Sempre più spesso i disoccupati bloccano la linea Napoli-Caserta. La stazione di Acerra brucia
Domenica 20 Giugno 2010 13:58

Da mesi la stazione ferroviaria di Acerra è messa a ferro e fuoco. Almeno un paio di volte a settimana, sui binari di corso Garibaldi, vengono bruciati rifiuti che bloccano l’intera linea Napoli-Caserta via Cancello, rendendo inservibile per alcune ore la stazione di Acerra.
Per di più con una tempistica sbalorditiva: la mattina presto, prima dell’inizio dell’orario d’ufficio, e il tardo pomeriggio, in modo da bloccare i malcapitati a Napoli o a Caserta. A “rivendicare†queste forme di protesta, è il Movimento Corsisti Autorganizzati Precari Bros. Per intenderci, i disoccupati di via del Pennino. Ma facciamo un passo indietro: marzo 2010, elezioni regionali. La Campania passa dal centrosinistra di Bassolino al centrodestra di Caldoro. I progetti ISOLA (Inserimento Sociale al Lavoro) di formazione e occupazione previsti dalla Giunta precedente vengono rivisti. Nel frattempo i fondi sono bloccati, e i 500 euro al mese che fino al mese scorso portavano avanti 400 famiglie acerrane non si sa se a giugno arriveranno. Nel frattempo, ogni mese, per assicurarsi la conferma di quest’assegno, i disoccupati necessitano di visibilità , di farsi sentire. Da marzo la città di Napoli è assediata: pullman ribaltati e dati alle fiamme, la linea 2 della metropolitana presa d’assalto, i palazzi del potere occupati. Oltre ad un’ estemporanea occupazione del Duomo; per i disoccupati nostrani è la stazione il bersaglio privilegiato. Certo, di rumore ne fanno parecchio, soprattutto quello delle imprecazioni dei centinaia di pendolari per i quali la linea ferroviaria è vitale. Nella nostra città , con la Circumvesuviana fuori uso, quello delle Ferrovie dello Stato è un servizio importantissimo per studenti e lavoratori: la parte della società che produce presente e futuro. E’ facile cadere nella trappola della “guerra dei poveriâ€, che non fa bene nemmeno alla causa dei disoccupati: la delegittima, la rende odiosa e fastidiosa anche a chi prova a condividere e comprendere. E se la Regione non è capace di canalizzare il dissenso in forme di protesta legittime e non violente, stando alle dichiarazioni a Tablò dei Precari Bros, anche « l’Amministrazione Comunale non ha né occhi, né orecchie: il dialogo è bloccato; per farci vedere, dobbiamo solo portare avanti la lotta». Finora non si è ancora arrivati a gravi scontri con le forze dell’ordine, ma il disagio per gli acerrani è enorme: gli esami all’università saltano, si arriva tardi al lavoro (o non si arriva proprio…), ci si vede negati una meritata giornata di shopping. Se sul lungo periodo è auspicabile creare occupazione e coesione sociale, nell’immediato la stazione di Acerra va tutelata. Fino a qualche anno fa era sorvegliata in determinate fasce orarie. Pur consapevoli degli ingrati tagli di risorse alle forze dell’ordine del Governo centrale, sarebbe così difficile trovare i fondi per reintrodurre un servizio di vigilanza? Potrebbe funzionare da deterrente e “limitare i danniâ€. Di fianco al dissenso dei disoccupati, vi è anche il dissenso degli altri cittadini che sperano di non rimanere inascoltati quando pretendono una stazione servibile: piccola, brutta, con pochi treni, magari pure in ritardo… ma è l’unica che abbiamo.
