Non tutti gli edifici pubblici ad Acerra espongono la bandiera italiana
Giovedì 21 Gennaio 2010 10:00

Acerra. Il 7 gennaio ha avuto luogo ad Acerra la Festa del Tricolore, ufficialmente Giornata Nazionale della Bandiera.
Essa è stata istituita dalla legge n. 671 del 31 dicembre 1996 con l’intento di celebrare il bicentenario della nascita a Reggio Emilia del tricolore italiano. Questa ricorrenza molte volte passa in secondo piano e quindi va dato merito a chi ha fatto sì che anche ad Acerra, e non solo a Reggio Emilia o Roma, fosse dato spazio ad un momento celebrativo così importante della storia del nostro paese. Dico questo perché troppe volte ci troviamo di fronte alla noncuranza generale per una Festa di Stato che non è nemmeno segnata in rosso sul calendario, come il 2 Giugno per esempio. Già qui si potrebbe pensare che sia una ricorrenza non “al pari”, per importanza, alle altre (almeno nell’immaginario collettivo), ma è solo un sospetto, che però trova conferma nella poca attenzione per l’evento mostrata dai mezzi dell’informazione. Dunque, tirando le somme, vanno sì rinnovati i complimenti all’amministrazione comunale per aver voluto celebrare un pezzo della storia d’Italia, ma con un piccolo appunto. Spesso, girando per Acerra, le poche bandiere che sono esposte fuori agli edifici pubblici hanno colori tanto sbiaditi da lasciar trapelare la mancanza di attaccamento a determinati valori sanciti dalla nostra Costituzione e, cosa ancora più grave, da rendere opaco anche il ricordo di chi ha pagato con la propria vita il prezzo della libertà e dell’indipendenza del nostro paese. Facciamo sì che ciò che si è verificato ad Acerra il 7 gennaio 2010, in occasione del 213° anniversario del tricolore italiano, divenga un fatto quotidiano e rendiamo sempre omaggio alla bandiera italiana, che vuole essere simbolo dell’unità e indivisibilità della Repubblica e dei valori di democrazia e di solidarietà solennemente sanciti dalla nostra Costituzione. Detto ciò, si spera che la Giornata Nazionale della Bandiera sia stata un vero momento di educazione civile per le giovani generazioni e non semplicemente una ricorrenza da onorare alla meno peggio; che tutti gli edifici pubblici, nessuno escluso, come normativa recita, espongano il tricolore nazionale e che all’ingresso del museo civico o meglio del vecchio Castello, già sede municipale, simbolo della nostra città venga ripristinato l’assetto per lo sventolio del tricolore, della bandiera europea e dell’Unicef. Inoltre, ci si auspica che nel momento in cui gli agenti atmosferici e il grave inquinamento urbano sfilacciano e decolorano le bandiere, gli amministratori locali, sensibilissimi all’evento della giornata del tricolore, onde evitare che la stessa manifestazione resti fine a se stessa per quel solo giorno, si preoccupassero, che chi di dovere, sostituisca per tempo utile il tricolore sbiadito e sfilacciato.
Giovanni Balsamo
Ancora una volta....Quando l'incarico politico prevale su tutti Noi
Domenica 10 Gennaio 2010 12:00

Acerra - Noi! Noi, quelli del sessantotto! Noi, quelli che abbiamo avuto idee nelle quali credere. Noi ,quelli che hanno creduto. No,i quelli che frequentavano gli ambienti parrocchiali, quelli che ascoltavano la messa.
