Il Sindaco Tommaso Esposito non è stato garante…
Venerdì 23 Aprile 2010 18:55

La filiera politico-istituzionale è andata a farsi… dagli “stranieri”
«La risposta è semplice: ad Acerra non esiste da tempo il senso comune di appartenenza, non esiste la politica, intesa come costruzione comune di progetto di città, ma solo una contrattazione continua su singole e direi spicciole questioni di posti o posizioni fra singoli o bande, spesso mutuate da protettori politici esterni alla città. Il tutto, oggi, più di ieri, aggravato da una totale assenza di leadership locale non solo politica, ma anche e soprattutto istituzionale. In fondo, una terra da emergenza continua, quale la nostra e con necessità assoluta di essere rappresentata nell’Istituzione più importante, ossia la Regione, peraltro in una fase così critica della nostra comunità, avrebbe dovuto spingere in modo corale i tanti “palestrati” politici e naturalmente chi, in città, ha il massimo ruolo di rappresentanza locale ad imporre con coraggio e autorevolezza un freno, soprattutto, alla consolidata pratica di vassallaggio dei tanti nei confronti di esponenti non locali. Ciò, invece, non è stato, i candidati locali che pure sono stati meno della metà delle elezioni precedenti, sono stati surclassati in termini di preferenze dagli esterni, prova dello sfacelo del senso comune di sentirsi popolo e comunità di questa terra. Eppure, l’opportunità rappresentata dal documento a cui fa riferimento la sua domanda, Patto per Acerra alle Regionali, Verso la costruzione di una filiera politico-istituzionale sovralocale, richiamo alla responsabilità ed alla coesione di cui doveva essere garante innanzitutto il Sindaco rappresentante degli interessi della comunità, è stata presente, eccome! Un documento nato dall’esito di incontri con tutti gli attori politici ed istituzionali locali tant’è, che per darne segno tangibile di forza anche istituzionale, l’ho addirittura protocollato al Comune il 29 gennaio 2010 al n.0004139, accompagnato fra l’altro da una lettera di invito al Sindaco, Vice-Sindaco e Presidente del Consiglio, affinchè in tempi strettissimi (2-3 giorni) si adoperassero per la convocazione di un tavolo politico per giungere all’accordo. Ma ecco che, la mancanza di volontà veniva presto manifestata già sul ritardo di convocazione del tavolo politico, poi sulle assenze strumentali di taluni in ben due incontri ed infine sugli ambigui comportamenti di molti. In pratica, un modo neanche tanto elegante per dire: sciogliamo le briglie, ognuno ha già il suo referente sovralocale da sostenere. Questo è quanto, chiunque voglia documentarsi, i riferimenti li ha, lascio a chi legge ogni valutazione, sperando comunque in un ravvedimento almeno morale di chi ha responsabilità e non sono pochi, pronto anche ad un confronto diretto e pubblico con chiunque sul documento e sul percorso di coesione tentato».
Come giudica i risultati elettorali?
«Al di là di chi ha vinto, in generale, rappresentano lo specchio di una società campana sfaldata nei suoi valori morali che, disillusa, non crede più a niente, dove purtroppo si fa fatica a distinguersi in base a progetti e buoni propositi per il territorio, perchè confusi da una visione comune e diffusa nella gente di una politica senza etica. Peraltro, la qualità del voto di queste elezioni regionali in Campania, a detta di esperti di sociologia politica, è stata pessima, la conferma viene oltre che dalla grande astensione, anche dalle inchieste sulla compravendita dei voti che trova terreno fertile in quelle troppe aree degradate delle nostre periferie urbane in cui per pochi euro viene svenduta la dignità della persona. Poi, il voto di opinione che presuppone un certo senso civico e che si rivolge alla politica dei contenuti e degli interessi generali e quindi ai portatori di tali interessi, evidentemente non paga, anche perchè soffocato dal mare magnum dell’indifferenza, mentre al contrario prevale la politica di prossimità, quella legata allo scambio di piccoli favori, vedasi anche le buone performance elettorali dei consiglieri comunali responsabili dei CAF, del sistema ancora affaristico-clientelare, ma anche di quella politica che pure pesca nella povertà socio-economica di tante fasce della popolazione. Anche stavolta, in un quadro di degrado politico-culturale, spero comunque che dai territori si riparta daccapo, innanzitutto favorendo la partecipazione della gente alla res publica, aprendo le porte delle case comunali, rendendo partecipi tutti i cittadini, che così conoscano quel che si fa, chi fa e come fa le cose che riguardano la gestione dei beni comuni, in modo che inizi un percorso di educazione alla cittadinanza attiva, presupposto necessario perchè il voto della gente ai rappresentanti degli interessi pubblici venga espresso con giudizio, presupposto fondamentale di una buona politica, necessaria per migliorare la qualità della vita di tutti».
Antonio Di Ruzza - Lucia Giannino
Fare Acerra, nasce il laboratorio politico del Pdl
Lunedì 12 Aprile 2010 20:55

ACERRA - Nasce sul web, ma promette di uscire molto presto dal mondo virtuale della rete. Si tratta di Fare Acerra, laboratorio politico di idee, proposte e programmi tutto interno al Popolo della Libertà che come si legge nella pagina Facebook del movimento, agirà sulla base di tre principi fondamentali: Popolo, Identità e Futuro.
"Popolo, sta a rappresentare l'intenzione di recuperare la dimensione popolare e sociale di un grande partito come il PdL, spiega Ulderico de Laurentiis, dirigente nazionale della Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Libertà e portavoce del comitato promotore di Fare Acerra. Identità - continua de Laurentiis - significa promuovere una politica fortemente ancorata ai valori, alle tradizioni e alla vocazione del nostro territorio ricco di risorse mai utilizzate; Futuro invece è un richiamo diretto alla necessità di attuare un ricambio generazionale troppe volte annunciato, ma mai attuato realmente nel partito. In un clima ancora una volta triste e preoccupante per la politica Acerrana che vede un Sindaco dimettersi dopo pochi mesi dall'inizio del proprio mandato e con un PdL che purtroppo vive ancora in uno stato embrionale, fatta eccezione per l'assidua attività del gruppo consiliare, proviamo a lanciare il cuore oltre l'ostacolo, dando una spinta per una nuova politica nella città di Acerra". Nelle prossime settimane l'aggregatore Fare Acerra metterà in campo diverse iniziative aprendo le porte all'adesione di tutti coloro interessati al progetto, con l'obiettivo di una riunione organizzativa che veda il passaggio da comitato promotore ad associazione politico culturale debitamente strutturata.
Comunicato stampa














