Martedì, Febbraio 07, 2012
   
Testo

Giovanni Bianco:" Noi siamo un movimento che vuole creare una Casa Comune"

image

“...La politica intesa come momento di confronto e di dialettica questo anche con chi non la pensa e non la ha mai pensata come noi...â€

 

Ogni qualvolta si sente odore di elezioni, un po’ tutti fanno a gara per sostenere, da sempre, due cose: che è necessario assolutamente un cambiamento e che le elezioni alle porte rappresentano l’ultima occasione per realizzarlo. Sono diventate, queste due affermazioni, uno stereotipo. Un luogo comune al quale non crede più nessuno, perché ormai la gente, in particolare ad Acerra, si rende conto del gattopardismo imperante e prende atto che sono quasi 20 anni che tutto si vuole cambiare, ma in fondo poi nulla cambia. Questo soprattutto perché, chi si lamenta, generalmente poi resta a casa (talvolta anche traendo profitti personali questuati al vincitore di turno) e quei pochi perbene che si impegnano, avendo vincoli di appartenenza, sono naturalmente divisi su sponde opposte. Tanto ha determinato che ad Acerra, in ultima analisi, le elezioni le vincono, decidendo poi le sorti della città, quelli che giocano di sponda, i peggiori, i mercenari di sempre, quelli che si offrono al battitore del mercato delle vacche. Ma questo non può essere il momento di fermarsi a piangersi addosso. Dobbiamo cioè renderci conto che è giunto ora il momento di rimboccarsi le maniche, anche partendo da quelle considerazioni che abbiamo inteso condividere, con tanti amici, nell’assemblea dello scorso 8 Luglio alla Casa dell’Umana Accoglienza. Io partirei da un dato che non credo possa essere frainteso, clamorosamente chiaro. Dal 95 ad oggi, Acerra ha avuto 4 sindaci: 3 espressione del centrosinistra, uno del centrodestra. La città, di fatto, è rimasta al palo. Ha visto sfumare il Polo Pediatrico, ha patito forse la peggior soluzione per l’attraversamento della Alta Velocità, ha visto l’insediamento dell’inceneritore peggiore che poteva essere realizzato, non è stata in grado di ottenere un ristoro ne di cogliere occasioni di sviluppo occupazionale, non ha ancora il PUC, tanto per citare le cose più evidenti. Tutti e quattro i sindaci sono finiti nella polvere, nessuno ha finito il mandato, ne è stato mai riproposto al giudizio degli elettori. E’ mai possibile che erano quattro incapaci o che abbiamo sempre scelto i peggiori? Io non posso crederlo, fatte in ogni caso salve le responsabilità personali che nessuno, e tantomeno io, intende assolvere. Il dato però, è che ad Acerra manca, abbastanza evidentemente, una classe dirigente capace di decidere, governare ed operare scelte condivise. E’ stata questa considerazione che ci ha spinti a fare il primo passo. Ci siamo resi conto che i problemi di oggi sono, nella sostanza, quelli del ’93 quando, non a caso, nacque l’esperienza di Alternativa per Acerra. Un’idea per andare oltre, dicemmo allora, con la gente contro la malagente. Ed il dato resta ancora, se si considera che le varie amministrazioni sono rimaste al palo per il continuo ricatto di una pseudo-classe politica che, occupando lo spazio lasciato libero da chi è rimasto a casa, ha creduto di poter fare il bello ed il cattivo tempo cambiando casacche, uscendo dai gruppi, facendo melina e soprattutto tentando di costruirsi una visibilità personale per ricattare le amministrazioni di turno. Ma che questo scadimento sia ancora ineluttabile, non può essere, e non è, assolutamente vero. Se c’è, infatti, qualcosa che la serata del 8 Luglio ci ha detto, almeno una cosa che proprio nessuno - nemmeno