Acerra in preda ad una sindrome mai risolta: S.T.L.A.
Domenica 17 Luglio 2011 15:10

Sicurezza, traffico, lavoro, ambiente: quattro grandi aree problematiche dalle quali partire per rilanciare Acerra.
< In troppi si sono avvicendati ai vertici della città senza affrontare questi nodi che imbrigliano lo sviluppo economico e sociale, che spingono giovani e adulti a scappare dal proprio territorio, che i cittadini impongono come priorità per chiunque governerà la città negli anni a venire. Mettendo da parte i problemi politici contingenti, ecco i quattro punti che la classe dirigente acerrana nel suo complesso non può continuare a ignorare.
SICUREZZA
Dopo aver seminato il panico nella grandi città di tutta Italia, è arrivato anche ad Acerra il «grimaldello hi-tech»: apre ogni tipo di serratura, senza lasciare traccia di scasso. E così si moltiplicano i furti in casa, che non si limitano più alle zone periferiche e isolate, ma sono arrivati fino al centro città : da corso Italia alla Ferrovia. E se allo stesso tempo crescono anche gli scippi agli anziani e si perde il conto delle rapine ai danni di esercizi commerciali, bisogna fare i conti con un’emergenza sicurezza nella nostra città . Non si tratta dell’emergenza sicurezza che da sempre i politici di ogni colore creano ad hoc con annunci terroristici, per alimentare la paura degli elettori. Ad Acerra c’è un problema serio, che può trovare una prima risposta nei cosiddetti «poliziotti di prossimità »: i poliziotti di quartiere, in parole povere, previsti dall’Ordinamento dal 2002 e operanti in tutta Italia con buoni risultati su 748 aree cittadine.
TRAFFICO
Il problema che più di ogni altro si ripercuote sulla quotidianità degli Acerrani è il traffico: le grandi arterie della città nelle ore di punta sono del tutto paralizzate. La linea ferroviaria ad alta velocità (TAV) nel 2012 avrebbe dovuto liberarci dai passaggi a livello, ma il progetto tarda a prendere il via: i passaggi ferroviari continueranno ancora a lungo a spaccare in due la città . In più il mancato piano urbanistico (PUC) ha portato ad uno sviluppo della viabilità schizofrenico e incontrollato, il progetto delle strisce blu è fallito da ogni punto di vista: risultato? Per attraversare la città da una parte all’altra, in auto ci possono volere anche 40 minuti: si fa prima a piedi. Le principali vittime di tutto ciò, oltre ai nervi dei cittadini, sono i commercianti, e in generale il complessivo sviluppo economico e sociale della città . A poco servono gli interventi dei Vigili Urbani: senza un piano traffico serio e ben studiato, non si possono fare miracoli.
LAVORO
L’alto tasso di disoccupazione è una patologia cronica del nostro territorio, aggravatasi negli ultimi anni. Dapprima scegliendo un’industrializzazione incosciente e malata, poi rendendo Acerra capitale della “monnezzaâ€: ecco che la tradizione agricola ne è uscita mortificata. Creare ricchezza e posti di lavoro riscoprendo il settore primario è possibile, con tre decisivi passaggi: 1) formare e impiegare i disoccupati in un qualificante progetto di bonifica; 2) innovare con un’agricoltura altamente tecnicizzata, che coinvolga saperi scientifici e ingegneristici; 3) infine riscoprire e valorizzare le varietà ortofrutticole tipiche del territorio per farne specialità da esportare, servendosi dei saperi umanistici: veicolare cultura, curare l’immagine del territorio. Questa è l’agricoltura che ha successo nelle ricche regioni del centro-nord, lontana da quella umiliante fatta di sola fatica bruta senza nessun guadagno né gratificazione. Solo seguendo questa strada, anche i giovani vorranno tornare ad occuparsi di campagna.
AMBIENTE
40 sforamenti dei valori previsti di nano particelle nocive nell’aria che respiriamo ad Acerra, solo dal primo gennaio di quest’anno, a fronte dei 35 consentiti dalle normative nell’arco di un intero anno, sono un’enormità . C’è poco da girarci intorno: l’ambiente ad Acerra è «IL» tema da affrontare. La società civile scalpita; il Forum Acerrano per l’Ambiente, costituitosi il 12 maggio scorso, è solo la punta dell’iceberg di un malessere che da anni cresce negli animi e nei corpi degli Acerrani. Poche ma efficaci le mosse da fare. In primo luogo, c’è da dimostrare se i numerosi sforamenti siano riconducibili all’attività dell’inceneritore: sarà possibile solo dando il via al più volte sbandierato Osservatorio terzo sull’inceneritore. A livello regionale, invece, è necessario che le centraline ARPAC di rilevamento dell’aria entrino a far parte del sistema di rilevazione ufficiale, in modo da rendere i loro dati utilizzabili per l’esposto in Procura, doveroso una volta superati i 35 sforamenti in un anno. Muovere questi primi piccoli passi significherebbe conquistare consapevolezza e partecipazione: due dei principali ingredienti della democrazia. .
