Martedì, Febbraio 07, 2012
   
Testo

Cronaca

Acerra e i suoi mali invisibili: il problema dei diversamente abili

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Vanno abbattute le barriere architettoniche. Di problemi nel nostro Paese ce ne sono sempre stati, ma l’occhio cade sempre sugli stessi, nonostante il trascorrere degli anni, mentre altri vengono ignorati, abbandonati a loro stessi, o, più semplicemente, pochi tendono a farci caso davvero. .

 

Come la questione dei disabili, per esempio. In una città che il più delle volte si rivela non essere in tutti i suoi angoli a misura d’uomo, numerose sono le difficoltà incontrate da questa categoria sociale, a cominciare dalle barriere architettoniche, costituite anche da un semplice gradino. Quest’articolo, d’altronde, nasce sotto esplicito suggerimento di un padre la cui figlia soffre d’una malattia che la costringe su una sedia a rotelle e che, come altri simili a lei, ogni giorno deve far fronte a simili ostacoli. Una richiesta da parte di un genitore si rivela così essere per noi l’opportunità di aprire gli occhi su quanto ci circonda: nella località Spiniello vi sono marciapiedi larghi, che consentirebbero il passaggio agevole delle carrozzine, questo sì, se non fosse però per gli alberi piantati giusto al centro degli stessi, sorgendo come scogli in mezzo al mare, impossibili da aggirare e le strade malandate dove in più punti il cemento manca e al suo posto si trovano fosse e avallamenti, sono un pericolo tanto per loro quanto per automobili e scooter. Alcune sono state riparate, ma ce ne sono altre, nelle Madonelle così come nei pressi del Gaudello e potrei continuare con esempi simili all’infinito. Basti pensare alla gran quantità di passaggi a livello che si trovano dislocati in più punti, qui, nel Comune e che non sono certo facili da attraversare. Fortunatamente, associazioni che svolgono lavoro di volontariato in questo senso esistono e sono anche ben dislocate sul nostro territorio, ma, purtroppo, non basta. Acerra così come ogni altra città italiana, europea e non, deve far fronte a questi problemi con tutti i mezzi necessari ed in tutti i modi possibili, prendendo a cuore un problema che, a dispetto di quanto invece possa sembrare, è in realtà molto più serio e diffuso di quanto ci si aspetterebbe. E a questo proposito il portale della città, reperibile tramite Internet collegandosi al sito http://www.comune.acerra.na.it, è fornito di una sezione apposita per i disabili, formata da diversi voci, quali “Assistenza Domiciliare”, “Trasporti Scolastici”, “Assistenza Scolastica” e “Link Utili”. Per quanto riguarda la prima, sono già coinvolti circa 80 diversamente abili e tra questi una quota percentuale riceve assistenza con progetti personalizzati. La richiesta di assistenza domiciliare può essere inoltrata in qualsiasi periodo dell'anno al Comune di Acerra - Ufficio Politiche Sociali - tel. 081.5219104 - 081.5219114. Il trasporto scolastico, inoltre, è valido a partire dalle scuole elementari fino alle superiori e durante gli orari di lezione è stato previsto un lavoro di tutoraggio da parte di educatori professionali, sociologi, psicologi e pedagogisti, ma le iniziative previste si fermano qui. Nulla di più, nulla di meno. Niente che vada al di là dell’ordinario o del minimo richiesto dalla legislazione. La strada da percorrere è ancora lunga e molto altro po’ essere fatto. La speranza è che la nuova amministrazione possa muoversi in questo senso al più presto possibile, con nuove proposte ed idee che possano assicurare un futuro concretamente vivibile per la maggior parte della popolazione, fasce più sfortunate ed indigenti comprese. Un proposito da tenere a mente per l’anno che verrà. Noi intanto attendiamo. Ancora una volta. Con un occhio diverso nei confronti del prossimo. ?

Annamaria Bianco

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Acerra in tilt per il maltempo. Sotto accusa il sistema fogniario

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Il nubifragio di lunedì, 14 settembre, che ha mandato in tilt la città di Acerra, allagando strade, negozi, e creando seri problemi alla viabilità, ha riproposto una questione di cui si è spesso parlato in passato, e cioè quella della cura e della manutenzione dei tombini della rete fognaria.

