Martedì, Febbraio 07, 2012
   
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Politica

Cambiare tutto per non cambiare niente.Applausi!

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Acerra. A teatro, dopo un’esecuzione, se il pubblico rimane soddisfatto, applaude, se invece rimane entusiasta, chiede il bis. In questi giorni anche nel teatro cittadino c’è stata un’esecuzione: l’inaugurazione della piazza Falcone e Borsellino.

Il pubblico, soddisfatto, applaude- perché, pensa, qualcosa si muove-. Il pubblico, però non è entusiasta, quindi non chiede il bis. Come dargli torto, in fondo non c’è stato niente di nuovo, si è trattato di rifare una piazza che già c’era, di allargare spazi, rinfoltire le aiuole, insomma riprendere tutto ciò che era diventato preda dell’incuria, quella stessa che si ripresenterà se nessuno avrà cura della nuova area. Una piazza, oggi, senza dubbio più decorosa, più elegante, forse anche più fruibile, ma a discapito di un’utenza scolastica, un servizio postale, un servizio pretoriale, un aumento di ingorgo del traffico nelle strade laterali frequentatissime nell’ora di punta per la forte incidenza di siti scolastici. Quindi, alla fine, si è trattato di dare qualcosa in più a chi già aveva; è normale a questo punto chiedersi: invece di spendere soldi per abbellire, non sarebbe stato più giusto utilizzare quelle risorse per costruire, realizzare, progettare qualcosa di veramente nuovo? C’è tanto da fare per strade, fogne, marciapiedi, la periferia ormai tocca l’apice dell’incuria, del disordine, dell’abbandono. E, invece, proprio come la cruda legge della vita, a volte si da a chi già ha e chi non ha continua a non ricevere niente. Certo, l’estetica, l’abbellimento sono importanti ma non sempre necessari. A volte si dovrebbero operare scelte proprio come si fa in famiglia, pensando prima alle cose necessarie, urgenti e poi a quelle effimere, di piacere, di godimento. Fin quando non si inizierà a pensare alla cosa pubblica come ad un progetto familiare, dove l’amministrazione comunale interpreta il capo famiglia, difficilmente si capirà il fine ultimo per cui si amministra un paese! E si continueranno ad avere le discriminazioni, le contrapposizioni tra quartieri di serie A e quartieri di serie B, altro che uniformità, equità , si continuerà nella ghettizzazione, sicché interi quartieri si ritroveranno sempre ad essere abbandonati a sè stessi, come pure alcuni cittadini rimarranno soli a dover combattere ottusità e incomprensione, rappresentati da scale, ostacoli meccanici, e le cosiddette barriere architettoniche. Tra rabbia e sconcerto, stranamente viene da pensare come l’uomo sia riuscito a posare i piedi sul suolo lunare, ci ha camminato, ma non riesce a far camminare sul suolo terrestre tutti gli uomini della terra, i cosiddetti uomini portatori di handicap che, invece, tiene bloccati, prigionieri in casa, senza possibilità di uscire, di vivere la propria città, il proprio paese; lo sconcerto nasce dalla consapevolezza che se l’handicap li limita, questa realtà li schiavizza. Schiavi di in sistema politico che non si pone il problema, non vive la condizione limitante né si pone nelle condizioni di farla superare, di essere da supporto. Come se chi la subisce non appartenesse a quel popolo che vive tra le Alpi e la Sicilia, ma fosse un popolo straniero nella sua patria. Eppure c’è la Costituzione, ci sono le leggi; forse manca chi le legga e chi le faccia applicare, forse, più semplicemente, c’è assenza di una vera politica sociale. Acerra è così: non c’è locale pubblico, bar, pizzeria, che non abbia scale per l’accesso, marciapiedi con rampe di salita con pavimentazioni interrotte. Per non parlare della mancata fruizione di locali di divertimento, intrattenimento, culturali, come teatri, cinema; e che dire del castello baronale? Ristrutturato, abbellito centro di cultura e manifestazioni, ma che resta per i portatori di handicap semplicemente un quadro da ammirare e da vedere, perché è purtroppo off limits. E’ difficile far capire quanto questa realtà limiti ancora di più la già ristretta libertà di un portatore di handicap; è come tenerlo estraniato, messo da parte, isolato, ghettizzato, discriminato. Così nel nostro paese convivono realtà megagalattiche, con quartieri ultramoderni, signorili e dotati di ogni confort, con realtà a dir poco lasciate all’epoca della pietra, con quartieri lasciati affogare dalle erbacce, dalle acque piovane,dalla melma che fuoriesce dalle fogne intasate. Proprio come se quegli abitanti fossero figli di un Dio minore. Però, intanto, si pensa ad abbellire, a rendere graziosi spazi già esistenti, già ben determinati. E’ questo rispondere alle esigenze della popolazione? Dei più deboli, dei più bisognosi? Non mi pare che fossero questi gli impegni che quest’amministrazione aveva preso con gli elettori. D’altronde non c’è da meravigliarsi; in fondo, a questo modo di amministrare ci avevano già abituate le precedenti amministrazioni , quelle di un passato non troppo lontano, con i lavori per dei marciapiedi che da piazza S. Pietro arrivano al ponte di Napoli, prima ristretti, poi allargati e poi fatti ritornare com’erano prima, con l’organizzazione di feste, canti e suoni per allontanarci dalla realtà. Quindi, quella di oggi è la storia che si ripete . Come dar torto a G. Tomasi di Lampedusa, quando nel “Gattopardo” sostiene :”Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!”. In poche parole: ”cambiare tutto per non cambiare niente”. Eppure mi dico, anche senza troppo studiare, analizzare, c’è tanto da fare, tanto a cui pensare: ci sono ad esempio i disoccupati, gli artigiani, che chiedono interventi mirati. Da tempo, ho un’idea che mi balza nella mente, più che un’idea è forse un sogno. Rilanciare l’artigianato locale, mettere in moto una piccola e media industria. Penso: il castello baronale è stato rimesso a nuovo, e proprio il castello, simbolo di Acerra, emblema del nostro paese, potrebbe rappresentare la rinascita, il punto di partenza, il fulcro dell’attività artigianale, con l’utilizzo di tutto lo spazio del fossato, dove progettare una serie di piccoli spazi- bottega a ridosso delle mura laterali, stando attenti ad assicurare un inserimento intonato, armonico con l’esistente. Assegnare questi spazi bottega ai piccoli artigiani locali, dove poter lavorare ed esporre la merce. il rimanente spazio centrale, opportunamente lastricato, potrebbe essere messo a servizio di passeggiate di papà e mamme con i propri figli, mentre la parte finale del fossato potrebbe diventare un piccolo parco giochi, zona di ristorazione, con bar e pizzetterie da dare in gestione a ragazzi disoccupati. E tutto questo proprio a Piazza Castello, quella che da sempre è stata la piazza affari locale. Era a Piazza Castello che si decidevano i prezzi dei prodotti agricoli, dove i contadini vendevano i loro prodotti ai commercianti, dove c’era la domanda e l’offerta della manodopera necessaria ai campi. Si potrebbe ripartire proprio dalla piazza affari acerrana. Un sogno il mio? Guai se non ci fossero i sogni; non ci sarebbe più futuro. Forse è proprio questo il problema quest’amministrazione: ne ha di sogni da fare e da realizzare? Francamente non so!



