Martedì, Febbraio 07, 2012
   
Testo

Cronaca

Acerra in preda ad una sindrome mai risolta: S.T.L.A.

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Sicurezza, traffico, lavoro, ambiente: quattro grandi aree problematiche dalle quali partire per rilanciare Acerra.

< In troppi si sono avvicendati ai vertici della città senza affrontare questi nodi che imbrigliano lo sviluppo economico e sociale, che spingono giovani e adulti a scappare dal proprio territorio, che i cittadini impongono come priorità per chiunque governerà la città negli anni a venire. Mettendo da parte i problemi politici contingenti, ecco i quattro punti che la classe dirigente acerrana nel suo complesso non può continuare a ignorare.
SICUREZZA
Dopo aver seminato il panico nella grandi città di tutta Italia, è arrivato anche ad Acerra il «grimaldello hi-tech»: apre ogni tipo di serratura, senza lasciare traccia di scasso. E così si moltiplicano i furti in casa, che non si limitano più alle zone periferiche e isolate, ma sono arrivati fino al centro città: da corso Italia alla Ferrovia. E se allo stesso tempo crescono anche gli scippi agli anziani e si perde il conto delle rapine ai danni di esercizi commerciali, bisogna fare i conti con un’emergenza sicurezza nella nostra città. Non si tratta dell’emergenza sicurezza che da sempre i politici di ogni colore creano ad hoc con annunci terroristici, per alimentare la paura degli elettori. Ad Acerra c’è un problema serio, che può trovare una prima risposta nei cosiddetti «poliziotti di prossimità»: i poliziotti di quartiere, in parole povere, previsti dall’Ordinamento dal 2002 e operanti in tutta Italia con buoni risultati su 748 aree cittadine.
TRAFFICO
Il problema che più di ogni altro si ripercuote sulla quotidianità degli Acerrani è il traffico: le grandi arterie della città nelle ore di punta sono del tutto paralizzate. La linea ferroviaria ad alta velocità (TAV) nel 2012 avrebbe dovuto liberarci dai passaggi a livello, ma il progetto tarda a prendere il via: i passaggi ferroviari continueranno ancora a lungo a spaccare in due la città. In più il mancato piano urbanistico (PUC) ha portato ad uno sviluppo della viabilità schizofrenico e incontrollato, il progetto delle strisce blu è fallito da ogni punto di vista: risultato? Per attraversare la città da una parte all’altra, in auto ci possono volere anche 40 minuti: si fa prima a piedi. Le principali vittime di tutto ciò, oltre ai nervi dei cittadini, sono i commercianti, e in generale il complessivo sviluppo economico e sociale della città. A poco servono gli interventi dei Vigili Urbani: senza un piano traffico serio e ben studiato, non si possono fare miracoli.
LAVORO
L’alto tasso di disoccupazione è una patologia cronica del nostro territorio, aggravatasi negli ultimi anni. Dapprima scegliendo un’industrializzazione incosciente e malata, poi rendendo Acerra capitale della “monnezzaâ€: ecco che la tradizione agricola ne è uscita mortificata. Creare ricchezza e posti di lavoro riscoprendo il settore primario è possibile, con tre decisivi passaggi: 1) formare e impiegare i disoccupati in un qualificante progetto di bonifica; 2) innovare con un’agricoltura altamente tecnicizzata, che coinvolga saperi scientifici e ingegneristici; 3) infine riscoprire e valorizzare le varietà ortofrutticole tipiche del territorio per farne specialità da esportare, servendosi dei saperi umanistici: veicolare cultura, curare l’immagine del territorio. Questa è l’agricoltura che ha successo nelle ricche regioni del centro-nord, lontana da quella umiliante fatta di sola fatica bruta senza nessun guadagno né gratificazione. Solo seguendo questa strada, anche i giovani vorranno tornare ad occuparsi di campagna.
AMBIENTE
40 sforamenti dei valori previsti di nano particelle nocive nell’aria che respiriamo ad Acerra, solo dal primo gennaio di quest’anno, a fronte dei 35 consentiti dalle normative nell’arco di un intero anno, sono un’enormità. C’è poco da girarci intorno: l’ambiente ad Acerra è «IL» tema da affrontare. La società civile scalpita; il Forum Acerrano per l’Ambiente, costituitosi il 12 maggio scorso, è solo la punta dell’iceberg di un malessere che da anni cresce negli animi e nei corpi degli Acerrani. Poche ma efficaci le mosse da fare. In primo luogo, c’è da dimostrare se i numerosi sforamenti siano riconducibili all’attività dell’inceneritore: sarà possibile solo dando il via al più volte sbandierato Osservatorio terzo sull’inceneritore. A livello regionale, invece, è necessario che le centraline ARPAC di rilevamento dell’aria entrino a far parte del sistema di rilevazione ufficiale, in modo da rendere i loro dati utilizzabili per l’esposto in Procura, doveroso una volta superati i 35 sforamenti in un anno. Muovere questi primi piccoli passi significherebbe conquistare consapevolezza e partecipazione: due dei principali ingredienti della democrazia. .



