Le piazze dell'abbandono. Dal rione Gravina a piazza Duomo, i pochi spazi vivibili di Acerra fanno fatica a sopravvivere
Domenica 17 Luglio 2011 15:10

Se le periferie acerrane sono afflitte da una cronica mancanza di servizi e strutture, il centro città non se la cava meglio. Basta fare una passeggiata in due delle piazze principali di Acerra, piazza Castello e piazza Soriano nel rione Gravina, per rendersene conto.
Due realtà molto diverse, la prima in pieno centro, l’altra in una zona tranquilla e residenziale, ma accomunate dalla scarsa cura degli amministratori che si sono susseguiti negli ultimi anni alla guida della città . Piazza Castello è sempre affollata e frequentata, da ragazzini, anziani, tanti immigrati, politici e politicanti vari e… zoccole. Si si, proprio così, ovviamente mi riferisco ai poco amati mammiferi roditori appartenenti alla famiglia dei Muridi, meglio conosciuti come ratti. Se vi capita di intrattenervi qualche minuto in piazza, non sarà così improbabile che davanti ai vostri occhi, velocissimo, sfrecci un grosso ratto nero che spunta dalle fognature e attraversa la piazza da una parte all’altra. I più assidui frequentatori della piazza raccontano di leggendari ratti grossi come gatti, lunghi anche mezzo metro. E se il racconto popolare, nel passaggio di bocca in bocca, probabilmente enfatizza ed amplifica le dimensioni, resta il problema sanitario, frutto di una decennale non-gestione del sistema fognario della città . Anche le tante piante di piazza Castello sono un problema. La mancata cura, necessaria per ogni spazio verde in città , porta alla proliferazione di insetti, soprattutto in estate. Ed ecco che da settimane mosche, zanzare e moscerini invadono i tanti esercizi commerciali della piazza. «Già abbiamo dovuto lottare per ottenere un potatura del verde presente in piazza – ci racconta Angelo, titolare del bar Castello – ora con l’arrivo della bella stagione dobbiamo fronteggiare l’invasione di insetti di ogni tipo: siamo esasperati!». Spostandoci nel più decentrato rione Gravina, le cose non migliorano, anzi. Qui è ancora più forte il senso di abbandono e degrado in cui versa la vasta aria verde di piazza Angelo Soriano. Ho usato un parolone: «area verde» è davvero troppo per definire tutti quei metri quadri di terreno per lo più arido. Da tempo gli innaffiatoi automatici sono fuori uso, e i pochi ciuffi d’erba rimasti difficilmente possono essere rubricati sotto la voce «prato». Nonostante ciò (e questo fa sorgere tante domande sulla carenza di strutture ludiche della nostra città ), nel pomeriggio i giochi e le giostre presenti in piazza sono affollate da bambini di tutte le età e dai loro genitori. Peccato che le suddette giostre siano vecchie e mezze rotte, tanto che il mese scorso uno degli scalini dello scivolo ha ceduto sotto il peso di un bambino, facendolo cadere. Altra minaccia per i bambini sono le auto che corrono veloci molto vicino all’area giochi, non adeguatamente recintata: essendo una zona poco trafficata, gli automobilisti si sentono autorizzati a sfrecciare attorno all’area verde. Sarebbero opportuni dei dossi sul manto stradale che costringano alla frenata i guidatori meno avveduti. Insomma, dopo il maestoso restyling di piazza Falcone e Borsellino, le altre piazze acerrane sono di fatto lasciate nelle mani dei commercianti, che hanno creduto nella città e vi hanno investito i propri risparmi. Il più delle volte, sono loro a farsi carico di piccoli problemi, riparando qualche mattonella fuori posto, o rabberciando una giostra troppo vecchia. Ancora una volta gli Acerrani si rivelano migliori dei politici che li hanno governati negli ultimi decenni e, nei limiti della quotidianità , provano (sul serio, loro…) a rilanciare la città .
Stefano Petrella
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Passaggi a livello, la prigionia degli acerrani
Domenica 17 Luglio 2011 15:10

Sicurezza, traffico, lavoro, ambiente: quattro grandi aree problematiche dalle quali partire per rilanciare Acerra.
