L’avvocato Tommaso Esposito:«Il Cip 6 deve essere restituito ai contribuenti»
Giovedì 15 Ottobre 2009 13:00

Acerra - L’avvocato Tommaso Esposito, promotore del comitato contro l’inceneritore, irremovibile sulle proprie posizioni, continua la battaglia contro la struttura inaugurata sei mesi fa.
Intanto, da diverse domeniche è presente in piazza Duomo ad Acerra per prendere adesioni e per avviare una procedura legale che mira al recupero del 7% versato sulle bollette dell’Enel a favore dell’inceneritore dai contribuenti. L’iniziativa organizzata dalle associazione Diritto al futuro, con il sostegno della rete nazionale Rifiuti Zero, ha preso piede; infatti, sono più di 300 le persone che fino a questo momento hanno aderito. Il numero, secondo gli organizzatori, è destinato a crescere. Ai nostri microfoni dice:«Dalle notizie riportate dalla stampa, ho l'impressione che si stia strumentalmente preparando una nuova emergenza rifiuti finalizzata ad accelerare le procedure per gli inceneritori di Napoli, Salerno e Santa Maria La Fossa. Credo che necessiti, come già richiesto da altri, una riunione e al contempo, credo utile sottolineare ancora una volta che l'iniziativa contro la truffa rappresentata dal CIP 6 possa rappresentare una occasione per riprendere l'iniziativa, soprattutto in queste settimane che coincidono con le giornate mondiali contro l'incenerimento.» Intanto, in piazza Duomo per diverse domeniche sono state raccolte adesioni alla vertenza (chiedere la restituzione del 7% di quanto indebitamente pagato con le nostre tasche destinato agli inceneritori dal 2002 e sottratto alle vere fonti di energia rinnovabile). Avvocato Esposito, il significato della vostra presenza in piazza. «Siamo in piazza perché per noi la battaglia contro l’ inceneritore continua, e siamo quelli che porteranno avanti il grido di allarme di questo territorio, come è stato fatto in questi anni. Siamo convinti che oggi l’inceneritore non garantisca nessuno. La logica dell’incenerimento non è moderna per affrontare lo smaltimento dei rifiuti.» E continuando aggiunge:«Stiamo cercando di affrontare l’affare che rappresenta l’incenerimento dei rifiuti. I gestori dell’impianto guadagnano due volte rispetto al dovuto, e a pagare sono i cittadini. Questi pagano sia nel momento in cui si conferiscono i rifiuti attraverso tariffe e sia con la bolletta elettrica, che invece di versare il 7% per fonti rinnovabili, vanno ai gestori violando la normativa internazionale del CIP6. Abbiamo raccolto oltre 200 adesioni, e chiediamo che il cittadino ci porti sia la fotocopia della bolletta elettrica e sia quella di un documento di riconoscimento, con il versamento di 10 Euro che servono, non solo per diventare socio sostenitore dell’Associazione, ma anche per coprire le spese che stiamo affrontando richiedendo l’indebitamento trattenuto sulle nostre bollette dal 2002 al 2007.»
Lucia Giannino
L’ Istituto Alfonso Maria de Liguori & le sue peripezie
Giovedì 15 Ottobre 2009 13:00

Acerra - “Le sorprese per i liceali acerrani non finiscono mai!”
