Martedì, Febbraio 07, 2012
   
Testo

Cronaca

Al Terzo Circolo Didattico rubato il "futuro tecnologico"

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Raid in una scuola di Acerra: svuotate l’aula informatica e la segreteria.

La notte tra il 9 e il 10 gennaio, il 3° Circolo Didattico di Acerra è stato ancora una volta preda di rapinatori. Purtroppo non è stato un caso isolato. La scuola di Via Buozzi è costantemente impegnata in progetti, iniziative culturali e analisi per individuare i bisogni del proprio territorio e della propria realtà sociale. Si rivolge ad utenti riconoscibili non solo nei propri alunni, ma anche negli adulti. Il 3° Circolo Didattico crede in un’educazione formativa e, soprattutto, permanente. Ed è in nome di questo valore che è disposto ad affrontare qualunque tipo di contesto e di realtà locale. L’impegno sociale di questa scuola, evidentemente però, non è bastato ad evitare i raid e le distruzioni, materiali e morali, a cui è stata soggetta negli ultimi anni. Basti ricordare un anno in particolare per capire quanto questo istituto abbia sofferto: il 2008. Giugno 2008: il 3° Circolo Didattico subisce il furto di tre computer appartenenti agli uffici della segreteria. Settembre 2008: altri due computer sono portati via. Oltre il furto, la beffa: danni, atti di vandalismo, vetri di finestre rotti, armadietti sfondati, serrature scassinate, materiale di facile consumo distrutto. Il danno è stato più che altro etico. La rapina, il vandalismo e, principalmente, l’assenza di rispetto. Rispetto per persone che in quella scuola lavorano onestamente. Rispetto per chi offre il proprio servizio, il proprio tempo, il proprio sudore per rendere funzionale, e migliore, un istituto statale. Rispetto per i bambini, ai quali sono stati tolti strumenti per la loro istruzione e formazione. Per questi atti è stata fatta una denuncia, con tanto di protocollo. Ora è in atto una diffida alla messa in sicurezza degli uffici di segreteria e della scuola. Ad informarci degli ultimi avvenimenti è stato il dirigente scolastico Francescaromana Boccini, che, in soli tre anni di servizio, è già stata testimone di una grande quantità di barbarie. «E’ avvenuto l’ennesimo furto. Questa volta gravissimo. Nella sala informatica, inaugurata da appena un mese, non è stato trovato nessuno dei nuovi computer. Erano stati acquistati con grande fatica attraverso tutto un lavoro fatto in precedenza. Ritengo sia stata opera di professionisti. E se anche non lo fossero stati, sicuramente hanno agito indisturbati. Tra la notte di sabato 9 e domenica 10 gennaio, sembra, infatti, che l’allarme della scuola sia suonato. Alcuni dei nostri alunni l’hanno sentito, ma nessuno di loro si è degnato di effettuare una telefonata a polizia o carabinieri. I rapinatori hanno riversato nelle scale una grata di ferro, lunga circa 3 metri, e sono entrati, agendo inosservati.» Queste le parole del dirigente che, con rammarico, ci parla anche di un altro avvenimento di poco precedente. Durante le vacanze di Natale è stato necessario denunciare la completa distruzione di un dispenser in comodato d’uso. Il distributore di caffè, bevande calde e snack, è stato totalmente distrutto e fatto in pezzi. «Qui ad Acerra si sa bene qual è la situazione. Tutte le scuole, con qualcuna in particolare, hanno subito negli ultimi anni furti, atti vandalici e distruzioni completamente gratuite. In questi tre anni più volte ho denunciato e fatto presente alle istituzioni del Comune quale fosse la situazione.