Martedì, Febbraio 07, 2012
   
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Il Sindaco Esposito: sul Termovalorizzatore non tutte le garanzie sono state date…

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Acerra. Mentre i lagni diventano “giardinoâ€, in città non si respira.

Mentre i lagni diventano “giardinoâ€, in città non si respira “grazie†all’inquinamento prodotto dalla grande mole di traffico veicolare. Tra la bonifica avviata, la piantumazione di alberi ed un fetore di fogna, intervistiamo il sindaco Tommaso Esposito. Non è apparso sereno anzi piuttosto preoccupato; Tommaso Esposito, oggi Sindaco della città, non mi è sembrato quello che io ricordavo. Sicuramente le responsabilità di governo per questa città sono tantissime. Sindaco Esposito, il termovalorizzatore brucia in condizioni di assoluta garanzia ambientale? E allora questi sforamenti di polveri sottili da dove arrivano? «Non ci sono tutte le garanzie, per questo e su questo stiamo lavorando, ci siamo impegnati affinchè ci sia una quarta centralina, una campagna di monitoraggio mobile e ci sia soprattutto un osservatorio ambientale che funzioni, una struttura regionale che faccia di qui ai prossimi anni campagne di rilevamento sull’ambiente e soprattutto sui cittadini». Sindaco, il traffico rientra nella questione ambientale? Com’è possibile che dal Corso Vittorio Emanuele al ponte di Napoli ho impiegato 35 minuti? Questo problema se lo pone? «Come si sta intervenendo in periferia non è male, che si deve intervenire in centro è sotto gli occhi di tutti. Questo infatti richiede due cose fondamentali, campagne di dissuasione dall’utilizzo dell’auto e una sensibilità maggiore da parte dei cittadini ad utilizzare mezzi alternativi; se c’è una città intasata, c’è chi la intasa e dovrebbe fare in modo che questo non avvenga, da parte nostra metteremo in campo tutte le iniziative, dalla prevenzione alla dissuasione, affinchè questo si realizzi» Sindaco, per dare fluidità al traffico andrebbero collocati vigili urbani su ogni quadrivio dell’asse principale di Acerra, Corso Vittorio Emanuele fino al ponte di Napoli. Non è giusto applaudire un lavoro solo perchè magari fa cassa alla casa comunale attraverso le multe. Lei come intende intervenire per risolvere la grande mole di traffico acerrano che oramai ha reso l’aria irrespirabile? «Ci sono due problemi, uno di ordine strutturale che riguarda la maglia urbana, il territorio ed il tessuto urbano di questa città, che sono nati per far passare una carretta ed ora si trova ad avere una mole enorme di traffico, una quantità ingente di veicoli all’interno del territorio e quindi questo pone il problema di organizzazione strutturale, quindi deve iniziare subito la discussione sul piano urbano del traffico, l’altro riguardante il fatto che c’è qualche vigile urbano in meno in città e quindi bisogna fare in modo che l’ufficio sia più presente all’interno di Acerra, mentre invece un lavoro attentissimo sul territorio lo sta facendo nella prevenzione dei rischi ambientali, nella prevenzione anche della criminalità e dell’utilizzo abusivo del territorio». Sindaco, un tempo era anche la sua frase, cioè che Acerra era divenuta il “mondezzaio†della Campania. Resta di questo parere o concorda con l’assessore regionale Nappi che non è mai stato così? «La città di Acerra è vittima di una disattenzione di una classe politica che ha preceduto questa fase attuale e che ha consentito una serie di attività su questo territorio, d’altra parte, in questo momento, la città non si può assolutamente permettere di ospitare sul territorio ulteriori aziende che non siano ecologicamente compatibili, non può assolutamente diventare la piattaforma ambientale della Campania, è una città che deve guardare verso uno sviluppo diverso, ecosostenbile, su questa città devono venire industrie non sostitutive, industrie che non inquinano e soprattutto questa città ha ancora la capacità di guardare allo sviluppo agricolo anche a quello non food, in termini estremamente interessanti, il confronto con l’assessorato all’agricoltura va in quel senso». Sindaco, perché questa manifestazione a 35 giorni dalle regionali? «Dico che questo è accaduto appena a quattro mesi di pieno lavoro di questa amministrazione comunale, mi pare che se viene colta un’occasione di dare alla città un polmone di verde ed una riqualificazione ambientale, un Sindaco non può sputarci sopra».