 

Le arterie principali della città, ovvero Corso Italia, Corso della Resistenza e Corso Vittorio Emanuele, erano a dir poco impraticabili; l’acqua piovana, accumulatasi rapidamente, evidentemente a causa di un mancato funzionamento della rete fognaria, ha invaso negozi e abitazioni situate a livello di strada. Testimoni intervistati dal Tablò hanno inoltre dichiarato che, a causa della pioggia ininterrotta fuoriusciva dai tombini acqua sporca e maleodorante, riversando in strada liquami e rifiuti. In molte zone sono dovute intervenire ditte di espurgo, e al Corso Italia, per consentire ad un gruppo di bambini di scendere da un pulmino scolastico, rimasto bloccato nell’acqua, sono dovuti intervenire i Vigili. La questione adesso è questa: possibile che si debba sempre attendere il verificarsi di disagi del genere per decidere di intervenire? Possibile che la ripulitura della rete fognaria non possa essere un lavoro di ordinaria manutenzione? Mettere i cittadini in condizione di camminare (o meglio verrebbe da dire navigare!), in acque luride, fra rifiuti e materiale fecale, significa non tutelarne la salute. Se Acerra fosse stata ancora flagellata dal maltempo nei giorni successivi, e queste acque sporche avessero continuato ad invadere le nostre strade, oltre ai disagi ovviamente legati al traffico, e ai problemi per i negozianti (costretti a liberare di continuo i propri locali dalle acque), avrebbero potuto verificarsi anche problemi di natura igienica. E con i tempi che corrono, tutelare la sicurezza e la salute pubblica dei cittadini dovrebbe essere la prima preoccupazione di chi governa.

Flora Monda

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Emergenza roghi. Le Istituzioni si nascondono. Dopo i rifiuti ora brucia la terra.

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Sicuramente quella appena trascorsa sarà ricordata come una delle estati più calde degli ultimi tempi. Temperature che hanno toccato e superato, in alcune località, anche le soglie dei quaranta gradi.

 

Tutti, adulti, anziani e bambini, siamo corsi ai ripari cercando di evitare di uscire dalle rispettive abitazioni nelle ore più calde. Purtroppo, però, oltre a dover fare i conti con queste temperature elevate, qui ad Acerra (ma anche in altre località), l’”ombelico del mondo”, abbiamo dovuto fare i conti con tutti quei roghi che in qualunque ora del giorno sorgevano un po’ ovunque. Criminali, ignoranti, deficienti, non esistono altri modi per definire quegli esseri, noncuranti delle annose conseguenze per la salute, hanno dato fuoco indistintamente ad una serie di sostanze tossiche, la cui pericolosità, è oramai evidenza di tutti. Copertoni di auto, lamiere di eternit, plastica di ogni genere, tutto pronto per un “falò” nocivo per l’essere umano. Eppure di queste cose se ne è parlato e se ne continua a parlare da decenni, ma nessuno probabilmente dall’alto è interessato alla cosa. Ci saremmo aspettati una entrata in campo dell’ASL o della Regione attraverso l’ARPAC, un richiesta di intervento dello Stato. Diversamente da quanto accaduto per la questione Termovalorizzatore, che ha visto la mobilitazione dell’Esercito per la prosecuzione dei lavori della struttura in località Pantano. Evidentemente, la vicenda roghi nocivi non crea lo stesso “interesse”. Ciononostante i centralini dei Vigili Urbani, dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’Ordine sono stati intasati dalle centinaia di telefonate che, soprattutto da parte di persone anziane, chiedevano un pronto intervento per non rimanere chiusi in casa e per non inalare diossine e tutta una serie di sostanze tossiche. L’episodio più clamoroso e grave di questa lunga estate si è sviluppato in località Marchesa, quartiere Ice-Snei, a pochi passi dal CONAD. Una nube densa, nera e immensa ha invaso i nostri cieli a causa del rogo di centinaia di pneumatici, apparecchiature elettriche, plastica, vetro, carrozzerie di auto, tutto insieme per quello che poi molti di noi hanno potuto vedere. Per questo tipo di episodi la nostra redazione ha ricevuta una serie di telefonate, di fax e qualche lamentela pervenutaci anche a mezzo e-mail. Noi, per rispetto di tutti e per non fare discriminazioni alcuna, preferiamo farci, come nostra abitudine, portavoce di tutti quanti hanno chiesto che chi di dovere intervenga in futuro per evitare che ciò possa accadere nuovamente. Respirare sostanze tossiche provoca tumori e cancri soprattutto alle vie aeree che, ahinoi, il più delle volte non lasciano assolutamente scampo. Molto abbiamo scritto a tal riguardo e ritornare a raccontare e spiegare ciò che può accadere, va ad offendere l’intelligenza delle persone, piuttosto spenderei qualche parola per chi ci governa e ci ha governato. Si parlava nel lontano giugno 2004 di sentinelle dell’ambiente, del poliziotto di quartiere, di potenziamento del corpo dei vigili urbani per un maggiore controllo del territorio. Chissà dove sarà andata a finire tutta questa gente, forse si sarà fatta bella per l’occasione, ma poi nulla più, come del resto tutto il loro mandato elettorale. In questo momento, invece, il nostro messaggio lo rivolgiamo alla nuova Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Esposito, affinché quello che si è detto in campagna elettorale in tema di cultura e rispetto dell’ambiente venga effettivamente compiuto, ma soprattutto mi rivolgo al Sindaco e al suo assessore di riferimento affinché la tematica ambientale venga affrontata e gestita nel rispetto delle iniziative da attuare per la tutela della salute del cittadino e perciò, se necessario, anche l’Esercito deve essere richiesto al Governo e, se necessario, organizzare una task force ambientale. Acerra…questo è l’ombelico del mondo, e se così dovrà essere per scelte volute dall’alto, allora ci si prepari per la migliore trattativa che si possa intavolare e per le migliori richieste che si possano avanzare ( se siamo ancora in tempo!).

