Espedito Marletta:"Acerra, quale via d'uscita?"
Domenica 17 Luglio 2011 13:42

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«Molte persone, per trovare una via d’uscita, alludono anche a soluzioni non tradizionali come quella di relazioni trasversali, ovvero di volersi mettere insieme aldilà degli steccati ideologici o di partito. L’idea che mi sono fatto in questi pochi giorni è quella che piuttosto che di parlare di trasversalità occorre ricominciare a dibattere e confrontarsi senza preconcetti e/o pregiudizi sulle cose concrete che riguardano i temi della salvaguardia ambientale della nostra città e la necessità di aprire una fase di sviluppo per intralciare il declino cui sembra condannata Acerra.»Â
Acerra è di nuovo amministrata da un Commissario Prefettizio. Non è una novità , certo, ma è inedito il contesto in cui ciò è avvenuto: da una parte a causa delle reiterate dimissioni del sindaco, ma dall’altra, rispetto a due anni fa, in un momento abbastanza lontano dalla futura tornata elettorale amministrativa. Si tratta di un lasso di tempo che le forze ed i soggetti politici devono utilizzare come occasione per ricreare nella nostra città un clima favorevole al ripristino di un dibattito e di un confronto politico su cui costruire ipotesi di recupero del nostro territorio e tentare di salvare la città dal declino economico/sociale in cui è pesantemente precipitata. Questi ultimi due anni della vicenda amministrativa acerrana, infatti, non sono stati certamente entusiasmanti e l’epilogo che ne è seguito a molti è sembrato non traumatico per il carattere paludoso che ha sempre contraddistinto l’azione politico amministrativa. Quello che è accaduto, è luogo comune, non è la conseguenza di una calamità naturale che si abbatte ciclicamente sul nostro territorio, ma è la prevedibile e scontata conseguenza dell’insipienza di una classe amministrativa che non ha saputo fare tesoro dell’ esperienza politico/amministrativa precedente, delle sue luci e delle sue ombre. Non sto qui a “sparare sulla croce rossaâ€, ma la conclusione della vicenda amministrativa con la fuga dalle responsabilità cui ci aveva già , con cadenza stagionale, abituato il sindaco, non riesce ad assurgere ad una pietosa via d’uscita del tipo “non mi facevano lavorare per come volevoâ€: gli atti ed i fatti compiuti in questi due anni non aiutano il sindaco dimissionario a salvarsi nemmeno una “ntecchiaâ€, anzi lo condannano impietosamente alle sue responsabilità . Ed allora è venuto il momento di voltare pagina in questa città rimboccandosi le maniche tutti, soggetti politici, partiti politici, associazioni e società civile; la città intera deve ritornare a discutere e dibattere i temi della nostra città e su tali elementi deve saper arricchire di contenuti un programma di sviluppo del nostro territorio. Attorno a tali dibattiti e da tali contenuti programmatici si devono costituire un’omogeneità programmatica che caratterizzi i soggetti politici e le coalizioni che vorranno confrontarsi nella prossima tornata elettorale amministrativa. E’ possibile ritornare a “litigare†sulle questioni di merito per come deve salvaguardare il nostro territorio dalle aggressioni sovracomunali, per come possiamo rendere la nostra città più vivibile, per come radicare un minimo di sviluppo socio/economico e ribaltare questa depressione economica che morde e lacera la serenità di migliaia di famiglie? Ebbene questi dieci mesi dovranno essere utilmente spesi per ricostituire un’identità politico/programmatica delle forze politiche e dei soggetti politici che vorranno coinvolgersi su questi temi fondanti la sopravvivenza del nostro territorio. Questi dieci mesi dovranno essere spesi per ricostruire rapporti di fiducia tra coloro, partiti e soggetti politici, che si coaguleranno in coalizione nella prossima tornata elettorale. Non c’è altra via d’uscita se non quella di una ricostruzione e di un ritorno alla normalità della vita politica e del suo dibattito tra la gente delle tematiche più critiche. Già in questi giorni ho potuto percepire un fermento tra molte persone, segno che è effettivamente molto sentito il fatto che questo momento è particolarmente delicato per il futuro della nostra martoriata città e che non è più rinviabile