Pasquale Sansone

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Crimaldi: “Il mio partito sta costruendo un percorso di aggregazione per arrivare alla realizzazione di un centro moderato, riformista e modernoâ€.

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Acerra. Intervista ad Antonio Crimaldi, candidato con il partito di Casini UDC.

Antonio Crimaldi, 50 anni, è sposato con Michela, un’insegnante, ed è padre di due figli, Anna, laureata in Lingue, e Giovanni, studente alla Facoltà di Giurisprudenza. Era già ufficiale dell’Esercito Italiano, quando, nel 1981, entrò nella Guardia di Finanza, dove, attualmente, ricopre il grado di Tenente Colonnello al Centro Aeronavale di Specializzazione di Gaeta. Colonnello, quando e perché decise di impegnarsi in campo politico? «Il mio debutto in politica attiva, se così si può dire, avvenne nel 2000, con la prima candidatura alle Regionali Campane. Mi presentai con il CCD, ottenendo un lusinghiero risultato, oltre 3500 voti. Nel 2001, vengo eletto al Consiglio Comunale di Maddaloni (Ce), risultando il Consigliere più votato del centro-destra. Nel 2005, mi è stato affidato un impegnativo incarico, in posizione di comando, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito della Struttura di Missione. Nel 2006 sono entrato a far parte della segreteria particolare dell’On. Prof. Rocco Buttiglione, Ministro dei Beni Culturali. Dal luglio 2009 sono Vice-Sindaco di Acerra. E’ una responsabilità gravosa e difficile, ma credo di aver prodotto già alcuni buoni risultati: mi sono occupato delle opere pubbliche, di impianti sportivi e di strutture cimiteriali, delle reti infrastrutturali di smaltimento, delle sedi direzionali e degli uffici con deleghe al progetto “Più Europaâ€.» Cosa l’ha spinta a candidarsi per il Consiglio regionale? «Questa candidatura è il punto di approdo di un impegno politico e sociale di antica data e di una vocazione profonda ad agire per accrescere il benessere dei cittadini e migliorare sensibilmente la qualità della vita nel nostro territorio. La mia azione in campo politico si rivolge ad una progettualità di ampio respiro, finalizzata alla piena valorizzazione dell’area metropolitana di Napoli e della sua provincia. E’ esattamente questa la missione che perseguo, insieme ai tanti altri amici, con cui abbiamo costituito l’Associazione “REALTA’ FUTURAâ€. Un sodalizio che raccoglie importanti energie nel campo dell’impresa, della cultura, della società civile e che vuole essere proprio un punto di incontro per quanti, nel mondo della produzione e della creatività, delle professioni e dell’arte, dell’economia e della solidarietà, vogliono agire concretamente per la rinascita della Campania e del Sud.» Le motivazioni che l’hanno convinta ad affrontare questa difficile disputa elettorale? «Attualmente, il panorama politico è davvero scoraggiante, è chiara la tendenza dei vari potentati a riaffermare unicamente la propria supremazia, al contrario di queste pure logiche di potere, io voglio rappresentare, realmente, le esigenze dei cittadini. Mi batterò in Consiglio Regionale per qualificare in ogni ambito le politiche regionali. Non faccio promesse insensate, ma assicuro agli elettori il mio assoluto impegno civile e politico». Ma come pensa di superare l’anomalia che si è venuta a creare: ad Acerra con il centro-sinistra e alla Regione con il centro-destra? «Il mio partito sta costruendo un percorso di aggregazione per arrivare alla realizzazione di un centro moderato, riformista e moderno. Attraverso questa logica, le posizioni dell’UDC sia a livello locale, sia a livello nazionale nascono essenzialmente dall’adesione ai programmi, più che dalla composizione delle coalizioni. Questo comporta alleanze connesse alle specificità del territorio. Insomma, essere Vice-Sindaco in una giunta di centro sinistra, non contraddice affatto l’esigenza di seguire il partito nelle sue scelte in campo regionale, soprattutto se questo si coniuga, in modo così evidente, alla necessità di uscire da