Martedì, Febbraio 07, 2012
   
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Cultura

L'associazione "Acerra Nostra" dona la fascia tricolore al Sindaco Esposito

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Acerra Nostra, il 27 giugno, presso il Museo di Pulcinella, ha organizzato un augurio speciale al neo sindaco Tommaso Esposito. Il presidente Eustachio Paolicelli saluta il nuovo sindaco di Acerra.

Commosso nel presentare la gentilezza e l’ amore che Tommaso Esposito ha sempre dimostrato verso la sua terra, viaggia nel tempo con la memoria. Si sofferma sul 1971, quando conobbe Tommaso, ancora adolescente, in occasione della legge sul divorzio. Nel 1975 ricorda come insieme organizzarono il Trentennale della Resistenza. Il neo Sindaco contribuì facendo pubblicare l’ opuscolo della Trentennale presso la curia vescovile, in quanto si menzionava anche dell’ impegno di Monsignor Capasso in quella circostanza. Da quel momento hanno continuato a lavorare insieme, riuscendo a pubblicare il primo numero del giornale “Il Quartiere”, diretto da Esposito e opuscoli sul carnevale di Acerra scritti dallo stesso. Con gioia ricorda il 1986, anno in cui insieme fondarono l’ associazione Acerra Nostra, con l’intento di realizzare anche il museo. Da li in poi si impegnarono nel recupero della tradizione popolare e storica di Acerra. Da quella prima esposizione presso l’ex cinema Castaldo da cui, concretamente, partì il Museo di Pulcinella. Memorialista, Eustachio Paolicelli ricorda il grande contributo di Lello Esposito che, con le sue ceramiche, ha riempito e riempie il Museo. Ironicamente dice:“Se hai l’ aspirazione di diventare sindaco, fatti la tessera di Acerra Nostra”. Infatti, sottolinea che nell’albo d’oro dell’associazione Acerra Nostra ci sono due Sindaci della città: Verone e Esposito. Con ciò si rivolge a Titina Verone, sindaco di Acerra nel 1995, socia di Acerra Nostra e ospite di questo evento, che, nel fare gli auguri al sindaco, si rivolge ad Acerra stessa, ricordando il cammino che inizia ad intraprendere. Un lungo percorso, difficile, che richiede grande senso di responsabilità, operosità e che deve sempre essere accompagnato da quel filo conduttore che ci vede qui uniti questa mattina; è l’amore per la nostra città”. Invita ad una collaborazione collettiva affinché la sindacatura di Tommaso Esposito “possa diventare la realizzazione delle tante speranze che noi vogliamo affidare alle giovani generazioni”. L’augurio che Titina Verone fa al nuovo sindaco è che tutti mettano al servizio della “nostra Acerra” quelle passioni passate arricchite dalle esperienze e dalla saggezza del tempo, aiutando il neosindaco in questo percorso. E’ presente anche Carmine Coppola, l’ultimo Pulcinella, che augura le migliori fortune al nuovo sindaco, che tanto ama la maschera di Pulcinella. Felice di questo momento, il neo sindaco energicamente afferma di voler continuare ad essere se stesso, a dare testimonianza del lavoro svolto, perché Acerra recuperi il valore della propria storia, e la dignità di essere una città moderna, all’ altezza del futuro. Eustachio Paolicelli, a fine manifestazione, nell’augurare a Tommaso Esposito di “essere un grande sindaco di Acerra”, convinto che “con Tommaso inizierà una nuova era, quella del Rinascimento vero di Acerra”, gli regala, a nome di tutti i soci della associazione “Acerra Nostra”, la fascia tricolore. Il Presidente Paolicelli conclude dicendo:l’ era tommasiana inizia oggi, e quindi, gli auguri più affettuosi a Tommaso”.

Lucia Giannino

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Il polo scientifico concorre in difesa di un modus vivendi biocompatibile

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Dal 1 gennaio 2009 sono cambiati ancora una volta i valori di trasmittanza termica fissati appena nel 2008, con valori di riferimento che varieranno a seconda della zona climatica, oltre che dal materiale concorrente all’ isolamento termico.

