L'on. Pasquale Sommese dal PD all'UDC. Il PD per Sommese è già fallito
Sabato 20 Febbraio 2010 15:42

Acerra. Venerdì 29 gennaio, si è tenuto ad Acerra un incontro con alcuni rappresentanti della Regione e della Provincia, che hanno avuto modo di discutere sul Piano Casa fortemente voluto dal Governo Berlusconi.
Il tema è di evidente attualità e di estrema importanza. Com’è noto, infatti, il Piano Casa è uno strumento gravido di potenzialità per il rilancio di un settore chiave dell’economia come quello edilizio e per le concrete opportunità che offre ai singoli cittadini, consentendo loro di aumentare la cubatura degli edifici, e - in modo particolare - alle classi maggiormente in difficoltà, a mezzo della prevista assegnazione di alloggi di nuova costruzione. Il Direttore del Tablò, Pasquale Sansone, ha intervistato in merito l’On. Pasquale Sommese che, oltre a spiegare i motivi della lunga gestazione del Piano Casa campano, ha voluto chiarire le ragioni del suo passaggio dal Pd all’Udc e rimarcare l’importanza sul piano nazionale e locale del progetto – ormai prossimo all’avvio - di una Costituente di Centro. On. Sommese, voltiamo per un attimo pagina e apriamo il discorso legato alle prossime elezioni regionali. Abbiamo saputo del suo passaggio dal PD all’UDC, cosa ci può dire in merito e soprattutto, sente di dovere fare un appello ai suoi colleghi acerrani? «Beh, di certo non si può dire che il progetto del Partito Democratico l’abbia messo in crisi il sottoscritto? Io, come altri del resto, se da un lato ho aderito con grande convinzione alla nascita della Margherita, ovvero alla sintesi di quattro forze politiche più che omogenee, dall’altro non credo di avere avuto lo stesso entusiasmo quando la Margherita ha deciso di fondersi col Pd. Sinceramente non so quando si arriverà a riconoscere il fallimento del progetto Pd, per quanto mi riguarda, però, questo è già stato fatto. Noi cattolici abbiamo avuto poca visibilità e in più non abbiamo apprezzato né lo spostamento a sinistra della segreteria del partito né la ricerca a tutti i costi di un’alleanza con l’Italia Dei Valori, che segue linee programmatiche e di comportamento diverse dalla tradizione politica cattolica e liberal-democratica nella quale ci riconosciamo». On. Sommese, è informato sulla situazione politica acerrana, dove c’è un Partito Democratico che non riesce a trovare un punto di sintesi con l’Udc, nonostante quest’ultimo sia un alleato di governo? C’è, secondo il suo parere, la possibilità che lo scenario che si sta aprendo intorno alle prossime elezioni regionali possa essere prodromo di cambiamenti inaspettati? «È difficile rispondere alla sua domanda, l’unica cosa che posso dire è che bisogna aspettare la realizzazione del progetto dell’Unione di Centro messo in campo dal nostro leader Pier Ferdinando Casini. Questi a breve convocherà gli stati generali di tutte le componenti politiche sensibili al progetto e che aderiranno alla Costituente di Centro. Sarà un momento importante e soprattutto d’incontro per tutti quegli amministratori locali e militanti di partito, che come me si riconoscono nella grande cultura di governo rappresentata dai moderati»
Giovanni Balsamo
On.Ronghi:«Va consolidata la centralità del Consiglio regionale»
Sabato 20 Febbraio 2010 15:42

Acerra. Intervistato dal nostro direttore in occasione dell’incontro tenutosi ad Acerra per la presentazione del Piano Casa, l’On. Salvatore Ronghi ha avuto la possibilità di discutere su molte questioni riguardanti Acerra e non solo.
