Domenica, Maggio 20, 2012
   
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Politica

"Non è stata la vittoria di Tommaso Esposito"

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Egregio Direttore, dopo cinque anni di amministrazione di sinistra a guida Espedito Marletta, anni di proteste e contestazioni, culminate con la cacciata dello stesso Sindaco per mano di 16 consiglieri della sua stessa maggioranza, Acerra ha rivotato la sinistra.

Non è stata la vittoria di Tommaso Esposito, bensì la riconferma della giunta Marletta e della sua linea politica. Gli uomini di spicco di Marletta infatti, vale a dire Piatto e Lettieri, hanno raccolto un successo elettorale personale che vuole essere un meritato riconoscimento del lavoro della precedente amministrazione. Il manifesto elettorale di Tommaso, che invitava Acerra a guardare avanti e il Suo appello, caro Direttore, pubblicato su Tablò e che invitava gli Acerrani al rinnovamento, sono stati disattesi : Acerra è rimasta ferma al 2004. Per questa considerazione, tutti coloro che hanno strepitato per cinque anni contro le bollette pazze, la vivibilità, le strisce blu etc etc, urlato fino a stare male, faranno bene a rivolgersi adesso al proprio medico della mutua ed invitarlo a prescrivere cure serie invece dei santini di Tommaso. Ora, la nostra Città è profondamente divisa, metà a destra e metà a sinistra, da una parte un'amministrazione fotocopia con l'aggiunta di un UDC che per cinque anni ha strepitato contro Marletta ed ora ci convive e dall'altro una opposizione di centro destra numericamente forte e mi auguro coesa e determinata. Mi auguro che Tommaso Esposito vari una giunta di alto profilo e non ci ammannisca qualche vecchio arnese buono per tutte le stagioni, una giunta capace di risolvere i problemi legati all'occupazione ma soprattutto all'ambiente ed alla vivibilità, visto che in campagna elettorale è stato sostenuto dai tanti comitati ed associazioni . Noi vigileremo su questo, perchè facciamo parte del 50% degli acerrani che non crede al suo progetto, visti gli attori, ma se ciò non avvenisse, non esiteremo a tirare in ballo i comitati, le associazioni, i medici e il clero: quelli che hanno tifato Tommaso e per la sinistra. Come dire, ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei cittadini. (Riceviamo e pubblichiamo di Gino Bigliardo) Grazie

Gino Bigliardo

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Gli acerrani hanno il diritto di essere al passo con la Nazione

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«17 Marzo 1861: in occasione dello storico incontro presso Teano (26 ottobre 1860), l'eroe dei due mondi aveva salutato il figlio di Carlo Alberto, in qualità di monarca, dicendo: "Abbiamo fatto l'Italia, ora dobbiamo fare gli italiani!"»

furono le parole che ispirarono Cavour, principale artefice dell'unificazione italiana. 21 giugno 2009: le consultazioni elettorali consegnano a Tommaso Esposito la direzione del paese, e, a differenza di Carlo Alberto che doveva fare gli italiani, Tommaso Esposito deve, invece, fare il governo che amministrerà Acerra. Noi ci auguriamo che nel fare la squadra non si lasci prendere dal vortice dei balli, dei valzer per gli impegni , le promesse fatte, gli accordi presi. E soprattutto non si lasci ammaliare dalla moda del vintage, dal riciclato, clonato, dal vecchio presentato per nuovo, ma che, nella scelta, tenga conto unicamente del bene della città, e il bene della città non vuol dire chi ha dato o portato più voti. Ma chi realmente è capace, concreto, coraggioso, coerente, che sa progettare, realizzare, promuovere. Questa scelta è sua, noi possiamo solo augurargli buon lavoro. E, dopo lo Squillo di trombe, che all’inno di Mameli entri in campo una squadra che sappia veramente fare gool! A Tommaso Esposito possiamo solo ricordare che i cittadini di questo paese sono italiani, appartengono alla patria unificata, non sono figli di un Dio minore. Hanno, quindi, il diritto di essere al passo con la nazione e non essere affossati o lasciati indietro a subire gli attacchi della retroguardia nemica; basta con le ingiustizie e le angherie, è tempo di gridare: giù le mani da Acerra! È tempo di accendere le luci della ribalta per l’intero paese, è tempo per Acerra di riavere il suo orgoglio, quello coperto dai cattivi odori della troppa spazzatura arrivata. Gli acerrani non hanno bisogno di imitare mode e costumi di altri. Hanno cultura, storia e tradizioni da vendere, donare, insegnare. Il sindaco e la sua squadra sappiano far sventolare alta la bandiera di Acerra: l’impegno è arduo! Ma noi siamo fiduciosi, dopotutto lui è un acerrano, ed è il primo cittadino, a lui gli onori, ma anche gli oneri, l’importante è sapere cosa si vuole fare e dove si vuole andare, altrimenti, come dice Laurence Johnston Peter:’Se non sai dove andare, finirai probabilmente in qualche altro posto.’’ Quindi, idee chiare!