un ciclo fallimentare e dispiegare seriamente l’iniziativa per lo sviluppo del territorio». Colonnello, quali sono i punti salienti del Suo programma? «Intendo concentrare la mia attenzione prioritaria, appunto, al tema dello sviluppo. Voglio, inoltre, rivolgere il mio impegno alla realizzazione di politiche in difesa della famiglia, punto fondamentale di tenuta della comunità sociale, anche attraverso il perseguimento di autentiche politiche rivolte alle pari opportunità. La sicurezza dei cittadini, la legalità, sono altri aspetti essenziali del mio impegno. La lotta alla criminalità è decisiva perché la gente possa realmente fruire di quelle libertà fondamentali garantite dal nostro ordinamento. Ovviamente, per sconfiggere la malavita è anche necessario migliorare l’economia, spingere il rilancio produttivo, dare vita a nuove realtà industriali, insomma, creare ricchezza e distribuirla più equamente. Per questo insisto molto sulla riqualificazione del territorio, sulla tutela dell’ambiente e sulla realizzazione di indispensabili infrastrutture, poiché la creazione di nuove opportunità di lavoro è una delle armi migliori per allontanare i soggetti disagiati dalle seduzioni della malavita». Come intende conciliare il Suo impegno politico con i problemi della sicurezza e della salvaguardia dell’ambiente? «La rinascita della nostra Regione può avvenire soltanto se riparte lo sviluppo, purtroppo fermo da tempo.Ecco perché accrescere il controllo dello Stato sul territorio e potenziare gli apparati della sicurezza costituiscono punti cruciali del mio programma. La criminalità va contrastata con ogni mezzo. La legalità è indispensabile, non solo per garantire maggiore tranquillità ai cittadini, ma anche per attrarre investimenti che concorrano a sostenere lo sviluppo economico.Allo stesso tempo, mi impegno in un progetto di riqualificazione e bonifica del territorio, soprattutto alla luce del degrado urbano e sociale che caratterizza l’area metropolitana di Napoli e la sua provincia. Bisogna proteggere il paesaggio, tutelare il verde, ma non con politiche puramente conservatrici. E’ necessaria una progettualità nuova, coraggiosa, in campo urbanistico, soprattutto nelle zone più degradate dell’area metropolitana di Napoli, al centro e nella provincia». Il suo slogan e perché gli acerrani dovrebbero votarla? «â€Le regole della libertà†non è soltanto uno slogan elettorale, tutt’altro, è invece esattamente l’espressione con la quale sintetizzo il concetto che ho della politica e delle sue potenzialità nel senso di cambiare la vita della gente. Sono fermamente convinto che il rigore e la trasparenza, della comunicazione e dell’azione, siano gli strumenti attraverso i quali la politica può finalmente riconquistare la fiducia dei cittadini, riattivare il loro entusiasmo e il loro protagonismo. Attualmente, la Campania vive profondissimi disagi, è sotto gli occhi di tutti, e solo inverando, in ogni campo, “Le regole della libertàâ€, che si potrà provvedere alla crescita culturale e produttiva della nostra regione. Inoltre, invito gli acerrani ad voto utile, il che significa non sprecare il proprio voto. Per voto utile intendo, al di la delle appartenenze politiche partitiche, votare soprattutto un acerrano che va individuato tra i candidati locali. Nel Consiglio regionale è assente da un trentennio un rappresentante di questa terra, e gli scempi che sono stati prodotti sul territorio sono visibili da tutti. La propria terra va difesa e solo un figlio di essa può difenderla. In questi ultimi giorni sono tantissimi i forestieri che circolano in città alla richiesta di un voto; agli acerrani dico: provate a chiedere a questi signori perché dovrei votare uno che viene da fuori? Cosa avete rappresentato e in che modo avete difeso questo territorio? Noterete che non avranno una risposta, poiché questa terra da questi rappresentanti regionali non è stata per nulla difesa e valorizzata ed a quei politici locali che sponsorizzano questi forestieri non resta che vergognarsi».

