Martedì, Febbraio 07, 2012
   
Testo

Cronaca

Piano rifiuti, l’Italia condannata dall’Europa

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Acerra. E’ grande la nostra soddisfazione. L’imbroglio perpetrato in questi anni sulla pelle dei cittadini campani comincia ad emergere. L’Italia ha violato le direttive europee in materia di smaltimento dei rifiuti e le autorità competenti “hanno messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all'ambiente†.  

“Questo ha sentenziato la Corte di giustizia Europea in tal modo riconoscendo le ragioni di chi non ha mai smesso di urlare la propria indignazione rispetto alle scelte scellerate perpetrate in questi anni. Non abbiamo mai smesso di denunciare come, in nome di un’emergenza senza fine, si continuassero ad eludere normative nazionali ed europee a tutela della salute e a salvaguardia dell’ambiente. In Europa ci hanno ascoltato più volte negli ultimi mesi, hanno ascoltato la voce dei comitati, dei movimenti, dei cittadini, prestato attenzione alle nostre denuncie. Non è stato così in Italia ed in Campania dove i Governi di destra e di sinistra succedutesi in questi anni hanno preferito assecondare i colossali affari di imprese senza scrupoli. La preoccupazione è che questi affari oggi non sono finiti. La Campania, crocevia di traffici illeciti di rifiuti di ogni genere, con discariche di rifiuti tossici e pericolosi sul proprio territorio, continua ad essere priva di un piano adeguato e trasparente che le consenta di uscire dalla Emergenza, così come richiesto dalle istituzioni europee. Quale politica di riduzione dei rifiuti e riuso dei materiali è stata messa in campo in questi anni? Dove è finita la raccolta differenziata? Dove sono gli impianti di compostaggio? Solo discariche ed inceneritori per consentire ai furbetti di turno di continuare a fare i loro affari, questa la realtà. Ed a pagare sono sempre e soltanto i cittadini con la loro salute e le loro tasche come previsto dall’ultimo decreto in materia! L’inceneritore di Acerra rappresenta l’emblema e la ragione di questo affare. Completato grazie ai finanziamenti pubblici, ancora in fase di collaudo, spento e riacceso in continuazione, non garantisce nessuno, brucia rifiuti indifferenziati in deroga alla valutazione di impatto ambientale consentendo intanto alla Fibe, ancora proprietaria dell’impianto sebbene sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, di guadagnare due milioni e mezzo di euro al mese. La sentenza della Corte di Giustizia è un primo importante risultato che ci da la forza ed il coraggio di continuare a fare come sempre la nostra parte. L’auspicio è che l’Europa continui fare chiarezza, a monitorare quanto avviene in Campania, soprattutto alla luce dell’assenza di ogni dato che dimostri una solida programmazione conforme alle direttive Europee, una adeguata rete di infrastrutture e la rendicontazione reale e documentata di come vengono spesi i soldi dei cittadini. Noi continueremo a fare la nostra battaglia per Rifiuti Zero, per un moderno e possibile piano di smaltimento dei rifiuti senza discariche ed inceneritori. (Comunicato stampa)Avv. Tommaso Esposito.

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Protesta contro la NGP: si và verso le 1000 firme per il referendum popolare

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Acerra - Giovanni Bianco: “Il referendum darebbe dignità ai cittadini acerraniâ€

