Le ragioni dell’ex assessore Granata sulla proprietà del logo Progetto per Acerra

Se il Sindaco ritirerà le dimissioni entro i 20 giorni tecnici, alla ripresa delle proprie funzioni di primo cittadino si ritroverà di fronte un’altra patata bollente. La questione della lista Progetto Acerra sta andando avanti a colpi di carta bollata. Di chi è il logo del gruppo, di Altobelli e Affinito o di Piatto e De Matteis? Per tentare di dare una risposta e per essere messi a conoscenza del cammino di questa vicenda, abbiamo posto una serie di domande all’avvocato Raffaele Granata, già assessore di questa amministrazione in quota Progetto Acerra. Avvocato Granata, ci può raccontare cosa successe all’epoca della sua estromissione da assessore?
«Non si è trattata di una estromissione. Le mie dimissioni sono state conseguenza di una fase politica che vedeva coinvolta l’Associazione “Progetto Acerra” di cui ero espressione in Giunta. Fase politica caratterizzata, dapprima, dall’azione di ostracismo (qualcuno l’ha definita addirittura di “opposizione”) nei confronti dell’intera amministrazione da parte di un consigliere comunale di “Progetto Acerra”, Andrea Piatto, e poi culminata con la deliberazione assembleare del 10.1.2010 con cui si rideterminavano gli equilibri interni all’Associazione. In tale delicato momento della vita politica cittadina, anche al fine di non rallentare l’azione amministrativa, ho ritenuto di rimettere il mandato nelle mani del Sindaco, allorché si concretizzava una evidente frattura all’interno della forza politica che rappresentavo. Successivamente, preso atto che la maggioranza politica – sulla scorta dei mutati assetti interni a Progetto Acerra, determinati in virtù della delibera dell’Associazione del 10.1.2010, poi dichiarata illegittima – auspicava una mia sostituzione (si è parlato di “operazione chirurgica”), ho provveduto a rendere le dimissioni. Francamente mi sarei aspettato una valutazione più ponderata da parte della maggioranza di governo, alla quale erano stati forniti tutti gli elementi, di ordine politico e di ordine formale, perché rivedesse le proprie scelte in ordine alla necessità della mia sostituzione, o meglio, in ordine alla opportunità di valorizzare determinate forze e non altre». Come è andato il ricorso e cosa ha sancito «La modifica dello Statuto ed il conseguente cambiamento degli organi rappresentativi di “Progetto Acerra” (e lo snaturamento del Movimento politico, aggiungerei) avveniva con la deliberazione assembleare del 10.1.2010, a valle della quale veniva nominato un Consiglio Direttivo, il quale investiva il dott. De Matteis delle funzioni di Presidente – Portavoce dell’Associazione. Tale deliberazione era assolutamente illegittima in quanto difettava del quorum costitutivo prescritto dalla legge. Sin da subito, quindi, abbiamo lamentato il fatto che “Progetto Acerra”, successivamente al 10.1.2010, non era legittimamente rappresentata in quanto chi rivendicava la titolarità di “Progetto Acerra” lo faceva in forza di una delibera invalida ed approvata dalla minoranza dei soci (7/15). Sennonché, perpetuando un percorso viziato all’origine, De Matteis si è “presentato” alla maggioranza di governo quale nuovo Presidente dell’Associazione, ottenendo così il posto in Giunta. A nulla sono valsi i nostri appelli, tesi a stigmatizzare percorsi intrisi di illegittimità e falsificatori del dato reale. Anche al fine di ripristinare la verità, i soci dissenzienti di “Progetto Acerra”, in particolare Giovanni Altobelli ed il Consigliere Francesco Affinito, decidevano di impugnare la delibera assembleare con il patrocinio dell’avv. Amedeo Pisanti. Con l’ordinanza del 8.4.2010, accogliendo in pieno (non una esclusa!) le ragioni dei ricorrenti, il Tribunale di Nola, nella persona della dott.ssa Macrì, accertava la