La trasmittanza termica (ossia il rapporto tra i watt e i metri quadrati del materiale per i gradi Kelvin) relativa alla struttura, permette infatti il passaggio del calore; insomma, bisogna che, prima di un impianto termoidraulico, l’edificio deve essere ben coibentato dall’ esterno con i seguenti sistemi, a “cappotto”, con schermature frangisole e con sistema a verde(giardini pensili, giardini d’inverno, tetti a verde, corridoi di verde urbano). Questo significa prevedere all’interno dei muri di tompagno, un materiale isolante costituito da fibre naturali(tra cui il sughero) e privilegiare una grande parete vetrata solo in caso di veduta panoramica mozzafiato, sia essa collinare, marina, lagunare, fluviale, arborea, o per serre e giardini d’inverno; quest’ultima in particolar modo esplica la funzione di area cuscinetto tra l’ambiente esterno inquinato e quello interno di una abitazione. In tal modo, si immagazzina il calore del soleggiamento nei periodi invernali, con una temperatura che non deve superare i 22°C, con circoli d’aria naturali appositamente previsti e non convettivi forzati, quali potrebbero essere utilizzati al massimo nelle esagerate calure estive per i pazienti con problemi cardio-respiratori; ciò perché, a chi è in perfetta forma, si consiglia il millenario ventaglio, che si è calcolato fa riscontrare un notevole risparmio economico di miliardi di euro, oltre che energetico. In estate si ricorda poi che un primo filtro termico contro il soleggiamento, rimane tuttavia la schermatura esterna con elementi lamellari in materiale naturale, sia orizzontali che verticali, a seconda dell’esposizione del locale. Per ciò che concerne il verde urbano, essendo noi abitanti ciò che respiriamo e mangiamo, nella più nobile accezione del termine, come ricorda il biologo-nutrizionista Olimpia Balzano, se una superficie di terreno agricolo assorbe un numero di tonnellate annue di CO2, producendo in rapporto, ossigeno e acqua, accade che la stessa superficie di ettari di terreno urbano, tenuto però, a prato con centinaia di alberature medie, produce in rapporto, un numero preciso di tonnellate di ossigeno, traspirando-evaporando tonnellate di acqua . Pertanto, è facile rilevare che se un progetto urbanistico prevede per es. un numero di stanze per 5000 persone che hanno bisogno di circa 900 tonnellate annue di ossigeno, nella media attuale, che prevede la circolazione potenziale di circa 2000 auto rispetto al suddetto numero di abitanti, con emissione di 1.300 tonnellate di CO2 nello stesso anno, è immediato dedurre quanto siamo lontani dai parametri suddetti per il verde pubblico e anche privato, dunque, dal protocollo di Kioto (accordo internazionale sull’ambiente, redatto e approvato nel 1997 a Kioto nel corso della Terza Sessione della Conferenza delle Parti sul clima, istituita nell’ambito della Convenzione delle Nazioni Unite). Ecco che in questo “umanesimo ecologico”,termine che qualcuno ha coniato di recente, a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, dove ormai risulta inevitabile l’interazione tra i diversi campi professionali, la problematica dell’inquinamento è ormai avvertita seriamente da tutto il polo scientifico: i medici veterinari sono sempre convinti del disorientamento di molte specie nel delicato equilibrio tra ambiente e mondo animale, come ricorda la dott. Rosa Buonomano; dati non confortevoli arrivano dai medici cardiologi, pneumologi, tra cui il dott. Carmine Riemma, che assicura un aumento di patologie respiratorie, oncologi, internisti ecc…; per non parlare del campo bio-tecnologico, che ormai risulta inevitabilmente interagente, avendo capito che operando sul territorio, cosi come sull’essere umano, si compie sempre un atto sacro. Gli effetti negativi si ripercuotono appunto sulla salute e sull’economia globali, e vedono la risoluzione, nelle istituzioni così come nelle coscienze del singolo (stile di vita più consapevole, evitando gli sprechi di materia e di energia, riciclo di rifiuti urbani, riciclo di acqua, riciclo di mobili di arredamento, riciclo, risparmio ecc. ecc. ecc.). Come altri colleghi tecnici continuamente ricordano, la potenza del sole, del vento, del mare e del calore della terra, sono quelle con cui si dovrà porre rimedio per la produzione di energia, in quanto, il petrolio che non può essere a disposizione per una quantità infinita, e la non equa distribuzione dei beni e di acqua, sono oggi causa di numerosi conflitti mondiali. Per gli impianti solari ora si prevedono pannelli non più al silicio, ma con una pellicola interposta tra le due lastre di vetro trasparente, costituendo essi stessi direttamente una finestra o un lucernario, rivoluzionando così la semantica delle facciate, come già in parte sta accadendo.Tuttavia, la suddetta economica pellicola di tellolurio Cadmio, che sostituirà il silicio, sarà di facile riciclo? Ecco che, come ricorda uno dei cardiologi più quotati della nostra regione,il dott. Zanfardino, non si tratta più di problematiche , ma già di disastro ambientale. Tali impianti permettono comunque di contenere i costi della bolletta, con un ammortamento della spesa che può avvenire anche solo in 2 –3 anni.. Per una famiglia di 4 persone, il cui fabbisogno annuale ha copertura del 70% di energia, il costo complessivo e comprensivo di manodopera raggiungerebbe la somma di circa 7.500,00 euro; ma attraverso una fideiussione bancaria, si può usufruire della detrazione irpef del 36%, anche quando si chieda la sostituzione dei tetti in amianto. Le caratteristiche poi del sistema mini-eolico, sono tali da adattarlo anche alle esigenze dell’utenza domestica , producendo fino a 30-40 mWh (megavattore) di energia in un anno. Lodevoli sono le recensioni delle nostre testate giornalistiche locali atte all’incoraggiamento del risparmio di energia, cosicché non ci ricordiamo solo di Acerra quale il tempo “che fu”, come giustamente afferma uno dei redattori locali , in quanto fu sicuramente un tempo perso, visti gli attuali risultati che tutti riscontriamo a livello globale. E come dicevano gli antichi romani, mens sana in corpore sano, perchè il tutto propenda al miglior equilibrio psico-fisico di ogni essere vivente; in questo concorderà il nostro autorevole primo cittadino, dott. Tommaso Esposito, che come altri colleghi esplica da anni una vera e propria missione, qual è quella del medico.
Mariagiovanna Buonincontro

