Giatily si presenta
Martedì 07 Luglio 2009 00:00

GIATÌLY, è il marchio della giovane stilista acerrana Sally Addeo. Nell’incantevole atmosfera dei saloni della Fondazione Mondragone di piazzetta Mondragone, a Napoli, è stata presentata, venerdi 6 febbraio, la collezione donna Prêt – a-porter autunno –inverno 2009-2010 GiatÌly, disegnata da Sally Addeo
Il museo della moda della Fondazione Mondragone, affollatissimo per l’occasione, ha visto la partecipazione di artisti, stilisti, personaggi del mondo della cultura partenopea proiettai a livello internazionale, politici locali, regionali e nazionali, funzionari della Provincia e della Regione Campania, e una infinità di amici e parenti della giovane stilista. I modelli presentati nell’evento “Tra passato e futuro senza nostalgiaâ€, sono ispirati al connubio tra tradizione ed innovazione, coniugando l’eleganza delle suggestioni del passato con la sofisticata essenzialità contemporanea. Intenso il gioco di colore dei capi esposti, motivo in più per donare quella intensità e fascino all’immagine di una donna che sa osare con fermezza e femminilità . Il museo della moda, per GiatÃŒly, ha rappresentato l’occasione di confronto con lo stile Made in Italy; all’evento hanno preso parte la storica della moda, Professoressa Bonizza Giordani Aragno, la giornalista Anna Paola Merone e la Presidente della Fondazione Mondragone, Giulia Parente. Incantata ed affascinata dai capi indossati dai manichini e dalle stiliste, in sala è apparsa la senatrice Annamaria Carloni; gli occhi di chi intende colpire per scolpire erano quelli dello scultore Lello Esposito;alla presentazione assistevano le stiliste Astrid Natale e Alessia Lombardi ed il costumista RAI Luca Sallustio. All’evento non poteva mancare una firma della moda italiana, la stilista Amina Rubinacci, che si è trattenuta per tutta la durata della manifestazione. La Rubinacci è la stilista fondatrice della Maison “Amina Rubinacciâ€, una delle più importanti realtà italiane nel settore dell'alta moda. La serata dell’evento moda, “tra passato e futuro senza nostalgiaâ€, interessante ed affascinante, è stata resa oltremodo suggestiva grazie al contributo musicale del quartetto Edoardo Amirante End his Band. Le note del Violino, del contrabbasso, del pianoforte e della chitarra classica, hanno contribuito a rendere magica la serata della giovane stilista Addeo. Inoltre, non poteva mancare un ricco buffet, facendo da intermezzo tra gusto e arte. Sally Addeo, figlia di Giovanni e Titina, con GiatÃŒly, ha realizzato il suo sogno. Già dalla tenera età ha iniziato a disegnare e ricamare, quell’arte trasmessa dalle nonne. Si è formata presso l’Istituto superiore Design di Napoli Fashion designer; ha conseguito il master in “Stylist per lo spettacolo†presso l’istituto Europeo design di Roma; ha conseguito il master in “Comunicazione ed organizzazione nelle aziende di moda†presso l’Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli; ha seguito un corso di specializzazione “Modellistica industriale sezione donna†all’ Accademia della Moda –Napoli. Sally ci ha creduto, ha trasformato un sogno in realtà ; tutto questo è possibile solo quando alla base c’è una forte passione e amore per ciò che si fa. Ha cominciato a disegnare, a studiare, a fare dell’idea l’oggetto di un valore di ricerca, di costruzione e l’espressione di uno stile. Ha creduto in quello che spesso si sentiva ripetere in casa: “la vita è come un film di cui noi siamo i protagonistiâ€.Nei suoi abiti, pensati al di là del tempo, si colgono la semplicità della linea, l’accuratezza del taglio e la ricercatezza dell’artigianato. L’ambizione è tenere insieme idee nuove e particolari del passato. Il museo della moda di Napoli, per “GiatÃŒlyâ€, è solo l’inizio di una lunga e prestigiosa carriera nella moda del Made in italy. Ad malora, Sally Addeo.
Maria Crimaldi
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Le due facce della giornata dell’inaugurazione dell’inceneritore
Martedì 07 Luglio 2009 00:00

Mentre al Pandano si inaugurava, 500 persone manifestavano in piazza
Una giornata storica può avere facce diverse; se avviene ad Acerra, queste facce possono essere così contraddittorie da far sorridere. Il 26 marzo la città ha assistito ad una festa, quella di Berlusconi e Bertolaso, ed ad un funerale, quello della democrazia, inscenato dai comitati e dai cittadini in piazza. Festa e funerale, farsa e tragedia: anche in una giornata campale, viene fuori la natura viscerale della città di Pulcinella. Mentre Berlusconi in "pompa magna", con tanto di fanfara, rinfresco e bandiere italiane, inaugurava l’inceneritore, circa 500 persone partecipavano ad un funerale: "quello della democrazia e dello nostrà città " affermavano i manifestanti, alcuni dei quali col volto coperto da maschere di teschi e che portavano in spalla una bara. Nel corteo, partito poco dopo le 10 del fatidico 26 marzo dalla centrale piazza Castello, in concomitanza con la cerimonia di inaugurazione, c’erano, oltre ai comitati cittadini e regionali, centri sociali e operai Fiat, l’ex presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, ferreo oppositore dell’impianto e padre Alex Zanotelli. La manifestazione ha attraversato le strade della città prima di dirigersi verso l’area del termovalorizzatore, chiaramente blindatissima dalla presenza di militari e forze dell’ordine, che infatti hanno respinto il corteo all’altezza di via Muro di Piombo, a circa un chilometro da località Pantano, dove si stava inaugurando l’impianto. La protesta si è spostata a via della Democrazia, sede del Municipio: è stata occupata l’aula del consiglio comunale, dove si è tenuta un’assemblea pubblica per spiegare le modalità con le quali continuerà l’opposizione all’inceneritore. "Faremo di tutto per farlo chiudere: è un eco-mostro che non potrà fare altro che bruciare rifiuti, visto che le ecoballe sono tali solo sulla carta, come dimostrato anche dall’ultima ordinanza di Berlusconi, che autorizza a conferire nell’inceneritore tutto quanto prodotto dai cdr campani. Le conseguenze per la salute saranno evidenti: la nostra battaglia non finisce oggi" assicurano dai comitati. La sera prima era andata in scena la stessa manifestazione, con gli stessi protagonisti: le stesse persone che ormai un decennio fa lottavano contro l'avvento dell'eco-mostro. Ora che l'inceneritore c'è, poco sembra cambiato, a parte i numeri della protesta. Tanti acerrani sembrano aver voltato pagina, resta da capire se nel bene o nel male: ora è partita l'era dei controlli, nei quali i numeri non saranno più, giocoforza, quelli dei cortei in piazza, ma quelli dei pannelli elettronici, che rileveranno i livelli di inquinamento delle emissioni provenienti dall'inceneritore.
Andrea Terracciano
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