illegittimità della delibera che, per l’effetto, è stata “sospesa” e la stessa è da ritenersi non più produttiva di effetti, così come l’operato dell’Associazione e di chi ha avuto la pretesa di rappresentarla successivamente alla data del 10.1.2010. Ma c’è un altro aspetto della questione che ritengo emblematico: pur di sottrarsi alla decisione del Tribunale, con delibera assembleare dell’1.4.2010, quindi pochi giorni prima dell’udienza innanzi al Tribunale di Nola, Piatto, De Matteis e gli altri, revocavano la delibera del 10.1.2010 oggetto di impugnazione. Con questa seconda delibera veniva tra l’altro “deciso” che Altobelli ed Affinito erano da considerarsi “dimissionari”. Insomma una vera e propria defenestrazione. Ebbene, sempre il Tribunale di Nola, con l’ordinanza succitata, ha ritenuto che anche questa seconda delibera è da considerarsi ad una prima lettura illegittima. Illegittimità sommata ad illegittimità: in sintesi una disfatta totale per coloro che credevano di poter determinare gli equilibri con escamotage sistematicamente censurati dal Giudice». Cosa dovrebbe accadere adesso nell’amministrazione comunale. «Non so cosa accadrà. Posso solo immaginare cosa debba accadere in un paese normale: in un paese normale non può non prendersi atto della decisione del Giudice e trarne le dovute conseguenze. Mi aspetto che l’attuale assessore nominato in forza a “Progetto Acerra” rimetta il proprio mandato, in quanto la sua nomina è anch’essa giocoforza travolta dall’annullamento della delibera assembleare. Se così non fosse, si aprirebbe un serio problema morale ma anche politico. Si rischierebbe – per quanto non sia già a rischio – una eccessiva personalizzazione del sistema politico». Visto come fu trattato all’epoca dal Sindaco Esposito - rientrerebbe in seguito ad una chiamata nel suo esecutivo?
«Non ritengo di aver ricevuto dal Sindaco un trattamento di particolare disfavore. La stima per il Sindaco Esposito rimane pertanto immutata. Il piano di ragionamento che prediligo non è però quello di carattere personale ma è quello di natura politica: trattasi di stabilire che tipo di profilo dare alla azione amministrativa e con quali principi inderogabili e con quale classe dirigente, nel senso di che cifra di competenze e di valori. Ritengo che la forza politica che mi ha sempre sostenuto sia pronta ad offrire il proprio contributo all’amministrazione comunale, con lealtà, contenuti, visione prospettica, impegno e sguardo diretto ai bisogni della città. La non estrema chiarezza di alcune scelte sino ad ora fatte, però, impongono di definire a livello politico – una volta per tutte - la “strategia di impatto” per cambiare il volto alla città e liberarla da giochi di potere, improduttivi e svilenti». Cosa le ha insegnato questa vicenda nella sua complessità? «Non sono amareggiato per questa vicenda, salvo per alcuni aspetti talvolta indicativi di una certa incoerenza. Credo che la città meriti un cambiamento per tutte le donne e gli uomini che dignitosamente aspirano a vivere in una città che sappia rispettarli. Ciò è possibile: con cultura e coraggio».
Antonio Di Ruzza - Alessia Piccirillo
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Il Prefetto Marcello Fulvi ha firmato, questa mattina, la delibera dei lavoratori Socialmente Utili che prevede le 36 ore lavorative. Nei giorni passati i lavoratori avevano incontrato il sub Commissario Picardi e successivamente il Prefetto. I LSU ottengono con questo atto, del Commissario Prefettizio, ciò che non avevano ottenuto con i politici acerrani. Ritorna il sereno nel Palazzo Bianco di Viale della Democrazia. Con questa delibera si pone fine a quella agitazione e mobilitazione che per qualche giorno aveva bloccato l'apparato burocratico comunale. I LSU, soddisfatti, ringraziano il Prefetto Fulvi











