Domenica, Maggio 20, 2012
   
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Il Prof. Eugenio Cuniato presenta al “Club House Artisti” di Pollena Trocchia il pittore francese Cristopher Mourey,socio del Salotto Artistico-Letterario “Tina Piccolo”

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Eccezionale serata del Salotto Scientifico- Culturale “Tina Piccolo” , ospite del “Club House” Artisti di Pollena Trocchia, ove il suo Direttore, Nello Vollano, operatore culturale, geniale ed instancabile, ha promosso un incontro del sodalizio pomiglianese con gli artisti locali del suo Club.

Presentato con brio e professionalità da Ralph Stringile, il Salotto ha ricevuto il gagliardetto del Club assegnato alla titolare stessa, poetessa Tina Piccolo, nel salone vastissimo del club, ubicato in un ambiente caratteristico con arcate antichissime tipiche delle grotte di un tempo, sulle cui parete erano esposte numerosissime opere pittoriche del pittore francese Cristopher Mourey. La prima parte della serata è stata dedicata appunto alla presentazione dell’artista Cristophe Murey e del suo libro “NAPOLI_EUFORICA”, Edizione Tullio Pironti , da parte del Presidente del salotto Prof. Eugenio Cuniato. Il libro conteneva ben centottanta disegni che illustravano località della nostra Napoli, realizzati dal Mourey, che la Titolare Tina Piccolo, sfogliandone il testo, mostrava al foltissimo pubblico presente, mentre il Prof. Eugenio Cuniato così esordiva: “ Stasera ho il piacere e l’onore di presentarvi un valentissimo artista che probabilmente già conoscete, poiché è un socio del nostro salotto, ma che solitamente sfugge alla nostra attenzione perché, come tutti i veri artisti, è molto modesto, piuttosto schivo e alle nostre riunioni arriva con qualche po’ di ritardo, entra di soppiatto e, timoroso di arrecare disturbo, si affretta subito a prendere posto in silenzio nell’ultima fila. Christophe Mourey è nato a Parigi nel 1970 ed ha conseguito il Diploma dell’arte pittorica presso l’Accademia Di Belle Arti di Rouen (Francia). Ha al suo attivo numerose esposizioni personali e collettive per le quali ha riscosso l’ammirazione e il positivo consenso del pubblico . Quando mi è stata offerta l’occasione di ammirare le opere pittoriche di Christophe Mourey, subito mi sono reso conto di trovarmi di fronte a veri e propri capolavori che implicavano “ la padronanza del disegno e della tecnica pittorica”, e, cosa molto più importante, che lo contraddistingue dagli altri artisti, una “inconsueta originalità di stile” che non richiede la molteplicità degli attrezzi di cui si serve ogni comune mortale pittore. Christophe Mourey, per la realizzazione delle sue opere, si serve soltanto di tre comunissime bic colorate: una rossa, una verde ed una blu. Egli cerca di penetrare nell’anima dell’oggetto, per poterlo rappresentare con effetti meravigliosi e a presentarlo poi a tutti, riuscendo a destare l’ammirazione anche degli osservatori più difficili e ricercati, quali per esempio quelli della grande schiera degli oggettivisti, ai quali mi onoro di appartenere. Sapete bene che solitamente noi oggettivisti siamo un po’ contrari a tutti quelli che, disegnando, si allontanano dall’oggetto, tanto da stravolgerlo, perché siamo legati al mito della perfezione. Ma Christophe Mourey non stravolge il disegno, come è nel caso del lavoro pittorico degli astrattisti. Anzi, il più delle volte egli mette in evidenza particolari che sfuggirebbero anche al più accorto oggettivista, perché, dotato di un grande motivazione artistica, riesce a penetrare nell’oggetto ed ad interiorizzarne l’anima per poi raffigurarla nel suo stile