>> La nuova sala di informatica, distrutta e saccheggiata, possedeva circa 15 computer. Era costata 15 mila euro. Cifra gravosa per una scuola pubblica. Ma l’utilizzo di questo punto multimediale non era riservato esclusivamente agli alunni dell’istituto. Era in atto un progetto informatico. Un programma per adulti da inserire nell’iniziativa Scuole Aperte a partire dal 12 gennaio. << In questi tre anni abbiamo lavorato, ci siamo continuamente procacciati progetti, siamo stati attenti a qualsiasi tipo di finanziamento per andare incontro a un’utenza che non è solamente l’alunno, ma anche l’adulto. Perché nella nostra ottica crediamo in una educazione permanente e quindi in competenze che devono andare sempre avanti, soprattutto in campo informatico. Bisogna reagire per la salvaguardia del bene pubblico e delle opere pubbliche. Anche se, purtroppo, dopo una telefonata con gli amministratori, di fatto non c’è ancora nulla. Solo la promessa, da parte dell’Assessore, di un tavolo tecnico per trovare una soluzione alla tutela della sicurezza nelle nostre scuole.» Il dirigente tutela la scuola, i ragazzi. Lo deve al suo lavoro, a quello dei suoi colleghi, ai suoi alunni e alle famiglie che ancora sostengono la scuola. Per questo afferma che «se non verranno presi provvedimenti seri, ci sarà una denuncia alla Procura della Repubblica.» «Adesso dovrei impegnare altre somme che sono arrivate per acquistare delle nuove macchine. Nell’ottica lavorativa io devo investire per i miei alunni e per il territorio a cui il Terzo Circolo va in contro. Ma io non ho il coraggio di fare una cosa simile. Per chi dovrei comprare, per i ladri? » Così parla il dirigente, ormai demotivato. Ma una soluzione continua a cercarla: magari partendo dagli allarmi. «Il sistema d’ allarmi è insufficiente. Occorrerebbe una sinergia di provvedimenti. Il sistema di allarme deve essere potenziato e collegato alla centrale di polizia e carabinieri. E di sicuro non a uno dei miei collaboratori. Perché non hanno nessun diritto o dovere di venire qui, a scuola, ogni volta che suona il sistema d’allarme. Non metterei mai a repentaglio la vita di queste persone. Ovviamente comprendo anche che, nel momento in cui dovesse suonare l’allarme collegato a polizia o carabinieri, questi pubblici ufficiali abbiano tanto altro da fare. Non dimentichiamo però che la scuola è un bene pubblico. Anni fa, con il presidente assessore Vincenzo Falco, si parlava di una vigilanza privata. Ma oramai …» Si potrebbe parlare di sensibilizzazione, di salvaguardia di un bene comune, di difesa della formazione dei ragazzi di Acerra. Ma di sicuro non è competenza del dirigente dell’istituto. Tutto ciò che può fare è sensibilizzare i propri alunni riguardo la partecipazione. «Ogni occasione, negli ultimi tre anni, è stata buona per sensibilizzare l’utenza, non in modo specifico sui furti, bensì sulla partecipazione. Che purtroppo manca assolutamente. Ho fatto questo discorso al Siani, nonostante fossi andata lì per altri motivi. Ho attivato un progetto per adulti che è stato completamente disertato.» «Le suore di San Giuseppe hanno attivato un piccolo progetto che, comunque, ha la sua utilità. Ci sono due ragazze del servizio civile, che si sono offerte di aiutare, con il doposcuola, i bambini che ne hanno più bisogno. Con il mio referente ho scelto questi alunni bisognosi. Dopo soli due giorni mi è arrivata una telefonata della suora che mi diceva che nessuno dei bambini era andato. Il problema è che, ne sono sicura, se anche avessero avuto il doposcuola al pianerottolo di fronte la loro casa, allo stesso modo, non avrebbero partecipato. Non c’è assolutamente coscienza.» E’ dunque una questione di coscienza e di partecipazione, secondo il principale dell’istituto. 1050 sono gli alunni del 3° Circolo Didattico. Il dirigente Francescaromana Boccini fa un ultimo appello: «vorrei che fossero prese per tutte le scuole di Acerra, nei prossimi giorni, delle soluzioni che eliminino del tutto questi fenomeni che veramente ci demotivano ad andare avanti. E, se non altro, trovare soluzioni che lo limitino. Far vedere, insomma, che si sta muovendo qualcosa di concreto.» A questo punto,è giusto dire che ad Acerra non c’è alcuna differenza tra quelle che potrebbero essere definite, sotto questo aspetto, scuole di “periferia” e scuole “urbane”.