Carmela Bianco

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Non tutti gli edifici pubblici ad Acerra espongono la bandiera italiana

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Acerra. Il 7 gennaio ha avuto luogo ad Acerra la Festa del Tricolore, ufficialmente Giornata Nazionale della Bandiera.

Essa è stata istituita dalla legge n. 671 del 31 dicembre 1996 con l’intento di celebrare il bicentenario della nascita a Reggio Emilia del tricolore italiano. Questa ricorrenza molte volte passa in secondo piano e quindi va dato merito a chi ha fatto sì che anche ad Acerra, e non solo a Reggio Emilia o Roma, fosse dato spazio ad un momento celebrativo così importante della storia del nostro paese. Dico questo perché troppe volte ci troviamo di fronte alla noncuranza generale per una Festa di Stato che non è nemmeno segnata in rosso sul calendario, come il 2 Giugno per esempio. Già qui si potrebbe pensare che sia una ricorrenza non “al pari”, per importanza, alle altre (almeno nell’immaginario collettivo), ma è solo un sospetto, che però trova conferma nella poca attenzione per l’evento mostrata dai mezzi dell’informazione. Dunque, tirando le somme, vanno sì rinnovati i complimenti all’amministrazione comunale per aver voluto celebrare un pezzo della storia d’Italia, ma con un piccolo appunto. Spesso, girando per Acerra, le poche bandiere che sono esposte fuori agli edifici pubblici hanno colori tanto sbiaditi da lasciar trapelare la mancanza di attaccamento a determinati valori sanciti dalla nostra Costituzione e, cosa ancora più grave, da rendere opaco anche il ricordo di chi ha pagato con la propria vita il prezzo della libertà e dell’indipendenza del nostro paese. Facciamo sì che ciò che si è verificato ad Acerra il 7 gennaio 2010, in occasione del 213° anniversario del tricolore italiano, divenga un fatto quotidiano e rendiamo sempre omaggio alla bandiera italiana, che vuole essere simbolo dell’unità e indivisibilità della Repubblica e dei valori di democrazia e di solidarietà solennemente sanciti dalla nostra Costituzione. Detto ciò, si spera che la Giornata Nazionale della Bandiera sia stata un vero momento di educazione civile per le giovani generazioni e non semplicemente una ricorrenza da onorare alla meno peggio; che tutti gli edifici pubblici, nessuno escluso, come normativa recita, espongano il tricolore nazionale e che all’ingresso del museo civico o meglio del vecchio Castello, già sede municipale, simbolo della nostra città venga ripristinato l’assetto per lo sventolio del tricolore, della bandiera europea e dell’Unicef. Inoltre, ci si auspica che nel momento in cui gli agenti atmosferici e il grave inquinamento urbano sfilacciano e decolorano le bandiere, gli amministratori locali, sensibilissimi all’evento della giornata del tricolore, onde evitare che la stessa manifestazione resti fine a se stessa per quel solo giorno, si preoccupassero, che chi di dovere, sostituisca per tempo utile il tricolore sbiadito e sfilacciato.



Giovanni Balsamo

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Ancora una volta....Quando l'incarico politico prevale su tutti Noi

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Acerra - Noi! Noi, quelli del sessantotto! Noi, quelli che abbiamo avuto idee nelle quali credere. Noi ,quelli che hanno creduto. No,i quelli che frequentavano gli ambienti parrocchiali, quelli che ascoltavano la messa.