Carmela Bianco

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Il PDL non può rimanere nella clandestinità

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A ormai un mese dal ballottaggio, penso che una riflessione sul voto vada fatta.

Per la verità tale riflessione andava fatta in seno al PDL e con gli alleati già all'indomani del primo turno, per fare una seria analisi del voto e cercare di attrezzarsi per invertire il risultato, che vedeva il nostro candidato Sindaco (unico tra i cinque candidati) ottenere meno voti della coalizione. Ma ciò non è avvenuto ed il risultato è stato quello di rendere ancora più pesante la sconfitta. E' ovvio che in tutto questo ci sono pesanti responsabilità politiche da parte di chi, in trine solitudine, ha scelto gli uomini, dettato il programma e indicato tattiche e strategie! Iniziamo con gli uomini. Un errore marchiano è stato fatto nel rifiutare la candidatura di Raffaele Lettieri, motivata dal fatto che era stato uno sei sostenitori del sindaco Marletta, motivazione senza senso, anche alla luce di altre candidature accettate ( Piccirilli, Damiano, Giardinetto ...). Eppure Lettieri non era stato in alcuna Giunta Marletta, anzi ricopriva una carica istituzionale! Anche la mancata alleanza con l'UDC si è rivelato un grosso errore politico e nessuno sa cosa sia successo e cosa abbia determinato questa anomalia. Il programma aveva come proposte più coinvolgenti e sconvolgenti: il premio al miglior impiegato comunale e la copertura dei Regi Lagni e a nulla valsero le parole di coloro che facevano presente che quella dei Regi Lagni non era materia di competenza comunale. La campagna elettorale partì con una serie di slogan contro ex assessori e non, comunque contro esponenti del centro-sinistra e a chi faceva presente che le campagne elettorali si fanno non contro qualcuno, ma si fanno (e si vincono) facendo proposte, veniva risposto con sufficienza: "vedrete quanto uscirà il manifesto con le loro facce!". Abbiamo visto: hanno preso tutti un mare di voti! Si giunge così al ballottaggio e ci si giunge da sconfitti, con Tommaso Esposito che prende più voti del candidato del centro-destra. A questo punto, presi dall'ansia, si commettono errori su errori e, anche in questa fase, senza sentire nessuno, senza sentire neanche i candidati, neanche quelli più votati. E' risaputo che al ballottaggio vince il candidato che riesce a conservare quanti più voti è possibile, la partita si gioca sull'astensionismo. In quei quindici giorni, quindi, si doveva lavorare solo sui propri elettori, affinchè tornassero a votare. Si è tentato, invece, velleitariamente di conquistare nuovi elettori ed in tal senso andavano la miriade di slogan sfornati per l'occasione (acqua, tarsu, zona franca, piscina, internet, ecc) e gli apparentamenti. Apparentamenti che non avevano e non hanno avuto alcun senso, politico o pratico. Anche in questo caso nessuno ne sapeva niente! Questi sono i fatti che hanno portato il PDL ad una sonora sconfitta, perchè di sonora sconfitta si tratta, non mitigata affatto dai 6.780 voti ottenuti dalla lista e dai 14.923 ottenuti dalla coalizione. Alla luce della situazione creatasi, va iniziato con sollecitudine un lavoro politico, un dibattito, anche uno scontro se necessario, per far uscire Il PDL dalla palude in cui è stato impantanato. Il primo partito della città non può rimanere ancora in uno stato (mi si passi il termine) di semiclandestinità! Ci sono uomini ed energie, ci sono giovani, ci sono donne, c'è un ricco materiale umano su cui investire, lo si faccia. Una delle principali doti del dirigente politico è quella di saper fare un passo indietro, non ci si ostini in bracci di ferro con chicchessia. Il commissario della sezione ha sempre rivendicato, con giusto orgoglio, il fatto che le responsabilità erano sue e solo sue, lo ha fatto, tutti lo ricordano, in un teatro Italia gremito e plaudente. Lo faccia anche ora e se ne traggano le conclusioni. Se non si restituisce la sezione agli iscritti, se non si comincia sul serio a fare politica, si gettano sin d'ora le basi per la prossima sconfitta! (Riceviamo e pubblichiamo da Emilio Sirletti)

Emilio Sirletti

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Iervolino:Tommaso Esposito non ha bisogno di consigli

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Maurizio Valenzi, ex Sindaco di Napoli delle prime giunte di sinistra dal 1975 al 1983, si è spento il 23 Giugno scorso nella clinica Villa dei Fiori di Acerra, dove era stato ricoverato.