Stefano Petrella



 

 

 

 

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Le piazze dell'abbandono. Dal rione Gravina a piazza Duomo, i pochi spazi vivibili di Acerra fanno fatica a sopravvivere

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Se le periferie acerrane sono afflitte da una cronica mancanza di servizi e strutture, il centro città non se la cava meglio. Basta fare una passeggiata in due delle piazze principali di Acerra, piazza Castello e piazza Soriano nel rione Gravina, per rendersene conto.

Due realtà molto diverse, la prima in pieno centro, l’altra in una zona tranquilla e residenziale, ma accomunate dalla scarsa cura degli amministratori che si sono susseguiti negli ultimi anni alla guida della città. Piazza Castello è sempre affollata e frequentata, da ragazzini, anziani, tanti immigrati, politici e politicanti vari e… zoccole. Si si, proprio così, ovviamente mi riferisco ai poco amati mammiferi roditori appartenenti alla famiglia dei Muridi, meglio conosciuti come ratti. Se vi capita di intrattenervi qualche minuto in piazza, non sarà così improbabile che davanti ai vostri occhi, velocissimo, sfrecci un grosso ratto nero che spunta dalle fognature e attraversa la piazza da una parte all’altra. I più assidui frequentatori della piazza raccontano di leggendari ratti grossi come gatti, lunghi anche mezzo metro. E se il racconto popolare, nel passaggio di bocca in bocca, probabilmente enfatizza ed amplifica le dimensioni, resta il problema sanitario, frutto di una decennale non-gestione del sistema fognario della città. Anche le tante piante di piazza Castello sono un problema. La mancata cura, necessaria per ogni spazio verde in città, porta alla proliferazione di insetti, soprattutto in estate. Ed ecco che da settimane mosche, zanzare e moscerini invadono i tanti esercizi commerciali della piazza. «Già abbiamo dovuto lottare per ottenere un potatura del verde presente in piazza – ci racconta Angelo, titolare del bar Castello – ora con l’arrivo della bella stagione dobbiamo fronteggiare l’invasione di insetti di ogni tipo: siamo esasperati!». Spostandoci nel più decentrato rione Gravina, le cose non migliorano, anzi. Qui è ancora più forte il senso di abbandono e degrado in cui versa la vasta aria verde di piazza Angelo Soriano. Ho usato un parolone: «area verde» è davvero troppo per definire tutti quei metri quadri di terreno per lo più arido. Da tempo gli innaffiatoi automatici sono fuori uso, e i pochi ciuffi d’erba rimasti difficilmente possono essere rubricati sotto la voce «prato». Nonostante ciò (e questo fa sorgere tante domande sulla carenza di strutture ludiche della nostra città), nel pomeriggio i giochi e le giostre presenti in piazza sono affollate da bambini di tutte le età e dai loro genitori. Peccato che le suddette giostre siano vecchie e mezze rotte, tanto che il mese scorso uno degli scalini dello scivolo ha ceduto sotto il peso di un bambino, facendolo cadere. Altra minaccia per i bambini sono le auto che corrono veloci molto vicino all’area giochi, non adeguatamente recintata: essendo una zona poco trafficata, gli automobilisti si sentono autorizzati a sfrecciare attorno all’area verde. Sarebbero opportuni dei dossi sul manto stradale che costringano alla frenata i guidatori meno avveduti. Insomma, dopo il maestoso restyling di piazza Falcone e Borsellino, le altre piazze acerrane sono di fatto lasciate nelle mani dei commercianti, che hanno creduto nella città e vi hanno investito i propri risparmi. Il più delle volte, sono loro a farsi carico di piccoli problemi, riparando qualche mattonella fuori posto, o rabberciando una giostra troppo vecchia. Ancora una volta gli Acerrani si rivelano migliori dei politici che li hanno governati negli ultimi decenni e, nei limiti della quotidianità, provano (sul serio, loro…) a rilanciare la città.



Stefano Petrella



 

 

 

 

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Passaggi a livello, la prigionia degli acerrani

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Sicurezza, traffico, lavoro, ambiente: quattro grandi aree problematiche dalle quali partire per rilanciare Acerra.