Noi, quelli che credevano nella politica, che frequentavano i partiti. Noi, quelli che hanno detto no alla guerra nel Vietnam. Noi, quelli che hanno pianto per Gandhi, per Martin Luther King! Noi, quelli che hanno visto il piede umano toccare la luna. Noi, quelli che hanno sentito il boom economico, ma non hanno vissuto la ricchezza economica. Noi, quelli che sono cresciuti con i Beatles,i Rolling Stones. Noi, quelli che hanno visto cadere il muro. Noi, testimoni della più grossa conquista per l’umanità , il venir meno della pietra, simbolo di separazione,divisione, diversità . Noi, quelli che hanno visto stelle comete passare nel cielo. Noi, i fortunati uomini del terzo millennio, oggi declassati, umiliati da questa amministrazione,costretti a restare raso terra. Con le ali tarpate, costretti ad essere testimoni della nullità , del non far niente, dell’ozio, del letargo dei pensieri e delle azioni! Il pubblico acerrano non applaude , anzi dalla platea si alzano fischi di contestazione. Il disappunto nasce dal fatto che delle promesse elettorali fatte non c’è più ombra, sono sparite. Chiedo: “Ci siamo presi l’inceneritore per i danni che può provocare, ma non per i benefici che può portare?” Ho l’impressione che dovremmo prenderci solo i danni, altrimenti perché in questi giorni ci siamo visti notificare cartelle di pagamento per la T.A,R.S.U per migliaia di euro. Da non addetta ai lavori, ma da cittadina, dico che avere sul territorio un impianto come l’inceneritore dovrebbe permetterci di risparmiare sul servizio a discarica della spazzatura, un risparmio che si sarebbe dovuto tramutare in un minor costo dell’aliquota non solo, ma anche come incentivo da distribuire agli operatori del settore per migliorare, rendere più efficiente il servizio. Mi chiedo e chiedo: “Ma la raccolta differenziata che fine ha fatto? Non ha senso avere un inceneritore e non realizzare una raccolta differenziata, è assurdo!” In un governo democratico, al cittadino spetta fare il suo dovere ed il nostro è quello di pagare le tasse, ma è pur vero che quel cittadino ha il diritto di sapere, quindi qualcuno può dare risposta alle nostre domande,può spiegarcele? A onor del vero dovrebbero anche spiegarci come “la tutela”, “lo sviluppo del paese’’, cavallo di battaglia della campagna elettorale si sono rivelati essere il cavallo di troia, mostrando l’inganno in tutta la sua crudeltà , con la scelta di decisioni a dir poco scellerate: prima la l’Ngp-Montefibre e poi il tentativo di approvazione del progetto interporto Marcianise Acerra, con l’utilizzazione di 8 chilometri quadrati di terreno in località Frassinelli ovvero tutta l’area a ridosso della vecchia Suessola, due aree che nella tradizione agricola acerrana hanno da sempre costituito fonte di sostentamento di tante famiglie contadine, non solo, ma anche un’area archeologica ricca di reperti della storia di Acerra. Mi chiedo: tutela del territorio vuol dire devastarlo? Lo sviluppo vuol dire privare l’agricoltura del terreno fertile, licenziare gli agricoltori, decimare il bestiame? No, questo è tartassare un’economia già in ginocchio perché estraniata, fatta fuori dal mercato ortofrutticolo regionale per l’etichettatura di prodotti alla diossina. Non solo, ma è anche vietare ad Acerra di entrare in un itinerario culturale? Altro che sviluppo, questa è regressione. E dire che il nostro primo cittadino è un medico ed è il responsabile del Museo di Pulcinella, del Folklore e della Civiltà Contadina acerrana, presidente del museo di Archeologia e Storia del territorio di Acerra e Suessola. Quindi, chi come lui potrebbe e dovrebbe essere il più titolato ad intervenire in queste questioni? In quanto presidente del museo, estimatore della cultura e tradizione acerrana, avrebbe dovuto assicurare la salvaguardia del patrimonio giacente nell’area di Suessola. In quanto medico, sarebbe dovuto scendere in campo per battersi contro i danni provocati dalla messa in opera della ngp, anzicchè dare l’approvazione. Ma è evidente che l’incarico politico ha prevalso sulle altre due figure, soggiogandole. E se oltre oceano, il fenomeno americano ha reso il suo paese un pianeta intorno al quale orbitano satelliti, il fenomeno nostrano ha reso il nostro paese un pianeta capace di orbitare solo intorno ad una politica nebulosa, fallita. Un paese che non orbita né è orbitante (cioè non è pianeta),ma nemmeno satellite, quindi un paese destinato ad essere risucchiato nell’universo, destinato a sparire. E, se al fenomeno d’oltreoceano è stato dato il nobel per la pace, al fenomeno nostrano dovremmo dare il nobel per il film’’Acerra, storia di un paese che muore’’ , di cui lui potrebbe essere autore, regista e produttore. Spontaneo mi viene da dire che compromessi si possono avere sulle strategie, ma non sui principi. Perché ciò significherebbe essere sleali, incoerenti, ingannevoli; ci si lascia credere che la luce nel pozzo sia la luna e invece altro non è che una piccola lanterna. Quindi, anche se è penoso dirlo, dobbiamo ammettere che Noi acerrani forse meritiamo la disattenzione di quest'amministrazione, altrimenti avremmo dovuto avere il coraggio di gridare noi quel no al suo posto e invece restiamo muti, quasi avessimo un bavaglio; o è paura? La paura deve essere una sola, quella dei danni che ricadranno su di noi tra qualche anno. Vogliamo accettare questo destino? Riprendiamoci quell'opportunità che non ci è stata data. Yes, you can Acerra SI ALZI FORTE IL CORO dei NO, dei BASTA!!!
Carmela Bianco













