Lettieri:«...C’è bisogno di un riassetto della vita politica acerrana»
Martedì 18 Maggio 2010 12:00

Il Presidente del Consiglio Comunale, Raffaele Lettieri, ai microfoni di Tablò
Il nostro direttore ha intervistato il Presidente del consiglio comunale, Raffaele Lettieri, che ha espresso il proprio parere sull’attuale crisi dell’amministrazione Esposito. «Non si può continuare a fare politica in questo modo» - ha affermato Lettieri - rivolgendosi a tutte le figure istituzionali della vita politica acerrana, ree di comportamenti poco responsabili nei confronti dei propri elettori. Secondo il Presidente del consiglio comunale, nonostante le difficoltà attuali, ci sono sì i margini di un rilancio effettivo dell’amministrazione Esposito, ma a condizione che si concretizzi una presa di responsabilità da parte di ogni componente della coalizione maggioritaria. Insomma, si spera – stando alle parole di Lettieri – che dopo la presa di posizione del Sindaco possano essere stati eliminati dall’agenda politica acerrana quei “trucchetti di mestiere” che fino a questo momento hanno avuto la meglio sull’azione di governo. «In questa città bisogna cambiare registro – ha esordito il presidente del consiglio comunale - perché non si può più continuare a riscontrare nella classe politica acerrana quegli stessi atteggiamenti che negli anni passati hanno portato ad un logoramento dell’attività amministrativa. E non mi riferisco solo a quei consiglieri comunali che, interpretando in malo modo il ruolo che gli è stato conferito dagli elettori, arrivano impreparati agli appuntamenti del consiglio comunale, ma a tutta la classe dirigente acerrana. Non è ammissibile che l’aula consiliare ultimamente si sia trasformata in un luogo in cui l’”inciucio” regna sovrano. Quello che noto – precisa Lettieri – è un prevalere di atteggiamenti dettati da un tornaconto personale, che poco hanno a che fare con il bene comune e le esigenze di Acerra. Bisogna, pertanto, mettere da parte le prospettive politiche dei singoli soggetti e remare tutti insieme, affinché il consiglio comunale ritorni ad essere quel luogo di legittimo confronto tra le diverse istanze politiche presenti sul territorio. In poche parole, è nostro dovere governare e lavorare in sinergia per risolvere i problemi concreti della città. Ciò è possibile, però, solo se si rispettano i vari ruoli istituzionali che danno vita all’amministrazione comunale. Con questo voglio dire che ognuno di noi ha un ruolo e delle competenze specifiche da rispettare: il Sindaco deve fare il Sindaco perché è stato votato per questo, il vicesindaco e i vari assessori, in quanto collaboratori, devono lavorare sinergicamente col primo cittadino per attuare il progetto che la maggioranza e il consiglio comunale delineano, il presidente del consiglio comunale ha il compito primario di tutelare i diritti e le prerogative dei consiglieri, garantendo l’esercizio effettivo delle loro funzioni e curando l’osservanza e la corretta interpretazione del regolamento. Insomma, bisogna dire basta ai personalismi politici – afferma Lettieri – perché non è ammissibile anteporre al bene comune le prospettive politiche delle singole componenti in campo. Deve essere chiaro a tutti che la gente alla fine valuterà non solo il nostro operato, ma anche il modo in cui ognuno di noi – Sindaco, vicesindaco, presidente del consiglio comunale, assessore e consigliere – avrà interpretato il proprio ruolo. Ripeto, la prospettiva politica del singolo individuo alla gente di Acerra non interessa minimamente!».
Presidente Lettieri, l’ultimo consiglio comunale - datato 27 aprile - è stata una brutta pagina della vita politica acerrana. All’ordine del giorno c’erano sì le dimissioni del Sindaco Tommaso Esposito, ma già si ragionava su un eventuale ritiro di esse. Cosa si sente di dire in merito?«Ritengo più che mai opportuno riconsiderare il modo di atteggiarsi in aula consiliare. Non si può continuare a fare politica in questo modo e spero vivamente che le dimissioni del Sindaco possano indurre ogni singolo esponente dell’amministrazione comunale a una seria riflessione sull’importanza del ruolo che ricopre. C’è bisogno di un riassetto della vita politica acerrana».
Presidente, al di là delle ragioni elencate nel comunicato stampa scritto d’impulso il 9 aprile scorso, si è riusciti a capire o ad approfondire i motivi che hanno indotto il Sindaco Esposito a rassegnare le dimissioni? «Non credo che quello del Sindaco sia stato un atto dettato dall’impulsività. Stiamo parlando di una persona ragionevole che ha esposto pubblicamente le motivazioni delle proprie dimissioni, quindi, non è il caso di fare dietrologia. Le ragioni sono quelle contenute nel comunicato stampa e vanno rispettate. In aggiunta posso dire che probabilmente Tommaso Esposito, da persona per bene qual è, ha ritenuto di rassegnare le dimissioni per dare una scossa a tutti coloro che stanno amministrando Acerra».