 

Alessia Piccirillo

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Bisogni fisiologici di cani ovunque in città

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La decorazione naturale dei marciapiedi e delle strade di Acerra

In città si è dato vita ad un nuovo sport: il salto ai bisogni fisiologici dei cani sparsi ovunque per strade e marciapiedi. Sarà un esempio di grande civiltà sportiva? E decorazione urbana? E’ proprio il caso di dire che l’igiene urbana ad Acerra è allo stato naturale. Dopo numerose segnalazioni e lamentele di cittadini pervenute alla nostra redazione, il Tablò ha deciso di occuparsi di una delle prove oggettive della mancanza di rispetto per la comunità civile acerrana da parte di alcuni suoi membri. Sappiamo benissimo che la maleducazione sempre più spesso dalle nostre parti veste i panni della routine quotidiana, ma ci sentiamo in dovere di fare un appello a tutti coloro che hanno a cuore l’igiene pubblica di Acerra: cerchiamo di preservare l’ambiente in cui viviamo. Le strade della nostra città alle volte sembrano dei veri e propri percorsi di guerra, dove al posto delle mine troviamo deiezioni canine. Bene, la colpa di tutto questo non è di sicuro del bisogno fisiologico dell’animale quanto della noncuranza del padrone, che arbitrariamente sceglie di lasciare sotto gli occhi di tutti una prova oggettiva della propria maleducazione. Ora, forse queste persone non sanno che sono perseguibili dalla legge e il nostro intento è ricordarglielo. Acerra, essendo un comune alla stregua di tanti altri, è dotata di un regolamento dei servizi di igiene urbana che prevede all’art. 32. alcuni obblighi per chi conduce animali domestici su aree pubbliche, ma entriamo nello specifico. L’articolo dice: «Le persone che conducono cani o altri animali per le strade e aree pubbliche o di uso pubblico, compreso il verde, sono tenute ad evitare qualsiasi contaminazione dovuta alle deiezioni. Dovranno in tal senso provvedere personalmente all’eliminazione e all’asporto di escrementi solidi». In altre parole, le deiezioni canine non sono parte del tessuto urbano e vanno rimosse per non imbrattare la strada, per evitare ogni forma d’intolleranza verso la presenza di cani nella nostra città e per avere un ambiente più pulito. A tutto questo va aggiunto che le aiuole e i giardini di dominio pubblico – così com’è sottolineato dal regolamento comunale sui servizi di igiene urbana – non sono da considerarsi toilettes per cani e al pari delle strade vanno tutelate da spiacevoli sorprese di natura biologica. Detto ciò, va precisato ai padroni che le deiezioni canine vanno raccolte mediante le apposite palette dotate di un sacchetto che deve essere accuratamente richiuso e gettato nel più vicino cassonetto di rifiuti indifferenziati. Chi sarà colto in fallo dalla polizia municipale non potrà risparmiarsi né il giudizio sprezzante dei propri concittadini né la contravvenzione prevista a chi sporca il suolo pubblico con deiezione di animali domestici. Essa prevede una sanzione che va da un minimo di 12,00 euro ad un massimo di 75,00 euro. Si spera, dunque, di aver contribuito in qualche modo all’elencazione di alcuni dei diritti e doveri alla base di una sana e rispettosa convivenza civile e soprattutto di non vedere più strade sporche e maleodoranti e scarpe imbrattate. Acerra non merita per le sue strade un livello igienico ed estetico deprimente e per far ciò bisogna contrastare la maleducazione di una minoranza dei suoi cittadini non certo esemplare. In fondo, come direbbe Dante Alighieri, “nati non foste a viver come bruti”.

Giovanni Balsamo

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Verso la città dormitorio? Lo spento Natale degli acerrani

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Spento. Proprio così è stato il Natale ad Acerra, nonostante il discretamente ricco (!) programma firmato dal Sindaco e affisso ad ogni angolo della città:

