Carmine Siracusa, esponente di spicco del PD. e' considerato una mente di questa amministrazione
Domenica 22 Novembre 2009 00:00

Acerra - L’attività amministrativa della coalizione di centro sinistra è ferma. A sei mesi dall’ avvio della neo amministrazione, tutto è rimasto come prima. Sembrerebbe un ritorno al passato. Critiche pesanti arrivano dalle opposizioni. Cosa sta succedendo?.
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Perché questo blocco? Lo abbiamo chiesto ad uno dei massimi responsabili di questa compagine, da sempre leader indiscusso del suo partito: Carmine Siracusa. «Da sempre sono persuaso che Acerra abbia la necessità di una proficua collaborazione, sui grandi temi, tra le forze che governano e quelle che sono all’opposizione. - Sottolinea Siracusa. - Purtroppo, chi non ha un’adeguata cultura di governo, non se la può inventare dalla sera alla mattina, e dunque è più facile fare populismo rozzo ed infantile. Prendiamo la vicenda Montefibre- NGP, o, per meglio dire, la questione del depuratore. Innanzitutto, va doverosamente ricordato che, appena vennero a conoscenza della richiesta dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, a pochi giorni dall’insediamento, il Sindaco Esposito e l’Assessore Marangio, informarono immediatamente tutti i gruppi consiliari e, da subito, si aprì la discussione politica. Il confronto tra tutte le forze politiche giunse alla valutazione del Consiglio Comunale. Il Consiglio Comunale poteva “limitarsi†ad esprimere un “si†acritico, oppure un “no†pregiudiziale: sarebbero state senza dubbio due posizioni entrambe legittime, ma che non avrebbero fatto l’interesse della nostra comunità . Invece, il Consiglio Comunale, anche su impulso positivo della Giunta Municipale, ha deliberato in sintesi: “si†all’Accordo di Programma del 2004, con le integrazioni apportate nel 2006; “si†alla validità del medesimo Accordo per tutto il 2010, con il conseguente beneficio degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori del sito industriale NGP; “si†ad un impianto di depurazione dei reflui industriali - canalizzati - delle industrie presenti e di quelle da allocare nella zona ASI di Acerra; “no†ad un impianto diverso che si configuri come un impianto di trattamento dei rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi. Qualsiasi persona di buon senso, se non è animata da uno spirito demagogico, deve convenire che il Consiglio Comunale ha fatto una scelta saggia, che tiene conto della salvaguardia dei livelli occupazionali, unitamente alla volontà di tutelare l’ambiente e la salute. Il Piano Industriale di cui all’Accordo di Programma, prevede il riavvio delle attività dell’ex Montefibre/NGP, anche a seguito degli ammodernamenti tecnologici realizzati nel corso degli anni passati, e la realizzazione di nuove industrie, eco compatibili, nel settore aeronautico, che porteranno nuova occupazione. Su questa decisione si sono ritrovate tutte le forze della maggioranza e la metà dei consiglieri comunali delle opposizioni. E’ la prova che la collaborazione su questioni importanti per lo sviluppo della nostra città riesce a dare buoni frutti. Altro che ricatto o stupidaggini simili! La Giunta Esposito sta muovendo i primi passi, c’è il progetto presentato agli elettori che va portato avanti: ci vuole tempo, pazienza, e tanta, tantissima fatica; ci sarà bisogno di interventi di rinnovamento dell’apparato comunale per dare all’ Ente Comune più efficienza che serva a dare più servizi alla città ; si darà alla città il nuovo Piano Urbanistico Comunale; c’è la grande sfida dei programmi complessi finanziati dalla Comunità Europea tramite la Regione Campania; ci sarà un territorio risanato che non dovrà più vivere il “massacro†ambientale a cui è stato sottoposto nei decenni passati; avremo una città pulita e riqualificata nei suoi luoghi di maggiore interesse; si darà sostegno a tutte le iniziative che assicurino lavoro, lavoro stabile e non precario (Lsu, disoccupati). E’ il cuore del progetto che a giugno scorso ebbe il consenso della città . Purtroppo, c’è chi è rivolto con la testa all’indietro e pensa di stare ancora in campagna elettorale e si lascia andare ad un vuoto e sterile massimalismo parolaio. La città vuole il buon governo e la soluzione dei problemi. Tommaso Esposito ci riuscirà , e noi tutti con lui.»
Lorenzo Oliviero
“Ad Acerra, assenza di donne in Consiglio Comunale. Perché?â€
Giovedì 15 Ottobre 2009 00:00

Acerra - E dopo la pausa estiva, la nuova Amministrazione Comunale, ormai formatasi del tutto, può finalmente mettersi a lavoro sul serio, rimboccandosi le maniche dinanzi a ciascuna delle problematiche che dovrà affrontare nel corso di questo e dei prossimi anni; di certo non poche. Dovrà fare del suo meglio, questo è indubbio, specie in una città come Acerra.
