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A proposito del pluralismoMichael Jackson: Una leggenda che lascia la vita

E’ andata via una grande star.
Pochi personaggi dello spettacolo hanno segnato indelebilmente la loro epoca, certamente possono contarsi sulle dita di una mano. I Beatles negli anni Sessanta, Elvis Presley negli anni Settanta e Michael Jackson, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Il “Re del Pop” scompare prematuramente a 50 anni, per un attacco cardiaco nella sua casa di Neverland, nei pressi di Santa Barbara in California. Si stava preparando per una lungo tour musicale, una cinquantina di concerti, che lo avrebbe visto di scena a Londra. Ancora non certe e definitive le cause del decesso, i risultati parziali dell’autopsia avrebbero escluso le cause naturali, mentre con molta probabilità il decesso sarebbe da attribuirsi ad un micidiale mix di farmaci (antidolorifici,anestetici, sedativi) a cui la popstar americana faceva ricorso e abuso già da molto tempo. Jackson porta via con sè un’esistenza fatta di successi, ricchezze, stravaganze, paranoie, eccessi, lasciando ai suoi familiari un’ immenso patrimonio economico (alla madre e ai sui tre figli come da testamento) e ai milioni di fans sgomenti e attoniti in tutto il mondo, un vastissimo repertorio artistico e musicale (si parla anche di oltre un centinaio di brani inediti). Ma il Re del Pop lascia anche mezzo miliardo (!) di dollari di debiti….Proprio questa cifra da capogiro è il terminale e la sintesi della vita di Michael. I concerti in programma per metà Luglio a Londra dovevano servire soprattutto a coprire gran parte di tali debiti e certamente per Jackson non sarebbe stato facile affrontare al meglio delle proprie condizioni psico-fisiche un evento di tale portata. Un uomo fiaccato da tempo dalle precarie condizioni fisiche, un corpo esile e dimagrito, un volto trasfigurato dagli innumerevoli interventi di chirurgia plastica che nel corso degli anni hanno trasformato un viso normale e gioioso con il suo colorito nero, in una sbiadita ed emaciata maschera bianca, pressoché inguardabile. Michael, ossessionato dalle malattie, tanto da girare in pubblico con la mascherina sulla bocca, un medico e un’ infermiera costantemente al proprio servizio. Ma soprattutto un individuo dall’infanzia difficile, i maltrattamenti in famiglia e un balzo nella notorietà troppo prematuro forse per un bambino di appena 6 anni, con la sindrome paranoica di rimanere un eterno ragazzino, un novello Peter Pan. Ed ecco allora i continui interventi al volto, la pelle sbiancata, un ranch da favola a Neverland in California, inaccessibile e sconfinato. E le strane frequentazioni domestiche con dei minori, i “suoi amici” li definiva, con le relative accuse di pedofilia messe a tacere dai suoi avvocati a suon di quattrini. Ma Michael Jackson è stato e rimarrà soprattutto il “Re del Pop”, colui che ha dato vita all’inizio degli anni ’80 ad un genere musicale unico e originale, il pop, fusione della disco-music e della “black-music”, segnando nei fatti un’ epoca. Suo il primo e fortunatissimo videoclip, quello dell’ album “Thriller” (il balletto con gli zombie, quando non aveva ancora cancellato il suo colorito originale….e lanciava i movimenti molleggiati), l’album che ha venduto più dischi in assoluto nella storia della musica (109 milioni di copie, 28 dischi di platino, un record!). Ed ancora, 750 milioni di album venduti, concerti in ogni continente del pianeta, oltre un miliardo di dollari guadagnati e sperperati…..Ed infine l’uscita di scena, improvvisa, inattesa, piena di amarcord, in un modo che sa tanto di abbandono alla vita, ma che al contempo consegna per sempre una leggenda alla storia.
Raffaele Guadagnuolo
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