Acerra in tilt per il maltempo. Sotto accusa il sistema fogniario
Sabato 19 Settembre 2009 00:00

Il nubifragio di lunedì, 14 settembre, che ha mandato in tilt la città di Acerra, allagando strade, negozi, e creando seri problemi alla viabilità, ha riproposto una questione di cui si è spesso parlato in passato, e cioè quella della cura e della manutenzione dei tombini della rete fognaria.
Le arterie principali della città, ovvero Corso Italia, Corso della Resistenza e Corso Vittorio Emanuele, erano a dir poco impraticabili; l’acqua piovana, accumulatasi rapidamente, evidentemente a causa di un mancato funzionamento della rete fognaria, ha invaso negozi e abitazioni situate a livello di strada. Testimoni intervistati dal Tablò hanno inoltre dichiarato che, a causa della pioggia ininterrotta fuoriusciva dai tombini acqua sporca e maleodorante, riversando in strada liquami e rifiuti. In molte zone sono dovute intervenire ditte di espurgo, e al Corso Italia, per consentire ad un gruppo di bambini di scendere da un pulmino scolastico, rimasto bloccato nell’acqua, sono dovuti intervenire i Vigili. La questione adesso è questa: possibile che si debba sempre attendere il verificarsi di disagi del genere per decidere di intervenire? Possibile che la ripulitura della rete fognaria non possa essere un lavoro di ordinaria manutenzione? Mettere i cittadini in condizione di camminare (o meglio verrebbe da dire navigare!), in acque luride, fra rifiuti e materiale fecale, significa non tutelarne la salute. Se Acerra fosse stata ancora flagellata dal maltempo nei giorni successivi, e queste acque sporche avessero continuato ad invadere le nostre strade, oltre ai disagi ovviamente legati al traffico, e ai problemi per i negozianti (costretti a liberare di continuo i propri locali dalle acque), avrebbero potuto verificarsi anche problemi di natura igienica. E con i tempi che corrono, tutelare la sicurezza e la salute pubblica dei cittadini dovrebbe essere la prima preoccupazione di chi governa.
Flora Monda
Emergenza roghi. Le Istituzioni si nascondono. Dopo i rifiuti ora brucia la terra.
Sabato 19 Settembre 2009 00:00

Sicuramente quella appena trascorsa sarà ricordata come una delle estati più calde degli ultimi tempi. Temperature che hanno toccato e superato, in alcune località, anche le soglie dei quaranta gradi.
Tutti, adulti, anziani e bambini, siamo corsi ai ripari cercando di evitare di uscire dalle rispettive abitazioni nelle ore più calde. Purtroppo, però, oltre a dover fare i conti con queste temperature elevate, qui ad Acerra (ma anche in altre località), l’”ombelico del mondo”, abbiamo dovuto fare i conti con tutti quei roghi che in qualunque ora del giorno sorgevano un po’ ovunque. Criminali, ignoranti, deficienti, non esistono altri modi per definire quegli esseri, noncuranti delle annose conseguenze per la salute, hanno dato fuoco indistintamente ad una serie di sostanze tossiche, la cui pericolosità, è oramai evidenza di tutti. Copertoni di auto, lamiere di eternit, plastica di ogni genere, tutto pronto per un “falò” nocivo per l’essere umano. Eppure di queste cose se ne è parlato e se ne continua a parlare da decenni, ma nessuno probabilmente dall’alto è interessato alla cosa. Ci saremmo aspettati una entrata in campo dell’ASL o della Regione attraverso l’ARPAC, un richiesta di intervento dello Stato. Diversamente da quanto accaduto per la questione Termovalorizzatore, che ha visto la mobilitazione dell’Esercito per la prosecuzione dei lavori della struttura in località Pantano. Evidentemente, la vicenda roghi nocivi non crea lo stesso “interesse”. Ciononostante i centralini dei Vigili Urbani, dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’Ordine sono stati intasati dalle centinaia di telefonate che, soprattutto da parte di persone anziane, chiedevano un pronto intervento per non rimanere chiusi in casa e per non inalare diossine e tutta una serie di sostanze tossiche. L’episodio più clamoroso e grave di questa lunga estate si è sviluppato in località Marchesa, quartiere Ice-Snei, a pochi passi dal CONAD. Una nube densa, nera e immensa ha invaso i nostri cieli a causa del rogo di centinaia di pneumatici, apparecchiature elettriche, plastica, vetro, carrozzerie di auto, tutto insieme per quello che poi molti di noi hanno potuto vedere. Per questo tipo di episodi la nostra redazione ha ricevuta una serie di telefonate, di fax e qualche lamentela pervenutaci anche a mezzo e-mail. Noi, per rispetto di tutti e per non fare discriminazioni alcuna, preferiamo farci, come nostra abitudine, portavoce di tutti quanti hanno chiesto che chi di dovere intervenga in futuro per evitare che ciò possa accadere nuovamente. Respirare sostanze tossiche provoca tumori e cancri soprattutto alle vie aeree che, ahinoi, il più delle volte non lasciano assolutamente scampo. Molto abbiamo scritto a tal riguardo e ritornare a raccontare e spiegare ciò che può accadere, va ad offendere l’intelligenza delle persone, piuttosto spenderei qualche parola per chi ci governa e ci ha governato. Si parlava nel lontano giugno 2004 di sentinelle dell’ambiente, del poliziotto di quartiere, di potenziamento del corpo dei vigili urbani per un maggiore controllo del territorio. Chissà dove sarà andata a finire tutta questa gente, forse si sarà fatta bella per l’occasione, ma poi nulla più, come del resto tutto il loro mandato elettorale. In questo momento, invece, il nostro messaggio lo rivolgiamo alla nuova Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Esposito, affinché quello che si è detto in campagna elettorale in tema di cultura e rispetto dell’ambiente venga effettivamente compiuto, ma soprattutto mi rivolgo al Sindaco e al suo assessore di riferimento affinché la tematica ambientale venga affrontata e gestita nel rispetto delle iniziative da attuare per la tutela della salute del cittadino e perciò, se necessario, anche l’Esercito deve essere richiesto al Governo e, se necessario, organizzare una task force ambientale. Acerra…questo è l’ombelico del mondo, e se così dovrà essere per scelte volute dall’alto, allora ci si prepari per la migliore trattativa che si possa intavolare e per le migliori richieste che si possano avanzare ( se siamo ancora in tempo!).
Vincenzo Scialò