Entro il 2012 dovevano scomparire i passaggi a livello che dividono e bloccano la città . Invece, la croce degli acerrani persiste e chi sa ancora per quanti altri anni bloccheranno questa città . Gli acerrani ogni giorno rimangono bloccati dalle barriere ferroviarie, se si è fortunati per una decina di minuti, fino ad arrivare in alcuni casi ad aspettare anche per più di mezz’ora. Talvolta capita che dopo la chiusura delle sbarre, passino anche più treni in successione a distanza di diversi minuti l’uno dall’altro, o ancora è capitato che le barriere chiudessero e non passasse alcun treno. Tutto ciò ha pesanti ripercussioni sul sistema nervoso e sulla salute dei cittadini, specie se, come spesso capita, ci si imbatte nei passanti ferroviari più volte al giorno. Il centro abitato è attraversato da ben 4 passaggi a livello: quello di corso Vittorio Emanuele II (conosciuto come il passaggio a livello di Benevento), quello di via S. Francesco D’Assisi (conosciuto come il passaggio a livello†ind e muortâ€), quello della stazione centrale, che divide Corso Garibaldi e via Diaz, e quello in Corso Di Vittorio. Con chiunque abbia avuto occasione di parlare, si è lamentato delle lunghissime code e delle interminabili attese. Molti raccontano di aver assistito ad episodi di nervosismo da parte degli automobilisti, che in alcuni casi hanno anche danneggiato le barriere ferroviarie o sono rimasti bloccati nell’ area di transito dei treni. Infatti non appena si illumina il segnale rosso di chiusura delle barriere, i conducenti di autovetture e moto, pur di non rimanere bloccati per decine e decine di minuti, si trasformano in Michael Schumacher all’apice della sua carriera, e tentano di superare l’ostacolo, rischiando di creare seri pericoli per loro e per gli altri. Il fenomeno, secondo studi scientifici, può essere causa di ansia, tensione e stress.Gli operatori sanitari del settore, che hanno letto le interviste fatte, sostengono che un soggetto debole, incontrando nell’arco della giornata più volte il passaggio a livello chiuso, va incontro a sintomi come: irritabilità , affaticamento e alterazioni della sfera intellettiva. Tutti fattori che influenzano negativamente la qualità di vita del cittadino e causano poca lucidità sul posto di lavoro. E’ inoltre evidente il disagio dei commercianti e dei residenti nei pressi dei passaggi a livello, che sono colpiti da inquinamento acustico e da smog. Questo problema si protrae ormai da molti anni. Già nel 2004 la Rete Ferroviaria Italiana Spa – Tav Spa, Italferr proponeva lo studio di alcune soluzioni grazie alle quali poter spostare le linee ferroviarie dal centro della città alla periferia. E’ stata inoltre vagliata l’ipotesi dello scorrimento del treno in gallerie sotterranee più o meno nella stessa area dove attualmente scorrono i binari. Una soluzione sicuramente dispendiosa dal punto di vista economico, ma che permetterebbe di trasformare l’area ove attualmente scorrono i binari, in un’ampia strada alberata di scorrimento che consenta di collegare la zona del passaggio a livello di Benevento alla parte finale di Corso Italia. Grazie alla realizzazione di questo corso, potrebbe essere finalmente valorizzato il centro storico, che diverrebbe oggetto di un intervento di pedonalizzazione. Però, come si può constatare, da allora, anche in questo caso, la situazione non è cambiata. Gli acerrani attendono una risposta concreta e definitiva al problema. Acerra risulta in ritardo non solo rispetto ai comuni del nord Italia, ma anche nei confronti dei paesi limitrofi che si sono integrati perfettamente col programma riguardante l’ ammodernamento urbanistico e l’alta velocità , ricevendone notevoli benefici. I comuni confinanti crescono e maturano grazie alla loro classe dirigente, mentre Acerra rimane ancora una volta indietro. Questa è l’ennesima dimostrazione del fatto che ad Acerra c’è la pessima abitudine degli uomini al potere, di parlare tanto ed agire poco. Fino al momento prima dell’elezione, durante la propaganda, fanno promesse e sembrano voler spaccare il mondo, poi, una volta eletti, fanno di tutto fuorché portare rinnovamento. Ad Acerra serve una boccata di aria nuova. Quindi, ancora una volta, il giornale Tablò vuole fare appello all’amministazione che verrà , sperando che riguardo al problema delle barriere ferroviarie, ma non solo, avvii una discussione che sia questa volta fruttuosa. Intanto consigliamo gli automobilisti di avere sempre in auto una rivista o un giornale che tratti degli argomenti che ognuno preferisce leggere. Approfittare del tempo di attesa alle barriere ferroviarie per ascoltare musica dolce e distensiva. Ma soprattutto, l’automobilista, una volta messosi alla guida, deve preventivare che circa 45 minuti della sua giornata, percorrendo le strade di Acerra, saranno trascorsi a ridosso di un passaggio a livello. .
Simone Barbera
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