Ultime notizie
- D'Anna coordinatore della lista IDV: "IL CENTRO SINISTRA NON E' PRESENTE AL BALLOTTAGGIO" Il segretario provinciale dell' IDV, avv. Elpidio Capasso non rispetta gli iscritti del locale partito
- L'on. Ianniciello"È chiaro e palese che il geometra Raffaele Lettieri, candidato a sindaco del Terzo Polo ad Acerra, è in grosso affanno. La prova è nelle sue farneticanti dichiarazioni»
- Acerra Libera annuncia pieno sostegno al candidato Crimaldi per il ballottaggio del prossimo 20 maggio
Il ruolo della favola e dei genitori nello sviluppo della linea affettiva della personalità

Pomigliano d'Arco - Foltissimo il pubblico presente alla recente tornata del Salotto artistico - scientifico “Tina Piccolo”, tenutosi nell’ampio giardino di via Rossigni in Pomigliano d’Arco.
La presentazione della titolare, accolta con applausi scroscianti è continuata con Ralph Stringile che, diversamente dal solito, ha dato inizio subito al momento canoro con i “Lazzari e Briganti”. Il Maestro Rino Napoletano e la sua compagna Maria Luisa Acanfora, attrice di spicco, hanno recitato brani di Viviani e di Di Giacomo tra entusiastici consensi. Per il momento scientifico ha, poi, preso la parola il Presidente del Salotto, Prof. Eugenio Cuniato. “ Stasera avrei dovuto presentarvi il libro “Che fine ha fatto la cicogna?” dell’Esimio Dott. Vincenzo Russo, ma la sua assenza imprevista mi ha privato di questo privilegio. Tuttavia il titolo del testo mi ha suggerito la trattazione di una tematica altrettanto valida . Parleremo, invero, del “ruolo della favola nello sviluppo della linea affettiva della personalità del fanciullo e del delicato compito dei genitori.” Diciamo subito che la favola e la fiaba, pur avendo la stessa etimologia latina, fabula, sono sostanzialmente due generi letterari diversi: la favola ha come protagonisti persone ,cose ed animali parlanti e mira a far recepire una verità morale. La fiaba, che ha come protagonisti orchi, fate e folletti, evidenzia difetti e comportamenti degli uomini. I piccoli non si stancano mai di ascoltare le favole e le fiabe, perché queste hanno sempre suscitato un gran fascino in generazioni di bambini e fortificano la fantasia nella quale amano rifugiarsi. Le favole dunque hanno un ruolo fondamentale nella crescita dei bambini, li accompagnano nei primi passi nel mondo e proprio perché fanno conoscere ad essi l’etica ed i sentimenti, costituiscono un ‘indispensabile mediatrice didattica, in special modo se si considera che oggi la tecnica è arricchita dall’immagine. I nostri genitori ci ammannivano la favola della cicogna per celare “i mezzi e la via” dalla quale arrivavano i bambini, commettendo l’errore di non renderci edotti per tempo su questo delicato e pressante enigma e, inconsapevolmente, ci esponevano ai rischi di essere male informati dai nostri stessi coetanei, non appena varcavamo la soglia della scuola elementare. Tuttavia non possiamo biasimarli perché, un tempo, tutto ciò che riguardava la vita sessuale era tabù ed a ragione essi credevano che i bambini dovevano essere mantenuti all’oscuro su tutto quanto riguardava tale argomento. Con l’avvento degli studi freudiani, si comprese che la sessualità non aspetta la pubertà e che i due istinti fondamentali dell’aggressività e della sessualità si manifestano sin dall’inizio dell’infanzia. In un primo momento le manifestazioni sessuali sono puramente “narcisistiche”, il bimbo s’interessa solo di se stesso, i bisogni sessuali sono essenzialmente autoerotici, è soltanto fra i due e i quattro anni che il bambino, entrando in relazione con gli altri, scopre la differenza dei sessi e vi si interessa attivamente Piacere del nudismo, esibizionismo, giochi sessuali fra bambini diventano costanti e prendono il posto dell’autoerotismo, ed è in questo momento che il bambino si interesserà delle relazioni tra i genitori e può mostrarsi geloso se li vede abbracciarsi. Questa è la cosiddetta fase edipica per il maschietto, che vuole dormire con la mamma per isolare il suo papà e la fase di Elettra per la femminuccia, che si comporta allo stesso modo. Bisogna tener conto che la sessualità è una manifestazione naturale dell’infanzia, legata alla sua espressione vitale e, di fronte al suo manifestarsi, dobbiamo mostrare la massima tolleranza onde evitare di inaridire sul nascere la vita stessa. Nel momento in cui il bambino pone delle domande dobbiamo soddisfare la sua curiosità riguardo ai problemi sessuali nel modo più completo, in accordo con la sua capacità di comprensione della sua età. In nessun caso bisogna redarguirlo o reprimere i suoi giochi sessuali, in quanto potrebbe essere traumatico. Bisogna invece sublimare i suoi istinti, indirizzandoli verso altri giochi e questo potrebbe essere l’occasione per incentivare, fra genitori e figli, un atmosfera