Martedì, Febbraio 07, 2012
   
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Politica

Montano:«Il motto “Cambiare tutto” con De Luca non è uno slogan, è una certezza!»

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Acerra. Intervista a Luigi Montano, candidato con Campania Libera.

Luigi Montano, classe 1967, medico ospedaliero specialista in Urologia, perfezionato in Andrologia. Alla professione di medico, da oltre 10 anni, affianca con viva passione un’intensa attività associativa volta alla crescita culturale della comunità e alla proposizione di progetti di innovazione territoriale per lo sviluppo della qualità ambientale. Fondatore e Presidente dell’associazione Eco-Culturale Èidos onlus (www. eidosacerra. it) , della Fondazione Istituto Europeo per gli Studi Storici ed Ambientali “Gaetano Caporale” di Acerra (www. fondazionecaporale. it), cofondatore della Federazione AssoCampaniaFelix che comprende associazioni, comitati ed istituti culturali di fede ambientalista dell’area di Giugliano, Acerra e Nola, quella a più alta crisi ambientale della Campania. Membro del coordinamento provinciale di Banca Etica. Socio di Symbola, Fondazione per le qualità italiane. Dal 2004 eletto consigliere Comunale nella Margherita di Acerra, confluita poi nel Partito Democratico, ha rivestito il ruolo di Capogruppo consiliare e Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Acerra. È stato, inoltre, da ottobre 2006 a febbraio 2008 (legislatura Romano Prodi) consulente presso la Presidenza della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, presieduta dall’On. Ermete Realacci. Numerosi sono stati in questi anni le proposte progettuali, gli interventi pubblici sulle tematiche ambientali, urbanistiche e sulla tutela della salute pubblica. Fra queste: le osservazioni al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, al Piano Territoriale Regionale dell’area Nord-Est della Provincia di Napoli, l’istituto di Partecipazione Agenda 21 Locale, il regolamento per un Osservatorio Territoriale Ambientale sulle bonifiche e Inceneritore, la proposta, in linea al grande progetto Regionale di riqualificazione dei Regi Lagni, di un grande Parco a Tema ispirato a Pulcinella in un’area prospiciente all’asta fluviale principale fra i comuni di Acerra, Casalnuovo, Afragola, Caivano e Pomigliano. Un Parco a Tema, modello Gardaland, come grande polmone verde dell’area a Nord di Napoli, ma anche volano innovativo di forte sviluppo occupazionale per un nuovo riposizionamento dell’area in senso ludico, turistico ed ambientale. Attualmente è membro dell’esecutivo Regionale degli Ecodemocratici.Dott. Montano, lei risulta essere l’unico candidato maschio alla Regione per il Centrosinistra ad Acerra, cosa mai verificatasi. Si può dire che la sua proposta di Patto per le Regionali avanzata qualche tempo fa le ha dato ragione, almeno nel Centrosinistra? «In effetti anche chi ha accolto a “parole” e poi remato contro nei fatti, oggi si è ricreduto su una proposta utile alla città. Purtroppo però, la mia battaglia ad Acerra è quella di far capire che il voto sulla mia persona e sulla lista per la quale corro è utile, in quanto da esponente del PD nella lista di DE LUCA, Campania Libera, il numero di voti per poter essere eletto è di gran lunga inferiore rispetto a quelli necessari nel PD, PDL, UDC. Per cui agli Acerrani la scelta di dare la possibilità concreta di elezione ad un suo concittadino in Regione dopo oltre 25 anni. Spero quindi