Domenica, Maggio 20, 2012
   
Testo

Dalla Locanda: Diamoci La Mano

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Caro Direttore,affido a Lei questo messaggio. Anni lontani, come per magia, il cielo di Acerra fu attraversato da una nuvola. Solo una nuvola: un uomo che credeva nelle favole e tanti giovani che credevano nell’amore.

Quella nuvola si chiamava Diamoci la Mano. Ora quella nuvola non c’è più. E’ diventata invisibile. Qualcuno è morto: Cuono, Rosa, Mimma. Altri sono dispersi, lontani. Forse conservano nel cuore un ricordo. Io ho continuato a stare qui, in questo paese. Come un albero aggrappato alle radici. Ho, con l’aiuto di Mimmo Valio, continuato a fare un segno. Quel segno si chiama La Locanda del Gigante. Isolata, impaurita, aggredita, vive qui, su queste terre, la Locanda. Un gruppo di drogati ed un dottore, qualche amico, un po’ di terra, le capanne, una casetta sull’albero di noci, un lungo sentiero, un cerchio di alberi intorno a grandi pietre ……questa è la Locanda. Come una trincea di altri tempi, conserva l’anima di un guerriero. Qui le ferite di una umanità scassata cercano la guarigione. Quella nuvola di passaggio nel cielo di Acerra è diventata un segno. Lontano, diverso dalle regge e dagli imperi delle comunità terapeutiche. Non è una comunità terapeutica. E’’ una comunità di uomini. Non è un grande palazzo, è una capanna. Perché le capanne e solo le capanne guariscono dai mali della vita. Vorrei, caro Direttore, mandare un messaggio agli amici invisibili e lontani di Diamoci la Mano. “Date una mano. Non fate morire questo segno”. Chiedo a voi uno scatto di amore. L’entusiasmo di ieri è stato coperto dai macigni della vita: le nostre vite difficili e forse anche sbagliate. Ma tutti noi abbiamo dentro una forza per spostare quel macigno e tirare fuori l’entusiasmo sepolto. Date una mano. Non lasciate questa trincea nella solitudine. Sono assediato da ladri, da contadini incivili e difficili, da uomini barbari ed ostili, da drogati, violenti e folli, da familiari furbi e rozzi, da una povertà insopportabile. Chiedo aiuto agli amici della nuvola. Perché il segno non muoia. Noi non possiamo cambiare il mondo. Ma possiamo fare segni. Se muoiono anche i segni, abbiamo tradito. Sono passati pochi giorni dalla morte di Mimma, Mimma Bova. Una di noi. Ho imparato in questi anni ad ascoltare la morte. E la morte ci dice che non dobbiamo vivere, morendo. Dobbiamo vivere da guerrieri. Non è una filosofia. E’ la ricetta per non soffrire. Al nostro amico Cuono, mentre percorreva il difficile viaggio del trapianto di fegato, spesso gli scrivevo: “Cuono, non smettere di lottare, è l’unica possibilità che hai per guarire”. C’è un angolo della Locanda dove abita la Fortuna. C’è un altro angolo, si chiama Terra nostra. Lì mettiamo i prodotti della terra per ricavarne un aiuto. La Fortuna e la terra sono i nostri amici. Vorrei che anche la nuvola di Diamoci la Mano diventasse una concreta ed invisibile alleata. Il numero della Locanda è 081/8446245. Ci sono tanti modi per partecipare. E ricordatevi che l’amore è sempre concreto. L’amore a parole è una ipocrisia. L’amore è sempre un fatto. Anche Dio è Dio dei fatti. Non credete a chi racconta le parole di Dio. Credete solo a chi racconta i fatti di Dio.

Carlo Petrella

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La guida della città di Acerra, in giro per la città...da dicembre 1999, compie 22 anni.

 

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