Domenica, Maggio 20, 2012
   
Testo

Parte pubblicazione web dei dati di 190.000 dipendenti

image

ROMA - Curricula, stipendi, numeri di telefono e indirizzi e-mail di tutti i 190 mila dirigenti della Pubblica amministrazione saranno disponibili online nei prossimi mesi per permettere ai cittadini di sapere chi sono, quanto sono bravi e quanto guadagnano.

E' scattato infatti l'obbligo per legge per le P.A. di rendere pubblici i dati relativi alla dirigenza e i tassi di assenza e di presenza del personale. Lo prevede la legge 69 del 2009, i cui contenuti sono stati illustrati oggi in una conferenza stampa dal ministro Renato Brunetta. L'operazione interessera' 190 mila dirigenti, tra i quali circa 3.800 appartenenti al comparto Ministeri, 15 mila a regioni ed enti locali, 137 mila alla Sanita' e 10 mila al comparto Scuola. ''Per professori universitari e magistrati - ha precisato Brunetta - mi riservo un'altra operazione. Ci sto lavorando''. I dati raccolti dovranno essere pubblicati online entro il mese di luglio e a settembre il Ministero pubblichera' quelli che hanno rispettato la legge e quelli che non l'hanno fatto. ''Non e' un'operazione di guardonismo e voyerismo, ma di valorizzazione del capitale umano che abbiamo. I cittadini devono poter sapere con chi hanno a che fare'', ha detto Brunetta, precisando che le modalita' delle pubblicazioni sono state concordate con il Garante della Privacy. In base alla legge le P.A. sono obbligate a pubblicare sui propri siti Internet i curricula dei dirigenti di tutta la P.A. e i dati sulle loro retribuzioni, i recapiti di tutti gli uffici pubblici e i dati sui tassi di assenza e presenza del personale. Per chi non lo fara' ''stiamo studiando modalita' di sanzione'', ha detto il ministro, precisando che la migliore sanzione e' ''la messa alla berlina: a settembre pubblicheremo quelli che hanno pubblicati questi dati e manderemo alla Corte dei Conti quelli che non l'hanno fatto''. I dati dovranno essere costantemente aggiornati dalle stesse amministrazioni con rilevazione a cadenza mensile e inviati al Dipartimento della funzione pubblica che ne curera' la raccolta ed il monitoraggio. ''Questa operazione serve a qualificare la P.A.'', ha ribadito Brunetta, spiegando che ''ci accorgeremo quanta gente brava c'e'''. ''Con questa iniziativa continua l'operazione trasparenza'', ha aggiunto il ministro, sottolineando che in questo caso si tratta di un'operazione non spontanea, ma '''spintanea', cioe' per legge''. ''E' un'operazione mastodontica - ha detto - ma contiamo gia' da settembre di avere una buona adesione''. P.A.: IN UN ANNO -38% ASSENZE, +14 MLN GIORNI LAVORO IN PIU' A un anno di distanza dall'avvio dell'operazione anti-fannulloni, le assenze per malattia nella Pubblica amministrazione hanno registrato una riduzione media annua di circa il 38%, pari, per tutta la P.A., a circa 14 milioni di giornate in piu' di lavoro per i cittadini. Lo ha detto il ministro della P.A. Renato Brunetta nel corso di una conferenza stampa. ''In un anno abbiamo dimostrato che dentro il grande corpo della P.A. c'e' una grande produttivita' da recuperare'', ha detto Brunetta, sottolineando che ''la P.A. sta cambiando'' e che, a distanza di un anno, ''la gente sta percependo che sta cambiando qualcosa''. Nel solo mese di giugno la riduzione delle assenze per malattia e' stata del 27,4% (escluse scuola, universita' e pubblica sicurezza) rispetto allo stesso mese del 2008.

Ansa

Bookmark and Share
 

Dalla Locanda: Diamoci La Mano

image

Caro Direttore,affido a Lei questo messaggio. Anni lontani, come per magia, il cielo di Acerra fu attraversato da una nuvola. Solo una nuvola: un uomo che credeva nelle favole e tanti giovani che credevano nell’amore.