scettici e sfascisti - non può proprio non vedere, è che c’è una comunità che ha voglia di mettersi a lavorare per Acerra. Una Comunità in carne ed ossa, di facce e di parole, di tesi e di confronti. Una Comunità che si è mossa da casa per far sentire la propria voce. Dall’8Luglio, insomma, si è messa in cammino un pò di gente, spontaneamente. Gente che si è confrontata liberamente su problemi reali di questa, lontano anni luce dal chiacchiericcio inutile cui ci ha abituato un certo modo di intendere la politica. Niente di precostituito, niente di preconfezionato. Solo cittadini che si preoccupano della loro terra e che si sono resi disponibili a dare una mano per cambiarla. Andando oltre i limiti di una classe dirigente che gioca di sponda da 12 anni e che, presente in più amministrazioni, è stata capace di mandare a casa i sindaci, ma non capace di garantire un servizio essenziale alla città che è infatti rimasta clamorosamente al palo. L’8 Luglio, per certi aspetti, abbiamo provato a fare l’elettro-shock ad una città intorpidita, stanca e disillusa. E’ bastato questo, è bastato fare semplicemente il proprio dovere di cittadini, per sollevare, secondo alcuni, un vespaio. Abbiamo solo smosso le acque chete eppure da destra ci hanno accusato di essere diventati comunisti. Da sinistra si chiedono se non siamo una destra con la maschera. E basta! Lasciateci essere interpreti autentici del nostro pensiero! Noi siamo solo una comunità, movimento in cammino nel tentativo, limpido e genuino, di riportare alla politica la gente che si è stancata di quello che ascoltiamo ogni giorno dalla televisione, di Ruby, di Montecarlo, di corruzioni e di collusioni, di festini e di Festoni. Noi siamo solo uomini e donne con le radici profonde che, se volete, hanno da tempo rotto un vincolo di fedeltà ad un’area ove sono stati omogeneizzati i vessilli e dove i nostri valori sono continuamente calpestati al punto da farci correre il rischio di perdere la identità. Ma le radice profonde non gelano! Ferma restante la nostra identità e se volete anche quella che può essere la diversità di che viene da esperienze diverse vogliamo affrontare il mare delle nuove sfide con la bussola degli antichi valori tenendo salda la barra del timone verso ideali eterni che incontrino le esigenze e quindi il consenso della gente. Noi siamo un movimento che vuole creare una Casa Comune con chi ha una storia della quale riesce a tenere memoria pur anche nella diversità della storia di ognuno di noi. La politica intesa come momento di confronto e di dialettica questo anche con chi non la pensa e non la ha mai pensata come noi deve tornare al centro di un confronto che fin ora si è arenato nella melma del pressapochismo di chi ritiene che l’impegno non debba essere profuso verso i bisogni della gente ma a soddisfazione del bisogno personale. Sono questi mediocri che hanno portato Acerra così in basso. Noi non vogliamo essere etichettati. Vogliamo tornare ad essere un movimento che oggi non ha inteso mostrare i muscoli, ma che ha voglia di allenare i propri muscoli per battere quel partito trasversale di “malagente†che gioca di sponda e che ha affondato la nostra città con l’avallo e la protezione di chi aveva - ed ha- su Acerra progetti personali che noi non gli consentiremo di realizzare. A quanti hanno detto di condividere questo progetto, diciamo che è giunto il momento di passare dalle buone intenzioni ai fatti. Noi ci siamo, siamo tanti e siamo pronti ad elaborare un progetto condiviso che cementi una unità di popolo a difesa della città.
Avv. Giovanni Bianco

