Martedì, Febbraio 07, 2012
   
Testo

Cronaca

Passaggi a livello chiusi per 45 minuti, la città di Acerra bloccata e mortificata!

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Aria irrespirabile, smog alle stelle, traffico paralizzato, amministrazione latitante. Urge un intervento strategico e serio per ovviare ai problemi di immobilismo veicolare sul territorio acerrano.

Venerdi 28 maggio è stata la giornata nera per gli automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni che dovevano andare da una parte all’altra della città. Oramai, nell’indifferenza totale di chi si è assunto la responsabilità di governare questa città, venendo meno a questo compito, le ferrovie dello Stato stanno agendo da padrone, chiudono i passanti ferroviari per decine e decine di minuti, mettendo a dura prova il sistema nervoso degli acerrani. Negli ultimi tempi è aumentato in modo esponenziale il passaggio di treni sulla tratta che interessa Acerra, oltre ai treni dei pendolari è aumentato anche il transito dei treni merci. Il culmine ed il relativo record di chiusura dei passaggi a livello si è registrato dalle ore 18, 40 alle 19,25 di quel maledetto venerdi. Per intenderci, la prolungata chiusura dei passanti ferroviari in contemporanea nei quattro punti strategici della città hanno letteralmente immobilizzato Acerra. A testimonianza di quello che è successo in città, ci sono filmati e foto scattate anche da semplici cittadini oltre che da noi operatori della comunicazione. Il passaggio a livello della località “Pozzilloâ€, che collega Via Di Vittorio con l’ultimo tratto di Corso Italia, ha immobilizzato il traffico che sopraggiungeva dall’ipercoop entrando da qui in Acerra,ed ha bloccato il sottopasso di Via Di Vittorio. La lunga fila di auto dovuta alla chiusura di questo passante, si è incrociata con quella di Via Diaz, infatti, qui le auto erano in attesa della riapertura del passaggio a livello che divide corso Garibaldi da Via Diaz. Il passante ferroviario di Via S. Francesco D’assisi ha paralizzato il traffico di via Spiniello e Fondola da un lato, Via Soriano dall’altro ed infine Via S. Francesco d’Assisi che si incrocia con Corso Vittorio Emanuele II. Infine, il passante ferroviario del corso Vittorio Emanuele ha bloccato lo stesso corso da un lato e via Benevento dall’altro. Insomma, ingresso ed uscita dalla città. Il blocco totale della veicolazione dei mezzi è durato circa quarantacinque minuti, troppi per una città inquinata come la nostra. Per ovviare a questi problemi occorrerebbe un’amministrazione forte e decisa nel farsi ascoltare, ma soprattutto a farsi rispettare da enti sovra comunali che sfruttano il nostro territorio. Inoltre, amministratori attenti e scrupolosi affronterebbero una volta per tutte il problema del passante ferroviario. Gli abitanti sono stufi e provocatoriamente, ad oggi, accetterebbero tutto, cavalcavia o sottopassi, per ovviare al blocco della circolazione in città. Intanto dal palazzo municipale registriamo una sola cosa:non c’è miglior sordo di chi non vuole sentire, e questo problema ancora non è stato affrontato di petto. Pertanto, per concludere, sembrerebbe che all’amministrazione Esposito non basterebbe nemmeno l’intera azienda dell’Amplifon per ovviare alla falsa sordità.

Annamaria Bianco

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Sempre più spesso i disoccupati bloccano la linea Napoli-Caserta. La stazione di Acerra brucia

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Da mesi la stazione ferroviaria di Acerra è messa a ferro e fuoco. Almeno un paio di volte a settimana, sui binari di corso Garibaldi, vengono bruciati rifiuti che bloccano l’intera linea Napoli-Caserta via Cancello, rendendo inservibile per alcune ore la stazione di Acerra.