genuino, inconfondibile ed immediato che appaga l’ottica e ricrea l’animo di qualsiasi osservatore. Ciò che contraddistingue lo stile dell’artista Christophe Mourey è proprio una caratteristica particolarità, ovvero quella dell’ “happenning raffigurativo", che consiste nella capacità di comunicare con una certa immediatezza la sua esperienza emotiva vissuta quale artista accorto e sensibile. Indubbiamente, un osservatore che ha una limitatissima dimestichezza con l’arte pittorica, posto davanti ad un quadro di Christophe Mourey, potrebbe restare a dir poco perplesso di fronte ad un lavoro realizzato con distorsioni prospettiche, raffigurazioni ampollose, visi distorti e stravolti che il Mourey “volutamente ed artisticamente” rimarca per ottenere quel mirabile effetto espressivo che ha maggiormente colpito la sua sensibilità artistica nell’osservare l’oggetto, per poi raffigurarlo in modo così suggestivo e con mezzi così limitati, quasi a voler sottolineare che per espletare la sua attività artistica egli non ha bisogno di attrezzi particolari, anzi questi gli sarebbero d’impaccio e non gli consentirebbero di esteriorizzare in modo genuino tutto quanto ribolle dentro di sé. Con la sua squisita sensibilità ed emotività artistica, servendosi del suo estro e del suo originalissimo stile, penetra l’anima dell’oggetto e lo fotografa graficamente, rendendolo appetibile e soprattutto leggibile anche all’osservatore più sprovveduto. Tutto quanto ho fin qui detto è il ricavato dell’osservazione dei lavori di Cristophe Mourey da parte mia supportata dalla mia lunga esperienza artistica ed affermo, a mio modesto avviso, che Cristophe Mourey è un vero artista, un artista continuamente sollecitato dall’interiore bisogno, che oserei definire “ bisogno coatto”, di riprendere e raffigurare graficamente tutto ciò che lo circonda per sottrarlo all’impietosa usura del tempo. Confesso di essere stato molto attratto dai lavori pittorici di Christophe Mourey e colgo qui l’occasione per ringraziarlo per avermi consentito di ammirarli e ancor più per aver scelto come oggetto dei suoi lavori le bellezze della nostra amata Napoli. Dopo l’applauditissima presentazione del Presidente Prof.Eugenio Cuniato, la chitarra e la voce suggestiva di Luca Allocca hanno dato vita alla canzone “Eternamente Napule”, di cui è autrice la famosa Tina Piccolo e che è stata pubblicata proprio all’inizio del libro Napoli Euforica. Si è dato vita poi al recital dei poeti presenti, tra applausi scroscianti ed emozioni. Si sono esibiti Loffredo Ausilia, Rosaria Canfora, Gaetano Mennella, Michele La Montagna,Anna Alaia, Rosaria Cerino, Carmen Percontra , Armando Fusaro,Ferdinando Cirillo ,il Prof.Enrico Carrella, Giovanni Arena,, Francesco Gemito, Dora della Corte, Giuseppe Di Mattia, Alfonso Pensa, Rosanna Aprile, Giovanni Maiello, Ciro Campana, Emilia Primicile e Carmen Radassaro. Dopo gli interventi del Presidente dell’Accademia Federico II Mimmo Cannone e del Direttore del Club Nello Vollano, si è avuta l’esibizione del cantante Rosario Esposito, rivelazione del salotto, che ha dato prova ineccepibili con la sua potente voce delle sue capacità canore con due stupende canzoni. Indi la serata si concludeva con una performance del Maestro Alfonso Sibillo e con una lirica acclamatissima “ ‘E parole ‘e n’angelo”, che la poetessa Tina Piccolo ha dedicato al padre, maggiore e commendatore Raffaele Piccolo, scomparso recentemente. Tutti si sono alzati in piedi per commemorarne la nobile figura. Ci si è trattenuti poi per un delizioso party offerto dal Direttore del club Nello Vollano.

La voce del Salotto

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