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I consigli del psicologo,per le vacanze

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Vacanze per la mente.

Approfittare delle vacanze non significa solo andare in vacanza con il corpo, ma anche con la mente. Bisogna staccare completamente, sbarazzarsi delle abitudini e di meccanismi di pensiero nei quali si è immersi tutto l'anno. Perdersi nei dettagli è faticoso, fa sprecare tempo ed energia. Bisogna accettare le cose come stanno, anche se non sono perfette, e lasciarsi trasportare dalla corrente. Bisogna vivere e approfittare del presente, e non rimandare il piacere e la felicità a domani. Insomma, occorre smettere di resistere e di stare sulla difensiva, e dire di si'. "Dire di si" significa accettare quello che si sta vivendo. Significa vivere nel presente, invece molte persone si rifugiano nel passato o fuggono in situazioni future. Per tutta una serie di riflessi e automatismi, per paura della novità, si evita di essere presenti a se stessi. Durante le vacanze, proprio come durante l'anno, queste persone hanno bisogno di organizzare, di controllare tutto, senza lasciare il minimo spazio agli imprevisti. E' una specie di paura di conoscersi. Eppure le vacanze sono un'ottima occasione per fare un bilancio di sè. Perché le vacanze sono una parentesi. Non si hanno obblighi di lavoro né di orari, quindi si può avere un rapporto nuovo con le cose e con il mondo. Aprendosi a quello che ci piace, passeggiando, stando con la famiglia, con gli amici, facendo sport, scoprirete una parte di voi stessi che avevate probabilmente trascurato durante l'anno. Ecco come allenare il cervello, anche in vacanza, in dieci semplici mosse. 1) Mantenere gli stessi ritmi di veglia e riposo che si hanno abitualmente: non tirare sempre fino all'alba per poi svegliarsi all'ora di pranzo, quando al nostro rientro andiamo a letto alle undici e ci svegliamo alle cinque! Attardarsi sapendo di poter dormire il giorno dopo va bene, meglio però non esagerare. 2) Allo stesso modo, evitare di dormire troppo fuori orario. 3) Preferire attività mentali che stimolano nuovi interessi ed emozioni: conoscere gente nuova, frequentare nuovi luoghi, rinfrescare la mente con le amicizie. 4) Non interrompere l'attività fisica: in vacanza non c'è niente di meglio di una camminata sul bagnasciuga, una passeggiata in pineta, una corsetta al mattino o al tardo pomeriggio. 5) Durante la vacanza, per allenare la mente, è meglio dedicarsi ad alcuni hobby stimolanti come leggere, ascoltare musica, giocare con gli amici. 6) Evitare gli eccessi alimentari e alcolici, che mettono in scacco il nostro corpo e la nostra mente in un'azione faticosa di ripresa. 7) In vacanza l'imperativo è rilassarsi e cacciar via lo stress, anche emotivo: assolutamente da evitare sono i conflitti e i litigi con il partner o i famigliari. 8) Per allenare la mente con creatività, sognare a occhi aperti aiuta: ragionare su idee e progetti futuri, ad esempio. 9) Per migliorare l'umore e evitare tensioni, in vacanza è bene aprirsi al dialogo e allo scambio di idee con gli altri, combattendo l'isolamento e la solitudine. 10) Tenere i contatti con chi amiamo per allenare la mente, con persone allontanate magari per impegni o motivi di lavoro.

