Domenica, Maggio 20, 2012
   
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Cronaca

Inceneritore di Acerra, Bertolaso querela Sodano

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Disappunti, querele, scontri tra i diversi politici ed istituzioni continuano senza sosta sul versante rifiuti.

Oramai, Acerra è divenuta l’ombellico del mondo e resta al centro dell’attenzione “grazie†alla mega struttura del Termovalorizzatore, che tutti, e ripeto tutti, i politici sovra comunali di ogni ordine e grado, eccetto qualcuno, hanno voluto. Intanto, la discussione sul caso continua a colpi di denunce. Il sottosegretario all’emergenza rifiuta denuncia l’ex senatore di Rifondazione a seguito dell’esposto che chiedeva la chiusura dell’inceneritore e della discarica di Chiaiano. Il commento di Sodano: "Così sarò ascoltato subito in Procura". Lo scontro tra l'ex senatore Tommaso Sodano e il sottesegretariato all'emergenza rifiuti sulla gestione del termovalorizzatore di Acerra e della discarica di Chiaiano finisce in Procura. La struttura del sottosegretariato ha presentato una denuncia contro il politico di Rifondazione Comunista, che e' stato candidato alla presidenza della Provincia di Napoli, attualmente consigliere provinciale. Oggetto dello scontro e' un articolo, pubblicato nelle scorse settimane, sul sito internet di Tommaso Sodano, che riprendeva un esposto presentato in Procura dallo stesso politico, col quale si chiedeva il sequestro del termovalorizzatore di Acerra, segnalando poi i rischi per la salute dei cittadini. Nella denuncia contro Sodano si afferma che le obiezioni mosse sul funzionamento del termovalorizzatore di Acerra sono destituite di fondamento e che nello stesso impianto non si bruciava ''tal quale''. Inoltre, viene contestato anche il dato sull'emissioni delle polveri sottili. Per quanto riguarda la discarica di Chiaiano, nell'esposto del sottosegretariato si afferma che la denuncia di un presunto inquinamento delle falde e dell'aria non è suffragato da alcun dato tecnico. ''Sono contento che il sottosegretariato abbia presentato una querela nei miei confronti. Chiederò alla Procura di Napoli di essere ascoltato al piu' presto, in modo da fare chiarezza sulle questioni da me segnalate''. Così l'ex presidente della Commissione ambiente alla Camera dei Deputati, Tommaso Sodano, commenta la notizia della querela presentata nei suoi confronti. ''Non è questa la sede per replicare alle contestazioni mosse, ci sono le sedi opportune per farlo'', dice ancora Sodano.

Giuseppe Sansone

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Iervolino:Tommaso Esposito non ha bisogno di consigli

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Maurizio Valenzi, ex Sindaco di Napoli delle prime giunte di sinistra dal 1975 al 1983, si è spento il 23 Giugno scorso nella clinica Villa dei Fiori di Acerra, dove era stato ricoverato.

Il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino, in occasione della sua venuta ad Acerra per la commemorazione dell’amico defunto, è stato intervistato dal nostro direttore Pasquale Sansone. La Jervolino - ai microfoni del Tablò - oltre a ricordare con affetto e commozione la scomparsa del sen. Valenzi, ha avuto modo di esprimersi in riferimento ad Acerra e alla tornata elettorale appena conclusasi. L’ex Ministro dell’Interno del governo D’Alema ha toccato alcuni temi importanti, come la salvaguardia della salute dei cittadini e le politiche sociali a sostegno delle famiglie meno abbienti, che dovranno riguardare in prima persona il neo sindaco di Acerra, Tommaso Esposito, al quale, tra l’altro, ha augurato di trovare una situazione finanziaria solida, che possa permettere una gestione tranquilla delle evenienze. Sindaco Jervolino, la sua venuta ad Acerra non è semplicemente un dovere istituzionale, ma una testimonianza del forte legame all’ex Sindaco di Napoli Maurizio Valenzi. «Esattamente, mi sembrava giusto che il Sindaco di Napoli, la giunta e il presidente del consiglio comunale, venissero a salutarlo nel luogo in cui è morto e lo riaccompagnassero in quella che lui ha sempre considerato la sua famiglia, ossia la città di Napoli». Sindaco Jervolino, Acerra è appena uscita da una tornata elettorale importante, dove non si è verificata l’alternanza e il centro sinistra ha vinto con Tommaso Esposito. Possiamo dire che il Pd e il centro sinistra in Campania ripartono da Acerra? «Beh, diciamo che il centro sinistra riparte in Campania anche da Avellino e da Ottaviano, che tra l’altro è il paese d’origine della mia famiglia. Ma non solo, perché sul territorio nazionale il Pd - anche grazie ad una rete di alleanze alle volte decisive - è riuscito ad affermarsi in città importanti come Firenze, Bologna, Bari, e nella Provincia di Torino. Mi sembra, quindi, che ci siano parecchie belle ripartenze e Acerra è indubbiamente una di queste». Acerra negli ultimi tempi è diventata un po’ l’ombelico d’Italia, o sarebbe meglio dire un’osservata speciale a causa del termovalorizzatore. Cosa si sente dire a proposito? «Credo che il termovalorizzatore debba progredire sempre secondo linee di sicurezza dei cittadini. Insomma, Acerra è un territorio salubre e deve rimanere tale. Io ho visitato l’anno scorso, proprio di questi tempi, il termovalorizzatore di Brescia e ho visto che gli indici d’inquinamento dell’area intorno erano veramente confortanti. Bene, Acerra deve andare ancora più avanti e non certo indietro». Sindaco, in base alla sua esperienza di primo cittadino in una realtà molto difficile come quella di Napoli, che consigli si sente di dare a Tommaso Esposito per rilanciare la città di Acerra? «Innanzitutto gli auguro di trovare un bilancio comunale sano, perché di questi tempi un po’ tutti noi ci troviamo nella difficoltà di essere allo stremo delle forze. Poi, naturalmente, per me c’è una priorità, che riguarda le politiche sociali e l’attenzione verso le famiglie dei cittadini più deboli. Ma non credo le debba consigliare io a Tommaso queste cose, perché sono nel dna del Pd».

