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I comitati di Acerra a Bruxelles

La petizione dei comitati cittadini contro l’inceneritore di Acerra è all’ordine del giorno della riunione della commissione per le petizioni del Parlamento Europeo che si terrà il 1 dicembre 2009.
A comunicarlo, attraverso una e-mail inviata ai firmatari, Tommaso Esposito e Virginia Petrellese, la stessa commissione presso il Parlamento Europeo che ha invitato gli stessi a partecipare e a rilasciare una dichiarazione a seguito delle informazioni sul caso che la Commissione Europea dovrà dare alla Commissione petizioni. “Esprimiamo soddisfazione. La notizia ci ripaga dell’impegno di questi anni contro una scelta calata dall’alto che attenta ad un territorio già compromesso sotto il profilo ambientale e sanitario e che non risolve l’emergenza rifiuti in Campania.”- hanno dichiarato l’avv. Tommaso Esposito e l’arch. Virginia Petrellese. “E’ un fatto importante che la Commissione Europea, ossia il Governo dell’Unione, sia stato chiamato a dare informazioni al Parlamento europeo sulle lamentate violazioni delle normative comunitarie in materia.”- prosegue l’avv. Tommaso Esposito - che ha già confermato la propria presenza a Bruxelles il prossimo 1 dicembre a rappresentare le ragioni di quanti continuano a non rassegnarsi. “Ad Acerra si continua a passare con il rosso. Sarà un caso o forse una coincidenza, ma ci sembra proprio strano che, dopo l’ennesimo fermo tecnico per oltre 10 giorni, ripresa l’attività a singhiozzo dell’impianto di Acerra, ancora in fase di collaudo da parte di FIBE, società sotto processo tra l’altro per truffa aggravata e frode in pubbliche forniture, le emissioni di PM10 abbiano ricominciato a superare i livelli consentiti dalla legge” – denuncia Esposito - che precisa “Ormai sono 125 i superamenti registrati dalle centraline dell’ARPAC a fronte dei 35 all’anno previsti e nessuno dice nulla! E’ assordante il silenzio delle istituzioni e della politica da quella locale a quella nazionale. Così come continua a non garantire nessuno l’Osservatorio che i controllati si sono nominati e che dal 1 gennaio del prossimo anno dovrebbe esaurire la propria attività”. “Chi certifica il rifiuto che arriva all’inceneritore, chi trasporta e dove vengono smaltite le scorie dell’impianto?” – sottolinea Virginia Petrellese. “Bertolaso farebbe bene a parlare di tutto questo invece di portare in giro i giornalisti senza alcun contraddittorio. E cosa fanno Regione Campania, Provincia e Comune?.” “Non ci stiamo” - concludono i portavoce dei comitati – “Continueremo a fare la nostra parte. Continueremo a portare in ogni sede le nostre ragioni, ad informare la città, a raccogliere le adesioni alla vertenza contro la truffa rappresentata dal CIP 6 che sottrae denaro alle vere fonti di energia rinnovabile destinando gran parte del 7% delle nostre bollette di fornitura di energia elettrica agli inceneritori, a richiedere un piano di smaltimento dei rifiuti moderno senza inceneritori e discariche fondato su riuso, raccolta differenziata e riciclaggio che rispetti l’ambiente e tuteli la salute dei cittadini.”.
Comunicato Stampa
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