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Cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico 2009/2010

Acerra. "Dimenticare le difficoltà per pensare al futuro!"
Siamo a novembre ormai. L’anno scolastico è iniziato già da un po’ ed è in una delle sue fasi più caotiche: le vacanze natalizie sono più vicine di quanto non sembrino ed i docenti tutti s’affrettano a concludere le verifiche necessarie, orali e non, per la formulazione dei primi voti da presentare ai genitori nelle griglie di valutazione periodiche, mentre gli alunni si sforzano di stare al passo. Anche a dispetto dell’influenza. Nonostante ciò però, soltanto alla fine del mese scorso – giovedì 29 ottobre per essere precisi – si è riusciti ad organizzare una Cerimonia d’Inaugurazione ufficiale e per la prima volta nel paese: meglio tardi che mai, come si suole dire! L’evento si è svolto presso il Teatro Italia della città ed ha coinvolto i seguenti istituti: le scuole paritarie Biancaneve, Tartaruga, Palladino e San Giuseppe; le tre scuole medie Caporale, Papasso, Ferraiolo ed i quattro circoli didattici. Oltre ai Dirigenti di ciascuno di essi, poi, erano presenti, com’era giusto che fosse, anche una certa rappresentanza di alunni e professori ed altre personalità di spicco dell’ambiente acerrano. Fra di esse, era presente anche l’Assessore alla Pubblica Istruzione e alle Politiche Sociali, Immacolata Verone, la quale ha dichiarato, riguardo la novità introdotta, che l’inizio di un nuovo anno scolastico, di qualsiasi tipo, ha sempre una grande importanza e che l’iniziativa è stata presa sull’esempio del Quirinale ed in seguito ad una chiara volontà espressa dal Sindaco, Tommaso Esposito. “L’intento è quello di rafforzare l’alleanza tra le istituzioni religiose e non, la scuola e la famiglia, con l’obiettivo di ripristinare una comunità educante.” Queste le sue precise parole al riguardo, mentre sui “dolori” che la scuola acerrana si è spesso ritrovata – e si ritrova ancora oggi – ad affrontare, si è così espressa: “Più che alleviare le sofferenze o dimenticarle momentaneamente nel corso di simili occasioni, l’Amministrazione desidera far sì che si imponga l’impegno di rendere la scuola un luogo realmente accogliente per i ragazzi, i quali trascorrono buona parte della loro giornata nelle aule.” Una manifestazione che, a suo dire, è stata accolta dai Presidi e dalle scuole locali con entusiasmo ed in maniera grandemente positiva. Una manifestazione che è il risultato di un desiderio condiviso da ambo le parti. Ospite d’eccezione è stato inoltre Mons. Antonio Riboldi, il quale non ha nascosto la sua felicità nel ritrovarsi in quella manifestazione e quindi ritrovarsi per la prima volta a presenziare ad un’iniziativa di questo tipo, confermando esplicitamente la novità del progetto organizzato sulla scia del discorso annuale del Presidente della Repubblica Italiana, Napolitano, sorridendo bonariamente dinanzi alle esibizioni musicali. “Si sta giocando per loro.” Ha detto infatti, riferendosi ai bambini, terminando così il suo breve, ma intenso discorso: “La scuola, come la famiglia, è l’ambiente in cui un ragazzo cresce. E può farlo bene o male. La vita è una ed è un enorme e bellissimo parco giochi, ma non si può scherzare. Questa è un’occasione per ricordarlo.” Il Vice Preside della Caporale, il prof. Domenico Russo, dal canto suo, ha recepito altrettanto bene l’evento, mostrandosi contento della coesione creatasi fra i ragazzi e dello spirito comunitario dimostrato nell’allestire gli spettacoli. “Una manifestazione che dovrebbe ripetersi ogni anno!” si auspica, così come il Direttore Didattico del I Circolo, il prof. Angelo Caputo, il quale pare nutrire una certa fiducia nei confronti della nuova Amministrazione, anche se deciso a mantenere comunque i piedi per terra. “Ci sono alcune scuole ad Acerra che necessitano di un occhio particolare per poter decollare. I presupposti sembrano esserci, adesso bisogna attendere i risultati. Non sempre le buone intenzioni dimostrate nel corso degli anni dalle Istituzioni locali hanno poi trovato riscontro effettivo. Speriamo che questa sia la volta buona.” Non poteva mancare, ovviamente, l’intervento finale del Sindaco, il quale si è rivolto direttamente agli studenti. “L’obiettivo è dimenticare per qualche momento le difficoltà che abbiamo nella nostra quotidianità e pensare piuttosto al futuro. Sia a quello immediato, ma a quello di un domani meno prossimo per voi all’interno di questa città, con l’ausilio di due attività particolari: l’apprendimento e l’acquisizione delle conoscenze per progettare ciò che vi attende, dove le piccole parti si incontrano con le grandi, i piccoli paesi si incontrano con le grandi nazioni, i piccoli problemi si uniscono ad altri problemi, ma anche le piccole felicità ed i piccoli progetti possono crescere. Ciò però soltanto dopo essersi conosciuti vicendevolmente ed aver creato una rete di relazioni e di costruttivi confronti. Il singolo percorso che ogni istituto realizza entra così a far parte di un unico progetto cittadino, che coinvolge ed unisce ciascuno di essi, con progetti di ricerca di natura ambientale o sociale, che non puntano ad altro se non al miglioramento del paese.” Questo il succo del suo accorato discorso, conclusosi fra applausi e parole d’approvazione, fra le quali anche quelle dell’attuale Vescovo Mons. Giovanni Rinaldi, le quali hanno fatto da chiusura ufficiale alla rassegna. “Educare i ragazzi è ciò che ci accomuna. Tutti oggi facciamo molta fatica a portare avanti il nostro compito, tutti siamo un po’ scontenti. Vorremmo una gioventù migliore, ma non perché quella di oggi sia peggiore di quella di un tempo, bensì perché vi sono molti più numerosi ostacoli di allora. Il compito più importante nella vita di un uomo è quello di generare se stesso e noi dobbiamo contribuire tutti alla loro crescita. Dio ha dato la vita attraverso i genitori, ma il percorso di ciascun individuo, la sua maturità, è un compito affidato anche a noi altri. Vi è un’intera eredità di valori da trasmettere.”
Annamaria Bianco
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