Bookmark and Share
 

Espedito Marletta:"Acerra, quale via d'uscita?"

image

 

«Molte persone, per trovare una via d’uscita, alludono anche a soluzioni non tradizionali come quella di relazioni trasversali, ovvero di volersi mettere insieme aldilà degli steccati ideologici o di partito. L’idea che mi sono fatto in questi pochi giorni è quella che piuttosto che di parlare di trasversalità occorre ricominciare a dibattere e confrontarsi senza preconcetti e/o pregiudizi sulle cose concrete che riguardano i temi della salvaguardia ambientale della nostra città e la necessità di aprire una fase di sviluppo per intralciare il declino cui sembra condannata Acerra.» 

Acerra è di nuovo amministrata da un Commissario Prefettizio. Non è una novità, certo, ma è inedito il contesto in cui ciò è avvenuto: da una parte a causa delle reiterate dimissioni del sindaco, ma dall’altra, rispetto a due anni fa, in un momento abbastanza lontano dalla futura tornata elettorale amministrativa. Si tratta di un lasso di tempo che le forze ed i soggetti politici devono utilizzare come occasione per ricreare nella nostra città un clima favorevole al ripristino di un dibattito e di un confronto politico su cui costruire ipotesi di recupero del nostro territorio e tentare di salvare la città dal declino economico/sociale in cui è pesantemente precipitata. Questi ultimi due anni della vicenda amministrativa acerrana, infatti, non sono stati certamente entusiasmanti e l’epilogo che ne è seguito a molti è sembrato non traumatico per il carattere paludoso che ha sempre contraddistinto l’azione politico amministrativa. Quello che è accaduto, è luogo comune, non è la conseguenza di una calamità naturale che si abbatte ciclicamente sul nostro territorio, ma è la prevedibile e scontata conseguenza dell’insipienza di una classe amministrativa che non ha saputo fare tesoro dell’ esperienza politico/amministrativa precedente, delle sue luci e delle sue ombre. Non sto qui a “sparare sulla croce rossaâ€, ma la conclusione della vicenda amministrativa con la fuga dalle responsabilità cui ci aveva già, con cadenza stagionale, abituato il sindaco, non riesce ad assurgere ad una pietosa via d’uscita del tipo “non mi facevano lavorare per come volevoâ€: gli atti ed i fatti compiuti in questi due anni non aiutano il sindaco dimissionario a salvarsi nemmeno una “ntecchiaâ€, anzi lo condannano impietosamente alle sue responsabilità. Ed allora è venuto il momento di voltare pagina in questa città rimboccandosi le maniche tutti, soggetti politici, partiti politici, associazioni e società civile; la città intera deve ritornare a discutere e dibattere i temi della nostra città e su tali elementi deve saper arricchire di contenuti un programma di sviluppo del nostro territorio. Attorno a tali dibattiti e da tali contenuti programmatici si devono costituire un’omogeneità programmatica che caratterizzi i soggetti politici e le coalizioni che vorranno confrontarsi nella prossima tornata elettorale amministrativa. E’ possibile ritornare a “litigare†sulle questioni di merito per come deve salvaguardare il nostro territorio dalle aggressioni sovracomunali, per come possiamo rendere la nostra città più vivibile, per come radicare un minimo di sviluppo socio/economico e ribaltare questa depressione economica che morde e lacera la serenità di migliaia di famiglie? Ebbene questi dieci mesi dovranno essere utilmente spesi per ricostituire un’identità politico/programmatica delle forze politiche e dei soggetti politici che vorranno coinvolgersi su questi temi fondanti la sopravvivenza del nostro territorio. Questi dieci mesi dovranno essere spesi per ricostruire rapporti di fiducia tra coloro, partiti e soggetti politici, che si coaguleranno in coalizione nella prossima tornata elettorale. Non c’è altra via d’uscita se non quella di una ricostruzione e di un ritorno alla normalità della vita politica e del suo dibattito tra la gente delle tematiche più critiche. Già in questi giorni ho potuto percepire un fermento tra molte persone, segno che è effettivamente molto sentito il fatto che questo momento è particolarmente delicato per il futuro della nostra martoriata città e che non è più rinviabile una presa di coscienza della gravità della situazione. Molte persone, per trovare una via d’uscita, alludono anche a soluzioni non tradizionali come quella di relazioni trasversali, ovvero di volersi mettere insieme aldilà degli steccati ideologici o di partito. L’idea che mi sono fatto in questi pochi giorni è quella che piuttosto che di parlare di trasversalità occorre ricominciare a dibattere e confrontarsi senza preconcetti e/o pregiudizi sulle cose concrete che riguardano i temi della salvaguardia ambientale della nostra città e la necessità di aprire una fase di sviluppo per intralciare il declino cui sembra condannata Acerra. Occorre ritornare a predisporre approfondimenti programmatici sulle cose che interessano la nostra città, occorre avere un’idea di sviluppo, seppur complesso e complicato a realizzarsi, così come complessa e complicata è la matrice territoriale della nostra città: può sembrare una missione impossibile, ma tale progetto di sviluppo dovrà rappresentare il costante punto di riferimento dell’azione politico/amministrativa e della sua coerenza perseguita giorno dopo giorno. Già questo sarebbe un grosso passo avanti a valere quale segnale di una ritrovata normalità della vita politica nella nostra città e provare ad invertire una congiuntura economica negativa che penalizza Acerra più delle altre città confinanti. L’elezione di De Magistris a sindaco di Napoli, prima ancora che essere una vittoria elettorale di una coalizione, infatti, è stata l’affermazione di riscatto possibile per la città di Napoli; una via d’uscita caratterizzata da un chiaro e limpido clima politico/culturale basato su un’entusiasmante volontà di partecipazione che De Magistris è riuscito a costruire. Può ripetersi anche ad Acerra il miracolo che è avvenuto a Napoli? Ovvero, Acerra come Napoli: la stessa via d’uscita?.


