Domenica, Maggio 20, 2012
   
Testo

Politica

La risposta di Andrea Piatto, attuale capogruppo di Progetto per Acerra

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La risposta di Andrea Piatto

“Con provvedimento del Giudice Macrì - 1 Sezione Civile del Tribunale di Nola – del 8/4/2010 si è sospesa l’efficacia esecutiva della deliberazione adottata in data 10.01.2010 dall’associazione “Progetto Acerra” e oggetto di impugnativa da parte di alcuni soci. Con lo stesso provvedimento si fissa l’udienza di merito al 2.11.2010. Detto ciò, è bene chiarire che: a) la delibera del 10/01/2010, essendo un atto interno all’Associazione, non aveva prodotto alcuna ripercussione all’esterno e sugli assetti politico-istituzionali della coalizione guidata dal Sindaco Tommaso Esposito, né paventava e né attuava iniziative per estromettere qualche socio; b) l’associazione “Progetto Acerra”, a partire dalla sua costituzione statutaria (9.3.2009) era ed è priva di organi sociali formalmente eletti. Pertanto, nessun socio è mai stato eletto quale “Coordinatore politico” o Presidente-Rappresentante legale della stessa; c) i cambiamenti nell’assetto governativo (dimissioni dell’assessore Granata e nomina dell’assessore De Matteis, scelto nella rosa già consegnata a luglio dalla compagine associativa) non sono imputabili all’adozione della delibera del 10/01/2010 da parte dell’Associazione Progetto Acerra, bensì sono le risultanze di scelte unilaterali espresse nel documento politico-istituzionale del 14/01/2010 a firma di Giovanni Altobelli, Francesco Affinito (all’ epoca consigliere comunale di Progetto Acerra, ai sensi dell’art. 20 c. 1 del vigente Statuto comunale) e Raffaele Granata (assessore in carica ma mai socio), con la quale, in modo pubblico ed espressamente, dichiaravano “di avviare la costituente di un nuovo soggetto politico, ritenendo ormai del tutto esaurite le motivazioni e lo spirito che portarono alla nascita di Progetto Acerra” e che “il consigliere Affinito Francesco ……… confluiva nel gruppo misto”. Tali comunicazioni non sono mai state né revocate né smentite, a tutt’oggi, dagli stessi che, anzi, nella citata nota del 14.01.2010 affermavano che “potremmo reclamare l’autentica paternità del movimento politico Progetto Acerra, ne avremmo ragione, ma rifuggiamo la probabile sterile contesa: la nostra intesa è la nostra storia personale”. Ogni ulteriore commento, alla luce del contenzioso avviato, sembra superfluo; d) il motivo strumentale, derivante dall’attività di contrasto alla delibera assembleare, non è riconducibile, né sul piano sostanziale né formale, interno ad una logica di dialettica della partecipazione alla vita politica ed istituzionale della città di Acerra; e) invero, la deliberazione del 10.01.2010, votata dalla maggioranza di Progetto Acerra, inequivocabilmente, chiedeva di aprire il movimento a tutti i candidati della lista, nonché, per la prima volta, l’elezione delle cariche sociali. I soci ricorrenti, tutti stretti nel loro rapporto parentale e/o societario, non hanno mai “permesso” l’accesso di nuovi soci, tra l’altro legittimati dal voto popolare; f) il sodalizio “Progetto Acerra” intraprenderà tutte le iniziative per l’elezione democratica degli organi sociali e accogliere nuove adesioni.”
(Riceviamo e pubblichiamo) .

Il Capo Gruppo di Progetto Acerra Andrea Piatto

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Il Sindaco Tommaso Esposito non è stato garante…