Il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino, in occasione della sua venuta ad Acerra per la commemorazione dell’amico defunto, è stato intervistato dal nostro direttore Pasquale Sansone. La Jervolino - ai microfoni del Tablò - oltre a ricordare con affetto e commozione la scomparsa del sen. Valenzi, ha avuto modo di esprimersi in riferimento ad Acerra e alla tornata elettorale appena conclusasi. L’ex Ministro dell’Interno del governo D’Alema ha toccato alcuni temi importanti, come la salvaguardia della salute dei cittadini e le politiche sociali a sostegno delle famiglie meno abbienti, che dovranno riguardare in prima persona il neo sindaco di Acerra, Tommaso Esposito, al quale, tra l’altro, ha augurato di trovare una situazione finanziaria solida, che possa permettere una gestione tranquilla delle evenienze. Sindaco Jervolino, la sua venuta ad Acerra non è semplicemente un dovere istituzionale, ma una testimonianza del forte legame all’ex Sindaco di Napoli Maurizio Valenzi. «Esattamente, mi sembrava giusto che il Sindaco di Napoli, la giunta e il presidente del consiglio comunale, venissero a salutarlo nel luogo in cui è morto e lo riaccompagnassero in quella che lui ha sempre considerato la sua famiglia, ossia la città di Napoli». Sindaco Jervolino, Acerra è appena uscita da una tornata elettorale importante, dove non si è verificata l’alternanza e il centro sinistra ha vinto con Tommaso Esposito. Possiamo dire che il Pd e il centro sinistra in Campania ripartono da Acerra? «Beh, diciamo che il centro sinistra riparte in Campania anche da Avellino e da Ottaviano, che tra l’altro è il paese d’origine della mia famiglia. Ma non solo, perché sul territorio nazionale il Pd - anche grazie ad una rete di alleanze alle volte decisive - è riuscito ad affermarsi in città importanti come Firenze, Bologna, Bari, e nella Provincia di Torino. Mi sembra, quindi, che ci siano parecchie belle ripartenze e Acerra è indubbiamente una di queste». Acerra negli ultimi tempi è diventata un po’ l’ombelico d’Italia, o sarebbe meglio dire un’osservata speciale a causa del termovalorizzatore. Cosa si sente dire a proposito? «Credo che il termovalorizzatore debba progredire sempre secondo linee di sicurezza dei cittadini. Insomma, Acerra è un territorio salubre e deve rimanere tale. Io ho visitato l’anno scorso, proprio di questi tempi, il termovalorizzatore di Brescia e ho visto che gli indici d’inquinamento dell’area intorno erano veramente confortanti. Bene, Acerra deve andare ancora più avanti e non certo indietro». Sindaco, in base alla sua esperienza di primo cittadino in una realtà molto difficile come quella di Napoli, che consigli si sente di dare a Tommaso Esposito per rilanciare la città di Acerra? «Innanzitutto gli auguro di trovare un bilancio comunale sano, perché di questi tempi un po’ tutti noi ci troviamo nella difficoltà di essere allo stremo delle forze. Poi, naturalmente, per me c’è una priorità, che riguarda le politiche sociali e l’attenzione verso le famiglie dei cittadini più deboli. Ma non credo le debba consigliare io a Tommaso queste cose, perché sono nel dna del Pd».

Giovanni Balsamo

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II 25 giugno, Tommaso Esposito è stato proclamato sindaco di Acerra

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Il 25 giugno, presso la “Casa Bianca†di viale della Democrazia, è avvenuta la proclamazione a sindaco di Tommaso Esposito, esponente del PD. "Mi confronterò coi miei predecessori e con l’opposizione. Primi interventi saranno di decoro urbano".

Una cerimonia sobria, in linea con la volontà del nuovo primo cittadino: nella casa comunale di viale della Democrazia, Tommaso Esposito è stato ufficialmente proclamato sindaco di Acerra. Il prossimo passaggio dovrà avvenire in consiglio comunale, con la fiducia votata dall’assise. Dopo la cerimonia, Esposito ha fatto il punto sulle elezioni e sugli appuntamenti che attendono la sua amministrazione: "Per prima cosa saluto il mio avversario al ballottaggio Gerardo Bigliardo, col quale mi auguro di cominciare una proficua collaborazione per il bene della città. Ribadisco che voglio essere il sindaco di tutti: è necessario governare insieme all’opposizione e per questo imposterò un’amministrazione basata sull’ascolto". Ascolto che verrà orientato in primis su coloro che lo hanno preceduto: "Stamattina ho salutato il commissario Latella, che ha svolto un lavoro importante, affrontando temi delicati. Voglio sentire anche i miei predecessori, Riemma e Marletta, per fare il punto sugli ultimi dieci anni di governo di questa città". Acerra chiede risposte immediate ed Esposito sembra voler partire dalle piccole cose per dare un primo concreto segnale: "E’ ancora presto per la giunta, ma stiamo lavorando per costruire una squadra di alto profilo. Le priorità saranno da subito rivolte alle politiche scolastiche in vista del nuovo anno ed a restituire un decoro urbano sia al centro storico che alle periferie, letteralmente abbandonate in quest’ultimo periodo".

Andrea Terracciano

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Notizia Flash

Dicembre 1999 - Dicembre 2011- "Acerra in tasca" la guida della città di Acerra, edita dalla Casa Editrice Sansone, compie 22 anni

 

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