Per di più con una tempistica sbalorditiva: la mattina presto, prima dell’inizio dell’orario d’ufficio, e il tardo pomeriggio, in modo da bloccare i malcapitati a Napoli o a Caserta. A “rivendicare†queste forme di protesta, è il Movimento Corsisti Autorganizzati Precari Bros. Per intenderci, i disoccupati di via del Pennino. Ma facciamo un passo indietro: marzo 2010, elezioni regionali. La Campania passa dal centrosinistra di Bassolino al centrodestra di Caldoro. I progetti ISOLA (Inserimento Sociale al Lavoro) di formazione e occupazione previsti dalla Giunta precedente vengono rivisti. Nel frattempo i fondi sono bloccati, e i 500 euro al mese che fino al mese scorso portavano avanti 400 famiglie acerrane non si sa se a giugno arriveranno. Nel frattempo, ogni mese, per assicurarsi la conferma di quest’assegno, i disoccupati necessitano di visibilità, di farsi sentire. Da marzo la città di Napoli è assediata: pullman ribaltati e dati alle fiamme, la linea 2 della metropolitana presa d’assalto, i palazzi del potere occupati. Oltre ad un’ estemporanea occupazione del Duomo; per i disoccupati nostrani è la stazione il bersaglio privilegiato. Certo, di rumore ne fanno parecchio, soprattutto quello delle imprecazioni dei centinaia di pendolari per i quali la linea ferroviaria è vitale. Nella nostra città, con la Circumvesuviana fuori uso, quello delle Ferrovie dello Stato è un servizio importantissimo per studenti e lavoratori: la parte della società che produce presente e futuro. E’ facile cadere nella trappola della “guerra dei poveriâ€, che non fa bene nemmeno alla causa dei disoccupati: la delegittima, la rende odiosa e fastidiosa anche a chi prova a condividere e comprendere. E se la Regione non è capace di canalizzare il dissenso in forme di protesta legittime e non violente, stando alle dichiarazioni a Tablò dei Precari Bros, anche « l’Amministrazione Comunale non ha né occhi, né orecchie: il dialogo è bloccato; per farci vedere, dobbiamo solo portare avanti la lotta». Finora non si è ancora arrivati a gravi scontri con le forze dell’ordine, ma il disagio per gli acerrani è enorme: gli esami all’università saltano, si arriva tardi al lavoro (o non si arriva proprio…), ci si vede negati una meritata giornata di shopping. Se sul lungo periodo è auspicabile creare occupazione e coesione sociale, nell’immediato la stazione di Acerra va tutelata. Fino a qualche anno fa era sorvegliata in determinate fasce orarie. Pur consapevoli degli ingrati tagli di risorse alle forze dell’ordine del Governo centrale, sarebbe così difficile trovare i fondi per reintrodurre un servizio di vigilanza? Potrebbe funzionare da deterrente e “limitare i danniâ€. Di fianco al dissenso dei disoccupati, vi è anche il dissenso degli altri cittadini che sperano di non rimanere inascoltati quando pretendono una stazione servibile: piccola, brutta, con pochi treni, magari pure in ritardo… ma è l’unica che abbiamo.

Stefano Petrella

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La parola d’ordine: spegnere i motori

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Al passaggio a livello le auto in attesa con i motori accesi contribuiscono a rendere l’aria irrespirabile