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La filiera politico-istituzionale è andata a farsi… dagli “stranieri”
«La risposta è semplice: ad Acerra non esiste da tempo il senso comune di appartenenza, non esiste la politica, intesa come costruzione comune di progetto di città, ma solo una contrattazione continua su singole e direi spicciole questioni di posti o posizioni fra singoli o bande, spesso mutuate da protettori politici esterni alla città. Il tutto, oggi, più di ieri, aggravato da una totale assenza di leadership locale non solo politica, ma anche e soprattutto istituzionale. In fondo, una terra da emergenza continua, quale la nostra e con necessità assoluta di essere rappresentata nell’Istituzione più importante, ossia la Regione, peraltro in una fase così critica della nostra comunità, avrebbe dovuto spingere in modo corale i tanti “palestrati” politici e naturalmente chi, in città, ha il massimo ruolo di rappresentanza locale ad imporre con coraggio e autorevolezza un freno, soprattutto, alla consolidata pratica di vassallaggio dei tanti nei confronti di esponenti non locali. Ciò, invece, non è stato, i candidati locali che pure sono stati meno della metà delle elezioni precedenti, sono stati surclassati in termini di preferenze dagli esterni, prova dello sfacelo del senso comune di sentirsi popolo e comunità di questa terra. Eppure, l’opportunità rappresentata dal documento a cui fa riferimento la sua domanda, Patto per Acerra alle Regionali, Verso la costruzione di una filiera politico-istituzionale sovralocale, richiamo alla responsabilità ed alla coesione di cui doveva essere garante innanzitutto il Sindaco rappresentante degli interessi della comunità, è stata presente, eccome! Un documento nato dall’esito di incontri con tutti gli attori politici ed istituzionali locali tant’è, che per darne segno tangibile di forza anche istituzionale, l’ho addirittura protocollato al Comune il 29 gennaio 2010 al n.0004139, accompagnato fra l’altro da una lettera di invito al Sindaco, Vice-Sindaco e Presidente del Consiglio, affinchè in tempi strettissimi (2-3 giorni) si adoperassero per la convocazione di un tavolo politico per giungere all’accordo. Ma ecco che, la mancanza di volontà veniva presto manifestata già sul ritardo di convocazione del tavolo politico, poi sulle assenze strumentali di taluni in ben due incontri ed infine sugli ambigui comportamenti di molti. In pratica, un modo neanche tanto elegante per dire: sciogliamo le briglie, ognuno ha già il suo referente sovralocale da sostenere. Questo è quanto, chiunque voglia documentarsi, i riferimenti li ha, lascio a chi legge ogni valutazione, sperando comunque in un ravvedimento almeno morale di chi ha responsabilità e non sono pochi, pronto anche ad un confronto diretto e pubblico con chiunque sul documento e sul percorso di coesione tentato».
Come giudica i risultati elettorali?
«Al di là di chi ha vinto, in generale, rappresentano lo specchio di una società campana sfaldata nei suoi valori morali che, disillusa, non crede più a niente, dove purtroppo si fa fatica a distinguersi in base a progetti e buoni propositi per il territorio, perchè confusi da una visione comune e diffusa nella gente di una politica senza etica. Peraltro, la qualità del voto di queste elezioni regionali in Campania, a detta di esperti di sociologia politica, è stata pessima, la conferma viene oltre che dalla grande astensione, anche dalle inchieste sulla compravendita dei voti che trova terreno fertile in quelle troppe aree degradate delle nostre periferie urbane in cui per pochi euro viene svenduta la dignità della persona. Poi, il voto di opinione che presuppone un certo senso civico e che si rivolge alla politica dei contenuti e degli interessi generali e quindi ai portatori di tali interessi, evidentemente non paga, anche perchè soffocato dal mare magnum dell’indifferenza, mentre al contrario prevale la politica di prossimità, quella legata allo scambio di piccoli favori, vedasi anche le buone performance elettorali dei consiglieri comunali responsabili dei CAF, del sistema ancora affaristico-clientelare, ma anche di quella politica che pure pesca nella povertà socio-economica di tante fasce della popolazione. Anche stavolta, in un quadro di degrado politico-culturale, spero comunque che dai territori si riparta daccapo, innanzitutto favorendo la partecipazione della gente alla res publica, aprendo le porte delle case comunali, rendendo partecipi tutti i cittadini, che così conoscano quel che si fa, chi fa e come fa le cose che riguardano la gestione dei beni comuni, in modo che inizi un percorso di educazione alla cittadinanza attiva, presupposto necessario perchè il voto della gente ai rappresentanti degli interessi pubblici venga espresso con giudizio, presupposto fondamentale di una buona politica, necessaria per migliorare la qualità della vita di tutti».

Antonio Di Ruzza - Lucia Giannino

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Fare Acerra, nasce il laboratorio politico del Pdl

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ACERRA - Nasce sul web, ma promette di uscire molto presto dal mondo virtuale della rete. Si tratta di Fare Acerra, laboratorio politico di idee, proposte e programmi tutto interno al Popolo della Libertà che come si legge nella pagina Facebook del movimento, agirà sulla base di tre principi fondamentali: Popolo, Identità e Futuro.