Quella nuvola si chiamava Diamoci la Mano. Ora quella nuvola non c’è più. E’ diventata invisibile. Qualcuno è morto: Cuono, Rosa, Mimma. Altri sono dispersi, lontani. Forse conservano nel cuore un ricordo. Io ho continuato a stare qui, in questo paese. Come un albero aggrappato alle radici. Ho, con l’aiuto di Mimmo Valio, continuato a fare un segno. Quel segno si chiama La Locanda del Gigante. Isolata, impaurita, aggredita, vive qui, su queste terre, la Locanda. Un gruppo di drogati ed un dottore, qualche amico, un po’ di terra, le capanne, una casetta sull’albero di noci, un lungo sentiero, un cerchio di alberi intorno a grandi pietre ……questa è la Locanda. Come una trincea di altri tempi, conserva l’anima di un guerriero. Qui le ferite di una umanità scassata cercano la guarigione. Quella nuvola di passaggio nel cielo di Acerra è diventata un segno. Lontano, diverso dalle regge e dagli imperi delle comunità terapeutiche. Non è una comunità terapeutica. E’’ una comunità di uomini. Non è un grande palazzo, è una capanna. Perché le capanne e solo le capanne guariscono dai mali della vita. Vorrei, caro Direttore, mandare un messaggio agli amici invisibili e lontani di Diamoci la Mano. “Date una mano. Non fate morire questo segno”. Chiedo a voi uno scatto di amore. L’entusiasmo di ieri è stato coperto dai macigni della vita: le nostre vite difficili e forse anche sbagliate. Ma tutti noi abbiamo dentro una forza per spostare quel macigno e tirare fuori l’entusiasmo sepolto. Date una mano. Non lasciate questa trincea nella solitudine. Sono assediato da ladri, da contadini incivili e difficili, da uomini barbari ed ostili, da drogati, violenti e folli, da familiari furbi e rozzi, da una povertà insopportabile. Chiedo aiuto agli amici della nuvola. Perché il segno non muoia. Noi non possiamo cambiare il mondo. Ma possiamo fare segni. Se muoiono anche i segni, abbiamo tradito. Sono passati pochi giorni dalla morte di Mimma, Mimma Bova. Una di noi. Ho imparato in questi anni ad ascoltare la morte. E la morte ci dice che non dobbiamo vivere, morendo. Dobbiamo vivere da guerrieri. Non è una filosofia. E’ la ricetta per non soffrire. Al nostro amico Cuono, mentre percorreva il difficile viaggio del trapianto di fegato, spesso gli scrivevo: “Cuono, non smettere di lottare, è l’unica possibilità che hai per guarire”. C’è un angolo della Locanda dove abita la Fortuna. C’è un altro angolo, si chiama Terra nostra. Lì mettiamo i prodotti della terra per ricavarne un aiuto. La Fortuna e la terra sono i nostri amici. Vorrei che anche la nuvola di Diamoci la Mano diventasse una concreta ed invisibile alleata. Il numero della Locanda è 081/8446245. Ci sono tanti modi per partecipare. E ricordatevi che l’amore è sempre concreto. L’amore a parole è una ipocrisia. L’amore è sempre un fatto. Anche Dio è Dio dei fatti. Non credete a chi racconta le parole di Dio. Credete solo a chi racconta i fatti di Dio.

Carlo Petrella

Bookmark and Share
 

L'associazione "Acerra Nostra" dona la fascia tricolore al Sindaco Esposito

image

Acerra Nostra, il 27 giugno, presso il Museo di Pulcinella, ha organizzato un augurio speciale al neo sindaco Tommaso Esposito. Il presidente Eustachio Paolicelli saluta il nuovo sindaco di Acerra.