Settecento firme raccolte. Non si fermano le associazioni che sostengono la proposta referendaria lanciata dal consigliere del Pdl Alfonso Liguori per ‘costringere’ il primo cittadino Tommaso Esposito a chiudere la Ngp Bionatura Srl, la fabbrica dei veleni autorizzata a dicembre dalla Regione a stoccare liquami liquidi pericolosi nell’area della ex Montefibre. Domenica mattina si sono dati appuntamento un po’ tutte le associazioni in Piazza Duomo e abbiamo raccolto gli umori e i pareri anche di alcuni addetti ai lavori. L’avvocato Giovanni Bianco, legale dei pastori Cannavacciuolo, sottolinea l’importanza dell’iniziativa popolare: “Io ho firmato già domenica scorsa. Questo è un referendum popolare, la massima espressione di democrazia. Non vedo perché è inutile come dice il sindacoâ€. “La forza della democrazia – prosegue Bianco - sta nel rispetto delle regole. Una delle regole fondamentali è rappresentata dalla sovranità popolare, che si esprime attraverso il referendum popolareâ€. Una lunga storia quella della Montefibre, che inizia dal 1992 con una interrogazione dell’allora On. Antonio Parlato del MSI, sui veleni della Montefibre e i primi dati allarmanti provenienti dalla Usl 27 sull’incidenza di tumori ad Acerra. “La presentammo noi a Parlato questa storia – racconta Sandro Sicignano, medico di Acerra e ambientalista storico - Un dirigente della Montefibre in seguito fu condannato per aver costruito abusivamente una piattaforma di cemento per poggiarvi su dei bidoni carichi di PBC (policlorobifenili) sostanze diossina-simili di cui non si è più avuto notizia. Dove sono finiti chi lo sa? E intanto i tumori sono in ascesaâ€. “E vogliono farci credere che NGP sia sicura dopo tutti questi morti per cancro e l’inquinamento delle falde? Ci hanno abbattuto 3000 pecore e non siamo stati ancora risarciti!†– così Alessandro Cannavacciuolo, nipote del compianto Mario Cannavacciuolo, morto di cancro e imbottito da 250 picogrammi di veleni. “Siamo a quota 700 e contiamo di arrivare a 1300 firme, quota necessaria per imporre il referendum popolare sulla questione NGP – annuncia un raggiante Alfonso Liguori, promotore della clamorosa iniziativa di protesta in difesa della salute pubblica. “Volete sapere chi è il vero padrone della città? E’ Raffaele Lettieri, il Presidente del Consiglio. La comanda lui. Lui mi ha impedito di parlare in consiglio comunale più volte, mi fa chiudere il microfono, vi pare che siamo in un paese democratico?â€. “Gli acerrani devono capire che questa firma è una firma per la vita contro chi vuole il male della città di Acerraâ€. Ma il sindaco Esposito ha detto che non trova pretesti per chiudere né NGP né l’inceneritore. Non gli basta il supposto pericolo, né le nubi tossiche sprigionate negli ultimi tempi dai camini. Lui ha presentato solo il ricorso il 10 febbraio scorso al TAR… E poi dice che l’Arpac lo ha tranquillizzato sulla ‘fumata nera’ del 20 febbraio: ‘Solo una nuvola di condensa, insomma un fenomeno atmosferico…†parola dell’Arpac. “Ma Quale condensa!!??? Ma chi vuole prender in giro il Sindaco!!??†- grida un attivista presente vicino al Gazebo - “La condensa è bianca, quella era nera come da combustione di plastiche!!â€. Siamo al melodramma. Si resta in attesa di altre firme e del ricorso di Legambiente, che in questi giorni ha richiesto l’incartamento. Atteso anche un segnale dalla Coldiretti, il cui direttore Amendolara ha manifestato un interesse sull’intera vicenda, considerando che intorno alla NGP insistono terre ancora fertili!

Gennaro Esposito

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Giù le mani da Pulcinella

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“....Da Acerrano, difendo a denti stretti la natività della maschera di Pulcinella in questa nostra città, oltretutto non vorrei pensare che proprio quando alla guida di Acerra è arrivato il sindaco Esposito, già Presidente del museo della maschera di Pulcinella, la città venga scippata della natività di essa.â€