Cosa si prospetta per l’immediato futuro una volta superata la crisi? «Il Sindaco è stato chiaro e in un documento ha proposto alcuni accorgimenti che in futuro possono rivelarsi risolutivi per le problematiche incontrate finora dall’amministrazione comunale. Per quanto mi riguarda, credo che lui abbia messo il dito nella piaga e sono sicuro che da qui ai prossimi mesi si possa intraprendere il giusto cammino per fare ciò che la gente si aspetta da quest’amministrazione».
Si è capito che ruolo ricoprirà l’assessore tecnico che Tommaso Esposito ha richiesto? «Bene, la sua domanda mi permette di esprimere ancora meglio un concetto per me importante. Per quanto mi riguarda e per il ruolo che ricopro, non mi è dato sapere – né voglio sapere – che deleghe assegnerà il Sindaco a tale assessore. Ognuno di noi, nell’ambito delle sue competenze, è portato ad assumere determinate decisioni e a ricoprire le rispettive mansioni. Dunque, se è mio dovere interpretare al meglio la carica di Presidente del consiglio comunale, sarà prerogativa del Sindaco prendere le decisioni in materia, ovvero assegnare le deleghe che lui ritiene più opportune a tale assessore».
Sono passati nove mesi dall’insediamento dell’amministrazione Esposito e l’immobilismo che l’ha contraddistinta è ormai sotto gli occhi di tutti. Crede sia possibile rilanciare le sorti di quest’amministrazione? «Penso proprio di sì, perché le varie componenti di questa giunta ancora non hanno avuto modo di esprimere le loro potenzialità. Pertanto, ritengo che ci siano ancora margini di miglioramento». Cosa si sente di dire sul ruolo che ricoprono oggi – e ricopriranno in futuro - i partiti e le liste civiche?
«Vede, la sua domanda richiama questioni che sono inerenti alla sfera prettamente politica e non amministrativa. Posso dirle che sposo l’idea secondo cui i partiti e le liste civiche debbano svolgere il ruolo d’intermediari tra la politica e l’elettorato. In sintesi, bisogna scendere tra la gente e raccogliere tutte le istanze e le migliori risorse, affinché si possa responsabilizzare e migliorare la classe dirigente di Acerra».
Presidente, sulla base di quanto si è verificato alle elezioni regionali, mi sorge spontaneo chiederle: si sente più vicino all’Udc o alla lista della quale fa parte? «Innanzitutto, bisogna dire che la mia storia politica mi ha sempre visto orbitare nell’area moderata e le confesso che guardo con grande attenzione alla costituente di centro che a breve dovrebbe aprirsi. Pertanto, mi sento parte integrante di questo nuovo progetto di realizzazione di un grande centro moderato e cattolico».
Giovanni Balsamo
Le ragioni dell’ex assessore Granata sulla proprietà del logo Progetto per Acerra
Venerdì 23 Aprile 2010 18:56

Se il Sindaco ritirerà le dimissioni entro i 20 giorni tecnici, alla ripresa delle proprie funzioni di primo cittadino si ritroverà di fronte un’altra patata bollente. La questione della lista Progetto Acerra sta andando avanti a colpi di carta bollata. Di chi è il logo del gruppo, di Altobelli e Affinito o di Piatto e De Matteis? Per tentare di dare una risposta e per essere messi a conoscenza del cammino di questa vicenda, abbiamo posto una serie di domande all’avvocato Raffaele Granata, già assessore di questa amministrazione in quota Progetto Acerra. Avvocato Granata, ci può raccontare cosa successe all’epoca della sua estromissione da assessore?