che finisca la stagione dei portavoti verso altri pur rispettabili personalità, ma che quando chiamati per dare una mano alla città, scomparivano. Ora, basta con il gregarismo, cominciamo a costruire una filiera politico-istituzionale sovra locale di acerrani doc, che difendono il territorio a denti stretti e non si lasciano soggiogare da logiche di affiliazione verso l’uno o l’altro esponente sovra-locale. La mia è una battaglia difficile, ma comunque di segno per dare respiro ad un senso di appartenenza che è necessario per poter cominciare a fare davvero e non a chiacchiere gli interessi della nostra città.» La lista “Campania Libera” voluta personalmente da De LUCA, che ha da sempre combattuto il sistema di Bassolino, ha un suo significato, ci spieghi quale. «La lista “Campania Libera” è una lista civico-politica ricca di personalità del mondo della cultura, dell’associazionismo e di esponenti politici. Vuole esprimere appunto la libertà e la discontinuità di fronte a logiche che hanno piegato la nostra regione, puntando sul merito delle persone, sulla partecipazione attiva e sulla necessità di concentrarsi su pochi progetti, ma di grosso impatto territoriale, capaci di innovare e creare una grande svolta occupazionale nel segno della sostenibilità ambientale. Salerno è un esempio illuminante del fare di un uomo come De LUCA, che l’ha trasformata. Il motto “Cambiare tutto” con De Luca non è uno slogan, è una certezza!» A proposito di impegni, considerando la sua attività in particolare sulle tematiche ambientali, cosa farebbe se fosse eletto. «Acerra in particolare deve essere risarcita di quanto ha subito, non è questione di baratto, ma di giusta compensazione economica, non solo per quello che è già dovuto dai protocolli di intesa, ma anche di forti sgravi per le fasce più deboli della popolazione sulle bollette gas e luce, ma dire come qualcuno dice, che non si pagherà per tutti gas e luce, è demagogico. Inoltre, come da tempo dico, è necessaria una reale tutela della salute e del suo territorio, ad Inceneritore purtroppo in funzione, come per altri impianti, tipo NGP, su cui vi è il mio totale dissenso; l’Osservatorio Territoriale Ambientale, di cui personalmente ho scritto il regolamento insieme alle associazioni dell’area quando ero Presidente della Commissione Ambiente come vero organo terzo di controllo del Comune, non può aspettare, si deve costituire, subito. Infine uno dei grandi progetti regionali è quello del Progetto di Riqualificazione dei Regi Lagni, su questo vi è il mio impegno deciso affinchè dopo decenni siano ripristinate nei territori che vanno da Nola, passando per Acerra, Giugliano fino al litorale domizio condizioni di salubrità e migliore vivibilità. Questo è un progetto ad area vasta con ricadute socio-economiche enormi e proprio ad Acerra dove si è avviato il primo intervento di pulizia e piantumazione di alberi, visto che proprio la Regione e l’ARPAC hanno individuato l’area Marchesa come area idonea per un Parco, rilancio con forza e ragione l’idea di un grande Parco a Tema ispirato a Pulcinella, modello Gardaland, come grande polmone verde dell’area a Nord di Napoli, ma anche volano innovativo di forte sviluppo occupazionale per un nuovo riposizionamento dell’area in senso ludico-turistico - ambientale. Quest’ ultima idea progetto, su cui da tempo mi spendo, stavolta può radicalmente cambiare il volto della nostra città e darle una dimensione europea. Datemi il vostro consenso e lo realizzerò».