gli spettacoli messi in scena al Teatro Italia, l’iniziativa “Natale in Vetrina”, le mostre d’arte che si susseguono al Castello Baronale, il concerto di Natale, i più che mai numerosi presepi (viventi e non) allestiti in giro per il paese, e soprattutto l’inaugurazione in pompa magna della rinnovata piazza Falcone e Borsellino. Proprio lei, “la Pretura”, dove quasi ogni ragazzo di Acerra ha passato almeno una serata della propria adolescenza, è più spenta che mai. A dispetto delle inquietanti (e fin troppo accese…)luci bianche, o magari proprio a causa della strana atmosfera che si portano dietro, “La” Piazza di Acerra non ha ancora riacquistato la popolarità di un tempo. Allo stesso modo, l’intero paese nelle ultime settimane è sembrato smorto, davvero poco “natalizio”: anche gli “zampognari” scarseggiavano! Insomma, quest’anno non si è respirata una vera atmosfera di festa… se poi ci si mettono pure le decorazioni luminose più tristi di sempre, il gioco è fatto. “C’è la crisi, chi sta in cassa integrazione ha poco da festeggiare”, direte voi; ed è verissimo, infatti nessuno si aspettava l’assalto ai negozi (mezzi deserti anche in questi primi giorni di saldi, al contrario degli stracolmi centri commerciali), ma due passi per le strade della città non costano nulla, un caffè al bar se lo possono permettere un po’ tutti. Se vi è capitato di uscire nelle ultime settimane ad Afragola, a Pomigliano, a Nola, senza dover necessariamente scomodare Napoli, avrete senz’ altro apprezzato tutt’altra atmosfera: chi passeggia, chi sorseggia una cioccolata in tazza, chi porta i bambini a giocare al parco. Con il clima tutto sommato mite che ha accompagnato queste festività, non possiamo nemmeno giustificarci dicendo che stavamo in casa a riscaldarci vicino al camino. L’impressione è che, anche a Natale, gli acerrani scelgano di non rimanere nella propria città: il risultato è stato che le strade di Acerra erano molto simili a quelle del resto dell’anno. Dulcis in fundo, la pioggia ci ha negato il cielo illuminato dai fuochi d’artificio allo scoccare del 2010. In occasione dell’ Epifania, invece, le cose sembrano essere andate un po’ meglio: la tradizionale “maratona” si è svolta nonostante il tempo minaccioso, la Befana è riuscita a portare dei piacevoli artisti di strada per le vie del centro storico; e il giro d’affari dei dolciumi ha spinto, più degli altri anni, botteghe e bar a ingaggiare festosi animatori per attirare clienti, purtroppo provocando inevitabili disagi per la circolazione di auto e pedoni. In compenso, però, siamo stati invasi dapprima da simpatici “babbi e babbe Natale” e poi da allegre Befane, fuori ad ogni negozio. Meno male che c’erano loro, sennò a stento ce ne saremmo accorti che le feste sono arrivate… e pure finite.

Stefano Petrella

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Accolto alla Regione Campania il messaggio di don Luigi Ciotti

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Napoli. “La politica raccolga l’invito di Don Luigi Ciotti al recupero della sua missione sociale”.

E’ quanto ha affermato il Vice Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Gennaro Mucciolo, intervenendo alla cerimonia per la consegna del Premio per la Pace e per i Diritti Umani 2008 della Regione Campania al fondatore e animatore di Libera e della Comunità Gruppo Abele, Don Luigi Ciotti. “Con il suo impegno e il suo messaggio di alto valore culturale ed umano, Don Luigi Ciotti richiama la politica alla sua funzione principale di servizio alla gente – ha sottolineato Mucciolo –, un richiamo nel quale, come forze politiche e Istituzione consiliare, crediamo fortemente, impegnandoci a dare risposte alle istanze sociali della Campania”.  “Siamo particolarmente orgogliosi di conferire il Premio per la Pace a Don Luigi Ciotti, per l’impegno profuso nella lotta alla criminalità e per l’affermazione della legalità – ha detto Mucciolo – , nell’ambito di una iniziativa regionale che ha la capacità di fare emergere i meriti e le virtù del territorio e della popolazione della Campania, dove il valore culturale della legalità cammina di pari passo con la promozione delle condizioni per la crescita socio economica”. “Il Consiglio Regionale della Campania ha prontamente raccolto l’appello di Don Ciotti affinchè i beni confiscati alla camorra non vengano venduti all’asta e vengano destinati a scopi sociali” – ha sottolineato il consigliere questore Antonio Amato (Pd), ricordando che, nella seduta di ieri, l’assemblea ha approvato all’unanimità un ordine del giorno “per impegnare il Governo al ritiro dell’emendamento, a garantire la destinazione dei beni confiscati alla criminalità a scopi sociali e a rafforzare le misure di contrasto alla criminalità e per l’uso sociale dei beni confiscati”. Sui temi evidenziati da Don Ciotti si è soffermato anche il vice presidente Salvatore Ronghi (MpA), sottolineando che “con il richiamo all’etica nella politica e al ripristino della funzione sociale della politica, Don Ciotti ha dato voce a tante mie convinzioni e battaglie, dimostrando che lavoro, servizi al cittadino, giustizia sociale, rispetto della identità territoriale sono i punti fondamentali su cui costruire un programma di governo per la Regione Campania, capace di elevare territorio e popolazione sul piano della crescita socio economica e culturale”. Il presidente del Comitato del Premio per la Pace e per i Diritti Umani, Adriana Buffardi, nel suo intervento, ha evidenziato “la capacità della Regione Campania di mettere in rete le energie e le risorse contro la criminalità, in sinergia con le associazioni come Libera che costituiscono un baluardo per l’affermazione della legalità. Il Premio conferito a Don Ciotti ha un valore fortemente simbolico e di straordinaria valenza culturale – ha proseguito l’ex assessore regionale alle politiche sociali – in quanto esprime i valori della libertà, della legalità e della giustizia sociale, in un contesto sociale in cui aumentano la violenza e le disuguaglianze di conoscenza e di reddito che minano nel profondo la democrazia”.