"Popolo, sta a rappresentare l'intenzione di recuperare la dimensione popolare e sociale di un grande partito come il PdL, spiega Ulderico de Laurentiis, dirigente nazionale della Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Libertà e portavoce del comitato promotore di Fare Acerra. Identità - continua de Laurentiis - significa promuovere una politica fortemente ancorata ai valori, alle tradizioni e alla vocazione del nostro territorio ricco di risorse mai utilizzate; Futuro invece è un richiamo diretto alla necessità di attuare un ricambio generazionale troppe volte annunciato, ma mai attuato realmente nel partito. In un clima ancora una volta triste e preoccupante per la politica Acerrana che vede un Sindaco dimettersi dopo pochi mesi dall'inizio del proprio mandato e con un PdL che purtroppo vive ancora in uno stato embrionale, fatta eccezione per l'assidua attività del gruppo consiliare, proviamo a lanciare il cuore oltre l'ostacolo, dando una spinta per una nuova politica nella città di Acerra". Nelle prossime settimane l'aggregatore Fare Acerra metterà in campo diverse iniziative aprendo le porte all'adesione di tutti coloro interessati al progetto, con l'obiettivo di una riunione organizzativa che veda il passaggio da comitato promotore ad associazione politico culturale debitamente strutturata.

Comunicato stampa

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Crimaldi: “Il mio partito sta costruendo un percorso di aggregazione per arrivare alla realizzazione di un centro moderato, riformista e moderno”.

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Acerra. Intervista ad Antonio Crimaldi, candidato con il partito di Casini UDC.