Stefano Petrella
La parola d’ordine: spegnere i motori
Domenica 20 Giugno 2010 13:58

Al passaggio a livello le auto in attesa con i motori accesi contribuiscono a rendere l’aria irrespirabile
Occorrono Ausiliari del traffico o vigili urbani a ridosso del passaggio a livello per far spegnere i motori delle auto agli automobilisti in attesa della riapertura delle sbarre. Che Acerra sia afflitta dalla problematica dell’inquinamento è cosa assai nota, che i cittadini portino sulle spalle il peso di un inceneritore che sprigiona diossina e metalli pesanti ad ogni ora del giorno, non lo si scopre oggi. Però ciò che non salta subito all’occhio ma che, comunque, aggrava ulteriormente la qualità dell’aria che si respira, e, indirettamente, anche la qualità della vita, è spesso la superficialità di buona parte degli automobilisti, che, all’attesa presso gli attraversamenti ferroviari, non spengono il motore rilasciando nell’atmosfera un’alta quantità di smog, nociva all’uomo in quanto irritante per l’apparato cardiaco e respiratorio. Le sostanze inquinanti, come le polveri sottili, sono prodotte soprattutto dalle auto in circolazione. Tramite analisi approfondite nell’ambito di progetti scolastici (di cui si è già parlato negli scorsi numeri, ndr), è emerso che un auto con motore acceso rilascia la stessa quantità di anidride carbonica di quanta ne emetterebbe, se stesse percorrendo un tragitto di un kilometro. E’ molto significativo un esperimento svolto dai ragazzi dell’istituto Alfonso Maria de’ Liguori fatto tra l’aprile e il maggio scorso che metteva in evidenza l’annerimento di un panno bianco lasciato appeso su un balcone nei pressi di un passaggio a livello. Ciò sta a sottolineare come la grande quantità di smog, emesso dalle auto in attesa, può rappresentare una fonte di preoccupazione elevata soprattutto per coloro che abitano le zone circostanti a quelle adibite al traffico promiscuo di autoveicoli e treni. Soprattutto se il passaggio a livello chiude con una frequenza altissima, in un’ora e in media un auto su due, non ha l’attenzione di spegnere il motore, nonostante le sollecitazioni da parte dell’assessorato all’ambiente che, attraverso cartelli stradali, si prodiga per la tutela dell’ambiente, come nel caso di quello di via Garibaldi. “E’ un fatto positivo l’idea dell’amministrazione di installare un segnale- è la testimonianza di un commerciante costretto a convivere quotidianamente con il passaggio a livello, “ma alcuni ancora non lo rispettanoâ€. “Sono importanti questi messaggi di denuncia del fenomeno di irresponsabilità da parte di alcuni automobilistiâ€- è lo sfogo al malessere serpeggiante in città causato non solo dall’inquinamento atmosferico ma anche acustico. Piccole attenzioni possono aiutare a diminuire l’inquinamento di polveri sottili già a grandi livelli; esso infatti rappresenta uno dei primi fattori di rischio per la salute nelle città . I dati dell’OMS ci dicono che l’inquinamento atmosferico è una della cause di mortalità più elevate in Europa ed è addirittura responsabile di centomila morti ogni anno. Un uso disciplinato dell’automobile è fortemente consigliato. Una risoluzione in questo senso potrebbe essere la presenza di ausiliari del traffico, i quali nei punti chiave della città e nelle ore di punta potrebbero vigilare e sollecitare i vari utenti della strada al rispetto dell’ambiente. Potrebbe essere una soluzione temporanea che permetterebbe alla città intera di affrontare in modo migliore il vero e proprio ‘stress’ da passaggio a livello, aspettando che magari la situazione della città possa evolversi. Infatti i cartelli luminosi auto-finanziati con la pubblicità restano ancora una buona idea, essi potrebbero facilitare la circolazione della città , già parecchio intasata. Il traffico cittadino provoca rallentamenti anche in correnti veicolari interessate solo indirettamente alle strade dei passaggi a livello. In ogni caso non può essere ammissibile che una città di un’elevata densità abitativa possa essere letteralmente spaccata in due da una linea ferroviaria che ne ritarda sensibilmente la circolazione. D’altra parte i lavori di interramento o di deviazione della ferrovia risultano impraticabili soprattutto in tempi brevi. C’è la necessità impellente di un uso più moderato dell’auto ed è proprio quello che dovrebbero fare la maggior parte dei cittadini, cioè preferire l’utilizzo di altri mezzi di trasporto come l’autobus o la bicicletta.
Lorenzo Oliviero














