Domenica, Maggio 20, 2012
   
Testo

Addio grande Mike Buongiorno

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Anche io sono stato dolorosamente colpito dall’improvvisa scomparsa di Mike Bongiorno. A lui mi legano molti ricordi, che risalgono al tempo di Campanile Sera, il gioco fra comuni italiani, al quale partecipai come rappresentante di Acerra e di cui ho lungamente parlato in passato.

Conservo una sua fotografia con dedica, in cui lui abbraccia la testa di un cavallo. Ma sono soprattutto le reminiscenze di lui, conduttore del gioco che appassionò tutta l’Italia, che affollano la mia mente. Ci conoscemmo a Milano dove si svolgeva la gara, in cui ero impegnato in prima persona nel rispondere a domande che vertevano su argomenti culturali, ma in particolare su quelli di letteratura e storia. Le risposte dovevano essere date rapidamente in modo da battere l’avversario sul tempo. Bisognava essere lesti nello schiacciare il pulsante e precedere l’avversario nel fornire le risposte. Ricordo che prima di tornare il giovedì successivo ( in questo giorno della settimana si svolgevano le gare) a Milano, ebbi modo di parlare ad Acerra con Enzo Tortora, uno dei due inviati nei comuni antagonisti, che mi diede alcuni consigli sul modo e sul tempo di schiacciare il pulsante. Aveva notato che io tenevo il dito troppo distante dal pulsante e tardavo quindi a schiacciarlo, permettendo all’avversario di anticiparmi e mi consigliò di tenere il pulsante schiacciato per metà. Servendomi di questi consigli potei giocare con più speditezza e guadagnare punti. Via via che passavano i giorni divenivo più astuto, assicurandomi molto spesso la vittoria, cosicché nello scontro tra il mio paese e un altro potetti allungare la lista dei comuni da noi battuti. La morte di Mike Buongiorno, anche per il modo tragico in cui è avvenuta, ha avuto risonanza in tutta Italia e negli Stati Uniti, in cui era nato e da cui era venuto da noi con mansioni non molto chiare, ma certamente importanti. Fu partigiano e patì il carcere a Milano da dove partì per il suo successo nella televisione Si disse che era protetto dall’allora ambasciatrice degli Stati Uniti in Italia tra il 1953 e il 1957 Clara Boothe Luce, ma anche questo risultò infondato, perché ho assistito ad una scena che lo smentisce. Durante una delle due prove che precedevano la trasmissione, essendosi lamentato con i redattori dei dialoghi, perché gli avevano scritto sul testo una domanda sbagliata, fu redarguito alla mia presenza con tale veemenza, da lasciarmi sbalordito. “Lei pensi solo a leggere quello che noi scriviamo e non si preoccupi se è giusto o se è sbagliato”. Mike mi apparve allora come un cane bastonato da un padrone iracondo, tanto da farmi esclamare: “E questo è l’uomo protetto e raccomandato da ambasciatori e personalità politiche importanti!?” Organizzò e diresse programmi diventati subito famosi, coi quali finì per condizionare il modo di pensare e di agire di un intero paese. Da “Lascia o raddoppia” a “La ruota della fortuna”, furono da lui diretti e portati al successo per molti anni tanti shows televisivi, e si restava commossi nel vedere lui lavorare in tarda età con lo stesso impegno ed entusiasmo di quando con la sua presenza rivoluzionò la televisione, facendone uno strumento potente di trasformazione degli usi e dei costumi della società italiana. Ebbe naturalmente dei nemici, invidiosi del suo successo, che cercarono di sminuirne la fama diffondendo sul suo conto false dicerie. Le famose “gaffes”, a lui attribuite, correvano sulla bocca di tutti con intento denigratorio. Celeberrimo il suo commento a una candidata che aveva sbagliato una risposta a una domanda sull’ornitologia:”Lei signora mi è caduta sull’uccello”. Ma questa, come altre, si è rivelata una “leggenda metropolitana” : interpellata, la signora in questione ha negato sia mai avvenuto l’episodio incriminato, né alcuna registrazione televisiva lo ha mai comprovato. Altre battute come questa correvano sul suo conto e non tutte benevole, tanto che acquistò la fama di inconsapevole ed esilarante “gaffeur”. Molti si chiedevano se lo facesse di proposito o le battute gli venissero spontanee per il suo spirito sveglio e perspicace. Erano quasi tutte malevole e tendevano a coprirlo di ridicolo. Tutto ciò non incrinò la sua notorietà, ma questa non gli valse a fargli realizzare qualche aspirazione di carattere personale. Ingenuamente manifestò il desiderio di essere nominato senatore a vita e molti nel paese lo consideravano legittimo, data la diffusione della cultura che egli aveva operato con le sue trasmissioni, dimenticando che perché gli fosse attribuita questa onorificenza bisognava godere di appoggi politici. Allora le più importanti cariche politiche erano in mano alla sinistra e lui, per le sue amicizie e per i suoi legami con Berlusconi, era considerato di centro-destra. Pertanto nessuno di sinistra lo appoggiò e anche questa aspirazione cadde nel vuoto. Ritornando ai miei rapporti con lui, devo ribadire che mi sento onorato di avere avuto occasione di conoscerlo e spesso, basandomi su certi incontri e alcune conversazioni avute con lui, mi lusinga il pensiero che egli abbia nutrito sentimenti di stima e cordiale amicizia verso di me. E questo rende ancora più amaro il rimpianto per la sua scomparsa.



Bartolo Stellato

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