Commosso nel presentare la gentilezza e l’ amore che Tommaso Esposito ha sempre dimostrato verso la sua terra, viaggia nel tempo con la memoria. Si sofferma sul 1971, quando conobbe Tommaso, ancora adolescente, in occasione della legge sul divorzio. Nel 1975 ricorda come insieme organizzarono il Trentennale della Resistenza. Il neo Sindaco contribuì facendo pubblicare l’ opuscolo della Trentennale presso la curia vescovile, in quanto si menzionava anche dell’ impegno di Monsignor Capasso in quella circostanza. Da quel momento hanno continuato a lavorare insieme, riuscendo a pubblicare il primo numero del giornale “Il Quartiere”, diretto da Esposito e opuscoli sul carnevale di Acerra scritti dallo stesso. Con gioia ricorda il 1986, anno in cui insieme fondarono l’ associazione Acerra Nostra, con l’intento di realizzare anche il museo. Da li in poi si impegnarono nel recupero della tradizione popolare e storica di Acerra. Da quella prima esposizione presso l’ex cinema Castaldo da cui, concretamente, partì il Museo di Pulcinella. Memorialista, Eustachio Paolicelli ricorda il grande contributo di Lello Esposito che, con le sue ceramiche, ha riempito e riempie il Museo. Ironicamente dice:“Se hai l’ aspirazione di diventare sindaco, fatti la tessera di Acerra Nostra”. Infatti, sottolinea che nell’albo d’oro dell’associazione Acerra Nostra ci sono due Sindaci della città: Verone e Esposito. Con ciò si rivolge a Titina Verone, sindaco di Acerra nel 1995, socia di Acerra Nostra e ospite di questo evento, che, nel fare gli auguri al sindaco, si rivolge ad Acerra stessa, ricordando il cammino che inizia ad intraprendere. Un lungo percorso, difficile, che richiede grande senso di responsabilità, operosità e che deve sempre essere accompagnato da quel filo conduttore che ci vede qui uniti questa mattina; è l’amore per la nostra città”. Invita ad una collaborazione collettiva affinché la sindacatura di Tommaso Esposito “possa diventare la realizzazione delle tante speranze che noi vogliamo affidare alle giovani generazioni”. L’augurio che Titina Verone fa al nuovo sindaco è che tutti mettano al servizio della “nostra Acerra” quelle passioni passate arricchite dalle esperienze e dalla saggezza del tempo, aiutando il neosindaco in questo percorso. E’ presente anche Carmine Coppola, l’ultimo Pulcinella, che augura le migliori fortune al nuovo sindaco, che tanto ama la maschera di Pulcinella. Felice di questo momento, il neo sindaco energicamente afferma di voler continuare ad essere se stesso, a dare testimonianza del lavoro svolto, perché Acerra recuperi il valore della propria storia, e la dignità di essere una città moderna, all’ altezza del futuro. Eustachio Paolicelli, a fine manifestazione, nell’augurare a Tommaso Esposito di “essere un grande sindaco di Acerra”, convinto che “con Tommaso inizierà una nuova era, quella del Rinascimento vero di Acerra”, gli regala, a nome di tutti i soci della associazione “Acerra Nostra”, la fascia tricolore. Il Presidente Paolicelli conclude dicendo:l’ era tommasiana inizia oggi, e quindi, gli auguri più affettuosi a Tommaso”.

Lucia Giannino

Bookmark and Share
   

Il polo scientifico concorre in difesa di un modus vivendi biocompatibile

image

Dal 1 gennaio 2009 sono cambiati ancora una volta i valori di trasmittanza termica fissati appena nel 2008, con valori di riferimento che varieranno a seconda della zona climatica, oltre che dal materiale concorrente all’ isolamento termico.