«Come è messa male questa città!» Questa è stata l’espressione di un amico-collega romano, ospite di casa mia qualche settimana fa. E’ rimasto impressionato da come è tenuto il nostro centro storico: trascurato e decadente, è rimasto allibito dalla grande mole di traffico che bloccava la città a pochi minuti da mezzogiorno, è rimasto sconcertato e quasi incredulo per aver atteso circa 24 minuti per la riapertura del passaggio a livello. Claudio, giornalista di un noto quotidiano nazionale romano, continuando, mi dice:«Allora qui non avete solo il problema del termovalorizzatore, anzi a dire il vero mi aspettavo una città curata e piacevole da visitare, invece la trovo molto degradata». Claudio è stato sincero nel suo esprimersi, mi ha detto ciò che aveva effettivamente provato circolando, per quel che si poteva, per le vie del nostro paese. Per questo l’ho apprezzato e non vi nascondo che ho tentato di mettere in evidenza qualcosa di buono che pur esiste ancora in questa nostra terra. Claudio non si fermava e continuando mi chiedeva: «Cosa fanno gli amministratori locali, di che colore è l’amministrazione di questa città?» A queste sue ultime domande ho risposto con ironia e, scherzandoci sopra, gli ho detto: “gli amministratori locali curano la forma estetica , il fatto di essere Sindaco, vicesindaco, assessore, consigliere o presidente è un prestigio, un titolo aggiuntivo al proprio curriculum vitae, oltretutto, come in molte altre attività, la parola missione è scomparsa… mi chiedevi di che colore è l’amministrazione? “E’ variopinta, come Arlecchino e non come Pulcinella, poiché per ironia della sorte, la città, incalzata da altri paesi che organizzano carnevali turistici, soprattutto negli ultimi tempi, sta rischiando grosso, infatti, molti studiosi stanno mettendo in dubbio il fatto che Pulcinella sia nato ad Acerra». Da Acerrano, difendo a denti stretti la natività della maschera di Pulcinella in questa nostra città, oltretutto non vorrei pensare che proprio quando alla guida di Acerra è arrivato il sindaco Tommaso Esposito, già Presidente del museo della maschera di Pulcinella, la città venga scippata della natività di essa. Insomma, cosa dire, è come se durante un’amministrazione ambientalista, in una terra più rurale che industrializzata, andassero a localizzare industrie inquinanti e pericolose …. E se per caso un evento del genere potesse verificarsi ed essere realtà in questa città, una cosa, sicuramente inimmaginabile, è lo scippo della maschera. Pertanto, ad alta voce diciamo: evviva Pulcinella, giù le mani dalla maschera acerrana!

Pasquale Sansone

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Ma quale lavoro!

