Martedì, Febbraio 07, 2012
   
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Pier Giacinto Di Fiore,consigliere comunale del PdL: «… Esposito è il capo di una congrega, all’opera per gli interessi di pochi, contro il paese”

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Intervista all'avvocato PierGiacinto Di Fiore del PdL.

Avvocato di Fiore, dopo appena nove mesi di governo cittadino, Tommaso Esposito si è dimesso da Sindaco; trascorsi i 20 giorni tecnici rientra senza apportare alcuna significativa modifica al suo esecutivo. Come giudica questo evento?
«Questa è una delle tante pagine, scritte da Tommaso Esposito, di uno squallore inaudito, senza precedenti. Il Sindaco il 9 aprile scorso rassegnava le dimissioni senza indicare i motivi alla città, lamentando l’impossibilità di governare il paese, di coesistere con i suoi alleati. Esposito ha ritirato le dimissioni senza scalfire minimamente il quadro di giunta e di potere che lo aveva indotto alle dimissioni. Tommaso Esposito è sindaco, come se nulla fosse successo: ha gettato la maschera facendo sapere a tutti che è uno dei tanti, uguale agli altri, fuso e confuso con i poteri discutibili che lo sostengono. Acerra continua ad essere attraversata da una devastante crisi economica e sociale, con un quadro di governo incapace ed inadeguato che da 10 mesi non ha prodotto nessuna soluzione ai problemi del paese. Con questo centro sinistra Acerra è un paese senza futuro, privo di credibilità istituzionale, infognato nel perimetro dei Regi Lagni. Lo avevamo detto in campagna elettorale, meno di un anno fa, adesso tutti sanno che Tommaso Esposito è il capo di una congrega, all’opera per gli interessi di pochi, contro il paese. Il Comune di Acerra continuerà ad essere il porto delle nebbie della legittimità amministrativa, dove tutti gli atti sono oscuri e discutibili, dove domina l’abuso e lo strapotere di soggetti che perseguono esclusivamente interessi personali. Il Sindaco non riesce a svolgere la gara sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani; Acerra è ridotta ad un paese nel quale i giornali scrivono che qualche politico locale incontra camorristi».
In Consiglio comunale lei ha sottolineato ed ha evidenziato i problemi attinenti alla gara di appalto della spazzatura. Può essere più chiaro?
«Certo. E’ di una gravità straordinaria che sulla gara per lo smaltimento dei rifiuti il Sindaco non abbia ancora determinato il trasferimento della stazione appaltante al Prefetto di Napoli: la gara deve essere fatta dal Prefetto; un sindaco serio e disinteressato lo avrebbe già fatto, quali interessi si nascondono? Perché si continua a distruggere il danaro degli acerrani che pagano a peso d’oro la tassa sullo smaltimento dei rifiuti? Vogliamo sapere che c’è di vero nell’articolo pubblicato il 4 aprile 2010 sul quotidiano IL Roma, GDN pagina 11; in questo articolo, nell’ambito del servizio giornalistico sulla spazzatura pubblica di Acerra, si parla di un summit di natura camorristica al quale avrebbe partecipato un noto politico locale; chi è il politico che si sarebbe incontrato con i camorristi? Acerra non sa quale atto ha prodotto il sindaco su un fatto così grave, che se confermato potrebbe aprire la strada allo scioglimento del consiglio comunale. Sul punto, il sindaco che cosa ha prodotto? Agli atti vi è solo la trasmissione quasi notarile dell’articolo, ad opera del segretario generale, alla Procura della Repubblica. Il quadro è scandaloso». Per concludere, quali sono le vostre proposte di governo per la gestione di questo territorio?
«Quando si parla di governo di questo territorio abbiamo il dovere di parlare dell’inceneritore, una delle più grandi industrie del mezzogiorno italiano, un investimento da 350 milioni di euro. Pensiamo che essa vada coniugata in modo strategico con l’economia di questo paese; intanto deve essere la soluzione dei tanti problemi occupazionali di questo territorio, i disoccupati acerrani devono avere priorità assoluta nella formazione dell’organico di questa industria, devono essere elaborati i progetti per ottenere i ristori in compensazione, sono previsti circa 16 milioni di euro. Pensiamo che l’area industriale acerrana debba diventare un’area a sviluppo ecocompatibile, favorendo la ricerca scientifica nel settore dell’incenerimento dei rifiuti. In quella zona si deve chiedere la installazione di un centro di ricerche internazionale, di altissimo livello scientifico, universitario, che al contempo inneschi reazioni economiche di sviluppo e garantisca il territorio acerrano da inquinamenti e devastazioni. L’inceneritore non deve bruciare rifiuti indifferenziati, senza controllo e senza beneficio alcuno per la comunità acerrana. L’amministrazione comunale, su questo versante è a zero, ad oggi avrebbe dovuto incassare dal Governo oltre 10 milioni di euro, già stanziati, ma non ha ottenuto nulla perché non ha progettato alcunché, come dire, non ha chiesto nulla. La produzione del Sindaco e di questa amministrazione è assolutamente nulla; questi sono stati capaci solo di aumentarsi gli stipendi da sindaco e da assessore, tanto da renderli pari al doppio di quelli che incassavano nella vita privata. Che vergogna, ma lo avevamo annunciato, non siamo sorpresi, stiamo lavorando per cacciarli».

Antonio Di Ruzza

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Il Prefetto Marcello Fulvi ha firmato, questa mattina, la delibera dei lavoratori Socialmente Utili che prevede le 36 ore lavorative. Nei giorni passati i lavoratori avevano incontrato il sub Commissario Picardi e successivamente il Prefetto. I LSU ottengono con questo atto, del Commissario Prefettizio, ciò che non avevano ottenuto con i politici acerrani. Ritorna il sereno nel Palazzo Bianco di Viale della Democrazia. Con questa delibera si pone fine a quella agitazione e mobilitazione che per qualche giorno aveva bloccato l'apparato burocratico comunale. I LSU, soddisfatti, ringraziano il Prefetto Fulvi

 

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