Domenica, Maggio 20, 2012
   
Testo

Pier Giacinto Di Fiore,consigliere comunale del PdL: «… Esposito è il capo di una congrega, all’opera per gli interessi di pochi, contro il paese”

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Intervista all'avvocato PierGiacinto Di Fiore del PdL.

Avvocato di Fiore, dopo appena nove mesi di governo cittadino, Tommaso Esposito si è dimesso da Sindaco; trascorsi i 20 giorni tecnici rientra senza apportare alcuna significativa modifica al suo esecutivo. Come giudica questo evento?
«Questa è una delle tante pagine, scritte da Tommaso Esposito, di uno squallore inaudito, senza precedenti. Il Sindaco il 9 aprile scorso rassegnava le dimissioni senza indicare i motivi alla città, lamentando l’impossibilità di governare il paese, di coesistere con i suoi alleati. Esposito ha ritirato le dimissioni senza scalfire minimamente il quadro di giunta e di potere che lo aveva indotto alle dimissioni. Tommaso Esposito è sindaco, come se nulla fosse successo: ha gettato la maschera facendo sapere a tutti che è uno dei tanti, uguale agli altri, fuso e confuso con i poteri discutibili che lo sostengono. Acerra continua ad essere attraversata da una devastante crisi economica e sociale, con un quadro di governo incapace ed inadeguato che da 10 mesi non ha prodotto nessuna soluzione ai problemi del paese. Con questo centro sinistra Acerra è un paese senza futuro, privo di credibilità istituzionale, infognato nel perimetro dei Regi Lagni. Lo avevamo detto in campagna elettorale, meno di un anno fa, adesso tutti sanno che Tommaso Esposito è il capo di una congrega, all’opera per gli interessi di pochi, contro il paese. Il Comune di Acerra continuerà ad essere il porto delle nebbie della legittimità amministrativa, dove tutti gli atti sono oscuri e discutibili, dove domina l’abuso e lo strapotere di soggetti che perseguono esclusivamente interessi personali. Il Sindaco non riesce a svolgere la gara sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani; Acerra è ridotta ad un paese nel quale i giornali scrivono che qualche politico locale incontra camorristi».
In Consiglio comunale lei ha sottolineato ed ha evidenziato i problemi attinenti alla gara di appalto della spazzatura. Può essere più chiaro?
«Certo. E’ di una gravità straordinaria che sulla gara per lo smaltimento dei rifiuti il Sindaco non abbia ancora determinato il trasferimento della stazione appaltante al Prefetto di Napoli: la gara deve essere fatta dal Prefetto; un sindaco serio e disinteressato lo avrebbe già fatto, quali interessi si nascondono? Perché si continua a distruggere il danaro degli acerrani che pagano a peso d’oro la tassa sullo smaltimento dei rifiuti? Vogliamo sapere che c’è di vero nell’articolo pubblicato il 4 aprile 2010 sul quotidiano IL Roma, GDN pagina 11; in questo articolo, nell’ambito del servizio giornalistico sulla spazzatura pubblica di Acerra, si parla di un summit di natura camorristica al quale avrebbe partecipato un noto politico locale; chi è il politico che si sarebbe incontrato con i camorristi? Acerra non sa quale atto ha prodotto il sindaco su un fatto così grave, che se confermato potrebbe aprire la strada allo scioglimento del consiglio comunale. Sul punto, il sindaco che cosa ha prodotto? Agli atti vi è solo la trasmissione quasi notarile dell’articolo, ad opera del segretario generale, alla Procura della Repubblica. Il quadro è scandaloso». Per concludere, quali sono le vostre proposte di governo per la gestione di questo territorio?
«Quando si parla di governo di questo territorio abbiamo il dovere di parlare dell’inceneritore, una delle più grandi industrie del mezzogiorno italiano, un investimento da 350 milioni di euro. Pensiamo che essa vada coniugata in modo strategico con l’economia di questo paese; intanto deve essere la soluzione dei tanti problemi occupazionali di questo territorio, i disoccupati acerrani devono avere priorità assoluta nella formazione dell’organico di questa industria, devono essere elaborati i progetti per ottenere i ristori in compensazione, sono previsti circa 16 milioni di euro. Pensiamo che l’area industriale acerrana debba diventare un’area a sviluppo ecocompatibile, favorendo la ricerca scientifica nel settore dell’incenerimento dei rifiuti. In quella zona si deve chiedere la installazione di un centro di ricerche internazionale, di altissimo livello scientifico, universitario, che al contempo inneschi reazioni economiche di sviluppo e garantisca il territorio acerrano da inquinamenti e devastazioni. L’inceneritore non deve bruciare rifiuti indifferenziati, senza controllo e senza beneficio alcuno per la comunità acerrana. L’amministrazione comunale, su questo versante è a zero, ad oggi avrebbe dovuto incassare dal Governo oltre 10 milioni di euro, già stanziati, ma non ha ottenuto nulla perché non ha progettato alcunché, come dire, non ha chiesto nulla. La produzione del Sindaco e di questa amministrazione è assolutamente nulla; questi sono stati capaci solo di aumentarsi gli stipendi da sindaco e da assessore, tanto da renderli pari al doppio di quelli che incassavano nella vita privata. Che vergogna, ma lo avevamo annunciato, non siamo sorpresi, stiamo lavorando per cacciarli».