Alessia Piccirillo - Giuseppe Sansone

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L'on. Pasquale Sommese dal PD all'UDC. Il PD per Sommese è già fallito

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Acerra. Venerdì 29 gennaio, si è tenuto ad Acerra un incontro con alcuni rappresentanti della Regione e della Provincia, che hanno avuto modo di discutere sul Piano Casa fortemente voluto dal Governo Berlusconi.

Il tema è di evidente attualità e di estrema importanza. Com’è noto, infatti, il Piano Casa è uno strumento gravido di potenzialità per il rilancio di un settore chiave dell’economia come quello edilizio e per le concrete opportunità che offre ai singoli cittadini, consentendo loro di aumentare la cubatura degli edifici, e - in modo particolare - alle classi maggiormente in difficoltà, a mezzo della prevista assegnazione di alloggi di nuova costruzione. Il Direttore del Tablò, Pasquale Sansone, ha intervistato in merito l’On. Pasquale Sommese che, oltre a spiegare i motivi della lunga gestazione del Piano Casa campano, ha voluto chiarire le ragioni del suo passaggio dal Pd all’Udc e rimarcare l’importanza sul piano nazionale e locale del progetto – ormai prossimo all’avvio - di una Costituente di Centro. On. Sommese, voltiamo per un attimo pagina e apriamo il discorso legato alle prossime elezioni regionali. Abbiamo saputo del suo passaggio dal PD all’UDC, cosa ci può dire in merito e soprattutto, sente di dovere fare un appello ai suoi colleghi acerrani? «Beh, di certo non si può dire che il progetto del Partito Democratico l’abbia messo in crisi il sottoscritto? Io, come altri del resto, se da un lato ho aderito con grande convinzione alla nascita della Margherita, ovvero alla sintesi di quattro forze politiche più che omogenee, dall’altro non credo di avere avuto lo stesso entusiasmo quando la Margherita ha deciso di fondersi col Pd. Sinceramente non so quando si arriverà a riconoscere il fallimento del progetto Pd, per quanto mi riguarda, però, questo è già stato fatto. Noi cattolici abbiamo avuto poca visibilità e in più non abbiamo apprezzato né lo spostamento a sinistra della segreteria del partito né la ricerca a tutti i costi di un’alleanza con l’Italia Dei Valori, che segue linee programmatiche e di comportamento diverse dalla tradizione politica cattolica e liberal-democratica nella quale ci riconosciamo». On. Sommese, è informato sulla situazione politica acerrana, dove c’è un Partito Democratico che non riesce a trovare un punto di sintesi con l’Udc, nonostante quest’ultimo sia un alleato di governo? C’è, secondo il suo parere, la possibilità che lo scenario che si sta aprendo intorno alle prossime elezioni regionali possa essere prodromo di cambiamenti inaspettati? «È difficile rispondere alla sua domanda, l’unica cosa che posso dire è che bisogna aspettare la realizzazione del progetto dell’Unione di Centro messo in campo dal nostro leader Pier Ferdinando Casini. Questi a breve convocherà gli stati generali di tutte le componenti politiche sensibili al progetto e che aderiranno alla Costituente di Centro. Sarà un momento importante e soprattutto d’incontro per tutti quegli amministratori locali e militanti di partito, che come me si riconoscono nella grande cultura di governo rappresentata dai moderati»



Giovanni Balsamo

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On.Ronghi:«Va consolidata la centralità del Consiglio regionale»

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Acerra. Intervistato dal nostro direttore in occasione dell’incontro tenutosi ad Acerra per la presentazione del Piano Casa, l’On. Salvatore Ronghi ha avuto la possibilità di discutere su molte questioni riguardanti Acerra e non solo.