Stefano Petrella
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Le piazze dell'abbandono. Dal rione Gravina a piazza Duomo, i pochi spazi vivibili di Acerra fanno fatica a sopravvivere
Domenica 17 Luglio 2011 15:10

Se le periferie acerrane sono afflitte da una cronica mancanza di servizi e strutture, il centro città non se la cava meglio. Basta fare una passeggiata in due delle piazze principali di Acerra, piazza Castello e piazza Soriano nel rione Gravina, per rendersene conto.
Due realtà molto diverse, la prima in pieno centro, l’altra in una zona tranquilla e residenziale, ma accomunate dalla scarsa cura degli amministratori che si sono susseguiti negli ultimi anni alla guida della città . Piazza Castello è sempre affollata e frequentata, da ragazzini, anziani, tanti immigrati, politici e politicanti vari e… zoccole. Si si, proprio così, ovviamente mi riferisco ai poco amati mammiferi roditori appartenenti alla famiglia dei Muridi, meglio conosciuti come ratti. Se vi capita di intrattenervi qualche minuto in piazza, non sarà così improbabile che davanti ai vostri occhi, velocissimo, sfrecci un grosso ratto nero che spunta dalle fognature e attraversa la piazza da una parte all’altra. I più assidui frequentatori della piazza raccontano di leggendari ratti grossi come gatti, lunghi anche mezzo metro. E se il racconto popolare, nel passaggio di bocca in bocca, probabilmente enfatizza ed amplifica le dimensioni, resta il problema sanitario, frutto di una decennale non-gestione del sistema fognario della città . Anche le tante piante di piazza Castello sono un problema. La mancata cura, necessaria per ogni spazio verde in città , porta alla proliferazione di insetti, soprattutto in estate. Ed ecco che da settimane mosche, zanzare e moscerini invadono i tanti esercizi commerciali della piazza. «Già abbiamo dovuto lottare per ottenere un potatura del verde presente in piazza – ci racconta Angelo, titolare del bar Castello – ora con l’arrivo della bella stagione dobbiamo fronteggiare l’invasione di insetti di ogni tipo: siamo esasperati!». Spostandoci nel più decentrato rione Gravina, le cose non migliorano, anzi. Qui è ancora più forte il senso di abbandono e degrado in cui versa la vasta aria verde di piazza Angelo Soriano. Ho usato un parolone: «area verde» è davvero troppo per definire tutti quei metri quadri di terreno per lo più arido. Da tempo gli innaffiatoi automatici sono fuori uso, e i pochi ciuffi d’erba rimasti difficilmente possono essere rubricati sotto la voce «prato». Nonostante ciò (e questo fa sorgere tante domande sulla carenza di strutture ludiche della nostra città ), nel pomeriggio i giochi e le giostre presenti in piazza sono affollate da bambini di tutte le età e dai loro genitori. Peccato che le suddette giostre siano vecchie e mezze rotte, tanto che il mese scorso uno degli scalini dello scivolo ha ceduto sotto il peso di un bambino, facendolo cadere. Altra minaccia per i bambini sono le auto che corrono veloci molto vicino all’area giochi, non adeguatamente recintata: essendo una zona poco trafficata, gli automobilisti si sentono autorizzati a sfrecciare attorno all’area verde. Sarebbero opportuni dei dossi sul manto stradale che costringano alla frenata i guidatori meno avveduti. Insomma, dopo il maestoso restyling di piazza Falcone e Borsellino, le altre piazze acerrane sono di fatto lasciate nelle mani dei commercianti, che hanno creduto nella città e vi hanno investito i propri risparmi. Il più delle volte, sono loro a farsi carico di piccoli problemi, riparando qualche mattonella fuori posto, o rabberciando una giostra troppo vecchia. Ancora una volta gli Acerrani si rivelano migliori dei politici che li hanno governati negli ultimi decenni e, nei limiti della quotidianità , provano (sul serio, loro…) a rilanciare la città .
Stefano Petrella
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