Domenica, Maggio 20, 2012
   
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Al Terzo Circolo Didattico rubato il "futuro tecnologico"

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Raid in una scuola di Acerra: svuotate l’aula informatica e la segreteria.

La notte tra il 9 e il 10 gennaio, il 3° Circolo Didattico di Acerra è stato ancora una volta preda di rapinatori. Purtroppo non è stato un caso isolato. La scuola di Via Buozzi è costantemente impegnata in progetti, iniziative culturali e analisi per individuare i bisogni del proprio territorio e della propria realtà sociale. Si rivolge ad utenti riconoscibili non solo nei propri alunni, ma anche negli adulti. Il 3° Circolo Didattico crede in un’educazione formativa e, soprattutto, permanente. Ed è in nome di questo valore che è disposto ad affrontare qualunque tipo di contesto e di realtà locale. L’impegno sociale di questa scuola, evidentemente però, non è bastato ad evitare i raid e le distruzioni, materiali e morali, a cui è stata soggetta negli ultimi anni. Basti ricordare un anno in particolare per capire quanto questo istituto abbia sofferto: il 2008. Giugno 2008: il 3° Circolo Didattico subisce il furto di tre computer appartenenti agli uffici della segreteria. Settembre 2008: altri due computer sono portati via. Oltre il furto, la beffa: danni, atti di vandalismo, vetri di finestre rotti, armadietti sfondati, serrature scassinate, materiale di facile consumo distrutto. Il danno è stato più che altro etico. La rapina, il vandalismo e, principalmente, l’assenza di rispetto. Rispetto per persone che in quella scuola lavorano onestamente. Rispetto per chi offre il proprio servizio, il proprio tempo, il proprio sudore per rendere funzionale, e migliore, un istituto statale. Rispetto per i bambini, ai quali sono stati tolti strumenti per la loro istruzione e formazione. Per questi atti è stata fatta una denuncia, con tanto di protocollo. Ora è in atto una diffida alla messa in sicurezza degli uffici di segreteria e della scuola. Ad informarci degli ultimi avvenimenti è stato il dirigente scolastico Francescaromana Boccini, che, in soli tre anni di servizio, è già stata testimone di una grande quantità di barbarie. «E’ avvenuto l’ennesimo furto. Questa volta gravissimo. Nella sala informatica, inaugurata da appena un mese, non è stato trovato nessuno dei nuovi computer. Erano stati acquistati con grande fatica attraverso tutto un lavoro fatto in precedenza. Ritengo sia stata opera di professionisti. E se anche non lo fossero stati, sicuramente hanno agito indisturbati. Tra la notte di sabato 9 e domenica 10 gennaio, sembra, infatti, che l’allarme della scuola sia suonato. Alcuni dei nostri alunni l’hanno sentito, ma nessuno di loro si è degnato di effettuare una telefonata a polizia o carabinieri. I rapinatori hanno riversato nelle scale una grata di ferro, lunga circa 3 metri, e sono entrati, agendo inosservati.» Queste le parole del dirigente che, con rammarico, ci parla anche di un altro avvenimento di poco precedente. Durante le vacanze di Natale è stato necessario denunciare la completa distruzione di un dispenser in comodato d’uso. Il distributore di caffè, bevande calde e snack, è stato totalmente distrutto e fatto in pezzi. «Qui ad Acerra si sa bene qual è la situazione. Tutte le scuole, con qualcuna in particolare, hanno subito negli ultimi anni furti, atti vandalici e distruzioni completamente gratuite. In questi tre anni più volte ho denunciato e fatto presente alle istituzioni del Comune quale fosse la situazione.