Antonio Di Ruzza

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Lettieri:«...C’è bisogno di un riassetto della vita politica acerrana»

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Il Presidente del Consiglio Comunale, Raffaele Lettieri, ai microfoni di Tablò
Il nostro direttore ha intervistato il Presidente del consiglio comunale, Raffaele Lettieri, che ha espresso il proprio parere sull’attuale crisi dell’amministrazione Esposito. «Non si può continuare a fare politica in questo modo» - ha affermato Lettieri - rivolgendosi a tutte le figure istituzionali della vita politica acerrana, ree di comportamenti poco responsabili nei confronti dei propri elettori. Secondo il Presidente del consiglio comunale, nonostante le difficoltà attuali, ci sono sì i margini di un rilancio effettivo dell’amministrazione Esposito, ma a condizione che si concretizzi una presa di responsabilità da parte di ogni componente della coalizione maggioritaria. Insomma, si spera – stando alle parole di Lettieri – che dopo la presa di posizione del Sindaco possano essere stati eliminati dall’agenda politica acerrana quei “trucchetti di mestiere” che fino a questo momento hanno avuto la meglio sull’azione di governo. «In questa città bisogna cambiare registro – ha esordito il presidente del consiglio comunale - perché non si può più continuare a riscontrare nella classe politica acerrana quegli stessi atteggiamenti che negli anni passati hanno portato ad un logoramento dell’attività amministrativa. E non mi riferisco solo a quei consiglieri comunali che, interpretando in malo modo il ruolo che gli è stato conferito dagli elettori, arrivano impreparati agli appuntamenti del consiglio comunale, ma a tutta la classe dirigente acerrana. Non è ammissibile che l’aula consiliare ultimamente si sia trasformata in un luogo in cui l’”inciucio” regna sovrano. Quello che noto – precisa Lettieri – è un prevalere di atteggiamenti dettati da un tornaconto personale, che poco hanno a che fare con il bene comune e le esigenze di Acerra. Bisogna, pertanto, mettere da parte le prospettive politiche dei singoli soggetti e remare tutti insieme, affinché il consiglio comunale ritorni ad essere quel luogo di legittimo confronto tra le diverse istanze politiche presenti sul territorio. In poche parole, è nostro dovere governare e lavorare in sinergia per risolvere i problemi concreti della città. Ciò è possibile, però, solo se si rispettano i vari ruoli istituzionali che danno vita all’amministrazione comunale. Con questo voglio dire che ognuno di noi ha un ruolo e delle competenze specifiche da rispettare: il Sindaco deve fare il Sindaco perché è stato votato per questo, il vicesindaco e i vari assessori, in quanto collaboratori, devono lavorare sinergicamente col primo cittadino per attuare il progetto che la maggioranza e il consiglio comunale delineano, il presidente del consiglio comunale ha il compito primario di tutelare i diritti e le prerogative dei consiglieri, garantendo l’esercizio effettivo delle loro funzioni e curando l’osservanza e la corretta interpretazione del regolamento. Insomma, bisogna dire basta ai personalismi politici – afferma Lettieri – perché non è ammissibile anteporre al bene comune le prospettive politiche delle singole componenti in campo. Deve essere chiaro a tutti che la gente alla fine valuterà non solo il nostro operato, ma anche il modo in cui ognuno di noi – Sindaco, vicesindaco, presidente del consiglio comunale, assessore e consigliere – avrà interpretato il proprio ruolo. Ripeto, la prospettiva politica del singolo individuo alla gente di Acerra non interessa minimamente!».