 

Giuseppe Sansone

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Episodi di teppismo e disagio sociale nelle scuole acerrane

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Alcune settimane fa, cinque alunni e la loro insegnante dell’Istituto d’arte “Munari” finiscono in ospedale per stordimento e choc a causa di un petardo lanciato nei corridoi della scuola.

Nella scuola di via Diaz sembrava un giorno normale, fino a quando alle 10,30 si è sentita una forte deflagrazione seguita dal fumo che ha invaso rapidamente tutto il primo piano, annerendo parte del muro e del pavimento nei pressi dell’aula Moda. Per alcuni minuti si è pensato ad una bomba scagliata dall’esterno dell’edificio, molti alunni infatti erano usciti fuori per sicurezza; altri erano rimasti a terra semisvenuti, grida di tensione e spavento si sentivano da ogni classe, il personale scolastico e il preside Antonio Alvino hanno cercato di tranquillizzare gli alunni che erano terrorizzati. Fortunatamente i ragazzi e la loro professoressa, portati all’ospedale, non hanno riportato ferite e sono stati rilasciati nel giro di qualche ora. Intanto, i due responsabili, due quindicenni, anche loro in preda al panico, hanno cercato di mimetizzarsi tra i compagni, ma sono stati scoperti dai poliziotti; uno dei responsabili è ritenuto un ragazzo difficile per i gravi problemi familiari e l’altro, scoppiato a piangere, ha confessato tutto. I due sono stati portati repentinamente in commissariato dove li hanno raggiunti i rispettivi genitori. “Era solo uno scherzo, non volevo fare del male” cosi si è giustificato uno dei due colpevoli. Essi sono stati deferiti alla magistratura minorile e saranno inoltre soggetti a provvedimenti disciplinari una volta riuniti i rispettivi consigli di classe convocati dal preside. E’ già partita l’azione degli assistenti sociali e di una psicologa. Il preside assicura: “Il nostro primo compito è quello di educatori, farò tutto il possibile per il recupero dei due ragazzi per non escluderli da questa scuola”. Tra i 400 studenti, nessuno ha tanta voglia di commentare il gesto sconsiderato che ha messo a nudo le problematiche di una realtà con frequenti episodi di vandalismo gratuito. “La scuola non può essere lasciata sola a combattere il disagio sociale, noi dobbiamo fare la nostra parte tramite opportuni programmi di prevenzione”, afferma il sindaco Tommaso Esposito. Nel frattempo, anche nella scuola media “Capasso”, si è dovuto assistere all’ennesima sospensione delle lezioni per le inciviltà compiute di notte da alcuni teppisti che hanno svuotato gli estintori e hanno riversato il contenuto sul pavimento delle aule della periferica scuola. L’ennesimo raid che ha colpito questa scuola, dopo i 60 subiti negli anni passati.. Inconcepibile è la frequenza considerevole di questi atti vandalici che di fatto impediscono il regolare svolgimento delle lezioni, e l’inevitabile rinvio delle attività didattiche che ne consegue, condurrà ad un ritardo consistente degli alunni anche sotto il profilo educativo e pedagogico. Occorrerebbero dei programmi, da parte delle autorità comunali e delle scuole stesse, destinati a sensibilizzare gli studenti al fine di prevenire gli spiacevoli inconvenienti che si verificano con spaventosa assiduità. Un’altra necessità dettata da simili barbarie a cui i cittadini sono costretti ad assistere, sarebbe un maggior controllo delle strutture scolastiche.

 

Lorenzo Oliviero

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Dicembre 1999 - Dicembre 2011- "Acerra in tasca" la guida della città di Acerra, edita dalla Casa Editrice Sansone, compie 22 anni

 

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