D.ssa Anna Montano

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Il Prof. Eugenio Cuniato presenta al “Club House Artisti” di Pollena Trocchia il pittore francese Cristopher Mourey,socio del Salotto Artistico-Letterario “Tina Piccolo”

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Eccezionale serata del Salotto Scientifico- Culturale “Tina Piccolo” , ospite del “Club House” Artisti di Pollena Trocchia, ove il suo Direttore, Nello Vollano, operatore culturale, geniale ed instancabile, ha promosso un incontro del sodalizio pomiglianese con gli artisti locali del suo Club.

Presentato con brio e professionalità da Ralph Stringile, il Salotto ha ricevuto il gagliardetto del Club assegnato alla titolare stessa, poetessa Tina Piccolo, nel salone vastissimo del club, ubicato in un ambiente caratteristico con arcate antichissime tipiche delle grotte di un tempo, sulle cui parete erano esposte numerosissime opere pittoriche del pittore francese Cristopher Mourey. La prima parte della serata è stata dedicata appunto alla presentazione dell’artista Cristophe Murey e del suo libro “NAPOLI_EUFORICA”, Edizione Tullio Pironti , da parte del Presidente del salotto Prof. Eugenio Cuniato. Il libro conteneva ben centottanta disegni che illustravano località della nostra Napoli, realizzati dal Mourey, che la Titolare Tina Piccolo, sfogliandone il testo, mostrava al foltissimo pubblico presente, mentre il Prof. Eugenio Cuniato così esordiva: “ Stasera ho il piacere e l’onore di presentarvi un valentissimo artista che probabilmente già conoscete, poiché è un socio del nostro salotto, ma che solitamente sfugge alla nostra attenzione perché, come tutti i veri artisti, è molto modesto, piuttosto schivo e alle nostre riunioni arriva con qualche po’ di ritardo, entra di soppiatto e, timoroso di arrecare disturbo, si affretta subito a prendere posto in silenzio nell’ultima fila. Christophe Mourey è nato a Parigi nel 1970 ed ha conseguito il Diploma dell’arte pittorica presso l’Accademia Di Belle Arti di Rouen (Francia). Ha al suo attivo numerose esposizioni personali e collettive per le quali ha riscosso l’ammirazione e il positivo consenso del pubblico . Quando mi è stata offerta l’occasione di ammirare le opere pittoriche di Christophe Mourey, subito mi sono reso conto di trovarmi di fronte a veri e propri capolavori che implicavano “ la padronanza del disegno e della tecnica pittorica”, e, cosa molto più importante, che lo contraddistingue dagli altri artisti, una “inconsueta originalità di stile” che non richiede la molteplicità degli attrezzi di cui si serve ogni comune mortale pittore. Christophe Mourey, per la realizzazione delle sue opere, si serve soltanto di tre comunissime bic colorate: una rossa, una verde ed una blu. Egli cerca di penetrare nell’anima dell’oggetto, per poterlo rappresentare con effetti meravigliosi e a presentarlo poi a tutti, riuscendo a destare l’ammirazione anche degli osservatori più difficili e ricercati, quali per esempio quelli della grande schiera degli oggettivisti, ai quali mi onoro di appartenere. Sapete bene che solitamente noi oggettivisti siamo un po’ contrari a tutti quelli che, disegnando, si allontanano dall’oggetto, tanto da stravolgerlo, perché siamo legati al mito della perfezione. Ma Christophe Mourey non stravolge il disegno, come è nel caso del lavoro pittorico degli astrattisti. Anzi, il più delle volte egli mette in evidenza particolari che sfuggirebbero anche al più accorto oggettivista, perché, dotato di un grande motivazione artistica, riesce a penetrare nell’oggetto ed ad interiorizzarne l’anima per poi