Il consigliere regionale del Movimento Per le Autonomie ha espresso il suo disappunto per la lungaggine che ha caratterizzato la stesura del Piano Casa e non ha risparmiato critiche alle varie amministrazioni comunali, che in passato non hanno saputo dare una risposta seria al problema della speculazione edilizia. Ronghi si è poi soffermato sulle prossime elezioni regionali, spiegando i motivi che hanno spinto il suo partito a siglare un accordo elettorale e programmatico col Pdl, che prevede tra l’altro la possibilità di trasformare la Campania in una regione a statuto speciale. On. Ronghi, finalmente il tanto atteso Piano Casa è stato approvato; cosa si sente di dire in merito? «Le sarò sincero, credo che abbiamo colto solo parzialmente la grande opportunità offertaci dal Piano Casa. Dovevamo e potevamo fare qualcosa in più rispetto a quello che è stato fatto, ma per l’ennesima volta siamo stati bloccati dalle problematiche ambientaliste della sinistra antagonista, che non ci ha consentito di andare oltre. In poche parole, abbiamo perso sette mesi per concludere un provvedimento che in realtà è risultato poco consono alle aspettative sia nostre sia di tutte quelle famiglie che non riceveranno i benefici inizialmente auspicati». Negli ultimi anni Acerra è stata oggetto di un’intensa speculazione edilizia, secondo lei a chi va addossata la responsabilità maggiore e in che modo il nuovo Piano Casa può invertire questa tendenza? «Innanzitutto non possiamo escludere dal novero dei responsabili i vari amministratori che si sono succeduti al governo di questa città. Molto probabilmente chi era di dovere non ha saputo fare da sentinella al proprio territorio o, cosa ancora più grave, ha agevolato la speculazione. Detto ciò, c’è un altro problema da affrontare e che ancora una volta mette in evidenza la negligenza di alcune amministrazioni locali. In molti comuni, infatti, non si è proceduto alla creazione di piani regolatori e questo, oltre a dimostrare la mancanza di coraggio nel fare determinate scelte da parte dei vari consigli comunali, ha spinto i cittadini al cosiddetto abuso di necessità. Tutto ciò non è ammissibile e grazie al nuovo Piano Casa si metteranno tutte le amministrazioni locali nelle condizioni di riqualificare le aree di degrado sociale e urbanistico e di riconvertire le aree dismesse per un uso abitativo in zone destinate all’edilizia pubblica residenziale». On. Ronghi, lei è sempre stato presente sul nostro territorio, quindi, penso sia a conoscenza di tutte le problematiche che hanno riguardato Acerra negli ultimi tempi. Non crede che la nostra città sia destinata a diventare non solo il polo energetico, ma anche il ricettacolo dei rifiuti della Campania? «Assolutamente sì e questa è un’opinione che ho avuto da sempre e che mi è costata parecchie critiche da parte di alcuni membri del mio ex partito (Alleanza Nazionale). Io non sono contro la termovalorizzazione in generale, ma penso che essa debba rispondere e tenere in forte considerazione le esigenze e le caratteristiche di un territorio. Bene, Acerra non aveva quelle caratteristiche richieste per ospitare un termovalorizzatore, sia perché la zona prescelta per l’installazione dell’impianto era quella vicina all’ex Montefibre sia perché c’era la possibilità, in questa città, di realizzare un progetto importante che aveva come scopo la nascita di un grande polo pediatrico. Ora come ora – aggiunge Ronghi – ci troviamo di fronte ad uno dei territori più inquinati della Campania, per non dire abbandonato a se stesso. Dico questo perché stiamo ancora aspettando gli interventi di bonifica previsti e annunciati nel lontano 2003 da Bassolino, che si è limitato a dare in elemosina pochi fondi mal sfruttati, tra l’altro, sia dalla vecchia amministrazione comunale acerrana sia dalla nuova». Siamo prossimi alle elezioni regionali, com’è la situazione delle alleanze politiche e dove vedremo collocato il Movimento per le Autonomie di cui fa parte? «Beh, intanto le posso dire che noi del M.P.A. in questi mesi abbiamo cercato di creare in Campania un vero e proprio laboratorio politico. La cosa, però, non è andata a buon fine e ci siamo sentiti in dovere di proporre un nostro candidato presidente per fare accelerare le procedure. Questo è avvenuto, soprattutto per quanto riguarda il Pdl che ha avanzato la candidatura di Stefano Caldoro. Ciò credo sia possibile col centro-destra sulla base di alcuni obiettivi comuni: il consolidamento della centralità del consiglio regionale e la trasformazione dello statuto della Regione Campania in Statuto Speciale. Quest’ultimo punto credo sia, da parte nostra, di notevole importanza, perché riteniamo che ci sia una vertenza Campania da affrontare con sempre più poteri e, quindi, deleghe speciali.»



Giovanni Balsamo

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Arte, Sport e Integrazione: le parole d’ordine dei Giovani Democratici

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Acerra. Le proposte dei giovanissimi del PD per Acerra.

