La Denuncia del D.S. Pro.ssa Francesca Romana Boccini

Parole: molte. Furti ed atti vandalici: anche di più. Certezze e garanzie: poche. In questi tre anni di dirigenza presso il 3 ° Circolo didattico di Acerra, questo è il mio triste bilancio; ma l’amarezza e la rabbia diventano più forti quando dalle parole di Amministrativi e Docenti, che in questo istituto lavorano da molti anni, appuro che il problema “sicurezza” nelle nostre scuole è atavico.”.»
E’ sicuramente vero che, puntualmente, all’indomani di un ennesima brutalizzazione avvenuta nelle loro scuole, i Dirigenti scolastici erano invitati dal sindaco Marletta e dall’assessore alle politiche scolastiche Falco a trovare insieme soluzioni concrete all’interno di un risolutivo piano sicurezza. Molto si è discusso, tuttavia i propositi sono rimasti tali, imprigionati in una incomprensibile quanto inaccettabile dimensione embrionale. Così, periodicamente le scuole di Acerra sono state vittime di atti criminosi; il fatto di essere prive di adeguati sistemi di protezione consentiva ai ladri e ai vandali di agire indisturbati: un gioco da ragazzi. I malviventi hanno sempre avuto campo libero. A noi D. S. non rimaneva altro che ricevere o fare la telefonata di solidarietà. Oggi, assuefatti, non ci sostiene neanche questo gesto. Mossa dall’esasperazione, nel mese di settembre 2008 diffidai l’amministrazione comunale a mettere in sicurezza la scuola. A motivare tale iniziativa furono due raid nei nostri uffici di segreteria: ancora una volta a sparire furono i computer. L’elemento inquietante era la distanza ravvicinata tra i due furti: giugno-settembre. Da allora fino all’inizio di quest’anno scolastico, per lo meno per quanto riguarda il 3° Circolo Didattico, non ci sono stati episodi rilevanti. IL 29 dicembre 2009 abbiamo cominciato a pagare con gli interessi, sia sul piano materiale che etico, questo periodo di relativa tranquillità con la distruzione totale del dispenser di acqua e bevande calde. L’11 gennaio 2010, alle ore 8.00, abbiamo trovato la protezione di ferro, lunga 4 metri, parzialmente divelta: il nostro laboratorio di informatica,interamente rinnovato nelle macchine solo un mese fa, non esisteva più. Chiunque quel giorno si trovava a passare causalmente o meno davanti a quello scempio, era investito da sgomento e tristezza. L’ultimo computer di nuova generazione in nostro possesso, su cui lavorava la mia prima collaboratrice, sig.ra Gilda Cerbone, sito nella biblioteca al primo piano, è stato “ tranquillamente prelevato” la notte del 13 gennaio 2010. Il giorno dopo ho diffidato anche la nuova amministrazione comunale di Acerra, alla quale, di certo, non sono sconosciute le vicende di cui si parla, ma che ha ritenuto opportuno, almeno per il momento, non considerare tra le emergenze il problema della sicurezza scolastica. Sottolineo, per le persone che probabilmente hanno pensato che io sottovalutassi o fossi ignara delle conseguenze del mio gesto, che ho messo in conto un’ “equa” e “razionale” contro diffida a mio carico. E’ ora che tutti quanti si rendano conto che la situazione è diventata intollerabile. Queste azioni procurano danno sia al patrimonio scolastico, andando ad intaccare e depauperare le sue esigue dotazioni tecnologiche, sia al funzionamento didattico e progettuale, anche in considerazione di un’attenta e puntuale risposta alle esigenze di un’educazione permanente. Ricordo, infatti, che la nostra scuola, in particolare nell’ambito dei PON e del progetto regionale SCUOLE APERTE, apre agli adulti del territorio iniziative di formazione e progetti di informatica. La ringrazio Direttore per avermi dato ancora una la possibilità di comunicare con i cittadini di Acerra attraverso il suo giornale. Sono convinta che tutti sentono forte la valenza umana e sociale insita nelle Istituzioni scolastiche in quanto capitale sociale ed è per questo che sollecito a proteggerlo in modo sinergico e fattivo. Consentitemi, però, di evidenziare un dato di fatto innegabile. Noi operatori scolastici, in prima persona, siamo consapevoli del duro e difficile lavoro che c’è dietro l’acquisto anche di un solo strumento multimediale, pertanto si comprenda l’angoscia che viviamo ogni volta che vediamo vanificato il suo reale significato: quello di contribuire allo sviluppo dei saperi e alle esperienze di crescita individuale e sociale al fine di prevenire qualsiasi forma di disagio in un ambiente in costante evoluzione.
D.S. FrancescaRomana Boccini
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Notizia Flash
Il Prefetto Marcello Fulvi ha firmato, questa mattina, la delibera dei lavoratori Socialmente Utili che prevede le 36 ore lavorative. Nei giorni passati i lavoratori avevano incontrato il sub Commissario Picardi e successivamente il Prefetto. I LSU ottengono con questo atto, del Commissario Prefettizio, ciò che non avevano ottenuto con i politici acerrani. Ritorna il sereno nel Palazzo Bianco di Viale della Democrazia. Con questa delibera si pone fine a quella agitazione e mobilitazione che per qualche giorno aveva bloccato l'apparato burocratico comunale. I LSU, soddisfatti, ringraziano il Prefetto Fulvi











