il 28 novembre, presso la Chiesa annunziata, giornata mondiale del Migrante e del rifugiato

Oggigiorno, lo straniero, l’emigrato, lo zingaro, sembrano rompere l’equilibrio tranquillo delle nostre comunità e quelle forme di legalità che ci siamo dati.
L’Italia, infatti, è una delle porte europee aperte all’immigrazione e nonostante i vari mezzi escogitati per tenerle chiuse, gli immigrati continuano ad arrivare. Ogni regione italiana ha oggi una componente più o meno consistente di persone che provengono da altre Nazioni e che portano con sé altre culture, tradizioni, che professano religioni diverse. Attraverso i dati ISTAT, sappiamo che in Italia gli immigrati residenti, iscritti all’anagrafe, sono 4.000.000. Arrivano per vari motivi: miseria, carenze di prospettive di sviluppo, guerre, regimi dittatoriali, persecuzioni per motivi etnici e religiosi. Da un punto di vista normativo si sta cercando una via italiana all’integrazione: ricordiamo la “Carta dei Valori, della Cittadinanza e dell’Integrazione”, un testo non vincolante, ma fondato sulla Costituzione e che rappresenta un patto di convivenza tra italiani e immigrati. Nella maggior parte dei casi il fenomeno “Immigrazione” è presentato dai mezzi di telecomunicazione con segnali negativi: fenomeni di criminalità, sfruttamento della prostituzione, sfruttamento minorile, ma, nonostante questo, la lettura che ne dà la Chiesa va decisamente controcorrente. Essa, infatti, sostiene che attraverso l’emigrazione si può realizzare il progetto di Dio anticipato nel giorno della Pentecoste, cioè quello di formare di tutti i popoli una famiglia di popoli e stimola le comunità ecclesiali all’accoglienza, al dialogo, al servizio e alla condivisione. Per costruire questa convivenza non dobbiamo lasciarci scoraggiare dall’incontro delle diversità, ma bisogna tenere aperto un dialogo che si basa sul rispetto reciproco; solo così avremo la possibilità di conoscere e di farci conoscere. Ogni anno la Chiesa italiana, nella terza domenica di Gennaio, propone alle comunità la celebrazione della “Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato”. Questa celebrazione fu istituita da Pio X nel 1914, quando un gran numero di italiani lasciarono nazione, paese e famiglia per emigrare in cerca di lavoro. Oggi questa celebrazione ha allargato il proprio orizzonte ed è dedicata a tutte quelle persone coinvolte nella mobilità umana: agli italiani nel mondo, agli immigrati e profughi in Italia, ai Rom e Sinti, ai circensi e artisti di strada, ai marittimi e aeroportuali. La Giornata si celebra in tutte le Chiese e parrocchie d’Italia e le manifestazioni centrali si tengono ogni anno in una regione diversa; quest’anno questo compito spetta alla Migrantes regionale della Campania. Queste Giornate sono di aiuto e di stimolo alle nostre comunità cristiane per divenire casa accogliente e ospitale, ci aiutano ad apprezzare culture che a prima vista sembrano lontane e ci fanno comprendere che “nella Chiesa nessuno è straniero”. Il tema della giornata mondiale che si terrà il 17 Gennaio 2010 sarà sui minori, i quali costituiscono una categoria a rischio tra coloro che chiedono asilo; molte volte questi bambini finiscono in strada e diventano preda di sfruttatori senza scrupoli. Anche per questi bambini la fanciullezza, l’adolescenza sono fasi di fondamentale importanza per lo sviluppo dell’uomo e richiedono stabilità, serenità e sicurezza. Come possono questi bambini guardare con fiducia al loro futuro se vivono segregati in periferia e senza possibilità di frequentare normalmente la scuola? Si sta facendo sicuramente tanto per loro, ma occorre impegnarsi ancora di più e creare strutture di accoglienza e di formazione adatte alle loro esigenze, che permetterebbero loro di inserirsi in maniera corretta nel nuovo mondo sociale, culturale e professionale, perché anche loro sono il nostro futuro. La Chiesa deve essere luogo di sostegno e di integrazione; la provincia di Napoli ha organizzato una settimana di preparazione alla Giornata Mondiale che va dal 23 al 28 Novembre; le parrocchie della diocesi di Acerra sono state invitate a sensibilizzare i fedeli su questa problematica e la nostra parrocchia M.SS. Annunziata organizzerà Sabato 28 Novembre un momento di riflessione, di testimonianza e di festa per i nostri fratelli immigrati. Queste giornate ci fanno comprendere che la presenza dei migranti non è un invasione, ma è una condivisione ed è importante che tutti ci rimbocchiamo le maniche per evitare i rischi di una migrazione disordinata e per favorire quella pacifica integrazione, quella armoniosa convivenza che consente ai migranti di dare i meglio di sé a beneficio loro e della società italiana.
Don Domenico Cirillo
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