Lucia Giannino - Annamaria Bianco

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Malinconico:«Il nostro programma comprende quattro grandi ambiti: il lavoro, il diritto alla salute, le pari opportunità e infine la tutela del territorio e dell’ambiente»

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Acerra. Intervista a Carmine Malinconico, candidato con la Federazione di Sinistra.

Il nostro direttore, Pasquale Sansone, ha intervistato l’avv. Carmine Malinconico, Presidente dell’Ottava Municipalità di Napoli e candidato al Consiglio Regionale della Federazione di Sinistra. Malinconico, oltre ad esprimersi sulle difficoltà della prossima competizione elettorale, ha spiegato le ragioni che l’hanno spinto a scendere in campo per sostenere la candidatura di Paolo Ferrero – ex Ministro della Solidarietà Sociale del secondo Governo Prodi - alla presidenza della Regione. «La nostra è una battaglia di principio, d’identità e di contenuti, diversi da quelli che esprime la coalizione del centro-sinistra in Campania» ha affermato l’avv. Malinconico, che tra l’altro non ha risparmiato critiche al candidato del Pd, Vincenzo De Luca. Avv. Malinconico, che ruolo ricopre attualmente e che significato assume la sua candidatura, all’interno della Federazione di Sinistra, per le prossime elezioni regionali in Campania? «Attualmente sono Presidente della Municipalità di Napoli n. 8, che comprende i territori di Piscinola, Chiaiano e Scampia. La mia candidatura nasce dal fatto che la Federazione di Sinistra, per questa tornata elettorale, ha deciso di mettere in campo i suoi membri più rappresentativi. Tutto ciò ha una ragione ben precisa – continua Malinconico – vogliamo creare le condizioni affinché si ottenga il consenso più vasto possibile. Sappiamo benissimo che ci aspetta una prova durissima, ma ci sentiamo in dovere di portare avanti una battaglia di principio, d’identità e di contenuti, diversi da quelli che esprime la coalizione del centro-sinistra in Campania. Andiamo da soli e sosteniamo il nostro candidato alla Presidenza della Regione Campania, Paolo Ferrero, perché abbiamo maturato un giudizio negativo non solo sul candidato De Luca, ma anche sul modo in cui è nata questa candidatura. È stato il frutto di una faida interna al Partito Democratico che non condividiamo – precisa Malinconico – e se poi vogliamo parlare della storia politica di Vincenzo De Luca, beh non credo che questi possa esprimere i valori di una vera sinistra antagonista alla destra in Campania». Entrando nello specifico, quali sono i punti salienti della vostra campagna elettorale e in che modo intendete impostare un discorso alternativo, sul piano programmatico, al Pd campano? «Il nostro programma comprende quattro grandi ambiti: il lavoro; il diritto alla salute; le pari opportunità e infine la tutela del territorio e dell’ambiente. Credo che mai come in questo momento la classe politica debba prendersi cura delle persone, e lo deve fare, tutelando il lavoro, lottando contro il precariato, assicurando l’assistenza sanitaria, incoraggiando l’accoglienza di lavoratori stranieri, tutelando e risanando le città, il territorio e l’ambiente». A proposito di ambiente, cosa si sente di dire sulla questione rifiuti in Campania? «Quando si parla di questione rifiuti in Campania, ritengo che la strada da seguire sia una sola e per farlo bisogna mettere in campo le giuste soluzioni affinché la produzione di rifiuti sul nostro territorio venga per lo meno dimezzata. Inoltre, la politica in questa regione deve farsi carico di scelte industriali miranti al rafforzamento del sistema di riciclo dei rifiuti. Le faccio un esempio: in Campania non ci sono ancora impianti di compostaggio per l’umido e questo ci vede costretti a spedire i nostri rifiuti organici – una volta differenziati – in Sicilia, perché lì possono essere lavorati». Avv. Malinconico, siamo giunti alla fine di questa intervista; perché un acerrano dovrebbe votare Federazione di Sinistra e quindi appoggiare la sua candidatura a consigliere regionale? «Innanzitutto perché ho una storia politica che da trentacinque anni s’intreccia con la vita politica e sociale di questa città. Sono stato coinvolto in molte lotte per il lavoro, per la casa, per la difesa dei diritti delle persone e dell’ambiente, insomma, è dal 1972 che mi sono impegnato a favore di questa realtà. Infine, votare me significherebbe votare quella parte della sinistra coerente, che ha mantenuto la sua identità, le sue idee, e che ora vuole confrontarsi con le trasformazioni in atto all’interno della società, cercando di portare avanti la difesa della dignità umana e del diritto di ogni cittadino ad essere felice».

Giovanni Balsamo

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Montano:«Il motto “Cambiare tutto†con De Luca non è uno slogan, è una certezza!»

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Acerra. Intervista a Luigi Montano, candidato con Campania Libera.