La trasmittanza termica (ossia il rapporto tra i watt e i metri quadrati del materiale per i gradi Kelvin) relativa alla struttura, permette infatti il passaggio del calore; insomma, bisogna che, prima di un impianto termoidraulico, l’edificio deve essere ben coibentato dall’ esterno con i seguenti sistemi, a “cappotto”, con schermature frangisole e con sistema a verde(giardini pensili, giardini d’inverno, tetti a verde, corridoi di verde urbano). Questo significa prevedere all’interno dei muri di tompagno, un materiale isolante costituito da fibre naturali(tra cui il sughero) e privilegiare una grande parete vetrata solo in caso di veduta panoramica mozzafiato, sia essa collinare, marina, lagunare, fluviale, arborea, o per serre e giardini d’inverno; quest’ultima in particolar modo esplica la funzione di area cuscinetto tra l’ambiente esterno inquinato e quello interno di una abitazione. In tal modo, si immagazzina il calore del soleggiamento nei periodi invernali, con una temperatura che non deve superare i 22°C, con circoli d’aria naturali appositamente previsti e non convettivi forzati, quali potrebbero essere utilizzati al massimo nelle esagerate calure estive per i pazienti con problemi cardio-respiratori; ciò perché, a chi è in perfetta forma, si consiglia il millenario ventaglio, che si è calcolato fa riscontrare un notevole risparmio economico di miliardi di euro, oltre che energetico. In estate si ricorda poi che un primo filtro termico contro il soleggiamento, rimane tuttavia la schermatura esterna con elementi lamellari in materiale naturale, sia orizzontali che verticali, a seconda dell’esposizione del locale. Per ciò che concerne il verde urbano, essendo noi abitanti ciò che respiriamo e mangiamo, nella più nobile accezione del termine, come ricorda il biologo-nutrizionista Olimpia Balzano, se una superficie di terreno agricolo assorbe un numero di tonnellate annue di CO2, producendo in rapporto, ossigeno e acqua, accade che la stessa superficie di ettari di terreno urbano, tenuto però, a prato con centinaia di alberature medie, produce in rapporto, un numero preciso di tonnellate di ossigeno, traspirando-evaporando tonnellate di acqua . Pertanto, è facile rilevare che se un progetto urbanistico prevede per es. un numero di stanze per 5000 persone che hanno bisogno di circa 900 tonnellate annue di ossigeno, nella media attuale, che prevede la circolazione potenziale di circa 2000 auto rispetto al suddetto numero di abitanti, con emissione di 1.300 tonnellate di CO2 nello stesso anno, è immediato dedurre quanto siamo lontani dai parametri suddetti per il verde pubblico e anche privato, dunque, dal protocollo di Kioto (accordo internazionale sull’ambiente, redatto e approvato nel 1997 a Kioto nel corso della Terza Sessione della Conferenza delle Parti sul clima, istituita nell’ambito della Convenzione delle Nazioni Unite). Ecco che in questo “umanesimo ecologico”,termine che qualcuno ha coniato di recente, a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, dove ormai risulta inevitabile l’interazione tra i diversi campi professionali, la problematica dell’inquinamento è ormai avvertita seriamente da tutto il polo scientifico: i medici veterinari sono sempre convinti del disorientamento di molte specie nel delicato equilibrio tra ambiente e mondo animale, come ricorda la dott. Rosa Buonomano; dati non confortevoli arrivano dai medici cardiologi, pneumologi, tra cui il dott. Carmine Riemma, che assicura un aumento di patologie respiratorie, oncologi, internisti ecc…; per non parlare del campo bio-tecnologico, che ormai risulta inevitabilmente interagente, avendo capito che operando sul territorio, cosi come sull’essere umano, si compie sempre un atto sacro. Gli effetti negativi si ripercuotono appunto sulla salute e sull’economia globali, e vedono la risoluzione, nelle istituzioni così come nelle coscienze del singolo (stile di vita più consapevole, evitando gli sprechi di materia e di energia, riciclo di rifiuti urbani, riciclo di acqua, riciclo di mobili di arredamento, riciclo, risparmio ecc. ecc. ecc.). Come altri colleghi tecnici continuamente ricordano, la potenza del sole, del vento, del mare e del calore della terra, sono quelle con cui si dovrà porre rimedio per la produzione di energia, in quanto, il petrolio che non può essere a disposizione per una quantità infinita, e la non equa distribuzione dei beni e di acqua, sono oggi causa di numerosi conflitti mondiali. Per gli impianti solari ora si prevedono pannelli non più al silicio, ma con una pellicola interposta tra le due lastre di vetro trasparente, costituendo essi stessi direttamente una finestra o un lucernario, rivoluzionando così la semantica delle facciate, come già in parte sta accadendo.Tuttavia, la suddetta economica pellicola di tellolurio Cadmio, che sostituirà il silicio, sarà di facile riciclo? Ecco che, come ricorda uno dei cardiologi più quotati della nostra regione,il dott. Zanfardino, non si tratta più di problematiche , ma già di disastro ambientale. Tali impianti permettono comunque di contenere i costi della bolletta, con un ammortamento della spesa che può avvenire anche solo in 2 –3 anni.. Per una famiglia di 4 persone, il cui fabbisogno annuale ha copertura del 70% di energia, il costo complessivo e comprensivo di manodopera raggiungerebbe la somma di circa 7.500,00 euro; ma attraverso una fideiussione bancaria, si può usufruire della detrazione irpef del 36%, anche quando si chieda la sostituzione dei tetti in amianto. Le caratteristiche poi del sistema mini-eolico, sono tali da adattarlo anche alle esigenze dell’utenza domestica , producendo fino a 30-40 mWh (megavattore) di energia in un anno. Lodevoli sono le recensioni delle nostre testate giornalistiche locali atte all’incoraggiamento del risparmio di energia, cosicché non ci ricordiamo solo di Acerra quale il tempo “che fu”, come giustamente afferma uno dei redattori locali , in quanto fu sicuramente un tempo perso, visti gli attuali risultati che tutti riscontriamo a livello globale. E come dicevano gli antichi romani, mens sana in corpore sano, perchè il tutto propenda al miglior equilibrio psico-fisico di ogni essere vivente; in questo concorderà il nostro autorevole primo cittadino, dott. Tommaso Esposito, che come altri colleghi esplica da anni una vera e propria missione, qual è quella del medico.
Mariagiovanna Buonincontro