Presidente Lettieri, l’ultimo consiglio comunale - datato 27 aprile - è stata una brutta pagina della vita politica acerrana. All’ordine del giorno c’erano sì le dimissioni del Sindaco Tommaso Esposito, ma già si ragionava su un eventuale ritiro di esse. Cosa si sente di dire in merito?«Ritengo più che mai opportuno riconsiderare il modo di atteggiarsi in aula consiliare. Non si può continuare a fare politica in questo modo e spero vivamente che le dimissioni del Sindaco possano indurre ogni singolo esponente dell’amministrazione comunale a una seria riflessione sull’importanza del ruolo che ricopre. C’è bisogno di un riassetto della vita politica acerrana».
Presidente, al di là delle ragioni elencate nel comunicato stampa scritto d’impulso il 9 aprile scorso, si è riusciti a capire o ad approfondire i motivi che hanno indotto il Sindaco Esposito a rassegnare le dimissioni? «Non credo che quello del Sindaco sia stato un atto dettato dall’impulsività. Stiamo parlando di una persona ragionevole che ha esposto pubblicamente le motivazioni delle proprie dimissioni, quindi, non è il caso di fare dietrologia. Le ragioni sono quelle contenute nel comunicato stampa e vanno rispettate. In aggiunta posso dire che probabilmente Tommaso Esposito, da persona per bene qual è, ha ritenuto di rassegnare le dimissioni per dare una scossa a tutti coloro che stanno amministrando Acerra».
Cosa si prospetta per l’immediato futuro una volta superata la crisi? «Il Sindaco è stato chiaro e in un documento ha proposto alcuni accorgimenti che in futuro possono rivelarsi risolutivi per le problematiche incontrate finora dall’amministrazione comunale. Per quanto mi riguarda, credo che lui abbia messo il dito nella piaga e sono sicuro che da qui ai prossimi mesi si possa intraprendere il giusto cammino per fare ciò che la gente si aspetta da quest’amministrazione».
Si è capito che ruolo ricoprirà l’assessore tecnico che Tommaso Esposito ha richiesto? «Bene, la sua domanda mi permette di esprimere ancora meglio un concetto per me importante. Per quanto mi riguarda e per il ruolo che ricopro, non mi è dato sapere – né voglio sapere – che deleghe assegnerà il Sindaco a tale assessore. Ognuno di noi, nell’ambito delle sue competenze, è portato ad assumere determinate decisioni e a ricoprire le rispettive mansioni. Dunque, se è mio dovere interpretare al meglio la carica di Presidente del consiglio comunale, sarà prerogativa del Sindaco prendere le decisioni in materia, ovvero assegnare le deleghe che lui ritiene più opportune a tale assessore».
Sono passati nove mesi dall’insediamento dell’amministrazione Esposito e l’immobilismo che l’ha contraddistinta è ormai sotto gli occhi di tutti. Crede sia possibile rilanciare le sorti di quest’amministrazione? «Penso proprio di sì, perché le varie componenti di questa giunta ancora non hanno avuto modo di esprimere le loro potenzialità. Pertanto, ritengo che ci siano ancora margini di miglioramento». Cosa si sente di dire sul ruolo che ricoprono oggi – e ricopriranno in futuro - i partiti e le liste civiche?
«Vede, la sua domanda richiama questioni che sono inerenti alla sfera prettamente politica e non amministrativa. Posso dirle che sposo l’idea secondo cui i partiti e le liste civiche debbano svolgere il ruolo d’intermediari tra la politica e l’elettorato. In sintesi, bisogna scendere tra la gente e raccogliere tutte le istanze e le migliori risorse, affinché si possa responsabilizzare e migliorare la classe dirigente di Acerra».
Presidente, sulla base di quanto si è verificato alle elezioni regionali, mi sorge spontaneo chiederle: si sente più vicino all’Udc o alla lista della quale fa parte? «Innanzitutto, bisogna dire che la mia storia politica mi ha sempre visto orbitare nell’area moderata e le confesso che guardo con grande attenzione alla costituente di centro che a breve dovrebbe aprirsi. Pertanto, mi sento parte integrante di questo nuovo progetto di realizzazione di un grande centro moderato e cattolico».