Settembre: comincia un nuovo anno scolastico e, con esso, i puntuali problemi. Non i soliti drammi studenteschi, no. Non soltanto, almeno. Ad essi infatti, arrivato il momento di tornare dietro gli odiati banchi bianchi, si sono aggiunte difficoltà di natura logistica: una mancanza di aule che continua a ripresentarsi, quasi come una costante per gli alunni dell’Istituto Superiore Statale “Alfonso Maria de Liguori”, i quali, volenti o nolenti, nel corso della carriera scolastica, hanno tutti dovuto passare attraverso lo stesso tunnel oscuro, fatto di rotazioni, edifici a dir poco fatiscenti, scioperi, proteste, assemblee permanenti e soluzioni alternative che sono andate via via facendosi sempre più grottesche con il trascorrere del tempo, prima di poter finalmente riuscire ad aggiudicarsi il Diploma tanto sudato. E in questo caso l’espressione sì che è davvero azzeccata, considerati i chilometri che molto spesso hanno dovuto macinare i ragazzi, per giungere da un plesso all’altro o per manifestare il loro dissenso portando in giro per la città i loro striscioni, e che, stavolta, si sono trascinati fino a Napoli, per un’intera giornata, in treno, per recarsi alla Provincia per rendere noti alle autorità i loro disagi. Se fino a pochi mesi fa la faccenda sembrava essere stata risolta grazie alla cessione del Pedagogico all’Istituto d’Arte “Munari” e all’adozione dei locali di via Silvio Pellico per il Linguistico, lasciando la struttura in via Stendardo a Classico e Scientifico, con tanto di Laboratori pronti all’uso, quest’anno invece il problema s’è ripresentato e già dal 14 settembre si sarebbe dovuti partire con le lezioni sottoponendo a turnazioni pomeridiane periodiche una serie di classi ogni mese, così che tutti gli alunni avessero a disposizione gli spazi necessari ai quali hanno per legge diritto, ma questa soluzione è stata sin dall’inizio da essi bocciata: un gruppo di loro ha proposto l’introduzione delle rotazioni settimanali e di un orario compattato, consegnando al Preside una formale richiesta scritta, alla quale sono seguite ben presto proteste da parte dell’intero corpo studentesco che, in massa, per due giorni, il 16 ed il 17 settembre, ha portato avanti il proprio sciopero, giungendo al Comune per chiedere spiegazioni al Sindaco e all’Assessore alla Pubblica Istruzione. Entrambi hanno dichiarato che il Dirigente Scolastico, il prof. Vincenzo Piscopo, ha riconsegnato di propria volontà le chiavi della struttura in via Silvio Pellico e che, queste, a loro volta, sono state cedute all’Istituto d’Arte, che attualmente ne usufruisce, ma si sono anche posti come intermediari fra i ragazzi ed il Preside, facendo così in modo che si riuscisse ad arrivare ad un accordo finale, ragionevole per entrambe le parti, ovvero quello della rotazione già precedentemente proposta. Una situazione che non è durata neppure un mese però, poiché già il primo d’ottobre, quando il Preside ha reso noto che avrebbe reintrodotto i doppi turni affermando l’impossibilità pratica d’assicurare a tutti le ore di lezioni previste dal Ministero con quel tipo d’andazzo, i giovani si sono ribellati ancora, tornando a gridare a gran voce il loro dissenso dinanzi ai cancelli della Scuola, del Comune e della Provincia, con risultati decisamente migliori: l’Area delle Politiche Educative dell’Amministrazione Provinciale di Napoli ha emanato un Pubblico Avviso, firmato dalla Dott.ssa Adele Mariniello, per la ricerca di locali adatti a rispondere sia all’esigenze dell’ISA “Munari” che all’ISS “A. M. de Liguori” ed ha inoltre assicurato che, entro 10 giorni a partire dal 5 ottobre scorso, in quest’ultimo avranno inizio i lavori per ricavare le aule necessarie, dividendo col cartongesso i laboratori e sfruttando l’abitazione del Custode, così da risolvere temporaneamente il disagio, in attesa che qualcuno risponda al Bando diffuso dal Primo Cittadino nell’intero paese, tramite internet e manifesti affissi sulle pareti di quasi tutta Acerra. Uffici e magazzini per il momento possono aspettare: le priorità adesso sono ben altre e una soluzione definitiva è ben lungi dall’essere trovata, purtroppo. Ancora una volta, il motto per i liceali acerrani non è che uno soltanto: “Arrangiarsi!”
Annamaria Bianco