Vincenzo Scialò

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Tra roghi, licenziamenti e cantieri per lavori in corso: la calda estate di Acerra

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Calda, caldissima l’estate appena conclusasi; la quarta estate più calda dall’anno 1800, secondo il monitoraggio fatto dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna; più torride solo quelle del 2003, del ’94 e del ’98. Ma ad Acerra, oltre al clima, c’è stato parecchio per cui scaldarsi.

 

E mentre la nuova Amministrazione è riuscita a “raffreddare” le varie “teste calde” in Consiglio Comunale, a far impennare la temperatura (e non solo in senso metaforico …) ci hanno pensato i roghi. L’estate 2009 ce la ricorderemo come l’“estate dei roghi”, il vero leit- motiv delle calde notti degli ultimi mesi per noi Acerrani. Mentre in Liguria e nel resto d’Italia il caldo, il vento e gli sconsiderati piromani bruciano ettari di verde, qui ad Acerra, si brucia la monnezza, in particolare centinaia di quintali di copertoni, pneumatici … Come dire, ognuno si arrangia con quello che ha … Certo è che questo dei roghi è un fenomeno drammatico: dall’inizio dell’estate, con una regolarità sconcertante, nella fascia oraria tra l’ 1.00 e le 3.00 di notte, si alzano nei cieli acerrani “fumate nere” che arrivano a inondare le case dei cittadini, rendendo l’aria irrespirabile, costringendo la gente a barricarsi in casa. La zona più colpita è stata senz’altro l’Ice-Snei, ma anche le zone di confine con il Comune di Caivano. Un fenomeno inaccettabile, immorale, in un territorio già devastato dal punto di vista ambientale come quello di Acerra, ma che non è escluso che nasconda aspetti ancora più drammatici: “Il nostro timore è che questi incendi servano a nascondere qualcos´altro - spiega un addetto della Jacta, società per la raccolta dei rifiuti - qui lungo i Regi Lagni è stato gettato di tutto”; insomma, si teme che i roghi servano ad occultare lo smistamento di sostanze ben più tossiche, alcuni testimoni diretti parlano anche di “esplosioni violente”, in concomitanza con i roghi. L’ inaccettabile escalation è stata denunciata solo a fine luglio, dopo settimane di “fumate”, quando il Consigliere Comunale Antonio Laudando ha presentato una mozione in Consiglio che ha impegnato l’ Amministrazione a far fronte all’emergenza. Il Sindaco Esposito ha scelto la strada della sinergia tra le varie realtà locali interessate, e il 13 agosto si sono riuniti i rappresentanti dei comuni di Acerra, Caivano, Afragola, Casoria e Casalnuovo per pianificare una reazione congiunta. Ha manifestato il proprio interesse anche il comune di Pomigliano d’Arco. I comuni si sono impegnati a intensificare il controllo diretto del territorio: tra gli strumenti individuati un sistema di videosorveglianza delle strade e dei luoghi maggiormente a rischio, un coordinamento delle Polizie Municipali, l’istituzione di un numero verde per le segnalazioni anonime dei cittadini. Parallelamente, il sindaco Tommaso Esposito ha anche invocato l’intervento dell’esercito, per coadiuvare l’operato degli esigui organici della Polizia Municipale. Purtroppo, l’esercito ad Acerra sembra servire solo per blindare un impianto di termovalorizzazione che arranca a funzionare, e la cui gestione non è esente da problemi. Infatti, quest’estate, a farci sudare (freddo, però …) ci hanno pensato anche i quattro operai acerrani che il 28 agosto scorso hanno minacciato di buttarsi da una torre del Maschio Angioino a Napoli. Loro quattro e altri 29 operai lavoravano per la Elettra Energia, la società di Novara che ha tuttora in gestione il termovalorizzatore nella fase di commissionino (avvio e collaudo