Giovanni Balsamo

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Le ragioni dell’ex assessore Granata sulla proprietà del logo Progetto per Acerra

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Se il Sindaco ritirerà le dimissioni entro i 20 giorni tecnici, alla ripresa delle proprie funzioni di primo cittadino si ritroverà di fronte un’altra patata bollente. La questione della lista Progetto Acerra sta andando avanti a colpi di carta bollata. Di chi è il logo del gruppo, di Altobelli e Affinito o di Piatto e De Matteis? Per tentare di dare una risposta e per essere messi a conoscenza del cammino di questa vicenda, abbiamo posto una serie di domande all’avvocato Raffaele Granata, già assessore di questa amministrazione in quota Progetto Acerra. Avvocato Granata, ci può raccontare cosa successe all’epoca della sua estromissione da assessore?
«Non si è trattata di una estromissione. Le mie dimissioni sono state conseguenza di una fase politica che vedeva coinvolta l’Associazione “Progetto Acerra” di cui ero espressione in Giunta. Fase politica caratterizzata, dapprima, dall’azione di ostracismo (qualcuno l’ha definita addirittura di “opposizione”) nei confronti dell’intera amministrazione da parte di un consigliere comunale di “Progetto Acerra”, Andrea Piatto, e poi culminata con la deliberazione assembleare del 10.1.2010 con cui si rideterminavano gli equilibri interni all’Associazione. In tale delicato momento della vita politica cittadina, anche al fine di non rallentare l’azione amministrativa, ho ritenuto di rimettere il mandato nelle mani del Sindaco, allorché si concretizzava una evidente frattura all’interno della forza politica che rappresentavo. Successivamente, preso atto che la maggioranza politica – sulla scorta dei mutati assetti interni a Progetto Acerra, determinati in virtù della delibera dell’Associazione del 10.1.2010, poi dichiarata illegittima – auspicava una mia sostituzione (si è parlato di “operazione chirurgica”), ho provveduto a rendere le dimissioni. Francamente mi sarei aspettato una valutazione più ponderata da parte della maggioranza di governo, alla quale erano stati forniti tutti gli elementi, di ordine politico e di ordine formale, perché rivedesse le proprie scelte in ordine alla necessità della mia sostituzione, o meglio, in ordine alla opportunità di valorizzare determinate forze e non altre». Come è andato il ricorso e cosa ha sancito «La modifica dello Statuto ed il conseguente cambiamento degli organi rappresentativi di “Progetto Acerra” (e lo snaturamento del Movimento politico, aggiungerei) avveniva con la deliberazione assembleare del 10.1.2010, a valle della quale veniva nominato un Consiglio Direttivo, il quale investiva il dott. De Matteis delle funzioni di Presidente – Portavoce dell’Associazione. Tale deliberazione era assolutamente illegittima in quanto difettava del quorum costitutivo prescritto dalla legge. Sin da subito, quindi, abbiamo lamentato il fatto che “Progetto Acerra”, successivamente al 10.1.2010, non era legittimamente rappresentata in quanto chi rivendicava la titolarità di “Progetto Acerra” lo faceva in forza di una delibera invalida ed approvata dalla minoranza dei soci (7/15). Sennonché, perpetuando un percorso viziato all’origine, De Matteis si è “presentato” alla maggioranza di governo quale nuovo Presidente dell’Associazione, ottenendo così il posto in Giunta. A nulla sono valsi i nostri appelli, tesi a stigmatizzare percorsi intrisi di illegittimità e falsificatori del dato reale. Anche