Espedito Marletta

Bookmark and Share
 

Stangata per gli acerrani, ritorna l'Irpef, aumenta la Tarsu:grazie all'amministrazione Esposito.

image

Ingiusto l’aumento della Tarsu e l’istituzione dell’addizionale comunale sull’Irpef.

 

I due provvedimenti andranno a gravare notevolmente sui redditi medio-bassi, sui pensionati, sui precari. In particolare l’aumento del 20% della Tarsu (0.50 euro a metro quadro) penalizza gli anziani rimasti soli e le famiglie numerose. Per quanto riguarda l’istituzione dell’addizionale comunale Irpef a risentirne saranno tutti i pensionati e i lavoratori tassati a monte che sono il pilastro della nostra economia. In un momento congiunturale critico questi aumenti comprimeranno ulteriormente le condizioni di vita di migliaia di Acerrani.
Non a caso con l’amministrazione guidata da Marletta proprio su questi due ambiti si era intervenuti in senso inverso. Avevamo, infatti, ridotto la Tarsu del 15% per tutti e di circa il 40% per le famiglie meno abbienti e, unico comune della Provincia di Napoli, avevamo abolito l’addizionale comunale Irpef che adesso invece viene portata allo 0.2%.
Tali fatti non voglio imputarli al Commissario prefettizio, anche se sua è l’approvazione degli atti. La responsabilità ha più antichi padri e fa capo a due anni di amministrazione capeggiata da Esposito nei quali la pseudo maggioranza consiliare, ha non solo fallito su più fronti ma ha messo in discussione alcuni obiettivi raggiunti in precedenza, così come si evince dalle dichiarazioni rilasciate dal dott. Fulvi alla stampa. Da che era economicamente “virtuosoâ€, il Comune ora rischia di avere i “conti che non tornanoâ€. È pur vero che stiamo assistendo a continui tagli agli Enti locali da parte del Governo interessato solo agli interessi dell’alta borghesia e alla tutela personale di Berlusconi, tuttavia è compito dei Comuni immaginare misure tampone e forme di riduzione ed esenzione per le fasce sociali deboli.
Confidiamo nell’equilibrio del Commissario prefettizio sperando che questo anno possa servire a recuperare ritardi amministrativi e a far dimenticare l’improvvisazione alla quale abbiamo assistiti per mesi. Il sindaco Esposito si è volontariamente ritirato, ora toccherà ai cittadini far restare a “casaâ€, non votandoli più, chi in questi anni non ha lavorato per il bene della città.


Da Comunicato stampa - Giovanbattista De laurentis

Bookmark and Share
   

Macrofisica del potere. Meccanismi strutturali della lotta politica

image

La politica italiana, dal centro alla periferia, passando per le istituzioni intermedie, soffre di un gravissimo male che, di fatto, la rende debole e incapace di affrontare i gravi problemi che con velocità crescente affliggono l’intero corpo della Nazione.

 

Bookmark and Share

Leggi tutto: Macrofisica del potere. Meccanismi strutturali della lotta politica

 

Alla ricerca del volto sacerdotale

image

Terza parte. Nel numero precedente ci siamo lasciati con la definizione del sacerdote come “spiritualeâ€, come colui che viene, nel pensiero e nella vita, sospinto dallo Spirito di Dio. Esiste tuttavia una forma particolare di sacerdote, caratterizzata tristemente dalla mancanza di Spirito divino, una forma che solo il sacerdote fallito può esibire.

 

Bookmark and Share

Leggi tutto: Alla ricerca del volto sacerdotale

   

Pagina 1 di 29

Notizia Flash

Il Prefetto Marcello Fulvi ha firmato, questa mattina, la delibera dei lavoratori Socialmente Utili che prevede le 36 ore lavorative. Nei giorni passati i lavoratori avevano incontrato il sub Commissario Picardi e successivamente il Prefetto. I LSU ottengono con questo atto, del Commissario Prefettizio, ciò che non avevano ottenuto con i politici acerrani. Ritorna il sereno nel Palazzo Bianco di Viale della Democrazia. Con questa delibera si pone fine a quella agitazione e mobilitazione che per qualche giorno aveva bloccato l'apparato burocratico comunale. I LSU, soddisfatti, ringraziano il Prefetto Fulvi

 

Visitatori on-line

 49 visitatori online