Luigi Montano, classe 1967, medico ospedaliero specialista in Urologia, perfezionato in Andrologia. Alla professione di medico, da oltre 10 anni, affianca con viva passione un’intensa attività associativa volta alla crescita culturale della comunità e alla proposizione di progetti di innovazione territoriale per lo sviluppo della qualità ambientale. Fondatore e Presidente dell’associazione Eco-Culturale Èidos onlus (www. eidosacerra. it) , della Fondazione Istituto Europeo per gli Studi Storici ed Ambientali “Gaetano Caporale†di Acerra (www. fondazionecaporale. it), cofondatore della Federazione AssoCampaniaFelix che comprende associazioni, comitati ed istituti culturali di fede ambientalista dell’area di Giugliano, Acerra e Nola, quella a più alta crisi ambientale della Campania. Membro del coordinamento provinciale di Banca Etica. Socio di Symbola, Fondazione per le qualità italiane. Dal 2004 eletto consigliere Comunale nella Margherita di Acerra, confluita poi nel Partito Democratico, ha rivestito il ruolo di Capogruppo consiliare e Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Acerra. È stato, inoltre, da ottobre 2006 a febbraio 2008 (legislatura Romano Prodi) consulente presso la Presidenza della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, presieduta dall’On. Ermete Realacci. Numerosi sono stati in questi anni le proposte progettuali, gli interventi pubblici sulle tematiche ambientali, urbanistiche e sulla tutela della salute pubblica. Fra queste: le osservazioni al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, al Piano Territoriale Regionale dell’area Nord-Est della Provincia di Napoli, l’istituto di Partecipazione Agenda 21 Locale, il regolamento per un Osservatorio Territoriale Ambientale sulle bonifiche e Inceneritore, la proposta, in linea al grande progetto Regionale di riqualificazione dei Regi Lagni, di un grande Parco a Tema ispirato a Pulcinella in un’area prospiciente all’asta fluviale principale fra i comuni di Acerra, Casalnuovo, Afragola, Caivano e Pomigliano. Un Parco a Tema, modello Gardaland, come grande polmone verde dell’area a Nord di Napoli, ma anche volano innovativo di forte sviluppo occupazionale per un nuovo riposizionamento dell’area in senso ludico, turistico ed ambientale. Attualmente è membro dell’esecutivo Regionale degli Ecodemocratici.Dott. Montano, lei risulta essere l’unico candidato maschio alla Regione per il Centrosinistra ad Acerra, cosa mai verificatasi. Si può dire che la sua proposta di Patto per le Regionali avanzata qualche tempo fa le ha dato ragione, almeno nel Centrosinistra? «In effetti anche chi ha accolto a “parole†e poi remato contro nei fatti, oggi si è ricreduto su una proposta utile alla città. Purtroppo però, la mia battaglia ad Acerra è quella di far capire che il voto sulla mia persona e sulla lista per la quale corro è utile, in quanto da esponente del PD nella lista di DE LUCA, Campania Libera, il numero di voti per poter essere eletto è di gran lunga inferiore rispetto a quelli necessari nel PD, PDL, UDC. Per cui agli Acerrani la scelta di dare la possibilità concreta di elezione ad un suo concittadino in Regione dopo oltre 25 anni. Spero quindi che finisca la stagione dei portavoti verso altri pur rispettabili personalità, ma che quando chiamati per dare una mano alla città, scomparivano. Ora, basta con il gregarismo, cominciamo a costruire una filiera politico-istituzionale sovra locale di acerrani doc, che difendono il territorio a denti stretti e non si lasciano soggiogare da logiche di affiliazione verso l’uno o l’altro esponente sovra-locale. La mia è una battaglia difficile, ma comunque di segno per dare respiro ad un senso di appartenenza che è necessario per poter cominciare a fare davvero e non a chiacchiere gli interessi della nostra città.» La lista “Campania Libera†voluta personalmente da De LUCA, che ha da sempre combattuto il sistema di Bassolino, ha un suo significato, ci spieghi quale. «La lista “Campania Libera†è una lista civico-politica ricca di personalità del mondo della cultura, dell’associazionismo e di esponenti politici. Vuole esprimere appunto la libertà e la discontinuità di fronte a logiche che hanno piegato la nostra regione, puntando sul merito delle persone, sulla partecipazione attiva e sulla necessità di concentrarsi su pochi progetti, ma di grosso impatto territoriale, capaci di innovare e creare una grande svolta occupazionale nel segno della sostenibilità ambientale. Salerno è un esempio illuminante del fare di un uomo come De LUCA, che l’ha trasformata. Il motto “Cambiare tutto†con De Luca non è uno slogan, è una certezza!» A proposito di impegni, considerando la sua attività in particolare sulle tematiche ambientali, cosa farebbe se fosse eletto. «Acerra in particolare deve essere risarcita di quanto ha subito, non è questione di baratto, ma di giusta compensazione economica, non solo per quello che è già dovuto dai protocolli di intesa, ma anche di forti sgravi per le fasce più deboli della popolazione sulle bollette gas e luce, ma dire come qualcuno dice, che non si pagherà per tutti gas e luce, è demagogico. Inoltre, come da tempo dico, è necessaria una reale tutela della salute e del suo territorio, ad Inceneritore purtroppo in funzione, come per altri impianti, tipo NGP, su cui vi è il mio totale dissenso; l’Osservatorio Territoriale Ambientale, di cui personalmente ho scritto il regolamento insieme alle associazioni dell’area quando ero Presidente della Commissione Ambiente come vero organo terzo di controllo del Comune, non può aspettare, si deve costituire, subito. Infine uno dei grandi progetti regionali è quello del Progetto di Riqualificazione dei Regi Lagni, su questo vi è il mio impegno deciso affinchè dopo decenni siano ripristinate nei territori che vanno da Nola, passando per Acerra, Giugliano fino al litorale domizio condizioni di salubrità e migliore vivibilità. Questo è un progetto ad area vasta con ricadute socio-economiche enormi e proprio ad Acerra dove si è avviato il primo intervento di pulizia e piantumazione di alberi, visto che proprio la Regione e l’ARPAC hanno individuato l’area Marchesa come area idonea per un Parco, rilancio con forza e ragione l’idea di un grande Parco a Tema ispirato a Pulcinella, modello Gardaland, come grande polmone verde dell’area a Nord di Napoli, ma anche volano innovativo di forte sviluppo occupazionale per un nuovo riposizionamento dell’area in senso ludico-turistico - ambientale. Quest’ ultima idea progetto, su cui da tempo mi spendo, stavolta può radicalmente cambiare il volto della nostra città e darle una dimensione europea. Datemi il vostro consenso e lo realizzerò».