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Ci sono attività per le quali occorre essere inclini, o non si riuscirà mai a svolgerle senza che diventino ossessionanti, alienanti, aride, senza alcun profitto. Lo stesso errore si fa quando si definisce lavoro il fare politica e amministrare, pensarla in questo modo significa perdere di vista la res romana, ovvero la libertà per una comunità di persone di costituire un piccolo stato sovrano in tutte le sue forme. Per questo, credo che Amministrare sia gestire, ma non gestire il potere, bensì gestire la vita, la crescita, l’organizzazione di una comunità,di un paese, sia imparare a stare tra la gente, conoscerla più da vicino, entrare nelle loro case, sia imparare a vedere invece di limitarsi a guardare, imparare a sentire invece di ascoltare, così da scoprire i veri bisogni, le necessità, per saperle poi realizzare. In poche parole, programmare interventi, porsi degli obiettivi da raggiungere, obiettivi che portano alla maturità, alla crescita del paese,alla creazione di una coscienza, una morale civile, stabilire le priorità, economizzare, reperire fondi, realizzare ciò che incontra il bene ed il piacere di tutti, assistere, sostenere, insomma essere pronti a soddisfare prima le necessità poi i bisogni. Insomma, volere il bene di quel paese e amare quella gente. Operare e realizzare tutto ciò che possa elevare il paese a cittadina, farlo emergere, amministrare, è soprattutto saper seminare buoni frutti lasciando la raccolta a chi ne ha l’esigenza, il bisogno. Gestire è un ideale in cui credere e far credere, è un pensiero che si trasforma in idea. Idea che crea coinvolgimento, aggregazione, un’aggregazione che unisce tutti in un sol coro, una sola lingua. Quell’idea che fa di quel paese “Uno, nessuno e centomilaâ€; diversamente, come Shakespeare diceva nel suo Giulio Cesare, “l’intero viaggio di questo paese si arena su fondali di miserieâ€. Purtroppo, sono in molti a non aver ancora capito che gestire, amministrare, è un’arte che se non possiedi non puoi inventarla , altrimenti sarebbe come arrampicarsi sugli specchi e scivolare sempre giù non riuscire mai a raggiungere l’apice. Dove l’apice per un paese rappresenta la crescita, che si manifesta con la cura di ogni cosa appartenga a quel paese, con una ricchezza ben distribuita, con gli interventi realizzati a misura di ogni cittadino, senza differenza alcuna, con una serenità conquistata da ogni cittadino, posto al centro di ogni iniziativa, intorno al quale girano gli interventi, una serenità che si manifesta attraverso la gioiosità dei bimbi che giocano per strada con i colori , le voci nei vicoli, nelle piazze. Insomma con la percezione della vita che palpita tra la gente , nei loro cuori, in un paese che è voce e da voce. Tutto il resto è demagogia, gioco, perdita di tempo, è illudersi ed illudere. Certamente il mio non è un pensiero assoluto, è un pensiero lontano dalle parti, dalle fazioni, dalla rabbia, dai risentimenti o rammarico. Un pensiero pulito, libero e chiaro, un pensiero razionale supportato da una piccola logica pratica, umana, sociale, un po’ più religiosa e un po’ meno filosofica e soprattutto dall’amore per mio paese, i miei concittadini. Questo non fa di me una sentenziatrice, né tantomeno Zarathustra, sono semplicemente una persona qualunque, sono uno dei centomila, sono semplicemente io e non voglio arenare insieme al mio paese su fondali di miseria, ma desidero che Acerra e gli acerrani nell’universo territoriale campano, brillino di luce propria, siano astro nascente e non siano risucchiate dalle orbite di altri paesi per i quali sarebbero solo dei vassalli senza più origine, storia, eredità, destinati a soccombere, a svanire. Bisogna che Acerra continui a custodire l’ eredità dei suoi antenati, quell’eredità le viene da giganti acerrani che hanno fatto storia. Quei giganti che seppero dire no ai Sanniti e alla loro richiesta di annessione, un “no†costato caro, con la distruzione di case, terreni e vite umane. Chi siamo noi per permettere che la perdi questa sua eredità? Noi siamo i “nessuno†e come tali evitiamo di compiere ulteriori danni oltre a quelli già compiuti perché i posteri non ce l’ho perdonerebbero mai. La domanda allora sorge spontanea: “Cosa sta facendo la nostra amministrazione….â€? Silenzio….. e qui purtroppo per noi cala il sipario.

Carmela Bianco

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Questione inceneritore a Bruxelles

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L’ultima battaglia di Acerra si combatte in Europa. I Comitati contro l’inceneritore tornano al Parlamento di Bruxelles. Ancora una volta gli europarlamentari sono dalla parte degli acerrani: l’Italia non può essere riabilitata.