al fine di ripristinare la verità, i soci dissenzienti di “Progetto Acerra”, in particolare Giovanni Altobelli ed il Consigliere Francesco Affinito, decidevano di impugnare la delibera assembleare con il patrocinio dell’avv. Amedeo Pisanti. Con l’ordinanza del 8.4.2010, accogliendo in pieno (non una esclusa!) le ragioni dei ricorrenti, il Tribunale di Nola, nella persona della dott.ssa Macrì, accertava la illegittimità della delibera che, per l’effetto, è stata “sospesa” e la stessa è da ritenersi non più produttiva di effetti, così come l’operato dell’Associazione e di chi ha avuto la pretesa di rappresentarla successivamente alla data del 10.1.2010. Ma c’è un altro aspetto della questione che ritengo emblematico: pur di sottrarsi alla decisione del Tribunale, con delibera assembleare dell’1.4.2010, quindi pochi giorni prima dell’udienza innanzi al Tribunale di Nola, Piatto, De Matteis e gli altri, revocavano la delibera del 10.1.2010 oggetto di impugnazione. Con questa seconda delibera veniva tra l’altro “deciso” che Altobelli ed Affinito erano da considerarsi “dimissionari”. Insomma una vera e propria defenestrazione. Ebbene, sempre il Tribunale di Nola, con l’ordinanza succitata, ha ritenuto che anche questa seconda delibera è da considerarsi ad una prima lettura illegittima. Illegittimità sommata ad illegittimità: in sintesi una disfatta totale per coloro che credevano di poter determinare gli equilibri con escamotage sistematicamente censurati dal Giudice». Cosa dovrebbe accadere adesso nell’amministrazione comunale. «Non so cosa accadrà. Posso solo immaginare cosa debba accadere in un paese normale: in un paese normale non può non prendersi atto della decisione del Giudice e trarne le dovute conseguenze. Mi aspetto che l’attuale assessore nominato in forza a “Progetto Acerra” rimetta il proprio mandato, in quanto la sua nomina è anch’essa giocoforza travolta dall’annullamento della delibera assembleare. Se così non fosse, si aprirebbe un serio problema morale ma anche politico. Si rischierebbe – per quanto non sia già a rischio – una eccessiva personalizzazione del sistema politico». Visto come fu trattato all’epoca dal Sindaco Esposito - rientrerebbe in seguito ad una chiamata nel suo esecutivo?
«Non ritengo di aver ricevuto dal Sindaco un trattamento di particolare disfavore. La stima per il Sindaco Esposito rimane pertanto immutata. Il piano di ragionamento che prediligo non è però quello di carattere personale ma è quello di natura politica: trattasi di stabilire che tipo di profilo dare alla azione amministrativa e con quali principi inderogabili e con quale classe dirigente, nel senso di che cifra di competenze e di valori. Ritengo che la forza politica che mi ha sempre sostenuto sia pronta ad offrire il proprio contributo all’amministrazione comunale, con lealtà, contenuti, visione prospettica, impegno e sguardo diretto ai bisogni della città. La non estrema chiarezza di alcune scelte sino ad ora fatte, però, impongono di definire a livello politico – una volta per tutte - la “strategia di impatto” per cambiare il volto alla città e liberarla da giochi di potere, improduttivi e svilenti». Cosa le ha insegnato questa vicenda nella sua complessità? «Non sono amareggiato per questa vicenda, salvo per alcuni aspetti talvolta indicativi di una certa incoerenza. Credo che la città meriti un cambiamento per tutte le donne e gli uomini che dignitosamente aspirano a vivere in una città che sappia rispettarli. Ciò è possibile: con cultura e coraggio».

