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Tra roghi, licenziamenti e cantieri per lavori in corso: la calda estate di Acerra

Calda, caldissima l’estate appena conclusasi; la quarta estate più calda dall’anno 1800, secondo il monitoraggio fatto dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna; più torride solo quelle del 2003, del ’94 e del ’98. Ma ad Acerra, oltre al clima, c’è stato parecchio per cui scaldarsi.
E mentre la nuova Amministrazione è riuscita a “raffreddare” le varie “teste calde” in Consiglio Comunale, a far impennare la temperatura (e non solo in senso metaforico …) ci hanno pensato i roghi. L’estate 2009 ce la ricorderemo come l’“estate dei roghi”, il vero leit- motiv delle calde notti degli ultimi mesi per noi Acerrani. Mentre in Liguria e nel resto d’Italia il caldo, il vento e gli sconsiderati piromani bruciano ettari di verde, qui ad Acerra, si brucia la monnezza, in particolare centinaia di quintali di copertoni, pneumatici … Come dire, ognuno si arrangia con quello che ha … Certo è che questo dei roghi è un fenomeno drammatico: dall’inizio dell’estate, con una regolarità sconcertante, nella fascia oraria tra l’ 1.00 e le 3.00 di notte, si alzano nei cieli acerrani “fumate nere” che arrivano a inondare le case dei cittadini, rendendo l’aria irrespirabile, costringendo la gente a barricarsi in casa. La zona più colpita è stata senz’altro l’Ice-Snei, ma anche le zone di confine con il Comune di Caivano. Un fenomeno inaccettabile, immorale, in un territorio già devastato dal punto di vista ambientale come quello di Acerra, ma che non è escluso che nasconda aspetti ancora più drammatici: “Il nostro timore è che questi incendi servano a nascondere qualcos´altro - spiega un addetto della Jacta, società per la raccolta dei rifiuti - qui lungo i Regi Lagni è stato gettato di tutto”; insomma, si teme che i roghi servano ad occultare lo smistamento di sostanze ben più tossiche, alcuni testimoni diretti parlano anche di “esplosioni violente”, in concomitanza con i roghi. L’ inaccettabile escalation è stata denunciata solo a fine luglio, dopo settimane di “fumate”, quando il Consigliere Comunale Antonio Laudando ha presentato una mozione in Consiglio che ha impegnato l’ Amministrazione a far fronte all’emergenza. Il Sindaco Esposito ha scelto la strada della sinergia tra le varie realtà locali interessate, e il 13 agosto si sono riuniti i rappresentanti dei comuni di Acerra, Caivano, Afragola, Casoria e Casalnuovo per pianificare una reazione congiunta. Ha manifestato il proprio interesse anche il comune di Pomigliano d’Arco. I comuni si sono impegnati a intensificare il controllo diretto del territorio: tra gli strumenti individuati un sistema di videosorveglianza delle strade e dei luoghi maggiormente a rischio, un coordinamento delle Polizie Municipali, l’istituzione di un numero verde per le segnalazioni anonime dei cittadini. Parallelamente, il sindaco Tommaso Esposito ha anche invocato l’intervento dell’esercito, per coadiuvare l’operato degli esigui organici della Polizia Municipale. Purtroppo, l’esercito ad Acerra sembra servire solo per blindare un impianto di termovalorizzazione che arranca a funzionare, e la cui gestione non è esente da problemi. Infatti, quest’estate, a farci sudare (freddo, però …) ci hanno pensato anche i quattro operai acerrani che il 28 agosto scorso hanno minacciato di buttarsi da una torre del Maschio Angioino a Napoli. Loro quattro e altri 29 operai lavoravano per la Elettra Energia, la società di Novara che ha tuttora in gestione il termovalorizzatore nella fase di commissionino (avvio e collaudo dell’impianto). Era stato loro assicurato il lavoro fino al 15 settembre, momento in cui la gestione del termovalorizzatore passerà nelle mani della A2A, la società nata dalla fusione tra Aem Milano e Asm Brescia. Il licenziamento anticipato è avvenuto in tronco e senza spiegazioni: durante la giornata dell’ 1 agosto, a 33 degli operai che si presentava a lavoro, uno dei soldati di presidio ha consegnato la lettera di licenziamento. Procedura senz’altro anomala… intimidazione? Bah, sta di fatto che gli operai non si sono fatti scoraggiare e hanno iniziato un inascoltato sciopero della fame, durato oltre 15 giorni. Hanno poi invocato l’intervento del premier Berlusconi, anch’egli sordo alle proteste. Fino ad arrivare all’atto estremo di qualche settimana fa, quando si sono visti costretti a mettere in ballo la propria vita per ottenere considerazione. D’altro canto, non sono certo i primi: in Italia sembra sia diventato all’ultima moda fra gli operai minacciare atti sconsiderati per rivendicare i propri legittimi diritti di lavoratori. Un tempo, per queste cose, c’erano i sindacati, un tempo … Ma quest’estate sarà ricordata anche per i tanti cantieri in corso di cui Acerra negli ultimi mesi è disseminata. Nel nostro paese si lavora a parecchie opere pubbliche importanti, molte di esse ereditate dall’ Amministrazione Marletta: dal rifacimento di via Spiniello, a quello (parziale, speriamo di non assistere a altri scempi..) del Castello Baronale, ma anche del cruciale incrocio tra via Umberto Nobile e Corso Italia, di fronte alla Clinica Villa Dei Fiori. I lavori proseguono spediti anche a piazza Falcone e Borsellino, la “Pretura”, fino a qualche anno fa ritrovo abituale dei ragazzi acerrani, che dopo il restyling potrebbe ritrovare il suo “antico splendore”. Tutto ciò ha qualcosa di lontanamente assimilabile a un piano di rilancio sulla falsa riga del New Deal roosveltiano. Non avrà la stessa portata, certo, ma chissà se in autunno, quando l’Amministrazione inizierà a lavorare a ritmo serrato, i nostri politicanti non riusciranno davvero a “rilanciare” Acerra.
Stefano Petrella
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