raffigurarla nel suo stile genuino, inconfondibile ed immediato che appaga l’ottica e ricrea l’animo di qualsiasi osservatore. Ciò che contraddistingue lo stile dell’artista Christophe Mourey è proprio una caratteristica particolarità, ovvero quella dell’ “happenning raffigurativo", che consiste nella capacità di comunicare con una certa immediatezza la sua esperienza emotiva vissuta quale artista accorto e sensibile. Indubbiamente, un osservatore che ha una limitatissima dimestichezza con l’arte pittorica, posto davanti ad un quadro di Christophe Mourey, potrebbe restare a dir poco perplesso di fronte ad un lavoro realizzato con distorsioni prospettiche, raffigurazioni ampollose, visi distorti e stravolti che il Mourey “volutamente ed artisticamente” rimarca per ottenere quel mirabile effetto espressivo che ha maggiormente colpito la sua sensibilità artistica nell’osservare l’oggetto, per poi raffigurarlo in modo così suggestivo e con mezzi così limitati, quasi a voler sottolineare che per espletare la sua attività artistica egli non ha bisogno di attrezzi particolari, anzi questi gli sarebbero d’impaccio e non gli consentirebbero di esteriorizzare in modo genuino tutto quanto ribolle dentro di sé. Con la sua squisita sensibilità ed emotività artistica, servendosi del suo estro e del suo originalissimo stile, penetra l’anima dell’oggetto e lo fotografa graficamente, rendendolo appetibile e soprattutto leggibile anche all’osservatore più sprovveduto. Tutto quanto ho fin qui detto è il ricavato dell’osservazione dei lavori di Cristophe Mourey da parte mia supportata dalla mia lunga esperienza artistica ed affermo, a mio modesto avviso, che Cristophe Mourey è un vero artista, un artista continuamente sollecitato dall’interiore bisogno, che oserei definire “ bisogno coatto”, di riprendere e raffigurare graficamente tutto ciò che lo circonda per sottrarlo all’impietosa usura del tempo. Confesso di essere stato molto attratto dai lavori pittorici di Christophe Mourey e colgo qui l’occasione per ringraziarlo per avermi consentito di ammirarli e ancor più per aver scelto come oggetto dei suoi lavori le bellezze della nostra amata Napoli. Dopo l’applauditissima presentazione del Presidente Prof.Eugenio Cuniato, la chitarra e la voce suggestiva di Luca Allocca hanno dato vita alla canzone “Eternamente Napule”, di cui è autrice la famosa Tina Piccolo e che è stata pubblicata proprio all’inizio del libro Napoli Euforica. Si è dato vita poi al recital dei poeti presenti, tra applausi scroscianti ed emozioni. Si sono esibiti Loffredo Ausilia, Rosaria Canfora, Gaetano Mennella, Michele La Montagna,Anna Alaia, Rosaria Cerino, Carmen Percontra , Armando Fusaro,Ferdinando Cirillo ,il Prof.Enrico Carrella, Giovanni Arena,, Francesco Gemito, Dora della Corte, Giuseppe Di Mattia, Alfonso Pensa, Rosanna Aprile, Giovanni Maiello, Ciro Campana, Emilia Primicile e Carmen Radassaro. Dopo gli interventi del Presidente dell’Accademia Federico II Mimmo Cannone e del Direttore del Club Nello Vollano, si è avuta l’esibizione del cantante Rosario Esposito, rivelazione del salotto, che ha dato prova ineccepibili con la sua potente voce delle sue capacità canore con due stupende canzoni. Indi la serata si concludeva con una performance del Maestro Alfonso Sibillo e con una lirica acclamatissima “ ‘E parole ‘e n’angelo”, che la poetessa Tina Piccolo ha dedicato al padre, maggiore e commendatore Raffaele Piccolo, scomparso recentemente. Tutti si sono alzati in piedi per commemorarne la nobile figura. Ci si è trattenuti poi per un delizioso party offerto dal Direttore del club Nello Vollano.