Giovanni Balsamo

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Le due facce della giornata dell’inaugurazione dell’inceneritore

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Mentre al Pandano si inaugurava, 500 persone manifestavano in piazza

Una giornata storica può avere facce diverse; se avviene ad Acerra, queste facce possono essere così contraddittorie da far sorridere. Il 26 marzo la città ha assistito ad una festa, quella di Berlusconi e Bertolaso, ed ad un funerale, quello della democrazia, inscenato dai comitati e dai cittadini in piazza. Festa e funerale, farsa e tragedia: anche in una giornata campale, viene fuori la natura viscerale della città di Pulcinella. Mentre Berlusconi in "pompa magna", con tanto di fanfara, rinfresco e bandiere italiane, inaugurava l’inceneritore, circa 500 persone partecipavano ad un funerale: "quello della democrazia e dello nostrà città" affermavano i manifestanti, alcuni dei quali col volto coperto da maschere di teschi e che portavano in spalla una bara. Nel corteo, partito poco dopo le 10 del fatidico 26 marzo dalla centrale piazza Castello, in concomitanza con la cerimonia di inaugurazione, c’erano, oltre ai comitati cittadini e regionali, centri sociali e operai Fiat, l’ex presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, ferreo oppositore dell’impianto e padre Alex Zanotelli. La manifestazione ha attraversato le strade della città prima di dirigersi verso l’area del termovalorizzatore, chiaramente blindatissima dalla presenza di militari e forze dell’ordine, che infatti hanno respinto il corteo all’altezza di via Muro di Piombo, a circa un chilometro da località Pantano, dove si stava inaugurando l’impianto. La protesta si è spostata a via della Democrazia, sede del Municipio: è stata occupata l’aula del consiglio comunale, dove si è tenuta un’assemblea pubblica per spiegare le modalità con le quali continuerà l’opposizione all’inceneritore. "Faremo di tutto per farlo chiudere: è un eco-mostro che non potrà fare altro che bruciare rifiuti, visto che le ecoballe sono tali solo sulla carta, come dimostrato anche dall’ultima ordinanza di Berlusconi, che autorizza a conferire nell’inceneritore tutto quanto prodotto dai cdr campani. Le conseguenze per la salute saranno evidenti: la nostra battaglia non finisce oggi" assicurano dai comitati. La sera prima era andata in scena la stessa manifestazione, con gli stessi protagonisti: le stesse persone che ormai un decennio fa lottavano contro l'avvento dell'eco-mostro. Ora che l'inceneritore c'è, poco sembra cambiato, a parte i numeri della protesta. Tanti acerrani sembrano aver voltato pagina, resta da capire se nel bene o nel male: ora è partita l'era dei controlli, nei quali i numeri non saranno più, giocoforza, quelli dei cortei in piazza, ma quelli dei pannelli elettronici, che rileveranno i livelli di inquinamento delle emissioni provenienti dall'inceneritore.