Entro il 2012 dovevano scomparire i passaggi a livello che dividono e bloccano la città. Invece, la croce degli acerrani persiste e chi sa ancora per quanti altri anni bloccheranno questa città. Gli acerrani ogni giorno rimangono bloccati dalle barriere ferroviarie, se si è fortunati per una decina di minuti, fino ad arrivare in alcuni casi ad aspettare anche per più di mezz’ora. Talvolta capita che dopo la chiusura delle sbarre, passino anche più treni in successione a distanza di diversi minuti l’uno dall’altro, o ancora è capitato che le barriere chiudessero e non passasse alcun treno. Tutto ciò ha pesanti ripercussioni sul sistema nervoso e sulla salute dei cittadini, specie se, come spesso capita, ci si imbatte nei passanti ferroviari più volte al giorno. Il centro abitato è attraversato da ben 4 passaggi a livello: quello di corso Vittorio Emanuele II (conosciuto come il passaggio a livello di Benevento), quello di via S. Francesco D’Assisi (conosciuto come il passaggio a livello†ind e muortâ€), quello della stazione centrale, che divide Corso Garibaldi e via Diaz, e quello in Corso Di Vittorio. Con chiunque abbia avuto occasione di parlare, si è lamentato delle lunghissime code e delle interminabili attese. Molti raccontano di aver assistito ad episodi di nervosismo da parte degli automobilisti, che in alcuni casi hanno anche danneggiato le barriere ferroviarie o sono rimasti bloccati nell’ area di transito dei treni. Infatti non appena si illumina il segnale rosso di chiusura delle barriere, i conducenti di autovetture e moto, pur di non rimanere bloccati per decine e decine di minuti, si trasformano in Michael Schumacher all’apice della sua carriera, e tentano di superare l’ostacolo, rischiando di creare seri pericoli per loro e per gli altri. Il fenomeno, secondo studi scientifici, può essere causa di ansia, tensione e stress.Gli operatori sanitari del settore, che hanno letto le interviste fatte, sostengono che un soggetto debole, incontrando nell’arco della giornata più volte il passaggio a livello chiuso, va incontro a sintomi come: irritabilità, affaticamento e alterazioni della sfera intellettiva. Tutti fattori che influenzano negativamente la qualità di vita del cittadino e causano poca lucidità sul posto di lavoro. E’ inoltre evidente il disagio dei commercianti e dei residenti nei pressi dei passaggi a livello, che sono colpiti da inquinamento acustico e da smog. Questo problema si protrae ormai da molti anni. Già nel 2004 la Rete Ferroviaria Italiana Spa – Tav Spa, Italferr proponeva lo studio di alcune soluzioni grazie alle quali poter spostare le linee ferroviarie dal centro della città alla periferia. E’ stata inoltre vagliata l’ipotesi dello scorrimento del treno in gallerie sotterranee più o meno nella stessa area dove attualmente scorrono i binari. Una soluzione sicuramente dispendiosa dal punto di vista economico, ma che permetterebbe di trasformare l’area ove attualmente scorrono i binari, in un’ampia strada alberata di scorrimento che consenta di collegare la zona del passaggio a livello di Benevento alla parte finale di Corso Italia. Grazie alla realizzazione di questo corso, potrebbe essere finalmente valorizzato il centro storico, che diverrebbe oggetto di un intervento di pedonalizzazione. Però, come si può constatare, da allora, anche in questo caso, la situazione non è cambiata. Gli acerrani attendono una risposta concreta e definitiva al problema. Acerra risulta in ritardo non solo rispetto ai comuni del nord Italia, ma anche nei confronti dei paesi limitrofi che si sono integrati perfettamente col programma riguardante l’ ammodernamento urbanistico e l’alta velocità, ricevendone notevoli benefici. I comuni confinanti crescono e maturano grazie alla loro classe dirigente, mentre Acerra rimane ancora una volta indietro. Questa è l’ennesima dimostrazione del fatto che ad Acerra c’è la pessima abitudine degli uomini al potere, di parlare tanto ed agire poco. Fino al momento prima dell’elezione, durante la propaganda, fanno promesse e sembrano voler spaccare il mondo, poi, una volta eletti, fanno di tutto fuorché portare rinnovamento. Ad Acerra serve una boccata di aria nuova. Quindi, ancora una volta, il giornale Tablò vuole fare appello all’amministazione che verrà, sperando che riguardo al problema delle barriere ferroviarie, ma non solo, avvii una discussione che sia questa volta fruttuosa. Intanto consigliamo gli automobilisti di avere sempre in auto una rivista o un giornale che tratti degli argomenti che ognuno preferisce leggere. Approfittare del tempo di attesa alle barriere ferroviarie per ascoltare musica dolce e distensiva. Ma soprattutto, l’automobilista, una volta messosi alla guida, deve preventivare che circa 45 minuti della sua giornata, percorrendo le strade di Acerra, saranno trascorsi a ridosso di un passaggio a livello. .



