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Non tutti gli edifici pubblici ad Acerra espongono la bandiera italiana

Acerra. Il 7 gennaio ha avuto luogo ad Acerra la Festa del Tricolore, ufficialmente Giornata Nazionale della Bandiera.
Essa è stata istituita dalla legge n. 671 del 31 dicembre 1996 con l’intento di celebrare il bicentenario della nascita a Reggio Emilia del tricolore italiano. Questa ricorrenza molte volte passa in secondo piano e quindi va dato merito a chi ha fatto sì che anche ad Acerra, e non solo a Reggio Emilia o Roma, fosse dato spazio ad un momento celebrativo così importante della storia del nostro paese. Dico questo perché troppe volte ci troviamo di fronte alla noncuranza generale per una Festa di Stato che non è nemmeno segnata in rosso sul calendario, come il 2 Giugno per esempio. Già qui si potrebbe pensare che sia una ricorrenza non “al pari”, per importanza, alle altre (almeno nell’immaginario collettivo), ma è solo un sospetto, che però trova conferma nella poca attenzione per l’evento mostrata dai mezzi dell’informazione. Dunque, tirando le somme, vanno sì rinnovati i complimenti all’amministrazione comunale per aver voluto celebrare un pezzo della storia d’Italia, ma con un piccolo appunto. Spesso, girando per Acerra, le poche bandiere che sono esposte fuori agli edifici pubblici hanno colori tanto sbiaditi da lasciar trapelare la mancanza di attaccamento a determinati valori sanciti dalla nostra Costituzione e, cosa ancora più grave, da rendere opaco anche il ricordo di chi ha pagato con la propria vita il prezzo della libertà e dell’indipendenza del nostro paese. Facciamo sì che ciò che si è verificato ad Acerra il 7 gennaio 2010, in occasione del 213° anniversario del tricolore italiano, divenga un fatto quotidiano e rendiamo sempre omaggio alla bandiera italiana, che vuole essere simbolo dell’unità e indivisibilità della Repubblica e dei valori di democrazia e di solidarietà solennemente sanciti dalla nostra Costituzione. Detto ciò, si spera che la Giornata Nazionale della Bandiera sia stata un vero momento di educazione civile per le giovani generazioni e non semplicemente una ricorrenza da onorare alla meno peggio; che tutti gli edifici pubblici, nessuno escluso, come normativa recita, espongano il tricolore nazionale e che all’ingresso del museo civico o meglio del vecchio Castello, già sede municipale, simbolo della nostra città venga ripristinato l’assetto per lo sventolio del tricolore, della bandiera europea e dell’Unicef. Inoltre, ci si auspica che nel momento in cui gli agenti atmosferici e il grave inquinamento urbano sfilacciano e decolorano le bandiere, gli amministratori locali, sensibilissimi all’evento della giornata del tricolore, onde evitare che la stessa manifestazione resti fine a se stessa per quel solo giorno, si preoccupassero, che chi di dovere, sostituisca per tempo utile il tricolore sbiadito e sfilacciato.
Giovanni Balsamo
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