Andrea Terracciano

 

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La stazione ferroviaria di Acerra estremamente vandalizzata

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La stazione ferroviaria di Acerra estremamente vandalizzata

La stazione delle ferrovie dello stato di Acerra è completamente abbandonata a se stessa. Non offre alcun servizio per i cittadini che intendono servirsi del mezzo pubblico per eccellenza: il treno. La chiusura della biglietteria, avvenuta oltre due anni fa, ha creato enormi disagi per chi deve partire urgentemente; a parere di qualcuno, il servizio biglietteria è sostituito da esercizi pubblici che vendono il titolo di viaggio. Non sempre, però, il servizio è garantito; nella fascia oraria pomeridiana che va dalle ore 14-17, i negozi restano chiusi, è una vera impresa trovarne uno.
Per i titoli di viaggio di lunga percorrenza, bisogna ricorrere alle agenzie di viaggio oppure recarsi alla stazione di Napoli. I nuovi orari in vigore sono scomodi perché non c'è un criterio logico, abbiamo treni a distanza troppo ravvicinata l'uno dall'altro, altri invece, molto distanziati tra loro in termini di orario. La sicurezza non è garantita e non c'è alcuna vigilanza, sono stati vandalizzati i servizi igienici, il distributore automatico di snack bar depredato di tutto il contenuto e seriamente danneggiato, tanto da renderlo inservibile. Le insegne che indicano il nome della stazione sono state prese di mira, a mo' di bersaglio e impallinate. La zona ferroviaria è diventata terra di nessuno e risale proprio a qualche giorno fa l’episodio del treno proveniente da Piedimonte Matese, che è stato bersagliato da lanci di pietra di quelle "pesanti", per vendetta, da alcuni extracomunitari, perchè fatti scendere per mancanza di biglietto; hanno mandato in frantumi alcuni finestrini, è stato un vero miracolo se non ci sono stati feriti. Un comune di oltre 55.000 abitanti (dati istat 2008) non merita una simile trattamento da R.F.I spa; bisogna ripristinare il servizio biglietteria ed avere una vigilanza adeguata, le telecamere presenti in stazione non costituiscono più un deterrente per i malintenzionati. La rilevanza mediatica che Acerra ha avuto in questi giorni non corrisponde ad una reale effettiva attenzione in termini di risoluzione dei problemi che incidono pesantemente sulla vita dei cittadini!

Clemente Balzano

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Rubati i carciofi della Locanda.

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Rubati i carciofi della Locanda.

Nella notte tra il 16 ed il 17 aprile, il campo di carciofi della Locanda è stato invaso dai ladri.
Rete metallica squarciata, le belle piante di carciofi strappate.
I ladri sono arrivati per la strada della Locanda: quella strada ormai invasa da tutti.
Spacciatori, ladri, contadini senza autorizzazione, i mezzi del prepotente cantiere dei mostri che costeggia la Locanda. La strada della Locanda è diventata un inferno, un caos incontrollabile. Ed ora passeggiano ed arrivano anche i ladri. A chi lo racconti? In un mondo di ladri, anche i ladri di carciofi!
Un ladro in più, un ladro in meno!
In un mondo di prepotenti e sciacalli che approfittano di indifesi e di terremotati, sembra ridicolo soffrire per i ladri di carciofi.
I nostri carciofi sono la storia quotidiana della Locanda.
Rubare i carciofi è rubare la nostra storia.
La Locanda in questi anni ha subito violenze e barbarie di continuo.
Molti hanno sempre fatto male a questa casa. Ma i ladri di carciofi sono i peggiori.
Ho sempre pensato al ritorno dei barbari.
I ladri di carciofi sono barbari.
E chi ci difende dai barbari?
Nessuno. Siamo senza difese.
E’ difficile vivere senza difese.
La Locanda è come una lumaca senza guscio.
Tutti la possono aggredire, far male, uccidere.
C’è chi ruba la pace della Locanda.
Il silenzio. Il panorama. Chi ruba i soldi. Chi ruba il mangiare, l’ospitalità, la terapia. Ed ora anche chi ruba i carciofi.
Ho scritto al Commissariato di Polizia di Acerra, al Comando dei Carabinieri di Acerra, al Commissario del Comune di Acerra. Anche al Vescovo.
Nessuno di loro può fare niente con i ladri dei carciofi della Locanda.
Non c’è niente da fare con i barbari.
Forse bisogna che tutti sappiano che sono tornati i barbari.
Più feroci e crudeli dei barbari antenati.
E’ troppo doloroso accettare che la Locanda possa essere rubata. E’ insopportabile che la terra nostra sia diventata terra di ladri.

C. Petrella

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La guida della città di Acerra, in giro per la città...da dicembre 1999, compie 22 anni.

 

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