Noi, quelli che credevano nella politica, che frequentavano i partiti. Noi, quelli che hanno detto no alla guerra nel Vietnam. Noi, quelli che hanno pianto per Gandhi, per Martin Luther King! Noi, quelli che hanno visto il piede umano toccare la luna. Noi, quelli che hanno sentito il boom economico, ma non hanno vissuto la ricchezza economica. Noi, quelli che sono cresciuti con i Beatles,i Rolling Stones. Noi, quelli che hanno visto cadere il muro. Noi, testimoni della più grossa conquista per l’umanità, il venir meno della pietra, simbolo di separazione,divisione, diversità. Noi, quelli che hanno visto stelle comete passare nel cielo. Noi, i fortunati uomini del terzo millennio, oggi declassati, umiliati da questa amministrazione,costretti a restare raso terra. Con le ali tarpate, costretti ad essere testimoni della nullità, del non far niente, dell’ozio, del letargo dei pensieri e delle azioni! Il pubblico acerrano non applaude , anzi dalla platea si alzano fischi di contestazione. Il disappunto nasce dal fatto che delle promesse elettorali fatte non c’è più ombra, sono sparite. Chiedo: “Ci siamo presi l’inceneritore per i danni che può provocare, ma non per i benefici che può portare?” Ho l’impressione che dovremmo prenderci solo i danni, altrimenti perché in questi giorni ci siamo visti notificare cartelle di pagamento per la T.A,R.S.U per migliaia di euro. Da non addetta ai lavori, ma da cittadina, dico che avere sul territorio un impianto come l’inceneritore dovrebbe permetterci di risparmiare sul servizio a discarica della spazzatura, un risparmio che si sarebbe dovuto tramutare in un minor costo dell’aliquota non solo, ma anche come incentivo da distribuire agli operatori del settore per migliorare, rendere più efficiente il servizio. Mi chiedo e chiedo: “Ma la raccolta differenziata che fine ha fatto? Non ha senso avere un inceneritore e non realizzare una raccolta differenziata, è assurdo!” In un governo democratico, al cittadino spetta fare il suo dovere ed il nostro è quello di pagare le tasse, ma è pur vero che quel cittadino ha il diritto di sapere, quindi qualcuno può dare risposta alle nostre domande,può spiegarcele? A onor del vero dovrebbero anche spiegarci come “la tutela”, “lo sviluppo del paese’’, cavallo di battaglia della campagna elettorale si sono rivelati essere il cavallo di troia, mostrando l’inganno in tutta la sua crudeltà, con la scelta di decisioni a dir poco scellerate: prima la l’Ngp-Montefibre e poi il tentativo di approvazione del progetto interporto Marcianise Acerra, con l’utilizzazione di 8 chilometri quadrati di terreno in località Frassinelli ovvero tutta l’area a ridosso della vecchia Suessola, due aree che nella tradizione agricola acerrana hanno da sempre costituito fonte di sostentamento di tante famiglie contadine, non solo, ma anche un’area archeologica ricca di reperti della storia di Acerra. Mi chiedo: tutela del territorio vuol dire devastarlo? Lo sviluppo vuol dire privare l’agricoltura del terreno fertile, licenziare gli agricoltori, decimare il bestiame? No, questo è tartassare un’economia già in ginocchio perché estraniata, fatta fuori dal mercato ortofrutticolo regionale per l’etichettatura di prodotti alla diossina. Non solo, ma è anche vietare ad Acerra di entrare in un itinerario culturale? Altro che sviluppo, questa è regressione. E dire che il nostro primo cittadino è un medico ed è il responsabile del Museo di Pulcinella, del Folklore e della Civiltà Contadina acerrana, presidente del museo di Archeologia e Storia del territorio di Acerra e Suessola. Quindi, chi come lui potrebbe e dovrebbe essere il più titolato ad intervenire in queste questioni? In quanto presidente del museo, estimatore della cultura e tradizione acerrana, avrebbe dovuto assicurare la salvaguardia del patrimonio giacente