una presa di coscienza della gravità della situazione. Molte persone, per trovare una via d’uscita, alludono anche a soluzioni non tradizionali come quella di relazioni trasversali, ovvero di volersi mettere insieme aldilà degli steccati ideologici o di partito. L’idea che mi sono fatto in questi pochi giorni è quella che piuttosto che di parlare di trasversalità occorre ricominciare a dibattere e confrontarsi senza preconcetti e/o pregiudizi sulle cose concrete che riguardano i temi della salvaguardia ambientale della nostra città e la necessità di aprire una fase di sviluppo per intralciare il declino cui sembra condannata Acerra. Occorre ritornare a predisporre approfondimenti programmatici sulle cose che interessano la nostra città , occorre avere un’idea di sviluppo, seppur complesso e complicato a realizzarsi, così come complessa e complicata è la matrice territoriale della nostra città : può sembrare una missione impossibile, ma tale progetto di sviluppo dovrà rappresentare il costante punto di riferimento dell’azione politico/amministrativa e della sua coerenza perseguita giorno dopo giorno. Già questo sarebbe un grosso passo avanti a valere quale segnale di una ritrovata normalità della vita politica nella nostra città e provare ad invertire una congiuntura economica negativa che penalizza Acerra più delle altre città confinanti. L’elezione di De Magistris a sindaco di Napoli, prima ancora che essere una vittoria elettorale di una coalizione, infatti, è stata l’affermazione di riscatto possibile per la città di Napoli; una via d’uscita caratterizzata da un chiaro e limpido clima politico/culturale basato su un’entusiasmante volontà di partecipazione che De Magistris è riuscito a costruire. Può ripetersi anche ad Acerra il miracolo che è avvenuto a Napoli? Ovvero, Acerra come Napoli: la stessa via d’uscita?.
Espedito Marletta
Stangata per gli acerrani, ritorna l'Irpef, aumenta la Tarsu:grazie all'amministrazione Esposito.
Venerdì 08 Luglio 2011 13:42

Ingiusto l’aumento della Tarsu e l’istituzione dell’addizionale comunale sull’Irpef.
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I due provvedimenti andranno a gravare notevolmente sui redditi medio-bassi, sui pensionati, sui precari. In particolare l’aumento del 20% della Tarsu (0.50 euro a metro quadro) penalizza gli anziani rimasti soli e le famiglie numerose. Per quanto riguarda l’istituzione dell’addizionale comunale Irpef a risentirne saranno tutti i pensionati e i lavoratori tassati a monte che sono il pilastro della nostra economia. In un momento congiunturale critico questi aumenti comprimeranno ulteriormente le condizioni di vita di migliaia di Acerrani.
Non a caso con l’amministrazione guidata da Marletta proprio su questi due ambiti si era intervenuti in senso inverso. Avevamo, infatti, ridotto la Tarsu del 15% per tutti e di circa il 40% per le famiglie meno abbienti e, unico comune della Provincia di Napoli, avevamo abolito l’addizionale comunale Irpef che adesso invece viene portata allo 0.2%.
Tali fatti non voglio imputarli al Commissario prefettizio, anche se sua è l’approvazione degli atti. La responsabilità ha più antichi padri e fa capo a due anni di amministrazione capeggiata da Esposito nei quali la pseudo maggioranza consiliare, ha non solo fallito su più fronti ma ha messo in discussione alcuni obiettivi raggiunti in precedenza, così come si evince dalle dichiarazioni rilasciate dal dott. Fulvi alla stampa. Da che era economicamente “virtuosoâ€, il Comune ora rischia di avere i “conti che non tornanoâ€. È pur vero che stiamo assistendo a continui tagli agli Enti locali da parte del Governo interessato solo agli interessi dell’alta borghesia e alla tutela personale di Berlusconi, tuttavia è compito dei Comuni immaginare misure tampone e forme di riduzione ed esenzione per le fasce sociali deboli.
Confidiamo nell’equilibrio del Commissario prefettizio sperando che questo anno possa servire a recuperare ritardi amministrativi e a far dimenticare l’improvvisazione alla quale abbiamo assistiti per mesi. Il sindaco Esposito si è volontariamente ritirato, ora toccherà ai cittadini far restare a “casaâ€, non votandoli più, chi in questi anni non ha lavorato per il bene della città .