Le elezioni regionali di marzo si avvicinano, e così ogni partito, a modo suo, inizia a farsi sentire, ad essere presente sul territorio. Per sua fortuna il PD ad Acerra può contare su un gruppo giovanile più attivo che mai, che nelle ultime settimane si è dato davvero da fare. Il 28 gennaio scorso, i Giovani Democratici (GD) hanno dato vita all’iniziativa “Identità Sport e Territorio”. Qui i ragazzi hanno proposto all’Ass. Falco di intitolare un torneo di calcio a cinque, finanziato dal Comune, a Giancarlo Siani, giornalista sportivo de Il Mattino, assassinato dalla camorra nel 1985, già celebrato nel film “Fortapàsc” di Marco Risi. L’incontro è servito anche ad aggiornarci sullo stato delle strutture sportive presenti sul nostro territorio: l’Assessore Falco ha con orgoglio dichiarato che «lo Stadio Comunale di Acerra è finalmente agibile, inoltre in estate abbiamo portato avanti una delibera di 100.000 euro per realizzare la ristrutturazione completa e definitiva dell’impianto». Sembra che finalmente sia finito il pellegrinaggio dell’Acerrana Calcio per i campi di tutta la Campania! Falco ha inoltre promesso anche il raddoppiamento delle strutture dell’Arcoleo grazie alla già prevista bonifica della zona. Meno entusiasmo, invece, in merito al chiacchierato progetto della Piscina Comunale sul territorio di Acerra, che tutti noi credevamo “affondato”, ma che, stando alle parole dell’Assessore , «è una realtà a cui stiamo lavorando , un progetto in arrivo a momenti, in ritardo solo a causa di problemi con le gare d’appalto». Nell’ambito del dibattito, è stato anche proiettato il cortometraggio “Dalla polvere” del giovane regista Raffaele Ceriello. Il toccante “corto” ha mosso le considerazioni sul significato dello sport da parte di Vincenzo Pastore (segretario generale FIGC Campania) e del carismatico On. Samuele Ciambriello. Accorata la testimonianza diretta di Nello Di Costanzo, da sedici anni allenatore di calcio, eccellente “testimonial” della nostra città in tutta Italia. Oltre allo sport, i GD hanno individuato un’altra importante forma espressiva che i giovani prediligono: l’arte. La musica e le arti figurative sono infatti state le protagoniste dell’evento organizzato nella freddissima piazza Falcone e Borsellino lo scorso 31 gennaio: “Riparti da TE”, una mostra d’arte a cielo aperto in cui giovani artisti, provenienti da tutta la provincia di Napoli, hanno esposto le proprie opere; particolarmente riusciti, tra gli altri, i dipinti neo-pop-art di Antonio Picardi, le fotografie di Nello Mantice e i divertenti fumetti manga di Francesco D’Amore. In serata vari gruppi musicali si sono esibiti sul palco allestito in Piazza, mentre dei ballerini di BreakDance stupivano con le loro acrobazie. Nel pomeriggio, prima di dare il via al concerto, si è tenuto un dibattito al quale hanno partecipato esponenti GD delle varie realtà locali e alcuni rappresentanti del Partito Democratico. A tutti i relatori l’appassionata moderatrice Cristina Mastrapasqua ha chiesto perché «i giovani non si esprimono attraverso la politica, ma preferiscono l’arte per gridare ciò che hanno da dire». Poche, a dire il vero, le risposte efficaci: Michele Grimaldi (Segretario Regionale GD) ha parlato di un generico «avvicinamento della politica ai giovani», anche il frizzante Davide Maddaluno (GD di Napoli, Avvocata) non è andato oltre una definizione di «arte come cartina tornasole della società», mentre Enzo Amendola(segretario regionale PD) si è limitato a «esprimere la volontà di cambiare il PD, che deve imparare a spiegare che la vita di ognuno conta», rivendicando «l’assenza di collusi con la camorra tra le fila della sinistra». Tommaso, militante GD di Agerola, ha invece posto un forte accento su quanto «la sinistra abbia abbandonato il modello di capitale culturale che è nel suo DNA e che è la risposta più efficace che può opporre al capitale economico della destra». Grande soddisfazione da parte di Angela Cortese, che ha definito « i GD la vera linfa vitale di cui ha bisogno il PD». Quasi in risposta alla Cortese, il trascinante intervento di Francesca Esposito (delegata regionale PD): «noi ci stiamo costruendo un futuro cambiando il presente; gli adulti invece quando cambiano il presente, cambiano il nostro futuro; loro hanno in mano il nostro futuro, noi non abbiamo in mano il loro: non dobbiamo fidarci dei ‘grandi’, dobbiamo essere noi a fare». In riferimento alle politiche culturali, il Sindaco Esposito ha promesso che <



Stefano Petrella

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Il reale ruolo della cultura

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Acerra. «Il sindaco Tommaso Esposito deve dimostrare se la cultura che si fa politica è anche capace di fare politiche della cultura».