«Non si è trattata di una estromissione. Le mie dimissioni sono state conseguenza di una fase politica che vedeva coinvolta l’Associazione “Progetto Acerra” di cui ero espressione in Giunta. Fase politica caratterizzata, dapprima, dall’azione di ostracismo (qualcuno l’ha definita addirittura di “opposizione”) nei confronti dell’intera amministrazione da parte di un consigliere comunale di “Progetto Acerra”, Andrea Piatto, e poi culminata con la deliberazione assembleare del 10.1.2010 con cui si rideterminavano gli equilibri interni all’Associazione. In tale delicato momento della vita politica cittadina, anche al fine di non rallentare l’azione amministrativa, ho ritenuto di rimettere il mandato nelle mani del Sindaco, allorché si concretizzava una evidente frattura all’interno della forza politica che rappresentavo. Successivamente, preso atto che la maggioranza politica – sulla scorta dei mutati assetti interni a Progetto Acerra, determinati in virtù della delibera dell’Associazione del 10.1.2010, poi dichiarata illegittima – auspicava una mia sostituzione (si è parlato di “operazione chirurgica”), ho provveduto a rendere le dimissioni. Francamente mi sarei aspettato una valutazione più ponderata da parte della maggioranza di governo, alla quale erano stati forniti tutti gli elementi, di ordine politico e di ordine formale, perché rivedesse le proprie scelte in ordine alla necessità della mia sostituzione, o meglio, in ordine alla opportunità di valorizzare determinate forze e non altre». Come è andato il ricorso e cosa ha sancito «La modifica dello Statuto ed il conseguente cambiamento degli organi rappresentativi di “Progetto Acerra” (e lo snaturamento del Movimento politico, aggiungerei) avveniva con la deliberazione assembleare del 10.1.2010, a valle della quale veniva nominato un Consiglio Direttivo, il quale investiva il dott. De Matteis delle funzioni di Presidente – Portavoce dell’Associazione. Tale deliberazione era assolutamente illegittima in quanto difettava del quorum costitutivo prescritto dalla legge. Sin da subito, quindi, abbiamo lamentato il fatto che “Progetto Acerra”, successivamente al 10.1.2010, non era legittimamente rappresentata in quanto chi rivendicava la titolarità di “Progetto Acerra” lo faceva in forza di una delibera invalida ed approvata dalla minoranza dei soci (7/15). Sennonché, perpetuando un percorso viziato all’origine, De Matteis si è “presentato” alla maggioranza di governo quale nuovo Presidente dell’Associazione, ottenendo così il posto in Giunta. A nulla sono valsi i nostri appelli, tesi a stigmatizzare percorsi intrisi di illegittimità e falsificatori del dato reale. Anche al fine di ripristinare la verità, i soci dissenzienti di “Progetto Acerra”, in particolare Giovanni Altobelli ed il Consigliere Francesco Affinito, decidevano di impugnare la delibera assembleare con il patrocinio dell’avv. Amedeo Pisanti. Con l’ordinanza del 8.4.2010, accogliendo in pieno (non una esclusa!) le ragioni dei ricorrenti, il Tribunale di Nola, nella persona della dott.ssa Macrì, accertava la illegittimità della delibera che, per l’effetto, è stata “sospesa” e la stessa è da ritenersi non più produttiva di effetti, così come l’operato dell’Associazione e di chi ha avuto la pretesa di rappresentarla successivamente alla data del 10.1.2010. Ma c’è un altro aspetto della questione che ritengo emblematico: pur di sottrarsi alla decisione del Tribunale, con delibera assembleare dell’1.4.2010, quindi pochi giorni prima dell’udienza innanzi al Tribunale di Nola, Piatto, De Matteis e gli altri, revocavano la delibera del 10.1.2010 oggetto di impugnazione. Con questa seconda delibera veniva tra l’altro “deciso” che Altobelli ed Affinito erano da considerarsi “dimissionari”. Insomma una vera e propria defenestrazione. Ebbene, sempre il Tribunale di Nola, con l’ordinanza succitata, ha ritenuto che anche questa seconda delibera è da considerarsi ad una prima lettura illegittima. Illegittimità sommata ad illegittimità: in sintesi una disfatta totale per coloro che credevano di poter determinare gli equilibri con escamotage sistematicamente censurati dal Giudice». Cosa dovrebbe accadere adesso nell’amministrazione comunale. «Non so cosa accadrà. Posso solo immaginare cosa debba accadere in un paese normale: in un paese normale non può non prendersi atto della decisione del Giudice e trarne le dovute conseguenze. Mi aspetto che l’attuale assessore nominato in forza a “Progetto Acerra” rimetta il proprio mandato, in quanto la sua nomina è anch’essa giocoforza travolta dall’annullamento della delibera assembleare. Se così non fosse, si aprirebbe un serio problema morale ma anche politico. Si rischierebbe – per quanto non sia già a rischio – una eccessiva personalizzazione del sistema politico». Visto come fu trattato all’epoca dal Sindaco Esposito - rientrerebbe in seguito ad una chiamata nel suo esecutivo?
«Non ritengo di aver ricevuto dal Sindaco un trattamento di particolare disfavore. La stima per il Sindaco Esposito rimane pertanto immutata. Il piano di ragionamento che prediligo non è però quello di carattere personale ma è quello di natura politica: trattasi di stabilire che tipo di profilo dare alla azione amministrativa e con quali principi inderogabili e con quale classe dirigente, nel senso di che cifra di competenze e di valori. Ritengo che la forza politica che mi ha sempre sostenuto sia pronta ad offrire il proprio contributo all’amministrazione comunale, con lealtà, contenuti, visione prospettica, impegno e sguardo diretto ai bisogni della città. La non estrema chiarezza di alcune scelte sino ad ora fatte, però, impongono di definire a livello politico – una volta per tutte - la “strategia di impatto” per cambiare il volto alla città e liberarla da giochi di potere, improduttivi e svilenti». Cosa le ha insegnato questa vicenda nella sua complessità? «Non sono amareggiato per questa vicenda, salvo per alcuni aspetti talvolta indicativi di una certa incoerenza. Credo che la città meriti un cambiamento per tutte le donne e gli uomini che dignitosamente aspirano a vivere in una città che sappia rispettarli. Ciò è possibile: con cultura e coraggio».
Antonio Di Ruzza - Alessia Piccirillo