Antonio Crimaldi, 50 anni, è sposato con Michela, un’insegnante, ed è padre di due figli, Anna, laureata in Lingue, e Giovanni, studente alla Facoltà di Giurisprudenza. Era già ufficiale dell’Esercito Italiano, quando, nel 1981, entrò nella Guardia di Finanza, dove, attualmente, ricopre il grado di Tenente Colonnello al Centro Aeronavale di Specializzazione di Gaeta. Colonnello, quando e perché decise di impegnarsi in campo politico? «Il mio debutto in politica attiva, se così si può dire, avvenne nel 2000, con la prima candidatura alle Regionali Campane. Mi presentai con il CCD, ottenendo un lusinghiero risultato, oltre 3500 voti. Nel 2001, vengo eletto al Consiglio Comunale di Maddaloni (Ce), risultando il Consigliere più votato del centro-destra. Nel 2005, mi è stato affidato un impegnativo incarico, in posizione di comando, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito della Struttura di Missione. Nel 2006 sono entrato a far parte della segreteria particolare dell’On. Prof. Rocco Buttiglione, Ministro dei Beni Culturali. Dal luglio 2009 sono Vice-Sindaco di Acerra. E’ una responsabilità gravosa e difficile, ma credo di aver prodotto già alcuni buoni risultati: mi sono occupato delle opere pubbliche, di impianti sportivi e di strutture cimiteriali, delle reti infrastrutturali di smaltimento, delle sedi direzionali e degli uffici con deleghe al progetto “Più Europa”.» Cosa l’ha spinta a candidarsi per il Consiglio regionale? «Questa candidatura è il punto di approdo di un impegno politico e sociale di antica data e di una vocazione profonda ad agire per accrescere il benessere dei cittadini e migliorare sensibilmente la qualità della vita nel nostro territorio. La mia azione in campo politico si rivolge ad una progettualità di ampio respiro, finalizzata alla piena valorizzazione dell’area metropolitana di Napoli e della sua provincia. E’ esattamente questa la missione che perseguo, insieme ai tanti altri amici, con cui abbiamo costituito l’Associazione “REALTA’ FUTURA”. Un sodalizio che raccoglie importanti energie nel campo dell’impresa, della cultura, della società civile e che vuole essere proprio un punto di incontro per quanti, nel mondo della produzione e della creatività, delle professioni e dell’arte, dell’economia e della solidarietà, vogliono agire concretamente per la rinascita della Campania e del Sud.» Le motivazioni che l’hanno convinta ad affrontare questa difficile disputa elettorale? «Attualmente, il panorama politico è davvero scoraggiante, è chiara la tendenza dei vari potentati a riaffermare unicamente la propria supremazia, al contrario di queste pure logiche di potere, io voglio rappresentare, realmente, le esigenze dei cittadini. Mi batterò in Consiglio Regionale per qualificare in ogni ambito le politiche regionali. Non faccio promesse insensate, ma assicuro agli elettori il mio assoluto impegno civile e politico». Ma come pensa di superare l’anomalia che si è venuta a creare: ad Acerra con il centro-sinistra e alla Regione con il centro-destra? «Il mio partito sta costruendo un percorso di aggregazione per arrivare alla realizzazione di un centro moderato, riformista e moderno. Attraverso questa logica, le posizioni dell’UDC sia a livello locale, sia a livello nazionale nascono essenzialmente dall’adesione ai programmi, più che dalla composizione delle coalizioni. Questo comporta alleanze connesse alle specificità del territorio. Insomma, essere Vice-Sindaco in una giunta di centro sinistra, non contraddice affatto l’esigenza di seguire il partito nelle sue scelte in campo regionale, soprattutto se questo si coniuga, in modo così evidente, alla necessità di uscire da un ciclo fallimentare e dispiegare seriamente l’iniziativa per lo sviluppo del territorio». Colonnello, quali sono i punti salienti del Suo programma? «Intendo concentrare la mia attenzione prioritaria, appunto, al tema dello sviluppo. Voglio, inoltre, rivolgere il mio impegno alla realizzazione di politiche in difesa della famiglia, punto fondamentale di tenuta della comunità sociale, anche attraverso il perseguimento di autentiche politiche rivolte alle pari opportunità. La sicurezza dei cittadini, la legalità, sono altri aspetti essenziali del mio impegno. La lotta alla criminalità è decisiva perché la gente possa realmente fruire di quelle libertà fondamentali garantite dal nostro ordinamento. Ovviamente, per sconfiggere la malavita è anche necessario migliorare l’economia, spingere il rilancio produttivo, dare vita a nuove realtà industriali, insomma, creare ricchezza e distribuirla più equamente. Per questo insisto molto sulla riqualificazione del territorio, sulla tutela dell’ambiente e sulla realizzazione di indispensabili infrastrutture, poiché la creazione di nuove opportunità di lavoro è una delle armi migliori per allontanare i soggetti disagiati dalle seduzioni della malavita». Come intende conciliare il Suo impegno politico con i problemi della sicurezza e della salvaguardia dell’ambiente? «La rinascita della nostra Regione può avvenire soltanto se riparte lo sviluppo, purtroppo fermo da tempo.Ecco perché accrescere il controllo dello Stato sul territorio e potenziare gli apparati della sicurezza costituiscono punti cruciali del mio programma. La criminalità va contrastata con ogni mezzo. La legalità è indispensabile, non solo per garantire maggiore tranquillità ai cittadini, ma anche per attrarre investimenti che concorrano a sostenere lo sviluppo economico.Allo stesso tempo, mi impegno in un progetto di riqualificazione e bonifica del territorio, soprattutto alla luce del degrado urbano e sociale che caratterizza l’area metropolitana di Napoli e la sua provincia. Bisogna proteggere il paesaggio, tutelare il verde, ma non con politiche puramente conservatrici. E’ necessaria una progettualità nuova, coraggiosa, in campo urbanistico, soprattutto nelle zone più degradate dell’area metropolitana di Napoli, al centro e nella provincia». Il suo slogan e perché gli acerrani dovrebbero votarla? «”Le regole della libertà” non è soltanto uno slogan elettorale, tutt’altro, è invece esattamente l’espressione con la quale sintetizzo il concetto che ho della politica e delle sue potenzialità nel senso di cambiare la vita della gente. Sono fermamente convinto che il rigore e la trasparenza, della comunicazione e dell’azione, siano gli strumenti attraverso i quali la politica può finalmente riconquistare la fiducia dei cittadini, riattivare il loro entusiasmo e il loro protagonismo. Attualmente, la Campania vive profondissimi disagi, è sotto gli occhi di tutti, e solo inverando, in ogni campo, “Le regole della libertà”, che si potrà provvedere alla crescita culturale e produttiva della nostra regione. Inoltre, invito gli acerrani ad voto utile, il che significa non sprecare il proprio voto. Per voto utile intendo, al di la delle appartenenze politiche partitiche, votare soprattutto un acerrano che va individuato tra i candidati locali. Nel Consiglio regionale è assente da un trentennio un rappresentante di questa terra, e gli scempi che sono stati prodotti sul territorio sono visibili da tutti. La propria terra va difesa e solo un figlio di essa può difenderla. In questi ultimi giorni sono tantissimi i forestieri che circolano in città alla richiesta di un voto; agli acerrani dico: provate a chiedere a questi signori perché dovrei votare uno che viene da fuori? Cosa avete rappresentato e in che modo avete difeso questo territorio? Noterete che non avranno una risposta, poiché questa terra da questi rappresentanti regionali non è stata per nulla difesa e valorizzata ed a quei politici locali che sponsorizzano questi forestieri non resta che vergognarsi».

Lucia Giannino - Annamaria Bianco

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Malinconico:«Il nostro programma comprende quattro grandi ambiti: il lavoro, il diritto alla salute, le pari opportunità e infine la tutela del territorio e dell’ambiente»

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Acerra. Intervista a Carmine Malinconico, candidato con la Federazione di Sinistra.