nell’area di Suessola. In quanto medico, sarebbe dovuto scendere in campo per battersi contro i danni provocati dalla messa in opera della ngp, anzicchè dare l’approvazione. Ma è evidente che l’incarico politico ha prevalso sulle altre due figure, soggiogandole. E se oltre oceano, il fenomeno americano ha reso il suo paese un pianeta intorno al quale orbitano satelliti, il fenomeno nostrano ha reso il nostro paese un pianeta capace di orbitare solo intorno ad una politica nebulosa, fallita. Un paese che non orbita né è orbitante (cioè non è pianeta),ma nemmeno satellite, quindi un paese destinato ad essere risucchiato nell’universo, destinato a sparire. E, se al fenomeno d’oltreoceano è stato dato il nobel per la pace, al fenomeno nostrano dovremmo dare il nobel per il film’’Acerra, storia di un paese che muore’’ , di cui lui potrebbe essere autore, regista e produttore. Spontaneo mi viene da dire che compromessi si possono avere sulle strategie, ma non sui principi. Perché ciò significherebbe essere sleali, incoerenti, ingannevoli; ci si lascia credere che la luce nel pozzo sia la luna e invece altro non è che una piccola lanterna. Quindi, anche se è penoso dirlo, dobbiamo ammettere che Noi acerrani forse meritiamo la disattenzione di quest'amministrazione, altrimenti avremmo dovuto avere il coraggio di gridare noi quel no al suo posto e invece restiamo muti, quasi avessimo un bavaglio; o è paura? La paura deve essere una sola, quella dei danni che ricadranno su di noi tra qualche anno. Vogliamo accettare questo destino? Riprendiamoci quell'opportunità che non ci è stata data. Yes, you can Acerra SI ALZI FORTE IL CORO dei NO, dei BASTA!!!



Carmela Bianco

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La giunta Esposito, Verone, Siracusa deve tornare a casa

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Acerra - E' risaputo che Acerra , ogni volta che deve votare per il proprio Sindaco , crea un mito . Avvenne per Titina Verone , per Espedito Marletta ed oggi per Tommaso Esposito .

Poi, puntualmente, dopo 5 anni li distrugge , anche se a volte ritornano , come ha fatto Titina. Cambiano i Sindaci , ma tutto rimane tale e quale .Marletta , eletto con numeri importanti , vide arricchirsi la sua dote di 18 consiglieri , con alcuni transfughi eletti in partiti di centro destra . Tommaso Esposito , sempre dotato di 18 consiglieri , ha già in panchina una bella dote di eletti nel centro destra , pronti a subentrare a chi , eletto nel centro sinistra , ha già mal di pancia. Espedito Marletta ha visto nascere il termovalorizzatore , Tommaso Esposito lo ha visto in funzione ed in più , ha visto l'avvio della centrale Turbogas , dispensatrice di PM 10, con l'aggiunta di un centro di lavorazioni di liquami pericolosi provenienti chissà da dove. Poi è arrivato l'inviato di " Striscia la notizia " a parlare di pozzi inquinati e a celebrare il rito che rese celebre Marletta , quando in diretta TV , mangiò un cavolo : solo che a Tommaso ha dato da mangiare un kaki ! Ma la vogliamo smettere ? 1600 famiglie di agricoltori sono allo stremo perchè non riescono a vendere i loro prodotti a causa del sisma provocato dalle catastrofiche notizie date in pasto alla stampa per martoriare ancora di più il territorio , mentre i paesi limitrofi come Afragola, Maddaloni etc vedono fiorenti i loro mercati dell'ortofrutta :Paradosso dei paradossi. .La differenza sta nel manico. Qui abbiamo Sindaci che si occupano perennemente dei perenni disoccupati LSU , che si occupano di poltrone e commissioni , di pulcinellate varie e non vedono che Acerra demograficamente decresce , che l'economia è al palo e i cittadini , stremati dalle tasse , non ne possono più. Per questo la giunta Esposito,Verone,Siracusa ,sicuramente inadeguata, deve tornare a casa!(Riceviamo e pubblichiamo)