Simone Barbera



 

 

 

 

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La risposta dell'assessore Marangio al compagno di partito Gennaro Fatigati

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La risposta dell'assessore all'ambiente, Pasquale Marangio, al compagno di partito dott. Gennaro Fatigati.

“Ho letto, solo oggi, il comunicato stampa del Dr. Gennaro Fatigati dei giorni scorsi, con il quale è stato denunciato che l’opera di “monitoraggio dei terreni, avviato dalla precedente amministrazione per sapere se la camorra aveva sversato rifiuti tossici nelle nostre campagne sarebbe stato interrotto.
La preoccupazione manifestata è frutto, sicuramente, di una mancanza di informazione di cui il Dr. Fatigati non è affatto responsabile. In questi mesi, non solo l’attività di vigilanza territoriale è stata rafforzata, con significativi risultati il cui merito è tutto del Comando e del Corpo di Polizia Municipale, ma sono stati realizzati interventi di bonifica e rimozione di rifiuti che hanno sottratto il territorio di Acerra dalla Terra dei Fuochi.
In questi mesi è stato istituito l’Ufficio Comunale all’Ambiente. Alla tempestiva individuazione di sporadici sversamenti o abbandoni è seguita, immediatamente, l’attività di messa in sicurezza, caratterizzazione dei rifiuti, relativa rimozione e conferimento a centro di smaltimento autorizzato. Inoltre, proprio per rendere più immediato ed efficace l’intervento, il Comune ha individuato un gestore unico a svolgere tutte queste attività, relativamente ai rifiuti speciali e pericolosi, istaurando peraltro una proficua collaborazione con Arpac e Consorzio di Bonifica per quanto attiene al reticolo dei Regi Lagni.
Il Comune di Acerra, con il lavoro svolto dall’Ufficio Ambiente e di chi vi collabora, con l’apporto fondamentale del Dirigente del settore, sta operando, in modo concreto e determinante, sulle questioni ambientali e sulle relative procedure con risultati rilevanti, concreti, imprevedibili. Purtroppo, il territorio di Acerra è stato, per molti anni, stuprato dalle attività illecite della camorra e delle ecomafie. Non è né una notizia né una scoperta: da tempo (più di venti anni), infatti, lo dicono le inchieste giudiziarie, lo dicono le evidenze e gli accertamenti posti in essere, lo dice la storia drammatica della città. È fondamentale concentrare, unitariamente, tutti gli sforzi politici per ottenere che i programmati interventi di bonifica - che lo Stato è tenuto a realizzare - possano finalmente partire. Sono certo che se il Dr. Fatigati fosse a conoscenza di situazioni specifiche - che naturalmente in un territorio così vasto possono sfuggire, per difficoltà oggettive, alle Forze dell’Ordine, al Comune e agli enti preposti - metterebbe tutti in condizione di operare immediatamente, ciascuno per le rispettive competenzeâ€.



da C.S.



 

 

 

 

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La degenerazione della politica acerrana

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La politica acerrana è degenerata.

 

Il clima di tensione, semplicemente di questo si tratta, che si è venuto a determinare è la conseguenza, per molti versi inevitabile, di ripetuti attacchi verbali e insopportabili offese che nulla hanno a che vedere con il confronto istituzionale, con la normale, fisiologica dialettica politica.
Antonio Bicucci è un uomo mite, un “signore†della politica cittadina a cui tutti vogliono bene. Il Consigliere Liguori, che in questi mesi tutti hanno imparato a conoscere, è mosso da profonde passioni e motivazioni.
Questo non può e non deve trascendere nel diritto di offendere personalmente. Se si tratta di abbassare i toni, il Partito Democratico non si sottrae. Se si tratta di assicurare piena agibilità al confronto e alla discussione anche dura, il Partito Democratico ha dato e darà sempre il proprio contributo.
È ora che anche il principale partito d’opposizione fornisca il proprio – concreto - contributo contenendo gravi eccessi e forzature nei toni di cui non si può ritenere responsabile il solo Consigliere Liguori; basta leggere qualche articolo di altro Consigliere comunale del PDL per farsi un’idea. .



C. S. di Vittorio Corbi, segretario cittadino PD.



 

 

 

 

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"Acerra in tasca"- l'opuscolo di pubblica utilità più amato e richiesto dagli acerrani compie 22 anni - A Natale, 20000 copie circoleranno per la città a distribuzione gratuiita

 

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