Antonio Di Ruzza - Alessia Piccirillo

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La risposta di Andrea Piatto, attuale capogruppo di Progetto per Acerra

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La risposta di Andrea Piatto

“Con provvedimento del Giudice Macrì - 1 Sezione Civile del Tribunale di Nola – del 8/4/2010 si è sospesa l’efficacia esecutiva della deliberazione adottata in data 10.01.2010 dall’associazione “Progetto Acerra” e oggetto di impugnativa da parte di alcuni soci. Con lo stesso provvedimento si fissa l’udienza di merito al 2.11.2010. Detto ciò, è bene chiarire che: a) la delibera del 10/01/2010, essendo un atto interno all’Associazione, non aveva prodotto alcuna ripercussione all’esterno e sugli assetti politico-istituzionali della coalizione guidata dal Sindaco Tommaso Esposito, né paventava e né attuava iniziative per estromettere qualche socio; b) l’associazione “Progetto Acerra”, a partire dalla sua costituzione statutaria (9.3.2009) era ed è priva di organi sociali formalmente eletti. Pertanto, nessun socio è mai stato eletto quale “Coordinatore politico” o Presidente-Rappresentante legale della stessa; c) i cambiamenti nell’assetto governativo (dimissioni dell’assessore Granata e nomina dell’assessore De Matteis, scelto nella rosa già consegnata a luglio dalla compagine associativa) non sono imputabili all’adozione della delibera del 10/01/2010 da parte dell’Associazione Progetto Acerra, bensì sono le risultanze di scelte unilaterali espresse nel documento politico-istituzionale del 14/01/2010 a firma di Giovanni Altobelli, Francesco Affinito (all’ epoca consigliere comunale di Progetto Acerra, ai sensi dell’art. 20 c. 1 del vigente Statuto comunale) e Raffaele Granata (assessore in carica ma mai socio), con la quale, in modo pubblico ed espressamente, dichiaravano “di avviare la costituente di un nuovo soggetto politico, ritenendo ormai del tutto esaurite le motivazioni e lo spirito che portarono alla nascita di Progetto Acerra” e che “il consigliere Affinito Francesco ……… confluiva nel gruppo misto”. Tali comunicazioni non sono mai state né revocate né smentite, a tutt’oggi, dagli stessi che, anzi, nella citata nota del 14.01.2010 affermavano che “potremmo reclamare l’autentica paternità del movimento politico Progetto Acerra, ne avremmo ragione, ma rifuggiamo la probabile sterile contesa: la nostra intesa è la nostra storia personale”. Ogni ulteriore commento, alla luce del contenzioso avviato, sembra superfluo; d) il motivo strumentale, derivante dall’attività di contrasto alla delibera assembleare, non è riconducibile, né sul piano sostanziale né formale, interno ad una logica di dialettica della partecipazione alla vita politica ed istituzionale della città di Acerra; e) invero, la deliberazione del 10.01.2010, votata dalla maggioranza di Progetto Acerra, inequivocabilmente, chiedeva di aprire il movimento a tutti i candidati della lista, nonché, per la prima volta, l’elezione delle cariche sociali. I soci ricorrenti, tutti stretti nel loro rapporto parentale e/o societario, non hanno mai “permesso” l’accesso di nuovi soci, tra l’altro legittimati dal voto popolare; f) il sodalizio “Progetto Acerra” intraprenderà tutte le iniziative per l’elezione democratica degli organi sociali e accogliere nuove adesioni.”
(Riceviamo e pubblichiamo) .

Il Capo Gruppo di Progetto Acerra Andrea Piatto

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Il Sindaco Tommaso Esposito non è stato garante…