Occorrono Ausiliari del traffico o vigili urbani a ridosso del passaggio a livello per far spegnere i motori delle auto agli automobilisti in attesa della riapertura delle sbarre. Che Acerra sia afflitta dalla problematica dell’inquinamento è cosa assai nota, che i cittadini portino sulle spalle il peso di un inceneritore che sprigiona diossina e metalli pesanti ad ogni ora del giorno, non lo si scopre oggi. Però ciò che non salta subito all’occhio ma che, comunque, aggrava ulteriormente la qualità dell’aria che si respira, e, indirettamente, anche la qualità della vita, è spesso la superficialità di buona parte degli automobilisti, che, all’attesa presso gli attraversamenti ferroviari, non spengono il motore rilasciando nell’atmosfera un’alta quantità di smog, nociva all’uomo in quanto irritante per l’apparato cardiaco e respiratorio. Le sostanze inquinanti, come le polveri sottili, sono prodotte soprattutto dalle auto in circolazione. Tramite analisi approfondite nell’ambito di progetti scolastici (di cui si è già parlato negli scorsi numeri, ndr), è emerso che un auto con motore acceso rilascia la stessa quantità di anidride carbonica di quanta ne emetterebbe, se stesse percorrendo un tragitto di un kilometro. E’ molto significativo un esperimento svolto dai ragazzi dell’istituto Alfonso Maria de’ Liguori fatto tra l’aprile e il maggio scorso che metteva in evidenza l’annerimento di un panno bianco lasciato appeso su un balcone nei pressi di un passaggio a livello. Ciò sta a sottolineare come la grande quantità di smog, emesso dalle auto in attesa, può rappresentare una fonte di preoccupazione elevata soprattutto per coloro che abitano le zone circostanti a quelle adibite al traffico promiscuo di autoveicoli e treni. Soprattutto se il passaggio a livello chiude con una frequenza altissima, in un’ora e in media un auto su due, non ha l’attenzione di spegnere il motore, nonostante le sollecitazioni da parte dell’assessorato all’ambiente che, attraverso cartelli stradali, si prodiga per la tutela dell’ambiente, come nel caso di quello di via Garibaldi. “E’ un fatto positivo l’idea dell’amministrazione di installare un segnale- è la testimonianza di un commerciante costretto a convivere quotidianamente con il passaggio a livello, “ma alcuni ancora non lo rispettanoâ€. “Sono importanti questi messaggi di denuncia del fenomeno di irresponsabilità da parte di alcuni automobilistiâ€- è lo sfogo al malessere serpeggiante in città causato non solo dall’inquinamento atmosferico ma anche acustico. Piccole attenzioni possono aiutare a diminuire l’inquinamento di polveri sottili già a grandi livelli; esso infatti rappresenta uno dei primi fattori di rischio per la salute nelle città. I dati dell’OMS ci dicono che l’inquinamento atmosferico è una della cause di mortalità più elevate in Europa ed è addirittura responsabile di centomila morti ogni anno. Un uso disciplinato dell’automobile è fortemente consigliato. Una risoluzione in questo senso potrebbe essere la presenza di ausiliari del traffico, i quali nei punti chiave della città e nelle ore di punta potrebbero vigilare e sollecitare i vari utenti della strada al rispetto dell’ambiente. Potrebbe essere una soluzione temporanea che permetterebbe alla città intera di affrontare in modo migliore il vero e proprio ‘stress’ da passaggio a livello, aspettando che magari la situazione della città possa evolversi. Infatti i cartelli luminosi auto-finanziati con la pubblicità restano ancora una buona idea, essi potrebbero facilitare la circolazione della città, già parecchio intasata. Il traffico cittadino provoca rallentamenti anche in correnti veicolari interessate solo indirettamente alle strade dei passaggi a livello. In ogni caso non può essere ammissibile che una città di un’elevata densità abitativa possa essere letteralmente spaccata in due da una linea ferroviaria che ne ritarda sensibilmente la circolazione. D’altra parte i lavori di interramento o di deviazione della ferrovia risultano impraticabili soprattutto in tempi brevi. C’è la necessità impellente di un uso più moderato dell’auto ed è proprio quello che dovrebbero fare la maggior parte dei cittadini, cioè preferire l’utilizzo di altri mezzi di trasporto come l’autobus o la bicicletta.

Lorenzo Oliviero

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La rimozione della Croce di piazza Duomo

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Tra credenti e non, Acerra sembra essersi smarrita nella fede!

Piazza Duomo è spazio di polemiche. Il crocifisso, che dal 2003 fiancheggia la Cattedrale, è divenuto aperto dibattito tra fedeli, amministrazione e diocesi. Il suo trasferimento, disposto dall’ amministrazione comunale, ha infuriato i fedeli acerrani. Realizzata sette anni fa dal nucleo di Protezione Civile, in ricordo del passaggio dei frati francescani in paese, la Croce è divenuta punto di riferimento di preghiera. La Diocesi replica come era già, sin dalla sua realizzazione, destinata alla Chiesa in via Spiniello, oggi ancora in costruzione. L’ amministrazione sostiene come questa necessita di un restauro, ribadendo la sua programmata localizzazione. Rammaricati, i fedeli mal digeriscono tale decisione. Ancora ricordano la non restituzione della statua della Madonna nella Chiesa di San Pietro, divenuta oggetto di studio dopo il miracolo testimoniato da alcuni fedeli , e replicano“ora ci tolgono il Crocifisso che certamente non era oggetto di eventi da verificareâ€- aggiungono- “non facevamo nulla di male se non pregare il Signoreâ€. Ma la decisione è presa e nei prossimi giorni la Croce sarà trasferita, accompagnata da una manifestazione pubblica. Continua Piazza Duomo ad essere luogo di polemiche, trasformandosi in un tribunale di fede. La cara Rossella Petrellese diviene motivo di disputa, dividendo il popolo tra difensori e oppositori. Il nucleo del dibattito è il riconoscimento canonico a Serva di Dio di Rossella. In una lettera destinata ai fedeli, il Vescovo Rinaldi annuncia l’autorizzazione, dalla congregazione delle Cause dei Santi, alla traslazione delle spoglie di Rossella dal cimitero di Acerra alla Cattedrale. Effettuata l’ esumazione da un èquipe medica, il Tribunale Diocesano ha avviato il riconoscimento canonico. Il 24 marzo, alle ore 18, una folla, tra curiosi e fedeli, si è mossa in processione, accompagnando il feretro di Rossella alla nuova tomba, situata nella Cattedrale. Lì, riunitisi i fedeli in preghiera, il Vescovo Rinaldi, nella sua omelia, ricorda come “Rossella è un microcosmo del Mistero Pasqualeâ€. Una giovane donna che trova sollievo dai suoi mali corporali aprendosi al Signore, lasciandosi trasportare dal suo amore. Il suo è un cuore aperto “alla luce della Fedeâ€. Rossella “era comunione profonda che la stringeva a Dio e a tutti gli uomini, in una circolarità di Amore senza limitiâ€.Intanto il popolo è contrariato da questa decisione. La perplessità di una futura canonizzazione arieggia sui volti di molti. Un dibattito aperto che ha messo in discussione i cittadini divisi. La conclusione della sentenza è da seguire nel tempo. Tutto dipende dalle “alte†decisione che saranno prese. Intanto Piazza Duomo è spazio di polemiche e ad Acerra anche la Chiesa sembra essersi divisa!

