Protesta contro la NGP: si và verso le 1000 firme per il referendum popolare
Lunedì 01 Marzo 2010 11:50

Acerra - Giovanni Bianco: “Il referendum darebbe dignità ai cittadini acerraniâ€
Settecento firme raccolte. Non si fermano le associazioni che sostengono la proposta referendaria lanciata dal consigliere del Pdl Alfonso Liguori per ‘costringere’ il primo cittadino Tommaso Esposito a chiudere la Ngp Bionatura Srl, la fabbrica dei veleni autorizzata a dicembre dalla Regione a stoccare liquami liquidi pericolosi nell’area della ex Montefibre. Domenica mattina si sono dati appuntamento un po’ tutte le associazioni in Piazza Duomo e abbiamo raccolto gli umori e i pareri anche di alcuni addetti ai lavori. L’avvocato Giovanni Bianco, legale dei pastori Cannavacciuolo, sottolinea l’importanza dell’iniziativa popolare: “Io ho firmato già domenica scorsa. Questo è un referendum popolare, la massima espressione di democrazia. Non vedo perché è inutile come dice il sindacoâ€. “La forza della democrazia – prosegue Bianco - sta nel rispetto delle regole. Una delle regole fondamentali è rappresentata dalla sovranità popolare, che si esprime attraverso il referendum popolareâ€. Una lunga storia quella della Montefibre, che inizia dal 1992 con una interrogazione dell’allora On. Antonio Parlato del MSI, sui veleni della Montefibre e i primi dati allarmanti provenienti dalla Usl 27 sull’incidenza di tumori ad Acerra. “La presentammo noi a Parlato questa storia – racconta Sandro Sicignano, medico di Acerra e ambientalista storico - Un dirigente della Montefibre in seguito fu condannato per aver costruito abusivamente una piattaforma di cemento per poggiarvi su dei bidoni carichi di PBC (policlorobifenili) sostanze diossina-simili di cui non si è più avuto notizia. Dove sono finiti chi lo sa? E intanto i tumori sono in ascesaâ€. “E vogliono farci credere che NGP sia sicura dopo tutti questi morti per cancro e l’inquinamento delle falde? Ci hanno abbattuto 3000 pecore e non siamo stati ancora risarciti!†– così Alessandro Cannavacciuolo, nipote del compianto Mario Cannavacciuolo, morto di cancro e imbottito da 250 picogrammi di veleni. “Siamo a quota 700 e contiamo di arrivare a 1300 firme, quota necessaria per imporre il referendum popolare sulla questione NGP – annuncia un raggiante Alfonso Liguori, promotore della clamorosa iniziativa di protesta in difesa della salute pubblica. “Volete sapere chi è il vero padrone della città ? E’ Raffaele Lettieri, il Presidente del Consiglio. La comanda lui. Lui mi ha impedito di parlare in consiglio comunale più volte, mi fa chiudere il microfono, vi pare che siamo in un paese democratico?â€. “Gli acerrani devono capire che questa firma è una firma per la vita contro chi vuole il male della città di Acerraâ€. Ma il sindaco Esposito ha detto che non trova pretesti per chiudere né NGP né l’inceneritore. Non gli basta il supposto pericolo, né le nubi tossiche sprigionate negli ultimi tempi dai camini. Lui ha presentato solo il ricorso il 10 febbraio scorso al TAR… E poi dice che l’Arpac lo ha tranquillizzato sulla ‘fumata nera’ del 20 febbraio: ‘Solo una nuvola di condensa, insomma un fenomeno atmosferico…†parola dell’Arpac. “Ma Quale condensa!!??? Ma chi vuole prender in giro il Sindaco!!??†- grida un attivista presente vicino al Gazebo - “La condensa è bianca, quella era nera come da combustione di plastiche!!â€. Siamo al melodramma. Si resta in attesa di altre firme e del ricorso di Legambiente, che in questi giorni ha richiesto l’incartamento. Atteso anche un segnale dalla Coldiretti, il cui direttore Amendolara ha manifestato un interesse sull’intera vicenda, considerando che intorno alla NGP insistono terre ancora fertili!
Gennaro Esposito
Giù le mani da Pulcinella
Sabato 20 Febbraio 2010 09:50

“....Da Acerrano, difendo a denti stretti la natività della maschera di Pulcinella in questa nostra città , oltretutto non vorrei pensare che proprio quando alla guida di Acerra è arrivato il sindaco Esposito, già Presidente del museo della maschera di Pulcinella, la città venga scippata della natività di essa.â€
«Come è messa male questa città !» Questa è stata l’espressione di un amico-collega romano, ospite di casa mia qualche settimana fa. E’ rimasto impressionato da come è tenuto il nostro centro storico: trascurato e decadente, è rimasto allibito dalla grande mole di traffico che bloccava la città a pochi minuti da mezzogiorno, è rimasto sconcertato e quasi incredulo per aver atteso circa 24 minuti per la riapertura del passaggio a livello. Claudio, giornalista di un noto quotidiano nazionale romano, continuando, mi dice:«Allora qui non avete solo il problema del termovalorizzatore, anzi a dire il vero mi aspettavo una città curata e piacevole da visitare, invece la trovo molto degradata». Claudio è stato sincero nel suo esprimersi, mi ha detto ciò che aveva effettivamente provato circolando, per quel che si poteva, per le vie del nostro paese. Per questo l’ho apprezzato e non vi nascondo che ho tentato di mettere in evidenza qualcosa di buono che pur esiste ancora in questa nostra terra. Claudio non si fermava e continuando mi chiedeva: «Cosa fanno gli amministratori locali, di che colore è l’amministrazione di questa città ?» A queste sue ultime domande ho risposto con ironia e, scherzandoci sopra, gli ho detto: “gli amministratori locali curano la forma estetica , il fatto di essere Sindaco, vicesindaco, assessore, consigliere o presidente è un prestigio, un titolo aggiuntivo al proprio curriculum vitae, oltretutto, come in molte altre attività , la parola missione è scomparsa… mi chiedevi di che colore è l’amministrazione? “E’ variopinta, come Arlecchino e non come Pulcinella, poiché per ironia della sorte, la città , incalzata da altri paesi che organizzano carnevali turistici, soprattutto negli ultimi tempi, sta rischiando grosso, infatti, molti studiosi stanno mettendo in dubbio il fatto che Pulcinella sia nato ad Acerra». Da Acerrano, difendo a denti stretti la natività della maschera di Pulcinella in questa nostra città , oltretutto non vorrei pensare che proprio quando alla guida di Acerra è arrivato il sindaco Tommaso Esposito, già Presidente del museo della maschera di Pulcinella, la città venga scippata della natività di essa. Insomma, cosa dire, è come se durante un’amministrazione ambientalista, in una terra più rurale che industrializzata, andassero a localizzare industrie inquinanti e pericolose …. E se per caso un evento del genere potesse verificarsi ed essere realtà in questa città , una cosa, sicuramente inimmaginabile, è lo scippo della maschera. Pertanto, ad alta voce diciamo: evviva Pulcinella, giù le mani dalla maschera acerrana!
Pasquale Sansone