Grazie all’impegno dei comitati contro l’inceneritore, le normative nazionali ed europee violate sono state iscritte nell’ordine del giorno. La Commissione Petizioni del Parlamento europeo ha, infatti, invitato i firmatari a prender parte alla riunione del 28 gennaio. I delegati dei comitati – l’avv. Tommaso Esposito per Acerra e l’avv. Sebastiano Perrone per Marigliano - insieme al Governo nazionale e alla Regione Campania- hanno potuto spiegare i loro punti di vista. «Esprimiamo grande soddisfazione – dichiara il delegato Tommaso Esposito - e ringraziamo la Commissione parlamentare. Mentre in Italia e in Campania, in nome di un’emergenza senza fine, si continua a decidere senza alcuna partecipazione dei cittadini e dei loro rappresentanti, le istituzioni europee ci ascoltano con attenzione. Saremo ancora una volta presenti il 28 gennaio a Bruxelles a testimoniare la fondatezza delle nostre ragioni perché nessuno domani possa dire di non sapere». Queste le parole dell’avvocato prima della partenza che, lo scorso 1 dicembre, appoggiato dall’indignazione degli europarlamentari riuscì ad ottenere un’audizione del Governo Italiano e della Regione. Tommaso Esposito, a nome del Comitato, continua con le dichiarazioni pre-battaglia: «Denunceremo ancora una volta, alla presenza del Governo e della Regione, che non ci stiamo. Ancora oggi non esiste un piano industriale che consenta alla Campania di uscire dall’emergenza rifiuti. L’inceneritore di Acerra, ancora in fase di collaudo, non dà garanzie e non è la soluzione al problema. Questo, all’indomani del varo dell’ultimo decreto legge, è quanto sostenuto anche da chi fino a ieri, di destra e di sinistra, ha applaudito al lavoro del Governo e dei Commissari succedutisi sino ad oggi. Continuiamo fino in fondo a fare la nostra parte, perchè è assurdo che siano i cittadini, con la loro salute e le loro tasche, a pagare per le scelte scellerate perpetrate in questi anni». Gli avvocati delegati sono partiti per una battaglia fuori casa, armati solo di giustizia e della consapevolezza dei loro diritti di cittadini, e non di sudditi. I rappresentanti nazionali e regionali, invece, hanno dimenticato questo armamentario. Dinanzi all’imprecisione e all’infedeltà dei fatti mostrati da tali portavoce, i delegati acerrano- mariglianesi non hanno potuto tacere. L’avv. Tommaso Esposito ha dovuto criticare gli eventi riportati. Le richieste della Commissione europea non sono state rispettate: nonostante il recente decreto legge, la Campania non ha ancora un fattivo e trasparente piano di risanamento. Oltre l’ulteriore direttiva europea violata (CE 19/11/2008) , riguardante la gestione dei rifiuti, sono stati violati i cittadini, la loro integrità e i loro diritti. Il primo e più antico diritto di un cittadino è quello di essere tutelato e protetto. Perché ciò non accade? Il capo della struttura tecnica del sottosegretario Bertolaso ha annunciato la loro volontà di costruire altri cinque “ecomostriâ€. Senza, però, avere una politica di riduzione, riuso, raccolta differenziata, riciclaggio; senza alcuna attività di bonifica e di messa in sicurezza del territorio. Lo scotto da pagare per gli abitanti sarà la propria salute e, paradossalmente, le tasse che permetteranno allo stato di continuare questa politica di distruzione. Esposito ha inoltre denunciato l’inefficiente e inaffidabile funzionamento del termovalorizzatore. Un inceneritore tutt’oggi in fase di collaudo, spento e riacceso senza apparente logica, le cui ceneri di combustione non si sa dove vengano smaltite( forse i cittadini acerrani, dopo gli ultimi eventi, l’avranno immaginato!). Dal 26 marzo 2009, giorno dell’apertura dello stabile, i valori di Pm10 (polveri sottili) hanno raggiunto i valori massimi per ben 191 volte, contro le 35 volte l’anno consentite dalla legge. Interventi per scoprirne le cause ed eliminarle, però, non ci sono stati. E non ultima la colonna di fumo fuoriuscita dall’inceneritore. L’avvocato ha così chiesto ancora una volta l’aiuto dell’Europa affinché possa monitorare la Campania. Controllo necessario vista l’assenza di programmi conformi alle leggi e di resoconti reali. La Commissione Petizioni del Parlamento Europeo ha dunque confermato la precedente decisione (1 dicembre 2009): effettuare una missione conoscitiva in Campania.!

Alessia Piccirillo

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Dicembre 1999 - Dicembre 2011- "Acerra in tasca" la guida della città di Acerra, edita dalla Casa Editrice Sansone, compie 22 anni

 

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