Alessia Piccirillo - Giuseppe Sansone

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Lavoratori licenziati protestano davanti all'inceneritore

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Acerra. Lavoratori licenziati protestano davanti all'inceneritore. Sodano:“Le aziende che inquinano non possono fare sempre i loro comodi"  

"Esprimo sincera solidarietà ai tre lavoratori di Acerra che da dieci giorni in un silenzio assordante da parte dell’opinione pubblica stanno proseguendo il loro sciopero della fame per il mancato rinnovo del contratto di lavoro, da parte di una delle ditte che operano all’interno dell’inceneritore di Acerra.†Così Tommaso Sodano commenta il presidio che dal 26 febbraio stanno attuando tre ex lavoratori davanti al sito di località Pantano ad Acerra. E continuando aggiunge: “Al danno ambientale davvero immane che sta subendo il territorio di Acerra, con i continui sforamenti di Pm10, che abbiamo ripetutamente denunciato – spiega Sodano – si aggiunge ora la beffa del lavoro: a questi tre dipendenti era stato assicurato, infatti, un futuro stabile. È uno scandalo che tali gruppi, che grazie agli aiuti di Stato, continuando a fare i loro comodi anche dal punto di vista ambientale, possano permettersi, senza colpo ferire, di mandare in mezzo ad una strada i propri dipendentiâ€.Nel concludere Tommaso Sodano aggiunge:“Questa vicenda ci mette di fronte all’intreccio di due questioni vitali, ma gestite in maniera scellerata negli ultimi anni: l’ambiente ed il lavoro. Ad aggravare la situazione c’è l’aspetto che si tratta di imprese che inquinano il territorio. Al centro dell’agenda politica del candidato presidente Paolo Ferrero c’è al primo posto il lavoro ed il rispetto da parte delle aziende degli impegni presi coi lavoratoriâ€. (Comunicato stampa)

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"Acerra in tasca"- l'opuscolo di pubblica utilità più amato e richiesto dagli acerrani compie 22 anni - A Natale, 20000 copie circoleranno per la città a distribuzione gratuiita

 

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