di fiducia reciproca. Tuttavia, in attesa che la scuola si decida ad introdurre l’educazione sessuale nel curricolo scolastico, ci si domanda: A quale età l’educatore o i genitori devono dare un’informazione sessuale completa ai propri fanciulli? Non bisogna in alcun caso attendere il culmine della “fase puberale”, quando il ragazzo è sottoposto a spinte istintuali sessuali eccessive, ma nel periodo “pre-puberale”, ovvero tra i 10 e 12 anni, altrimenti tali informazioni potrebbero indurlo a violenti desideri di accoppiamento o, cosa ancora peggiore, al rifiuto brutale di cedere alle sue pulsioni con conseguenti disturbi nevrotici. Resta tuttavia ancora il problema che ci si vergogna di confessare ai propri figli il piacere che procura l’atto sessuale. Ciò accade perché si ha una concezione puramente animale dell’atto carnale, senza tener conto che non è la sessualità che va spiegata, ma l’amore. Al ragazzo ci si può dire che, quando si è molto giovani, non si è capaci di dare niente di se stessi poiché si ha il bisogno di crescere, di costruire e completare il proprio corpo, ci si trova nel bisogno di prendere molto dagli altri. Per dare amore, bisogna essere ricchi di energie sovrabbondanti, cosa che si ha con l’arrivo della pubertà, che allora dispone di una pienezza di ricchezze e si aspira a prodigarne intorno a sé. Questo desiderio di dare si chiama AMORE. Invero in questa fase si sente il bisogno di slanci generosi, di improvvisi slanci di affetto, di dedicarsi e sacrificarsi per gli altri. Invece di sfuggire le ragazze, ci si avvicinerà a qualcuna di queste e si scoprirà che, accanto a lei, ci si sentirà felici, si scoprirà che senza di lei non si può più vivere e per lei si è pronti a qualsiasi sacrificio. Indubbiamente, per dare tali informazioni ai propri figli è necessario “essere in confidenza con loro e di avere l’abitudine a parlare con cuore aperto”. Un’altra condizione indispensabile è che “i genitori abbiano potuto vivere pienamente la loro vita sessuale e non siano stati paralizzati da un’inibizione nevrotica”. Questo perché sulla informazione sessuale dei giovanissimi, quello che interessa soprattutto, molto più delle parole pronunciate, è “il clima della coppia dei genitori, la maniera in cui i genitori si amano e irradiano amore intorno a loro”, influenzando per via, più o meno inconscia, lo stato d’animo dei propri figli.” A questo punto aveva termine la relazione del Presidente Prof. Eugenio Cuniato, tra applausi e numerose domande alle quali il relatore dava esaurienti risposte. Si sono esibiti poi, con somma bravura, il cantante Rosario Esposito ed il tenore Giuseppe Scognamiglio. Divertentissima la lirica recitata da Lucia Oreto, tratta dal suo repertorio teatrale. I poeti che hanno declamato, con il delizioso sottofondo del Maestro Luca Allocca, sono stati : Rosaria Cerino, Pina Magro,Carmen Percontra, Roberto Di Roberto, Giuseppe Albano, Il Prof. Enrico Carrella, Mario Romano, Giuseppe Albano, Luigi Di Mezza, Salvatore Lavorgna, Agostino Romano,Agostino Tortora in una dissertazione filosofica con il Prof. Sergio Scisciot, Armando Fusaro, Gianni Ianuale, Giulia Apice, Giulia Fasano, Ciro Campana, Raffaele Castiello, Enrico Fontanarosa. E’ stata la volta poi dell’Ill. Dott. Saverio Gatto e della carissima Annamaria Forte, che ha ricordato il fratello Austin Forte, “tromba d’oro” d’Italia. Durante la manifestazione è stata realizzata una splendida intervista dal giornalista Piscicelli e dalla sua avvenente compagna Alessia, intervista che va ad aggiungersi ai notevoli articoli già redatti online da Salvatore Alligrante sul nostro salotto e sugli incontri che si sono susseguiti, il tutto presentato da Ralph Stringile con grande bravura. La Poetessa Tina Piccolo, riallacciandosi alla tematica trattata dal Prof. Eugenio Cuniato, ha raccontato esperienze da lei vissute sull’importanza della favola nel processo educativo dei suoi stessi alunni e degli studenti, nei vari progetti già realizzati. Indi, pressata dalle numerose richieste dei presenti, non ha potuto sottrarsi dal declamare alcune sue liriche di gran successo, come “Pusilleco è nu suonno” , “Figlia” e, terminando, tra un tripudio di applausi dei numerosissimi presenti che occupavano tutta la vasta aria del suo accogliente giardino, con una delle sue liriche più famose , scolpita sulle rocce della montagna di Bassiano (Latina), a oltre duemila metri,“LA MIA POESIA PIU’ BELLA” : “La mia poesia più bella- non la leggerà nessuno, - sarà fatta di silenzio- e di respiro…- La mia poesia più bella- la scriverò per te, - senza parole…”
La Voce del salotto
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Notizia Flash
Dicembre 1999 - Dicembre 2011- "Acerra in tasca" la guida della città di Acerra, edita dalla Casa Editrice Sansone, compie 22 anni