La voce del Salotto

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La poetessa Tina Piccolo, il Direttore di Tablò Pasquale Sansone, il Presidente del salotto artistico-scientifico Eugenio Cuniato ed il piccolo scrittore Eugenio Cuniato Junior, premiati al Concorso nazionale Alfonso Gatto.

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La poetessa Tina Piccolo, il Direttore di Tablò Pasquale Sansone, il Presidente del salotto artistico-scientifico Eugenio Cuniato ed il piccolo scrittore Eugenio Cuniato Junior, premiati al Concorso nazionale Alfonso Gatto.

Era gremito lo storico salone dell’antisala dei Baroni del Maschio Angioino per la solenne premiazione della IV Edizione del Premio Alfonso Gatto. Realizzato dai coniugi, Dott. Saverio Gatto, dalla Professoressa Imma Gatto e dalla Dott.ssa Connie Gatto, in memoria del giovane Alfonso, scomparso tragicamente, il Premio ha richiamato artisti da tutta Italia e dall’estero. Presentato brillantemente dai noti presentatori Massimo Palmese, Pina Fatigati e Ralph Stringile, ha avuto inizio con i saluti e i discorsi dell’On Luciano Schifone, del Dott.Saverio Gatto e della Poetessa Tina Piccolo, Presidente di giuria. Tra i numerosi artisti premiati per la sezione giovani, Michele La Montagna, Dora Della Corte, Pina Magro, Cristopher Mourey, Gabriella Mancini, Dalla Francia Maria Salamone, Francesca Pagano, Vincenzo Russo, Carmen Percontra e tantissimi altri. E’ stato premiato il Presidente del salotto, Prof. Eugenio Cuniato, il quale ha anche ritirato il Premio del Direttore Pasquale Sansone che, non potendo presenziare per motivi di lavoro, si è scusato ed ha ringraziato calorosamente il Dott. Saverio Gatto. Molto applaudita la presentazione della poetessa Tina Piccolo del testo “Il Brogliaccio” del piccolo scrittore Eugenio Cuniato Junior. Si sono distinti nel campo canoro lo stesso presentatore Massimo Palmese, il tenore Giuseppe Scognamiglio, Piero Giulivo e Rosario Esposito, dalla voce suadente e bellissima. Si sono esibiti i Lazzari e i Briganti con charme e coinvolgente simpatia. Attrazione del Premio è stato anche il piccolo Gabriele, nipote degli organizzatori, al quale la poetessa Tina Piccolo ha dedicato versi deliziosi: “Occhi limpidi, innocenti, un sorriso seducente, un batuffolo d’amore, questo sei, bimbo stupendo….” Si è chiusa la solenne e riuscitissima cerimonia con l’attribuzione di un bellissimo Premio ( un Pulcinella d’argento ) alla poetessa Tina Piccolo, che ha ringraziato declamando, accompagnata dalle lievi note della chitarra di Luca Allocca, una delle sue bellissime liriche tra gli scroscianti applausi dei presenti.

La Voce del salotto

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"Acerra in tasca"- l'opuscolo di pubblica utilità più amato e richiesto dagli acerrani compie 22 anni - A Natale, 20000 copie circoleranno per la città a distribuzione gratuiita

 

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