Iervolino:Tommaso Esposito non ha bisogno di consigli
Mercoledì 22 Luglio 2009 19:34

Maurizio Valenzi, ex Sindaco di Napoli delle prime giunte di sinistra dal 1975 al 1983, si è spento il 23 Giugno scorso nella clinica Villa dei Fiori di Acerra, dove era stato ricoverato.
Il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino, in occasione della sua venuta ad Acerra per la commemorazione dell’amico defunto, è stato intervistato dal nostro direttore Pasquale Sansone. La Jervolino - ai microfoni del Tablò - oltre a ricordare con affetto e commozione la scomparsa del sen. Valenzi, ha avuto modo di esprimersi in riferimento ad Acerra e alla tornata elettorale appena conclusasi. L’ex Ministro dell’Interno del governo D’Alema ha toccato alcuni temi importanti, come la salvaguardia della salute dei cittadini e le politiche sociali a sostegno delle famiglie meno abbienti, che dovranno riguardare in prima persona il neo sindaco di Acerra, Tommaso Esposito, al quale, tra l’altro, ha augurato di trovare una situazione finanziaria solida, che possa permettere una gestione tranquilla delle evenienze. Sindaco Jervolino, la sua venuta ad Acerra non è semplicemente un dovere istituzionale, ma una testimonianza del forte legame all’ex Sindaco di Napoli Maurizio Valenzi. «Esattamente, mi sembrava giusto che il Sindaco di Napoli, la giunta e il presidente del consiglio comunale, venissero a salutarlo nel luogo in cui è morto e lo riaccompagnassero in quella che lui ha sempre considerato la sua famiglia, ossia la città di Napoli». Sindaco Jervolino, Acerra è appena uscita da una tornata elettorale importante, dove non si è verificata l’alternanza e il centro sinistra ha vinto con Tommaso Esposito. Possiamo dire che il Pd e il centro sinistra in Campania ripartono da Acerra? «Beh, diciamo che il centro sinistra riparte in Campania anche da Avellino e da Ottaviano, che tra l’altro è il paese d’origine della mia famiglia. Ma non solo, perché sul territorio nazionale il Pd - anche grazie ad una rete di alleanze alle volte decisive - è riuscito ad affermarsi in città importanti come Firenze, Bologna, Bari, e nella Provincia di Torino. Mi sembra, quindi, che ci siano parecchie belle ripartenze e Acerra è indubbiamente una di queste». Acerra negli ultimi tempi è diventata un po’ l’ombelico d’Italia, o sarebbe meglio dire un’osservata speciale a causa del termovalorizzatore. Cosa si sente dire a proposito? «Credo che il termovalorizzatore debba progredire sempre secondo linee di sicurezza dei cittadini. Insomma, Acerra è un territorio salubre e deve rimanere tale. Io ho visitato l’anno scorso, proprio di questi tempi, il termovalorizzatore di Brescia e ho visto che gli indici d’inquinamento dell’area intorno erano veramente confortanti. Bene, Acerra deve andare ancora più avanti e non certo indietro». Sindaco, in base alla sua esperienza di primo cittadino in una realtà molto difficile come quella di Napoli, che consigli si sente di dare a Tommaso Esposito per rilanciare la città di Acerra? «Innanzitutto gli auguro di trovare un bilancio comunale sano, perché di questi tempi un po’ tutti noi ci troviamo nella difficoltà di essere allo stremo delle forze. Poi, naturalmente, per me c’è una priorità , che riguarda le politiche sociali e l’attenzione verso le famiglie dei cittadini più deboli. Ma non credo le debba consigliare io a Tommaso queste cose, perché sono nel dna del Pd».
Giovanni Balsamo
Le due facce della giornata dell’inaugurazione dell’inceneritore
Martedì 07 Luglio 2009 00:00

Mentre al Pandano si inaugurava, 500 persone manifestavano in piazza
Una giornata storica può avere facce diverse; se avviene ad Acerra, queste facce possono essere così contraddittorie da far sorridere. Il 26 marzo la città ha assistito ad una festa, quella di Berlusconi e Bertolaso, ed ad un funerale, quello della democrazia, inscenato dai comitati e dai cittadini in piazza. Festa e funerale, farsa e tragedia: anche in una giornata campale, viene fuori la natura viscerale della città di Pulcinella. Mentre Berlusconi in "pompa magna", con tanto di fanfara, rinfresco e bandiere italiane, inaugurava l’inceneritore, circa 500 persone partecipavano ad un funerale: "quello della democrazia e dello nostrà città " affermavano i manifestanti, alcuni dei quali col volto coperto da maschere di teschi e che portavano in spalla una bara. Nel corteo, partito poco dopo le 10 del fatidico 26 marzo dalla centrale piazza Castello, in concomitanza con la cerimonia di inaugurazione, c’erano, oltre ai comitati cittadini e regionali, centri sociali e operai Fiat, l’ex presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, ferreo oppositore dell’impianto e padre Alex Zanotelli. La manifestazione ha attraversato le strade della città prima di dirigersi verso l’area del termovalorizzatore, chiaramente blindatissima dalla presenza di militari e forze dell’ordine, che infatti hanno respinto il corteo all’altezza di via Muro di Piombo, a circa un chilometro da località Pantano, dove si stava inaugurando l’impianto. La protesta si è spostata a via della Democrazia, sede del Municipio: è stata occupata l’aula del consiglio comunale, dove si è tenuta un’assemblea pubblica per spiegare le modalità con le quali continuerà l’opposizione all’inceneritore. "Faremo di tutto per farlo chiudere: è un eco-mostro che non potrà fare altro che bruciare rifiuti, visto che le ecoballe sono tali solo sulla carta, come dimostrato anche dall’ultima ordinanza di Berlusconi, che autorizza a conferire nell’inceneritore tutto quanto prodotto dai cdr campani. Le conseguenze per la salute saranno evidenti: la nostra battaglia non finisce oggi" assicurano dai comitati. La sera prima era andata in scena la stessa manifestazione, con gli stessi protagonisti: le stesse persone che ormai un decennio fa lottavano contro l'avvento dell'eco-mostro. Ora che l'inceneritore c'è, poco sembra cambiato, a parte i numeri della protesta. Tanti acerrani sembrano aver voltato pagina, resta da capire se nel bene o nel male: ora è partita l'era dei controlli, nei quali i numeri non saranno più, giocoforza, quelli dei cortei in piazza, ma quelli dei pannelli elettronici, che rileveranno i livelli di inquinamento delle emissioni provenienti dall'inceneritore.
Andrea Terracciano
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