalità con cui si trasmette la notizia è più importante del contenuto della stessa.

Anna Montano

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