Mercoledì, Settembre 08, 2010
   
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La parola d’ordine: spegnere i motori

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Al passaggio a livello le auto in attesa con i motori accesi contribuiscono a rendere l’aria irrespirabile

Occorrono Ausiliari del traffico o vigili urbani a ridosso del passaggio a livello per far spegnere i motori delle auto agli automobilisti in attesa della riapertura delle sbarre. Che Acerra sia afflitta dalla problematica dell’inquinamento è cosa assai nota, che i cittadini portino sulle spalle il peso di un inceneritore che sprigiona diossina e metalli pesanti ad ogni ora del giorno, non lo si scopre oggi. Però ciò che non salta subito all’occhio ma che, comunque, aggrava ulteriormente la qualità dell’aria che si respira, e, indirettamente, anche la qualità della vita, è spesso la superficialità di buona parte degli automobilisti, che, all’attesa presso gli attraversamenti ferroviari, non spengono il motore rilasciando nell’atmosfera un’alta quantità di smog, nociva all’uomo in quanto irritante per l’apparato cardiaco e respiratorio. Le sostanze inquinanti, come le polveri sottili, sono prodotte soprattutto dalle auto in circolazione. Tramite analisi approfondite nell’ambito di progetti scolastici (di cui si è già parlato negli scorsi numeri, ndr), è emerso che un auto con motore acceso rilascia la stessa quantità di anidride carbonica di quanta ne emetterebbe, se stesse percorrendo un tragitto di un kilometro. E’ molto significativo un esperimento svolto dai ragazzi dell’istituto Alfonso Maria de’ Liguori fatto tra l’aprile e il maggio scorso che metteva in evidenza l’annerimento di un panno bianco lasciato appeso su un balcone nei pressi di un passaggio a livello. Ciò sta a sottolineare come la grande quantità di smog, emesso dalle auto in attesa, può rappresentare una fonte di preoccupazione elevata soprattutto per coloro che abitano le zone circostanti a quelle adibite al traffico promiscuo di autoveicoli e treni. Soprattutto se il passaggio a livello chiude con una frequenza altissima, in un’ora e in media un auto su due, non ha l’attenzione di spegnere il motore, nonostante le sollecitazioni da parte dell’assessorato all’ambiente che, attraverso cartelli stradali, si prodiga per la tutela dell’ambiente, come nel caso di quello di via Garibaldi. “E’ un fatto positivo l’idea dell’amministrazione di installare un segnale- è la testimonianza di un commerciante costretto a convivere quotidianamente con il passaggio a livello, “ma alcuni ancora non lo rispettano”. “Sono importanti questi messaggi di denuncia del fenomeno di irresponsabilità da parte di alcuni automobilisti”- è lo sfogo al malessere serpeggiante in città causato non solo dall’inquinamento atmosferico ma anche acustico. Piccole attenzioni possono aiutare a diminuire l’inquinamento di polveri sottili già a grandi livelli; esso infatti rappresenta uno dei primi fattori di rischio per la salute nelle città. I dati dell’OMS ci dicono che l’inquinamento atmosferico è una della cause di mortalità più elevate in Europa ed è addirittura responsabile di centomila morti ogni anno. Un uso disciplinato dell’automobile è fortemente consigliato. Una risoluzione in questo senso potrebbe essere la presenza di ausiliari del traffico, i quali nei punti chiave della città e nelle ore di punta potrebbero vigilare e sollecitare i vari utenti della strada al rispetto dell’ambiente. Potrebbe essere una soluzione temporanea che permetterebbe alla città intera di affrontare in modo migliore il vero e proprio ‘stress’ da passaggio a livello, aspettando che magari la situazione della città possa evolversi. Infatti i cartelli luminosi auto-finanziati con la pubblicità restano ancora una buona idea, essi potrebbero facilitare la circolazione della città, già parecchio intasata. Il traffico cittadino provoca rallentamenti anche in correnti veicolari interessate solo indirettamente alle strade dei passaggi a livello. In ogni caso non può essere ammissibile che una città di un’elevata densità abitativa possa essere letteralmente spaccata in due da una linea ferroviaria che ne ritarda sensibilmente la circolazione. D’altra parte i lavori di interramento o di deviazione della ferrovia risultano impraticabili soprattutto in tempi brevi. C’è la necessità impellente di un uso più moderato dell’auto ed è proprio quello che dovrebbero fare la maggior parte dei cittadini, cioè preferire l’utilizzo di altri mezzi di trasporto come l’autobus o la bicicletta.

Lorenzo Oliviero

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