Da assessore alla cultura nella fase ultima della precedente amministrazione, mi è capitato spesso di pensare a quale fosse il reale ruolo che dovesse avere la cultura in un paese come Acerra, su cosa significasse fare cultura in un luogo simile, su come un amministratore potesse favorirla. Mi è capitato sovente di soffermarmi sul limite tra cultura e intrattenimento, nonché di cimentarmi con il giudizio tra cultura “alta” e “bassa”. Senza voler dilungarmi su definizioni, in ogni caso parziali su un concetto complesso come quello della cultura, di sicuro posso affermare che l’esperienza amministrativa in un settore tale, in concreto, deve necessariamente fare i conti con la realtà che si vive, con le richieste che si ricevono prima ancora che con le proprie concezioni o gusti. Deve interpretare, in sostanza, la molteplicità delle sensibilità dei vari strati della popolazione senza possibilmente scadere nella volgarità. È per questo che l’offerta culturale non può che essere ampia, stratificata, spesso anche dal sapore d’intrattenimento. Ritengo che la precedente amministrazione e io nell’ultima fase da assessore e prima ancora da semplice “volontario”, siamo riusciti a fare un lavoro discreto. Abbiamo tentato, e forse questo è il vero compito della cultura, di proporre cose che potessero determinare quella lieve modificazione interiore che, aggiunta ad altre, può essere fautrice di una progressione esistenziale. Si è cercato per esempio di andare incontro alle immediate richieste di associazioni o appassionati rispetto all’organizzazione di concerti, mostre o presentazioni di libri, come si è cercato in quest’ambito di far emergere le giovani e meno giovani intelligenze artistiche del territorio. Ma si è cercato anche d’inserire tale lavoro immediato in un percorso di più lungo respiro, ripetibile e duraturo. Così è stato per esempio con la creazione ex novo del “Festival di Pulcinella” o del “Corteo storico”, che hanno avuto più di una edizione, o con la mostra di arte contemporanea “Loading”, giunta alla terza edizione. Così si è tentato anche con concerti “impegnati” come quelli dei primi tre anniversari del 29 agosto (99 Posse, E’ Zezi, Avitabile). Così purtroppo non si è riuscito a fare con il “Festival degli artisti di strada” o con la serata “Multietnica” o con “O’ fucarone” o con la “Due giorni per la Legalità”, spesso per mancanza di condizioni più che per scarsa volontà. In questo percorso, in queste iniziative realizzate, sono stati determinanti la collaborazione, le proposte, gli impulsi di tante associazioni locali o comitati o gruppi di lavoro. Un’esperienza particolare è stata la crescita incredibile del “Carnevale”, grazie all’aver aiutato e messo assieme i comitati dei carri e aver arricchito la sfilata con la riproposizione rivisitata del carnevale popolare con la “Cantata dei dodici mesi” o con “A’ mort’e Vicienz”. A queste iniziative si è cercato di dare gli strumenti giusti per proseguire negli anni, proprio perché la cultura come valorizzazione delle tradizioni, riproposizione delle stesse, contaminazione o innovazione, ha bisogno di continuità, di dare qualcosa nell’immediato e di lasciare spazio per altro. Esiste tuttavia un altro compito che deve assolvere chi cerca di occuparsi di cultura da amministratore di una città. Quello cioè di porsi addirittura in una prospettiva, per così dire, storica. Il compito è cioè quello di intervenire in modo strutturale affinché non siano i sensi immediati ad essere sollecitati, non sia la fantasia e l’aspettativa degli anni a venire, ma sia addirittura la propria identità ad essere smossa insieme alle altre, scoprendosi soggetto collettivo, comunità con un patrimonio da preservare, propagandare e trasmettere. In tal senso, va letto a mio avviso, il tentativo compiuto dall’amministrazione Marletta, di reperire risorse per ristrutturare un bene storico-artistico come il Castello baronale. La nuova amministrazione comunale, insediatasi circa sei mesi fa, vede come sindaco Tommaso Esposito che è persona che proviene esattamente dal mondo della cultura. Per queste ragioni, seppur non condividendone impostazione politica e linee programmatiche complessive tanto da essermi candidato in alternativa a lui e al suo schieramento politico, non ho potuto non valutare positivamente e speranzosamente la sua decisione di trattenere a sé la delega alla cultura. Si tratta di un settore dove è possibile aspettarsi dei risultati. Del