Bisogni fisiologici di cani ovunque in città
Giovedì 21 Gennaio 2010 09:00

La decorazione naturale dei marciapiedi e delle strade di Acerra
In città si è dato vita ad un nuovo sport: il salto ai bisogni fisiologici dei cani sparsi ovunque per strade e marciapiedi. Sarà un esempio di grande civiltà sportiva? E decorazione urbana? E’ proprio il caso di dire che l’igiene urbana ad Acerra è allo stato naturale. Dopo numerose segnalazioni e lamentele di cittadini pervenute alla nostra redazione, il Tablò ha deciso di occuparsi di una delle prove oggettive della mancanza di rispetto per la comunità civile acerrana da parte di alcuni suoi membri. Sappiamo benissimo che la maleducazione sempre più spesso dalle nostre parti veste i panni della routine quotidiana, ma ci sentiamo in dovere di fare un appello a tutti coloro che hanno a cuore l’igiene pubblica di Acerra: cerchiamo di preservare l’ambiente in cui viviamo. Le strade della nostra città alle volte sembrano dei veri e propri percorsi di guerra, dove al posto delle mine troviamo deiezioni canine. Bene, la colpa di tutto questo non è di sicuro del bisogno fisiologico dell’animale quanto della noncuranza del padrone, che arbitrariamente sceglie di lasciare sotto gli occhi di tutti una prova oggettiva della propria maleducazione. Ora, forse queste persone non sanno che sono perseguibili dalla legge e il nostro intento è ricordarglielo. Acerra, essendo un comune alla stregua di tanti altri, è dotata di un regolamento dei servizi di igiene urbana che prevede all’art. 32. alcuni obblighi per chi conduce animali domestici su aree pubbliche, ma entriamo nello specifico. L’articolo dice: «Le persone che conducono cani o altri animali per le strade e aree pubbliche o di uso pubblico, compreso il verde, sono tenute ad evitare qualsiasi contaminazione dovuta alle deiezioni. Dovranno in tal senso provvedere personalmente all’eliminazione e all’asporto di escrementi solidi». In altre parole, le deiezioni canine non sono parte del tessuto urbano e vanno rimosse per non imbrattare la strada, per evitare ogni forma d’intolleranza verso la presenza di cani nella nostra città e per avere un ambiente più pulito. A tutto questo va aggiunto che le aiuole e i giardini di dominio pubblico – così com’è sottolineato dal regolamento comunale sui servizi di igiene urbana – non sono da considerarsi toilettes per cani e al pari delle strade vanno tutelate da spiacevoli sorprese di natura biologica. Detto ciò, va precisato ai padroni che le deiezioni canine vanno raccolte mediante le apposite palette dotate di un sacchetto che deve essere accuratamente richiuso e gettato nel più vicino cassonetto di rifiuti indifferenziati. Chi sarà colto in fallo dalla polizia municipale non potrà risparmiarsi né il giudizio sprezzante dei propri concittadini né la contravvenzione prevista a chi sporca il suolo pubblico con deiezione di animali domestici. Essa prevede una sanzione che va da un minimo di 12,00 euro ad un massimo di 75,00 euro. Si spera, dunque, di aver contribuito in qualche modo all’elencazione di alcuni dei diritti e doveri alla base di una sana e rispettosa convivenza civile e soprattutto di non vedere più strade sporche e maleodoranti e scarpe imbrattate. Acerra non merita per le sue strade un livello igienico ed estetico deprimente e per far ciò bisogna contrastare la maleducazione di una minoranza dei suoi cittadini non certo esemplare. In fondo, come direbbe Dante Alighieri, “nati non foste a viver come bruti”.
Giovanni Balsamo
Verso la città dormitorio? Lo spento Natale degli acerrani
Giovedì 21 Gennaio 2010 09:00

Spento. Proprio così è stato il Natale ad Acerra, nonostante il discretamente ricco (!) programma firmato dal Sindaco e affisso ad ogni angolo della città:
gli spettacoli messi in scena al Teatro Italia, l’iniziativa “Natale in Vetrina”, le mostre d’arte che si susseguono al Castello Baronale, il concerto di Natale, i più che mai numerosi presepi (viventi e non) allestiti in giro per il paese, e soprattutto l’inaugurazione in pompa magna della rinnovata piazza Falcone e Borsellino. Proprio lei, “la Pretura”, dove quasi ogni ragazzo di Acerra ha passato almeno una serata della propria adolescenza, è più spenta che mai. A dispetto delle inquietanti (e fin troppo accese…)luci bianche, o magari proprio a causa della strana atmosfera che si portano dietro, “La” Piazza di Acerra non ha ancora riacquistato la popolarità di un tempo. Allo stesso modo, l’intero paese nelle ultime settimane è sembrato smorto, davvero poco “natalizio”: anche gli “zampognari” scarseggiavano! Insomma, quest’anno non si è respirata una vera atmosfera di festa… se poi ci si mettono pure le decorazioni luminose più tristi di sempre, il gioco è fatto. “C’è la crisi, chi sta in cassa integrazione ha poco da festeggiare”, direte voi; ed è verissimo, infatti nessuno si aspettava l’assalto ai negozi (mezzi deserti anche in questi primi giorni di saldi, al contrario degli stracolmi centri commerciali), ma due passi per le strade della città non costano nulla, un caffè al bar se lo possono permettere un po’ tutti. Se vi è capitato di uscire nelle ultime settimane ad Afragola, a Pomigliano, a Nola, senza dover necessariamente scomodare Napoli, avrete senz’ altro apprezzato tutt’altra atmosfera: chi passeggia, chi sorseggia una cioccolata in tazza, chi porta i bambini a giocare al parco. Con il clima tutto sommato mite che ha accompagnato queste festività, non possiamo nemmeno giustificarci dicendo che stavamo in casa a riscaldarci vicino al camino. L’impressione è che, anche a Natale, gli acerrani scelgano di non rimanere nella propria città: il risultato è stato che le strade di Acerra erano molto simili a quelle del resto dell’anno. Dulcis in fundo, la pioggia ci ha negato il cielo illuminato dai fuochi d’artificio allo scoccare del 2010. In occasione dell’ Epifania, invece, le cose sembrano essere andate un po’ meglio: la tradizionale “maratona” si è svolta nonostante il tempo minaccioso, la Befana è riuscita a portare dei piacevoli artisti di strada per le vie del centro storico; e il giro d’affari dei dolciumi ha spinto, più degli altri anni, botteghe e bar a ingaggiare festosi animatori per attirare clienti, purtroppo provocando inevitabili disagi per la circolazione di auto e pedoni. In compenso, però, siamo stati invasi dapprima da simpatici “babbi e babbe Natale” e poi da allegre Befane, fuori ad ogni negozio. Meno male che c’erano loro, sennò a stento ce ne saremmo accorti che le feste sono arrivate… e pure finite.
Stefano Petrella














