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Verso la città dormitorio? Lo spento Natale degli acerrani

Spento. Proprio così è stato il Natale ad Acerra, nonostante il discretamente ricco (!) programma firmato dal Sindaco e affisso ad ogni angolo della città:
gli spettacoli messi in scena al Teatro Italia, l’iniziativa “Natale in Vetrina”, le mostre d’arte che si susseguono al Castello Baronale, il concerto di Natale, i più che mai numerosi presepi (viventi e non) allestiti in giro per il paese, e soprattutto l’inaugurazione in pompa magna della rinnovata piazza Falcone e Borsellino. Proprio lei, “la Pretura”, dove quasi ogni ragazzo di Acerra ha passato almeno una serata della propria adolescenza, è più spenta che mai. A dispetto delle inquietanti (e fin troppo accese…)luci bianche, o magari proprio a causa della strana atmosfera che si portano dietro, “La” Piazza di Acerra non ha ancora riacquistato la popolarità di un tempo. Allo stesso modo, l’intero paese nelle ultime settimane è sembrato smorto, davvero poco “natalizio”: anche gli “zampognari” scarseggiavano! Insomma, quest’anno non si è respirata una vera atmosfera di festa… se poi ci si mettono pure le decorazioni luminose più tristi di sempre, il gioco è fatto. “C’è la crisi, chi sta in cassa integrazione ha poco da festeggiare”, direte voi; ed è verissimo, infatti nessuno si aspettava l’assalto ai negozi (mezzi deserti anche in questi primi giorni di saldi, al contrario degli stracolmi centri commerciali), ma due passi per le strade della città non costano nulla, un caffè al bar se lo possono permettere un po’ tutti. Se vi è capitato di uscire nelle ultime settimane ad Afragola, a Pomigliano, a Nola, senza dover necessariamente scomodare Napoli, avrete senz’ altro apprezzato tutt’altra atmosfera: chi passeggia, chi sorseggia una cioccolata in tazza, chi porta i bambini a giocare al parco. Con il clima tutto sommato mite che ha accompagnato queste festività, non possiamo nemmeno giustificarci dicendo che stavamo in casa a riscaldarci vicino al camino. L’impressione è che, anche a Natale, gli acerrani scelgano di non rimanere nella propria città: il risultato è stato che le strade di Acerra erano molto simili a quelle del resto dell’anno. Dulcis in fundo, la pioggia ci ha negato il cielo illuminato dai fuochi d’artificio allo scoccare del 2010. In occasione dell’ Epifania, invece, le cose sembrano essere andate un po’ meglio: la tradizionale “maratona” si è svolta nonostante il tempo minaccioso, la Befana è riuscita a portare dei piacevoli artisti di strada per le vie del centro storico; e il giro d’affari dei dolciumi ha spinto, più degli altri anni, botteghe e bar a ingaggiare festosi animatori per attirare clienti, purtroppo provocando inevitabili disagi per la circolazione di auto e pedoni. In compenso, però, siamo stati invasi dapprima da simpatici “babbi e babbe Natale” e poi da allegre Befane, fuori ad ogni negozio. Meno male che c’erano loro, sennò a stento ce ne saremmo accorti che le feste sono arrivate… e pure finite.
Stefano Petrella
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