resto non si parte da zero. Acerra in questi anni ha conosciuto una vivacità culturale per le cose che prima ho menzionato. Ce ne sono poi altre che ho curato negli ultimi mesi della mia esperienza assessoriale e che credo possano rientrare in quel tentativo che dicevo di guardare alla prospettiva storica più che a quella immediata. Mi riferisco in particolar modo alla ripresa del lavoro per l’apertura del Museo Archeologico, alla Casina Spinelli, al Parco di Calabricito. Per quanto riguarda il Museo Archeologico, oltre a completare lavori interni ai locali presenti nel Castello e a riprendere i contatti con la Sovrintendenza Archeologica sia per quanto riguarda la riformulazione di una convenzione sia per quanto riguarda ipotesi gestionali, ho proposto un regolamento museale che, tenendo conto delle ultime normative in materia e servendosi anche della collaborazione dell’unica realtà riconosciuta in tal ambito a livello nazionale dal Ministero e presente sul territorio, desse dignità piena al patrimonio archeologico che Acerra possiede e che per mille difficoltà ancora non è stato trasferito in loco. Quella che era una semplice sezione di un museo civico più ampio e composito, ho infatti proposto che sia Museo a sé stante, appunto Archeologico, per garantire che su tale materia ci sia il massimo di rigore scientifico e il massimo della capacità organizzativa. Per la Casina Spinelli, invece, sono state tracciate le premesse per il suo acquisto. Dopo aver intrapreso trattative informali con i rappresentanti legali degli eredi, nell’ultimo Piano Triennale delle Opere Pubbliche approvato agli sgoccioli dell’amministrazione Marletta, ho fatto inserire 1 milione di euro di mutui per l’acquisto della Casina Spinelli, nella certezza che il primo passo da fare per la sua valorizzazione fosse quello di diventarne proprietari come Comune. Mi permetto una divagazione, in quanto ho avuto l’onore di ricoprire anche la carica di assessore al bilancio. A fronte del rispetto per più anni di seguito del Patto di stabilità, il Comune di Acerra era reputabile “virtuoso” da un punto di vista finanziario, tanto da non avere debiti, tanto da poter, così come previsto dalla legge, fare fino a 10 milioni di euro di mutui per la realizzazione di opere e per investimenti, questo proprio grazie alla solidità delle finanze comunali. I soldi che si possono prendere con mutui sono soldi per così dire “freschi”, certi. È per questo che l’acquisto della Casina Spinelli è una cosa possibile, non un sogno. Basta solo compiere i passi successivi. Infine, approfittando di un finanziamento una tantum ottenuto dal Governo grazie all’interessamento dell’allora senatore Tommaso Sodano, sono riuscito a finanziare la realizzazione di uno studio di fattibilità per la definizione di un “Parco urbano d’interesse regionale” relativo a tutta l’area di Calabricito, compresa la zona archeologica, la Casina e il Mulino, le sorgenti del Riullo. Attualmente lo studio è al vaglio della Regione per far ottenere all’area il riconoscimento di Parco, così come per altro fanno ben sperare le relazioni intercorse, grazie anche al Dirigente comunale di riferimento, con la struttura tecnica regionale. Se si riuscisse come spero ad avere il riconoscimento, quell’area diventerebbe, con le opportune risorse, un parco che non solo preserva la zona da possibili scempi, ma che può trasformarsi in una possibilità di sviluppo per Acerra, specie se si fa riferimento al “Piano strategico per la valorizzazione dei beni culturali dell’area nolana” dove si è riusciti a far rientrare anche Acerra. Sono queste in sostanza le tre iniziative strutturali fatte per la cultura ad Acerra. Ancora non sono definitive e perfezionate, vi è del lavoro da fare, c’è bisogno di tempo che alla precedente amministrazione non si è voluto dare per le ormai note vicende. Si tratta ora di riprendere queste attività, magari migliorarle e farle progredire. C’è bisogno di dedizione, di voglia, di entusiasmo. Il sindaco Tommaso Esposito deve dimostrare se la cultura che si fa politica è anche capace di fare politiche della cultura.(riceviamo e pubblichiamo)



Giovanni De laurentis

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"Acerra in tasca"- l'opuscolo di pubblica utilità più amato e richiesto dagli acerrani compie 22 anni - A Natale, 20000 copie circoleranno per la città a distribuzione gratuiita

 

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