Gino Bigliardo

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Ass. Falco."sull'attuale amministrazione è presto dare giudizi definitivi"

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Acerra - Perchè il Piano Regolatore ritarda ad arrivare in Consiglio Comunale? Ciò è quanto chiesto all’assessore al rame Vincenzo Falco.

“Allo stato siamo in attesa dei pareri obbligatori delle istituzioni interessate sulla proposta di PUC adottata dalla Giunta comunale precedente. Contemporaneamente stiamo valutando la coerenza del PUC rispetto alla attuale configurazione politica del nuovo Consiglio comunale e, soprattutto, rispetto al programma di governo della nuova Amministrazione comunale. Credo che in tempi strettissimi inizierà l’esame da parte dell’articolazione dell’assise comunale competente per materia”. Nei dettagli:Al fine di trasmettere la delibera di adozione del PUC in consiglio Comunale, è necessario che la stessa sia corredata di tutti i pareri previsti dalla normativa vigente. In particolare: - L’ASL ha formulato parere positivo - La Soprintendenza ai beni archeologici ha formulato parere positivo; - L’autorità di Bacino nord-occidentale ha richiesto una relazione idraulica sullo scarico finale degli insediamenti civili a cui si sta provvedendo; - L’ASI ha richiesto integrazioni, già riscontrate, e si è in attesa del parere anche se occorre inquadrarlo nella più ampia problematica dell’assetto degli agglomerati ASI in territorio di Acerra. - Il Settore Provinciale del Genio Civile di Napoli si esprimerà dopo che l’Autorità di Bacino avrà emesso il proprio parere di competenza. All’interno del Procedimento di adozione del PUC, la fase dell’acquisizione dei pareri degli Enti sovraordinati, rappresenta sicuramente il passaggio più difficile e lungo. Infatti, molto spesso (Vedi ASI), si tratta di mettersi in conformità a strumenti urbanistici datati nel tempo e molto spesso superati per effetto dell’introduzione di nuove normative generali e di settore. Nelle more dell’acquisizione dei pareri da parte degli enti sovraordinati, l’A.C. sta valutando di cominciare la discussione sulle controdeduzioni nelle articolazioni del consiglio comunale, in modo da raggiungere un duplice obiettivo: 1) Facilitare il lavoro del Consiglio Comunale attraverso un preistruttoria delle osservazioni. 2) Accelerare i tempi di adozione. All’attenzione del Consiglio Comunale ci sono anche il RUEC, Il Piano di Zonizzazione Acustica ed il SIAD (Piano Commercio), che devono affrontare ancora la discussione nelle commissioni consiliari di competenza. Assessore Falco, che differenza c’è tra l’amministrazione Esposito e quella di Marletta? “E’ presto per dare giudizi definitivi. C’è tanto noviziato e il rodaggio è d’obbligo. Ho la sensazione, però, che non c’è grande entusiasmo, anche se nessuno lesina energie. E’ come se le emergenze trascinassero il governo. E, soprattutto, c’è il grande tema della tenuta della coalizione e della maggioranza, con il Sindaco che deve necessariamente prestare maggiore cura ai rapporti politici e personali. Le forze politiche e i consiglieri comunali stanno accompagnando le scelte del primo cittadino, senza porre ostacoli. Questo è un bene che il Sindaco non deve sperperare”.



Giovanni Balsamo

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Dicembre 1999 - Dicembre 2011- "Acerra in tasca" la guida della città di Acerra, edita dalla Casa Editrice Sansone, compie 22 anni

 

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