Bookmark and Share
 

I consigli del psicologo,per le vacanze

image

Vacanze per la mente.

Approfittare delle vacanze non significa solo andare in vacanza con il corpo, ma anche con la mente. Bisogna staccare completamente, sbarazzarsi delle abitudini e di meccanismi di pensiero nei quali si è immersi tutto l'anno. Perdersi nei dettagli è faticoso, fa sprecare tempo ed energia. Bisogna accettare le cose come stanno, anche se non sono perfette, e lasciarsi trasportare dalla corrente. Bisogna vivere e approfittare del presente, e non rimandare il piacere e la felicità a domani. Insomma, occorre smettere di resistere e di stare sulla difensiva, e dire di si'. "Dire di si" significa accettare quello che si sta vivendo. Significa vivere nel presente, invece molte persone si rifugiano nel passato o fuggono in situazioni future. Per tutta una serie di riflessi e automatismi, per paura della novità, si evita di essere presenti a se stessi. Durante le vacanze, proprio come durante l'anno, queste persone hanno bisogno di organizzare, di controllare tutto, senza lasciare il minimo spazio agli imprevisti. E' una specie di paura di conoscersi. Eppure le vacanze sono un'ottima occasione per fare un bilancio di sè. Perché le vacanze sono una parentesi. Non si hanno obblighi di lavoro né di orari, quindi si può avere un rapporto nuovo con le cose e con il mondo. Aprendosi a quello che ci piace, passeggiando, stando con la famiglia, con gli amici, facendo sport, scoprirete una parte di voi stessi che avevate probabilmente trascurato durante l'anno. Ecco come allenare il cervello, anche in vacanza, in dieci semplici mosse. 1) Mantenere gli stessi ritmi di veglia e riposo che si hanno abitualmente: non tirare sempre fino all'alba per poi svegliarsi all'ora di pranzo, quando al nostro rientro andiamo a letto alle undici e ci svegliamo alle cinque! Attardarsi sapendo di poter dormire il giorno dopo va bene, meglio però non esagerare. 2) Allo stesso modo, evitare di dormire troppo fuori orario. 3) Preferire attività mentali che stimolano nuovi interessi ed emozioni: conoscere gente nuova, frequentare nuovi luoghi, rinfrescare la mente con le amicizie. 4) Non interrompere l'attività fisica: in vacanza non c'è niente di meglio di una camminata sul bagnasciuga, una passeggiata in pineta, una corsetta al mattino o al tardo pomeriggio. 5) Durante la vacanza, per allenare la mente, è meglio dedicarsi ad alcuni hobby stimolanti come leggere, ascoltare musica, giocare con gli amici. 6) Evitare gli eccessi alimentari e alcolici, che mettono in scacco il nostro corpo e la nostra mente in un'azione faticosa di ripresa. 7) In vacanza l'imperativo è rilassarsi e cacciar via lo stress, anche emotivo: assolutamente da evitare sono i conflitti e i litigi con il partner o i famigliari. 8) Per allenare la mente con creatività, sognare a occhi aperti aiuta: ragionare su idee e progetti futuri, ad esempio. 9) Per migliorare l'umore e evitare tensioni, in vacanza è bene aprirsi al dialogo e allo scambio di idee con gli altri, combattendo l'isolamento e la solitudine. 10) Tenere i contatti con chi amiamo per allenare la mente, con persone allontanate magari per impegni o motivi di lavoro.

D.ssa Anna Montano

Bookmark and Share
   

Pagina 26 di 29

Notizia Flash

La guida della città di Acerra, in giro per la città...da dicembre 1999, compie 22 anni.

 

Visitatori on-line

 35 visitatori online