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Tuttavia, scorrendo la lista dei nominativi degli Assessori e dei Consiglieri Comunali, viene quasi spontaneo chiedersi come potrà riuscire a far fronte ad una simile mole di lavoro, che abbraccia così tanti ambiti, senza la presenza di neppure una donna nell’equipe, fatta eccezione per l’Assessore alle Politiche Scolastiche e Sociali, Immacolata Verone, scelta dall’attuale Sindaco Tommaso Esposito. Com’è possibile che si sia verificata una simile situazione? Una domanda più che legittima e che troverebbe la sua risposta, probabilmente, solo nell’ambito di un’inchiesta popolare, perchè di donne candidatesi nelle liste ce ne sono state. Eccome. Anche se in numero nettamente minore rispetto agli uomini: 101, a voler essere precisi. Ed hanno ottenuto una media di voti che non supera la cinquantina, con parecchi risultati da una sola cifra decimale, interrotti qua e là da altri, molto più rari, che sono riusciti a superare il 100. La candidata con il maggior numero ne ha ricevuti 233, ma, a quanto pare, non sono bastati, poiché nella lista dei 30 Consiglieri attuali non ne figura neanche uno di sesso femminile: Bicucci Antonio, Colantuono Giovanni, Selvaggio Biagio, Siracusa Carmine, Stellato Nicola e Zito Domenico per il PD; Bigliardo Gerardo, Buonavolontà Salvatore, De Maria Vincenzo, Di Balsamo Pasquale, Di Fiore Pier Giacinto, Esposito Giovanni Carlo, Iovino Gennaro e Liguori Alfonso Maria per il PDL; Crisi Vincenzo, Iorio Vincenzo, Lettieri Raffaele e Lombardi Cuono per l’Alleanza di Centro; Affinito Francesco e Piatto Andrea dalla lista “Progetto Acerraâ€; Elmo Carlo e Piscitelli Vincenzo per l’UDC; D’Anna Antonio e La Montagna Fausto nell’Italia dei Valori; Laudano Antonio della Lista Trenta, Tardi Domenico dell’MPA, Mondella Francesco di “Uniti per Bigliardoâ€, Albachiara Andrea dei Cattolici Democratici, Rao Domenico del Centro per la Libertà e, infine, De Laurentis Giovanbattista da “Un punto a Sinistraâ€â€¦ Nessuna donna, dunque. E lo stesso è accaduto nella Giunta Provinciale di Taranto, sebbene in quel caso sia intervenuto il TAR, con una sentenza che ne ha annullato le nomine e ha rimediato alla loro assenza, con la pubblica approvazione del Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna e della Vicepresidente del Senato, Emma Bonino, soltanto poche settimane fa. E non si tratta d’un discorso di Quote Rosa, stavolta. O meglio, non è su questo tipo di fronte che si dovrebbe battere. Dare per scontata la presenza di donne al Governo non è cosa giusta da fare, ma non è neppure giusto credere che non abbiano le capacità per occupare simili posti. E’ dunque un discorso di merito quello che andrebbe fatto e non certo di percentuali. E’ davvero possibile che non vi siano cittadine acerrane in grado di affacciarsi alla politica locale o di occuparsene in maniera consona? No, non è cosa da credere, visto l’interesse da queste dimostrato nell’avanzare la propria candidatura e le diverse iniziative portate avanti da associazioni femminili d’ogni tipo nel corso degli ultimi tempi, come ad esempio la lotta ambientale delle “Donne del 29 Agostoâ€. Non sarà piuttosto che la mentalità di paese, soprattutto al centro – sud, è ancora troppo chiusa e affatto fiduciosa nei loro confronti, anche a dispetto di tutte le lotte da esse compiute e dalla parità di diritti raggiunta, quasi come se vi fosse ancora una sorta di maschilismo strisciante e latente nei seggi? Forse una donna al potere, così come per mare un tempo, porta sfortuna anche nel XXI secolo? Mettere da parte le antiche credenze popolari, magari, farebbe bene un po’ a tutti. Ragionare per categorie, dividendo il mondo in compartimenti stagni, non è mai giusto, ma sempre controproducente. Riconoscere i meriti di chi ne dispone, invece, è di certo più ammirabile e degno di un essere umano. Questa è vera democrazia. Sarà bene tenerlo a mente per le elezioni future.
Annamaria Bianco