>> La nuova sala di informatica, distrutta e saccheggiata, possedeva circa 15 computer. Era costata 15 mila euro. Cifra gravosa per una scuola pubblica. Ma l’utilizzo di questo punto multimediale non era riservato esclusivamente agli alunni dell’istituto. Era in atto un progetto informatico. Un programma per adulti da inserire nell’iniziativa Scuole Aperte a partire dal 12 gennaio. << In questi tre anni abbiamo lavorato, ci siamo continuamente procacciati progetti, siamo stati attenti a qualsiasi tipo di finanziamento per andare incontro a un’utenza che non è solamente l’alunno, ma anche l’adulto. Perché nella nostra ottica crediamo in una educazione permanente e quindi in competenze che devono andare sempre avanti, soprattutto in campo informatico. Bisogna reagire per la salvaguardia del bene pubblico e delle opere pubbliche. Anche se, purtroppo, dopo una telefonata con gli amministratori, di fatto non c’è ancora nulla. Solo la promessa, da parte dell’Assessore, di un tavolo tecnico per trovare una soluzione alla tutela della sicurezza nelle nostre scuole.» Il dirigente tutela la scuola, i ragazzi. Lo deve al suo lavoro, a quello dei suoi colleghi, ai suoi alunni e alle famiglie che ancora sostengono la scuola. Per questo afferma che «se non verranno presi provvedimenti seri, ci sarà una denuncia alla Procura della Repubblica.» «Adesso dovrei impegnare altre somme che sono arrivate per acquistare delle nuove macchine. Nell’ottica lavorativa io devo investire per i miei alunni e per il territorio a cui il Terzo Circolo va in contro. Ma io non ho il coraggio di fare una cosa simile. Per chi dovrei comprare, per i ladri? » Così parla il dirigente, ormai demotivato. Ma una soluzione continua a cercarla: magari partendo dagli allarmi. «Il sistema d’ allarmi è insufficiente. Occorrerebbe una sinergia di provvedimenti. Il sistema di allarme deve essere potenziato e collegato alla centrale di polizia e carabinieri. E di sicuro non a uno dei miei collaboratori. Perché non hanno nessun diritto o dovere di venire qui, a scuola, ogni volta che suona il sistema d’allarme. Non metterei mai a repentaglio la vita di queste persone. Ovviamente comprendo anche che, nel momento in cui dovesse suonare l’allarme collegato a polizia o carabinieri, questi pubblici ufficiali abbiano tanto altro da fare. Non dimentichiamo però che la scuola è un bene pubblico. Anni fa, con il presidente assessore Vincenzo Falco, si parlava di una vigilanza privata. Ma oramai …» Si potrebbe parlare di sensibilizzazione, di salvaguardia di un bene comune, di difesa della formazione dei ragazzi di Acerra. Ma di sicuro non è competenza del dirigente dell’istituto. Tutto ciò che può fare è sensibilizzare i propri alunni riguardo la partecipazione. «Ogni occasione, negli ultimi tre anni, è stata buona per sensibilizzare l’utenza, non in modo specifico sui furti, bensì sulla partecipazione. Che purtroppo manca assolutamente. Ho fatto questo discorso al Siani, nonostante fossi andata lì per altri motivi. Ho attivato un progetto per adulti che è stato completamente disertato.» «Le suore di San Giuseppe hanno attivato un piccolo progetto che, comunque, ha la sua utilità. Ci sono due ragazze del servizio civile, che si sono offerte di aiutare, con il doposcuola, i bambini che ne hanno più bisogno. Con il mio referente ho scelto questi alunni bisognosi. Dopo soli due giorni mi è arrivata una telefonata della suora che mi diceva che nessuno dei bambini era andato. Il problema è che, ne sono sicura, se anche avessero avuto il doposcuola al pianerottolo di fronte la loro casa, allo stesso modo, non avrebbero partecipato. Non c’è assolutamente coscienza.» E’ dunque una questione di coscienza e di partecipazione, secondo il principale dell’istituto. 1050 sono gli alunni del 3° Circolo Didattico. Il dirigente Francescaromana Boccini fa un ultimo appello: «vorrei che fossero prese per tutte le scuole di Acerra, nei prossimi giorni, delle soluzioni che eliminino del tutto questi fenomeni che veramente ci demotivano ad andare avanti. E, se non altro, trovare soluzioni che lo limitino. Far vedere, insomma, che si sta muovendo qualcosa di concreto.» A questo punto,è giusto dire che ad Acerra non c’è alcuna differenza tra quelle che potrebbero essere definite, sotto questo aspetto, scuole di “periferia” e scuole “urbane”.

 

Alessia Piccirillo

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