Dalla Locanda: Diamoci La Mano
Mercoledì 22 Luglio 2009 19:36

Caro Direttore,affido a Lei questo messaggio. Anni lontani, come per magia, il cielo di Acerra fu attraversato da una nuvola. Solo una nuvola: un uomo che credeva nelle favole e tanti giovani che credevano nell’amore.
Quella nuvola si chiamava Diamoci la Mano. Ora quella nuvola non c’è più. E’ diventata invisibile. Qualcuno è morto: Cuono, Rosa, Mimma. Altri sono dispersi, lontani. Forse conservano nel cuore un ricordo. Io ho continuato a stare qui, in questo paese. Come un albero aggrappato alle radici. Ho, con l’aiuto di Mimmo Valio, continuato a fare un segno. Quel segno si chiama La Locanda del Gigante. Isolata, impaurita, aggredita, vive qui, su queste terre, la Locanda. Un gruppo di drogati ed un dottore, qualche amico, un po’ di terra, le capanne, una casetta sull’albero di noci, un lungo sentiero, un cerchio di alberi intorno a grandi pietre ……questa è la Locanda. Come una trincea di altri tempi, conserva l’anima di un guerriero. Qui le ferite di una umanità scassata cercano la guarigione. Quella nuvola di passaggio nel cielo di Acerra è diventata un segno. Lontano, diverso dalle regge e dagli imperi delle comunità terapeutiche. Non è una comunità terapeutica. E’’ una comunità di uomini. Non è un grande palazzo, è una capanna. Perché le capanne e solo le capanne guariscono dai mali della vita. Vorrei, caro Direttore, mandare un messaggio agli amici invisibili e lontani di Diamoci la Mano. “Date una mano. Non fate morire questo segno”. Chiedo a voi uno scatto di amore. L’entusiasmo di ieri è stato coperto dai macigni della vita: le nostre vite difficili e forse anche sbagliate. Ma tutti noi abbiamo dentro una forza per spostare quel macigno e tirare fuori l’entusiasmo sepolto. Date una mano. Non lasciate questa trincea nella solitudine. Sono assediato da ladri, da contadini incivili e difficili, da uomini barbari ed ostili, da drogati, violenti e folli, da familiari furbi e rozzi, da una povertà insopportabile. Chiedo aiuto agli amici della nuvola. Perché il segno non muoia. Noi non possiamo cambiare il mondo. Ma possiamo fare segni. Se muoiono anche i segni, abbiamo tradito. Sono passati pochi giorni dalla morte di Mimma, Mimma Bova. Una di noi. Ho imparato in questi anni ad ascoltare la morte. E la morte ci dice che non dobbiamo vivere, morendo. Dobbiamo vivere da guerrieri. Non è una filosofia. E’ la ricetta per non soffrire. Al nostro amico Cuono, mentre percorreva il difficile viaggio del trapianto di fegato, spesso gli scrivevo: “Cuono, non smettere di lottare, è l’unica possibilità che hai per guarire”. C’è un angolo della Locanda dove abita la Fortuna. C’è un altro angolo, si chiama Terra nostra. Lì mettiamo i prodotti della terra per ricavarne un aiuto. La Fortuna e la terra sono i nostri amici. Vorrei che anche la nuvola di Diamoci la Mano diventasse una concreta ed invisibile alleata. Il numero della Locanda è 081/8446245. Ci sono tanti modi per partecipare. E ricordatevi che l’amore è sempre concreto. L’amore a parole è una ipocrisia. L’amore è sempre un fatto. Anche Dio è Dio dei fatti. Non credete a chi racconta le parole di Dio. Credete solo a chi racconta i fatti di Dio.
Carlo Petrella
L'associazione "Acerra Nostra" dona la fascia tricolore al Sindaco Esposito
Mercoledì 22 Luglio 2009 19:36

Acerra Nostra, il 27 giugno, presso il Museo di Pulcinella, ha organizzato un augurio speciale al neo sindaco Tommaso Esposito. Il presidente Eustachio Paolicelli saluta il nuovo sindaco di Acerra.
Commosso nel presentare la gentilezza e l’ amore che Tommaso Esposito ha sempre dimostrato verso la sua terra, viaggia nel tempo con la memoria. Si sofferma sul 1971, quando conobbe Tommaso, ancora adolescente, in occasione della legge sul divorzio. Nel 1975 ricorda come insieme organizzarono il Trentennale della Resistenza. Il neo Sindaco contribuì facendo pubblicare l’ opuscolo della Trentennale presso la curia vescovile, in quanto si menzionava anche dell’ impegno di Monsignor Capasso in quella circostanza. Da quel momento hanno continuato a lavorare insieme, riuscendo a pubblicare il primo numero del giornale “Il Quartiere”, diretto da Esposito e opuscoli sul carnevale di Acerra scritti dallo stesso. Con gioia ricorda il 1986, anno in cui insieme fondarono l’ associazione Acerra Nostra, con l’intento di realizzare anche il museo. Da li in poi si impegnarono nel recupero della tradizione popolare e storica di Acerra. Da quella prima esposizione presso l’ex cinema Castaldo da cui, concretamente, partì il Museo di Pulcinella. Memorialista, Eustachio Paolicelli ricorda il grande contributo di Lello Esposito che, con le sue ceramiche, ha riempito e riempie il Museo. Ironicamente dice:“Se hai l’ aspirazione di diventare sindaco, fatti la tessera di Acerra Nostra”. Infatti, sottolinea che nell’albo d’oro dell’associazione Acerra Nostra ci sono due Sindaci della città: Verone e Esposito. Con ciò si rivolge a Titina Verone, sindaco di Acerra nel 1995, socia di Acerra Nostra e ospite di questo evento, che, nel fare gli auguri al sindaco, si rivolge ad Acerra stessa, ricordando il cammino che inizia ad intraprendere. Un lungo percorso, difficile, che richiede grande senso di responsabilità, operosità e che deve sempre essere accompagnato da quel filo conduttore che ci vede qui uniti questa mattina; è l’amore per la nostra città”. Invita ad una collaborazione collettiva affinché la sindacatura di Tommaso Esposito “possa diventare la realizzazione delle tante speranze che noi vogliamo affidare alle giovani generazioni”. L’augurio che Titina Verone fa al nuovo sindaco è che tutti mettano al servizio della “nostra Acerra” quelle passioni passate arricchite dalle esperienze e dalla saggezza del tempo, aiutando il neosindaco in questo percorso. E’ presente anche Carmine Coppola, l’ultimo Pulcinella, che augura le migliori fortune al nuovo sindaco, che tanto ama la maschera di Pulcinella. Felice di questo momento, il neo sindaco energicamente afferma di voler continuare ad essere se stesso, a dare testimonianza del lavoro svolto, perché Acerra recuperi il valore della propria storia, e la dignità di essere una città moderna, all’ altezza del futuro. Eustachio Paolicelli, a fine manifestazione, nell’augurare a Tommaso Esposito di “essere un grande sindaco di Acerra”, convinto che “con Tommaso inizierà una nuova era, quella del Rinascimento vero di Acerra”, gli regala, a nome di tutti i soci della associazione “Acerra Nostra”, la fascia tricolore. Il Presidente Paolicelli conclude dicendo:l’ era tommasiana inizia oggi, e quindi, gli auguri più affettuosi a Tommaso”.
Lucia Giannino














