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Gli invisibili di Carlo Petrella

Caro Direttore, è una donna. Non la vedo da molto tempo. E per me è invisibile. E’ una donna di Acerra, ma non ha origini acerrane.
Non la vedo da molto tempo. E per me è invisibile. E’ una donna di Acerra, ma non ha origini acerrane. E’ bella. Intelligente. Vivace. Potrebbe essere una prima donna di un grande paese. Perché è capace. Nei lunghi miei silenzi, in questo posto difficile, spesso penso alle donne straordinarie che ho incontrate. Lei era amica di mia moglie morta. Erano insegnanti. Dopo la morte di mia moglie, l’ho incontrata qualche volta. E’ stata sempre di una tenerezza e di una sensibilità estrema. Mi ha sempre mandato piccoli segnali di affetto e di solidarietà. I nostri mondi sono diversi, ma non lontani. Io vivo con i drogati. Lei amministra un luogo di dolore e di malattie. Io sono circondato da drogati. Lei è circondata da medici. Alcuni simpatici, capaci, bravi. Altri antipatici e brutti. Pochi, ma ci sono. Forse Lina li sopporta. Ho detto il suo nome. Si chiama Lina Ciccarelli. E’ lì alla Clinica Villa dei Fiori. Dirige, organizza, decide. Quel luogo resiste all’usura del tempo. E’ un luogo accogliente. E’ ancora il posto più efficiente dei nostri paesi. Vorrei dirle brava. Quando mia moglie era viva, parlando di lei, disse: “Carlo è una bella persona”. Ho conservato questa sensazione e ne sono contento di darle un posto nel mio mondo degli invisibili. Ricordo la vecchia clinica, era una grande casa, un piccolo parcheggio, c’erano le suore, ricordo Suor Paolina, un’altra bella persona della clinica Villa dei Fiori. Ora la clinica è immensa, il parcheggio è il segno di un numeroso “viavai”. E’ diventata un ospedale, straordinariamente necessario per questi paesi perduti. A Lina, l’invisibile, voglio dedicare questo scritto. E’ una preghiera ebraica per i bambini di Gaza. “Se mai c’è stato un tempo per pregare, è questo. Signore, tu che fai eccezioni, che noi chiamiamo miracoli, fai un’eccezione per i bambini di Gaza. Proteggili dai nostri e dai loro Allah, che noi chiamiamo Elohim. Manda a quei bambini i tuoi angeli. Risparmiali!” La Lina, l’invisibile donna della clinica Villa dei Fiori di Acerra, capirà questa preghiera. Non sono un bambino di Gaza, ma appartengo ai deboli, agli ultimi di questo brutto paese. Cerco angeli. Cerco angeli per essere difeso. Vogliono distruggere le nostre capanne. Vogliono soldi che noi non abbiamo. Vogliono la nostra fine. Contro di loro non ho nessuna forza. Ho solo la forza di tante persone invisibili. Se chiude la Locanda, chiude una trincea. Gli invisibili possono pregare i potenti perché risparmino la Locanda. In cambio, io faccio il tifo per quel luogo diretto da una donna speciale.
Carlo Petrella
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