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La filiera politico-istituzionale è andata a farsi… dagli “stranieri”
«La risposta è semplice: ad Acerra non esiste da tempo il senso comune di appartenenza, non esiste la politica, intesa come costruzione comune di progetto di città, ma solo una contrattazione continua su singole e direi spicciole questioni di posti o posizioni fra singoli o bande, spesso mutuate da protettori politici esterni alla città. Il tutto, oggi, più di ieri, aggravato da una totale assenza di leadership locale non solo politica, ma anche e soprattutto istituzionale. In fondo, una terra da emergenza continua, quale la nostra e con necessità assoluta di essere rappresentata nell’Istituzione più importante, ossia la Regione, peraltro in una fase così critica della nostra comunità, avrebbe dovuto spingere in modo corale i tanti “palestrati” politici e naturalmente chi, in città, ha il massimo ruolo di rappresentanza locale ad imporre con coraggio e autorevolezza un freno, soprattutto, alla consolidata pratica di vassallaggio dei tanti nei confronti di esponenti non locali. Ciò, invece, non è stato, i candidati locali che pure sono stati meno della metà delle elezioni precedenti, sono stati surclassati in termini di preferenze dagli esterni, prova dello sfacelo del senso comune di sentirsi popolo e comunità di questa terra. Eppure, l’opportunità rappresentata dal documento a cui fa riferimento la sua domanda, Patto per Acerra alle Regionali, Verso la costruzione di una filiera politico-istituzionale sovralocale, richiamo alla responsabilità ed alla coesione di cui doveva essere garante innanzitutto il Sindaco rappresentante degli interessi della comunità, è stata presente, eccome! Un documento nato dall’esito di incontri con tutti gli attori politici ed istituzionali locali tant’è, che per darne segno tangibile di forza anche istituzionale, l’ho addirittura protocollato al Comune il 29 gennaio 2010 al n.0004139, accompagnato fra l’altro da una lettera di invito al Sindaco, Vice-Sindaco e Presidente del Consiglio, affinchè in tempi strettissimi (2-3 giorni) si adoperassero per la convocazione di un tavolo politico per giungere all’accordo. Ma ecco che, la mancanza di volontà veniva presto manifestata già sul ritardo di convocazione del tavolo politico, poi sulle assenze strumentali di taluni in ben due incontri ed infine sugli ambigui comportamenti di molti. In pratica, un modo neanche tanto elegante per dire: sciogliamo le briglie, ognuno ha già il suo referente sovralocale da sostenere. Questo è quanto, chiunque voglia documentarsi, i riferimenti li ha, lascio a chi legge ogni valutazione, sperando comunque in un ravvedimento almeno morale di chi ha responsabilità e non sono pochi, pronto anche ad un confronto diretto e pubblico con chiunque sul documento e sul percorso di coesione tentato».
Come giudica i risultati elettorali?
«Al di là di chi ha vinto, in generale, rappresentano lo specchio di una società campana sfaldata nei suoi valori morali che, disillusa, non crede più a niente, dove purtroppo si fa fatica a distinguersi in base a progetti e buoni propositi per il territorio, perchè confusi da una visione comune e diffusa nella gente di una politica senza etica. Peraltro, la qualità del voto di queste elezioni regionali in Campania, a detta di esperti di sociologia politica, è stata pessima, la conferma viene oltre che dalla grande astensione, anche dalle inchieste sulla compravendita dei voti che trova terreno fertile in quelle troppe aree degradate delle nostre periferie urbane in cui per pochi euro viene svenduta la dignità della persona. Poi, il voto di opinione che presuppone un certo senso civico e che si rivolge alla politica dei contenuti e degli interessi generali e quindi ai portatori di tali interessi, evidentemente non paga, anche perchè soffocato dal mare magnum dell’indifferenza, mentre al contrario prevale la politica di prossimità, quella legata allo scambio di piccoli favori, vedasi anche le buone performance elettorali dei consiglieri comunali responsabili dei CAF, del sistema ancora affaristico-clientelare, ma anche di quella politica che pure pesca nella povertà socio-economica di tante fasce della popolazione. Anche stavolta, in un quadro di degrado politico-culturale, spero comunque che dai territori si riparta daccapo, innanzitutto favorendo la partecipazione della gente alla res publica, aprendo le porte delle case comunali, rendendo partecipi tutti i cittadini, che così conoscano quel che si fa, chi fa e come fa le cose che riguardano la gestione dei beni comuni, in modo che inizi un percorso di educazione alla cittadinanza attiva, presupposto necessario perchè il voto della gente ai rappresentanti degli interessi pubblici venga espresso con giudizio, presupposto fondamentale di una buona politica, necessaria per migliorare la qualità della vita di tutti».

Antonio Di Ruzza - Lucia Giannino

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La guida della città di Acerra, in giro per la città...da dicembre 1999, compie 22 anni.

 

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