Il consigliere regionale del Movimento Per le Autonomie ha espresso il suo disappunto per la lungaggine che ha caratterizzato la stesura del Piano Casa e non ha risparmiato critiche alle varie amministrazioni comunali, che in passato non hanno saputo dare una risposta seria al problema della speculazione edilizia. Ronghi si è poi soffermato sulle prossime elezioni regionali, spiegando i motivi che hanno spinto il suo partito a siglare un accordo elettorale e programmatico col Pdl, che prevede tra l’altro la possibilità di trasformare la Campania in una regione a statuto speciale. On. Ronghi, finalmente il tanto atteso Piano Casa è stato approvato; cosa si sente di dire in merito? «Le sarò sincero, credo che abbiamo colto solo parzialmente la grande opportunità offertaci dal Piano Casa. Dovevamo e potevamo fare qualcosa in più rispetto a quello che è stato fatto, ma per l’ennesima volta siamo stati bloccati dalle problematiche ambientaliste della sinistra antagonista, che non ci ha consentito di andare oltre. In poche parole, abbiamo perso sette mesi per concludere un provvedimento che in realtà è risultato poco consono alle aspettative sia nostre sia di tutte quelle famiglie che non riceveranno i benefici inizialmente auspicati». Negli ultimi anni Acerra è stata oggetto di un’intensa speculazione edilizia, secondo lei a chi va addossata la responsabilità maggiore e in che modo il nuovo Piano Casa può invertire questa tendenza? «Innanzitutto non possiamo escludere dal novero dei responsabili i vari amministratori che si sono succeduti al governo di questa città. Molto probabilmente chi era di dovere non ha saputo fare da sentinella al proprio territorio o, cosa ancora più grave, ha agevolato la speculazione. Detto ciò, c’è un altro problema da affrontare e che ancora una volta mette in evidenza la negligenza di alcune amministrazioni locali. In molti comuni, infatti, non si è proceduto alla creazione di piani regolatori e questo, oltre a dimostrare la mancanza di coraggio nel fare determinate scelte da parte dei vari consigli comunali, ha spinto i cittadini al cosiddetto abuso di necessità. Tutto ciò non è ammissibile e grazie al nuovo Piano Casa si metteranno tutte le amministrazioni locali nelle condizioni di riqualificare le aree di degrado sociale e urbanistico e di riconvertire le aree dismesse per un uso abitativo in zone destinate all’edilizia pubblica residenziale». On. Ronghi, lei è sempre stato presente sul nostro territorio, quindi, penso sia a conoscenza di tutte le problematiche che hanno riguardato Acerra negli ultimi tempi. Non crede che la nostra città sia destinata a diventare non solo il polo energetico, ma anche il ricettacolo dei rifiuti della Campania? «Assolutamente sì e questa è un’opinione che ho avuto da sempre e che mi è costata parecchie critiche da parte di alcuni membri del mio ex partito (Alleanza Nazionale). Io non sono contro la termovalorizzazione in generale, ma penso che essa debba rispondere e tenere in forte considerazione le esigenze e le caratteristiche di un territorio. Bene, Acerra non aveva quelle caratteristiche richieste per ospitare un termovalorizzatore, sia perché la zona prescelta per l’installazione dell’impianto era quella vicina all’ex Montefibre sia perché c’era la possibilità, in questa città, di realizzare un progetto importante che aveva come scopo la nascita di un grande polo pediatrico. Ora come ora – aggiunge Ronghi – ci troviamo di fronte ad uno dei territori più inquinati della Campania, per non dire abbandonato a se stesso. Dico questo perché stiamo ancora aspettando gli interventi di bonifica previsti e annunciati nel lontano 2003 da Bassolino, che si è limitato a dare in elemosina pochi fondi mal sfruttati, tra l’altro, sia dalla vecchia amministrazione comunale acerrana sia dalla nuova». Siamo prossimi alle elezioni regionali, com’è la situazione delle alleanze politiche e dove vedremo collocato il Movimento per le Autonomie di cui fa parte? «Beh, intanto le posso dire che noi del M.P.A. in questi mesi abbiamo cercato di creare in Campania un vero e proprio laboratorio politico. La cosa, però, non è andata a buon fine e ci siamo sentiti in dovere di proporre un nostro candidato presidente per fare accelerare le procedure. Questo è avvenuto, soprattutto per quanto riguarda il Pdl che ha avanzato la candidatura di Stefano Caldoro. Ciò credo sia possibile col centro-destra sulla base di alcuni obiettivi comuni: il consolidamento della centralità del consiglio regionale e la trasformazione dello statuto della Regione Campania in Statuto Speciale. Quest’ultimo punto credo sia, da parte nostra, di notevole importanza, perché riteniamo che ci sia una vertenza Campania da affrontare con sempre più poteri e, quindi, deleghe speciali.»
Giovanni Balsamo














