Ultime notizie
- D'Anna coordinatore della lista IDV: "IL CENTRO SINISTRA NON E' PRESENTE AL BALLOTTAGGIO" Il segretario provinciale dell' IDV, avv. Elpidio Capasso non rispetta gli iscritti del locale partito
- L'on. Ianniciello"È chiaro e palese che il geometra Raffaele Lettieri, candidato a sindaco del Terzo Polo ad Acerra, è in grosso affanno. La prova è nelle sue farneticanti dichiarazioni»
- Acerra Libera annuncia pieno sostegno al candidato Crimaldi per il ballottaggio del prossimo 20 maggio
Espedito Marletta:"Acerra, quale via d'uscita?"

«Molte persone, per trovare una via d’uscita, alludono anche a soluzioni non tradizionali come quella di relazioni trasversali, ovvero di volersi mettere insieme aldilà degli steccati ideologici o di partito. L’idea che mi sono fatto in questi pochi giorni è quella che piuttosto che di parlare di trasversalità occorre ricominciare a dibattere e confrontarsi senza preconcetti e/o pregiudizi sulle cose concrete che riguardano i temi della salvaguardia ambientale della nostra città e la necessità di aprire una fase di sviluppo per intralciare il declino cui sembra condannata Acerra.»
Acerra è di nuovo amministrata da un Commissario Prefettizio. Non è una novità, certo, ma è inedito il contesto in cui ciò è avvenuto: da una parte a causa delle reiterate dimissioni del sindaco, ma dall’altra, rispetto a due anni fa, in un momento abbastanza lontano dalla futura tornata elettorale amministrativa. Si tratta di un lasso di tempo che le forze ed i soggetti politici devono utilizzare come occasione per ricreare nella nostra città un clima favorevole al ripristino di un dibattito e di un confronto politico su cui costruire ipotesi di recupero del nostro territorio e tentare di salvare la città dal declino economico/sociale in cui è pesantemente precipitata. Questi ultimi due anni della vicenda amministrativa acerrana, infatti, non sono stati certamente entusiasmanti e l’epilogo che ne è seguito a molti è sembrato non traumatico per il carattere paludoso che ha sempre contraddistinto l’azione politico amministrativa. Quello che è accaduto, è luogo comune, non è la conseguenza di una calamità naturale che si abbatte ciclicamente sul nostro territorio, ma è la prevedibile e scontata conseguenza dell’insipienza di una classe amministrativa che non ha saputo fare tesoro dell’ esperienza politico/amministrativa precedente, delle sue luci e delle sue ombre. Non sto qui a “sparare sulla croce rossa”, ma la conclusione della vicenda amministrativa con la fuga dalle responsabilità cui ci aveva già, con cadenza stagionale, abituato il sindaco, non riesce ad assurgere ad una pietosa via d’uscita del tipo “non mi facevano lavorare per come volevo”: gli atti ed i fatti compiuti in questi due anni non aiutano il sindaco dimissionario a salvarsi nemmeno una “ntecchia”, anzi lo condannano impietosamente alle sue responsabilità. Ed allora è venuto il momento di voltare pagina in questa città rimboccandosi le maniche tutti, soggetti politici, partiti politici, associazioni e società civile; la città intera deve ritornare a discutere e dibattere i temi della nostra città e su tali elementi deve saper arricchire di contenuti un programma di sviluppo del nostro territorio. Attorno a tali dibattiti e da tali contenuti programmatici si devono costituire un’omogeneità programmatica che caratterizzi i soggetti politici e le coalizioni che vorranno confrontarsi nella prossima tornata elettorale amministrativa. E’ possibile ritornare a “litigare” sulle questioni di merito per come deve salvaguardare il nostro territorio dalle aggressioni sovracomunali, per come possiamo rendere la nostra città più vivibile, per come radicare un minimo di sviluppo socio/economico e ribaltare questa depressione economica che morde e lacera la serenità di migliaia di famiglie? Ebbene questi dieci mesi dovranno essere utilmente spesi per ricostituire un’identità politico/programmatica delle forze politiche e dei soggetti politici che vorranno coinvolgersi su questi temi fondanti la sopravvivenza del nostro territorio. Questi dieci mesi dovranno essere spesi per ricostruire rapporti di fiducia tra coloro, partiti e soggetti politici, che si coaguleranno in coalizione nella prossima tornata elettorale. Non c’è altra via d’uscita se non quella di una ricostruzione e di un ritorno alla normalità della vita politica e del suo dibattito tra la gente delle tematiche più critiche. Già in questi giorni ho potuto percepire un fermento tra molte persone, segno che è effettivamente molto sentito il fatto che questo momento è particolarmente delicato per il futuro della nostra martoriata città e che non è più rinviabile una presa di coscienza della gravità della situazione. Molte persone, per trovare una via d’uscita, alludono anche a soluzioni non tradizionali come quella di relazioni trasversali, ovvero di volersi mettere insieme aldilà degli steccati ideologici o di partito. L’idea che mi sono fatto in questi pochi giorni è quella che piuttosto che di parlare di trasversalità occorre ricominciare a dibattere e confrontarsi senza preconcetti e/o pregiudizi sulle cose concrete che riguardano i temi della salvaguardia ambientale della nostra città e la necessità di aprire una fase di sviluppo per intralciare il declino cui sembra condannata Acerra. Occorre ritornare a predisporre approfondimenti programmatici sulle cose che interessano la nostra città, occorre avere un’idea di sviluppo, seppur complesso e complicato a realizzarsi, così come complessa e complicata è la matrice territoriale della nostra città: può sembrare una missione impossibile, ma tale progetto di sviluppo dovrà rappresentare il costante punto di riferimento dell’azione politico/amministrativa e della sua coerenza perseguita giorno dopo giorno. Già questo sarebbe un grosso passo avanti a valere quale segnale di una ritrovata normalità della vita politica nella nostra città e provare ad invertire una congiuntura economica negativa che penalizza Acerra più delle altre città confinanti. L’elezione di De Magistris a sindaco di Napoli, prima ancora che essere una vittoria elettorale di una coalizione, infatti, è stata l’affermazione di riscatto possibile per la città di Napoli; una via d’uscita caratterizzata da un chiaro e limpido clima politico/culturale basato su un’entusiasmante volontà di partecipazione che De Magistris è riuscito a costruire. Può ripetersi anche ad Acerra il miracolo che è avvenuto a Napoli? Ovvero, Acerra come Napoli: la stessa via d’uscita?.
Espedito Marletta
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Notizia Flash
La guida della città di Acerra, in giro per la città...da dicembre 1999, compie 22 anni.