Il nostro direttore, Pasquale Sansone, ha intervistato l’avv. Carmine Malinconico, Presidente dell’Ottava Municipalità di Napoli e candidato al Consiglio Regionale della Federazione di Sinistra. Malinconico, oltre ad esprimersi sulle difficoltà della prossima competizione elettorale, ha spiegato le ragioni che l’hanno spinto a scendere in campo per sostenere la candidatura di Paolo Ferrero – ex Ministro della Solidarietà Sociale del secondo Governo Prodi - alla presidenza della Regione. «La nostra è una battaglia di principio, d’identità e di contenuti, diversi da quelli che esprime la coalizione del centro-sinistra in Campania» ha affermato l’avv. Malinconico, che tra l’altro non ha risparmiato critiche al candidato del Pd, Vincenzo De Luca. Avv. Malinconico, che ruolo ricopre attualmente e che significato assume la sua candidatura, all’interno della Federazione di Sinistra, per le prossime elezioni regionali in Campania? «Attualmente sono Presidente della Municipalità di Napoli n. 8, che comprende i territori di Piscinola, Chiaiano e Scampia. La mia candidatura nasce dal fatto che la Federazione di Sinistra, per questa tornata elettorale, ha deciso di mettere in campo i suoi membri più rappresentativi. Tutto ciò ha una ragione ben precisa – continua Malinconico – vogliamo creare le condizioni affinché si ottenga il consenso più vasto possibile. Sappiamo benissimo che ci aspetta una prova durissima, ma ci sentiamo in dovere di portare avanti una battaglia di principio, d’identità e di contenuti, diversi da quelli che esprime la coalizione del centro-sinistra in Campania. Andiamo da soli e sosteniamo il nostro candidato alla Presidenza della Regione Campania, Paolo Ferrero, perché abbiamo maturato un giudizio negativo non solo sul candidato De Luca, ma anche sul modo in cui è nata questa candidatura. È stato il frutto di una faida interna al Partito Democratico che non condividiamo – precisa Malinconico – e se poi vogliamo parlare della storia politica di Vincenzo De Luca, beh non credo che questi possa esprimere i valori di una vera sinistra antagonista alla destra in Campania». Entrando nello specifico, quali sono i punti salienti della vostra campagna elettorale e in che modo intendete impostare un discorso alternativo, sul piano programmatico, al Pd campano? «Il nostro programma comprende quattro grandi ambiti: il lavoro; il diritto alla salute; le pari opportunità e infine la tutela del territorio e dell’ambiente. Credo che mai come in questo momento la classe politica debba prendersi cura delle persone, e lo deve fare, tutelando il lavoro, lottando contro il precariato, assicurando l’assistenza sanitaria, incoraggiando l’accoglienza di lavoratori stranieri, tutelando e risanando le città, il territorio e l’ambiente». A proposito di ambiente, cosa si sente di dire sulla questione rifiuti in Campania? «Quando si parla di questione rifiuti in Campania, ritengo che la strada da seguire sia una sola e per farlo bisogna mettere in campo le giuste soluzioni affinché la produzione di rifiuti sul nostro territorio venga per lo meno dimezzata. Inoltre, la politica in questa regione deve farsi carico di scelte industriali miranti al rafforzamento del sistema di riciclo dei rifiuti. Le faccio un esempio: in Campania non ci sono ancora impianti di compostaggio per l’umido e questo ci vede costretti a spedire i nostri rifiuti organici – una volta differenziati – in Sicilia, perché lì possono essere lavorati». Avv. Malinconico, siamo giunti alla fine di questa intervista; perché un acerrano dovrebbe votare Federazione di Sinistra e quindi appoggiare la sua candidatura a consigliere regionale? «Innanzitutto perché ho una storia politica che da trentacinque anni s’intreccia con la vita politica e sociale di questa città. Sono stato coinvolto in molte lotte per il lavoro, per la casa, per la difesa dei diritti delle persone e dell’ambiente, insomma, è dal 1972 che mi sono impegnato a favore di questa realtà. Infine, votare me significherebbe votare quella parte della sinistra coerente, che ha mantenuto la sua identità, le sue idee, e che ora vuole confrontarsi con le trasformazioni in atto all’interno della società, cercando di portare avanti la difesa della dignità umana e del diritto di ogni cittadino ad essere felice».

Giovanni Balsamo

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Dicembre 1999 - Dicembre 2011- "Acerra in tasca" la guida della città di Acerra, edita dalla Casa Editrice Sansone, compie 22 anni

 

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