dell’impianto). Era stato loro assicurato il lavoro fino al 15 settembre, momento in cui la gestione del termovalorizzatore passerà nelle mani della A2A, la società nata dalla fusione tra Aem Milano e Asm Brescia. Il licenziamento anticipato è avvenuto in tronco e senza spiegazioni: durante la giornata dell’ 1 agosto, a 33 degli operai che si presentava a lavoro, uno dei soldati di presidio ha consegnato la lettera di licenziamento. Procedura senz’altro anomala… intimidazione? Bah, sta di fatto che gli operai non si sono fatti scoraggiare e hanno iniziato un inascoltato sciopero della fame, durato oltre 15 giorni. Hanno poi invocato l’intervento del premier Berlusconi, anch’egli sordo alle proteste. Fino ad arrivare all’atto estremo di qualche settimana fa, quando si sono visti costretti a mettere in ballo la propria vita per ottenere considerazione. D’altro canto, non sono certo i primi: in Italia sembra sia diventato all’ultima moda fra gli operai minacciare atti sconsiderati per rivendicare i propri legittimi diritti di lavoratori. Un tempo, per queste cose, c’erano i sindacati, un tempo … Ma quest’estate sarà ricordata anche per i tanti cantieri in corso di cui Acerra negli ultimi mesi è disseminata. Nel nostro paese si lavora a parecchie opere pubbliche importanti, molte di esse ereditate dall’ Amministrazione Marletta: dal rifacimento di via Spiniello, a quello (parziale, speriamo di non assistere a altri scempi..) del Castello Baronale, ma anche del cruciale incrocio tra via Umberto Nobile e Corso Italia, di fronte alla Clinica Villa Dei Fiori. I lavori proseguono spediti anche a piazza Falcone e Borsellino, la “Pretura”, fino a qualche anno fa ritrovo abituale dei ragazzi acerrani, che dopo il restyling potrebbe ritrovare il suo “antico splendore”. Tutto ciò ha qualcosa di lontanamente assimilabile a un piano di rilancio sulla falsa riga del New Deal roosveltiano. Non avrà la stessa portata, certo, ma chissà se in autunno, quando l’Amministrazione inizierà a lavorare a ritmo serrato, i nostri politicanti non riusciranno davvero a “rilanciare” Acerra.

Stefano Petrella

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Acerra - Un brutto inizio di anno scolastico per gli studenti dell’Istituto S. Alfonso Maria de Liguori

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Non è iniziato nel migliore dei modi l’anno scolastico 09/10 per l’istituto Alfonso Maria de Liguori costretto ad affrontare il problema della mancanza di aule.

 

Il liceo linguistico che occupava la sede (dietro le carceri) non ha più un sito dove sistemare gli alunni divisi in 12 aule, visto che l’ex struttura è stata dichiarata inaccessibile al corpo scolastico (studenti, ATA e docenti), infatti è arrivato il certificato di inagibilità dalla provincia il maggio scorso. Il preside Vincenzo Piscopo ha decretato la necessità di effettuare i doppi turni, ma questo provvedimento ha suscitato le immediate proteste dei ragazzi (e dei genitori) poco inclini a seguire le lezioni di pomeriggio. Mercoledi 16 settembre sono iniziate le proteste degli studenti al Comune e sono proseguite anche il giorno seguente. Si è arrivati ad una soluzione temporanea: due giorni di rotazioni alla settimana e orario continuato fino alle 15, fino alle 16 in caso di sesta ora. Intanto le proteste degli studenti continuano; si spera che al più presto si possa raggiungere una soluzione definitiva affinché possa essere garantito il completo svolgimento delle lezioni.

Lorenzo Oliviero

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Notizia Flash

La guida della città di Acerra, in giro per la città...da dicembre 1999, compie 22 anni.

 

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