Lucia Giannino

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“Basta all’ abusivismo!â€, lo gridano anche i parrucchieri

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Acerra. “Basta all’ abusivismo!â€, lo gridano anche i parrucchieri. Un fenomeno che dilaga in città.

I parrucchieri professionisti acerrani si sono uniti tutti per portare avanti una protesta contro l’abusivismo che, a quanto pare, dilaga anche all’interno del loro mestiere, realizzando una serie di volantini che hanno fatto distribuito per l’intera città, rastrellata praticamente a tappeto. L’appello indirizzato alle clienti è stato quello sui veri costi ed i rischi nei quali possono incorrere nella scelta di servizi a domicilio di persone non professionali. I più gravi, derivanti dalla mancata sterilizzazione degli attrezzi da lavoro, consistono in infezioni cutanee, epatite virale, pidocchi e micosi… al modico prezzo di 10, 45 euro! Da cosa è dato il totale? Circa 0, 40 euro di telefonata; 3,75 di corrente elettrica ( a causa di un asciugacapelli tenuto all’incirca venti minuti in funzione ); 0,50 di acqua calda per circa cinque litri; 0,40 di shampoo; 0,40 di balsamo e 5,00 per la messa in piega. “Non lasciarti ingannare: l’abusivismo abusa anche te!†lo slogan contro la scarsa preparazione, i mancati aggiornamenti e l’uso di prodotti scadenti realizzato dai parrucchieri, ma che ben si adatterebbe anche a tanti altri ambiti sul territorio nostrano. Anzi, che si adatta. Senza condizionale. Nel periodo di elezioni da poco trascorso si è visto come i manifesti delle campagne di ogni partito fossero affissi praticamente ovunque, fuori dagli spazi consentiti, diventando spesse volte un pericolo oltre che causa di ulteriore sporcizia fra le strade. Fra quelle stesse strade dove il giorno della festa della donna si affollano venditori di mimose sempre pronti a fornire sgambetti ai fiorai o dove ogni domenica, nei curvoni di campagna, si piazzano i carretti di coloro i quali vendono i carciofi arrostiti di cui noi Acerrani abbiamo il difetto di essere ghiotti. Per non parlare poi dell’edilizia o degli autotrasporti! E, incredibile a dirsi, persino negli operatori della comunicazione locale c’è chi esercita questa attività con il “vantaggio†di non dover versare tasse e contribuiti come chi invece svolge il proprio lavoro nell’ambito della legalità, con tanto di registrazione ed in possesso di una partita iva. Qualunque sia il settore, infatti, la sostanza non cambia: l’abusivismo è un delitto, disciplinato dall’art. 348 del codice penale italiano. “Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da euro 103 a euro 516.†Secondo tale norma, è punibile pertanto chiunque eserciti un mestiere con valenza giuridica senza esserne stato abilitato dalla legge, colpevole di aver compiuto un crimine nei confronti della Pubblica Amministrazione. E non soltanto, poiché i casi di frode in realtà sono molto più numerosi di quanto non possa sembrare e le sanzioni non sono solo civili e amministrative, ma anche penali e fiscali. Senza contare che, in periodo di crisi, gli abusivi stanno diventando i nemici pubblici numeri uno della maggior parte dei liberi professionisti, costretti a stringere la cinghia sempre di più. Un’epidemia che dilaga e contro cui è tempo di cominciare a prendere le dovute precauzioni.

Annamaria Bianco

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"Acerra in tasca"- l'opuscolo di pubblica utilità più amato e richiesto dagli acerrani compie 22 anni - A Natale, 20000 copie circoleranno per la città a distribuzione gratuiita

 

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