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Patto per Acerra alle Regionali

"Il percorso di patto “territoriale”, può avere tanto più probabilità di successo, se ha come garante chi ha in primis la responsabilità del processo di costruzione del futuro della città e di rappresentanza degli interessi comuni della cittadinanza tutta, ossia il Sindaco, accompagnato dalle altre due figure istituzionali, quali il Vice-Sindaco ed il Presidente del Consiglio".
Verso la costruzione di una filiera politico-istituzionale sovralocale La nostra città, che ha un cuore antico, ma troppo spesso dimentica del suo passato anche recente, è poco propensa a riconoscere i suoi limiti, ma ancor di più le proprie risorse locali e le sue migliori energie. Sospesa fra ciò che era e ciò che non è ancora, per quella sorta di plebeismo storico presente nel capoluogo e maggiormente sentito in periferia, che tanto soffoca il potenziale innovativo pur esistente e l’espressione di quel coraggio necessario per ambire a traguardi di sviluppo vero e duraturo per il territorio di riferimento. Se la nostra città, al pari di altre realtà limitrofe, respira un clima socio-culturale di basso profilo, vivendo in un contesto ambientale di scarsa qualità, la cui consapevolezza è peraltro flebilmente percepita dai più e peggio ancora da chi governa, è anche vero che la spinta per un suo ravvedimento, prima che sia troppo tardi, non può che avvenire da quella reazione cosciente e responsabile di persone che, leggendo la realtà, propongono soluzioni migliorative, attraverso un’azione politica da classe dirigente all’altezza del compito. É perfino superfluo affermare che da troppo tempo il nostro territorio è area quasi “privilegiata” da interventi che nulla hanno a che fare con le caratteristiche storico-ambientali proprie, interventi, fra l'altro, mal governati per assenza di riferimenti certi sovralocali in grado di ascoltare e agire secondo indicazioni locali. Ma a questa mancanza di riferimenti sovralocali affidabili, c'è da dire che finora è mancata una maturità politica locale a fare squadra, quella coesione che in una terra da “emergenza continua” dovrebbe responsabilizzare tutti a produrre in ragione di uno spirito di appartenenza, di amore verso la propria terra, una reazione intelligente e forte in difesa del territorio. Rinnovato spirito di coesione, carica ideale e una mentalità giusta, avanzata e pronta alla sfida, possono sottrarci da quella perenne etichetta di territorio ‘soggiogato’ e ‘ai margini’. Per fare ciò non c’è che una via, quella di un'alleanza fra soggetti affidabili che con un’azione politica trasversale s’impegnino a far uscire Acerra da quell’isolamento culturale e politico-istituzionale nella quale è impantanata oramai da troppo tempo.. Così, di fronte all'imposizione ed alla sospensione di democrazia in un territorio già vessato e ritenuto sacrificato dalle Istituzioni sovralocali, è necessario prendere atto di ciò, essere consapevoli di tale situazione e reagire con un senso collettivo di responsabilità all'insegna di un patto politico trasversale per la costruzione di una filiera politico-istituzionale sovralocale che non può prescindere da un progetto di riscatto della città, di alto profilo, assai ambizioso che offra una dimensione diversa ed innovativa alla nostra città, al cui impegno oltre ad una rappresentanza locale di governo affidabile, concorra quella necessaria rappresentanza politica ad ogni livello istituzionale (provincia, regione, parlamento, europarlamento). Una sorta di assunzione collettiva di responsabilità da parte in primis dei partiti locali per poter contare al di fuori degli angusti confini comunali e per dare ad Acerra ciò che merita da tempo. Un patto che superi gli steccati ideologici, di partito o gli interessi di parte, segno di maturità e serietà di una classe dirigente che sceglie con orgoglio e dignità di operare per la città e per il cittadino prossimo. Certo, un progetto di riscatto della città, per quanto avanzato e fattibile possa essere, da solo non basta, se non si crea quella sorta di reciproco rispetto, quel clima di riconoscimento di merito e capacità, per scegliere gli attuatori del progetto. Visto che la nostra Città, da troppi anni, non esprime in modo autorevole rappresentanze istituzionali, appunto sovralocali, in grado di influire su scelte di impatto locale, è necessario che si superino una volta per tutte le croniche frammentazioni celate dietro posizioni politiche opportunistiche e improvvisate. Acerra ha tutte le potenzialità per emergere, non solo per la ricchezza delle sue risorse territoriali, per la qualità delle risorse umane presenti, ma anche perché esprime una considerevole massa elettorale locale (oltre 40.000 cittadini aventi diritto), che da sola può far eleggere propri rappresentanti nei vari livelli istituzionali. L'occasione per avviare questo percorso di costruzione di filiera politico-istituzionale sovralocale è oggi rappresntato dalle imminenti elezioni regionali. E' riconosciuto che questa consiliatura regionale sia di fondamentale importanza per il futuro della Campania in relazione anche alle ultime opportunità fornite dalla comunità europea (QCS 2007-2013) che si spera possano essere indirizzate a ripristinare condizioni di qualità ambientale accettabili, precondizione di uno sviluppo veramente sostenibile e durevole. E, per chi vive in aree come le nostre, dove percepisce con più crudezza la marginalità di considerazione “politica”, che si traduce con l'accanimento verso una terra tanto ferace, quanto sacrificata per interessi di produzione assolutamente incompatibili con una già disastrosa situazione di base ambientale e sanitaria, non può che rimanere sgomento di fronte alla mancanza di responsabilità e/o di coesione e dunque di dialogo fra attori troppo vecchi, o nuovi improvvisati che alimenta in occasione di appuntamenti elettorali sovralocali il quadro di frammentazione, il cui risultato è puntualmente deludente, anzi alienante. Per evitare l'autofagismo locale ed il “nonnnulla” basta avere “buon senso” e semplicemente aprirsi al dialogo comune innescando una volta per tutte una forza “centripeta” attraverso un percorso trasparente. In pratica l'aspirante eletto visto che solo in quest'ottica dobbiamo oggi ragionare, perchè a nulla serve il raggiungimento del risultato buono o ottimo di chicchessia di fronte ad altri locali, solo per “pesare di più” in casa propria, ma senza elezione, deve poter avere altissime probabilità, stavolta per poter “pesare di più” fuori e quindi incidere a favore del territorio dall'esterno. La base elettorale, necessaria all'elezione, và dunque cercata innanzitutto all'interno del “locale” attraverso il coinvolgimento di tutte le anime politiche e culturali responsabili per la condivisione del progetto di costruzione della filiera politico-istituzionale sovralocale. Una prova di grande maturità interna che sarebbe epocale e storica per la nostra città, oltre che di segno nei confronti dell'esterno. É ovvio che, il percorso di patto “territoriale”, può avere tanto più probabilità di successo, se ha come garante chi ha in primis la responsabilità del processo di costruzione del futuro della città e di rappresentanza degli interessi comuni della cittadinanza tutta, ossia il Sindaco, accompagnato dalle altre due figure istituzionali, quali il Vice-Sindaco ed il Presidente del Consiglio. Di fronte ad una necessità di rappresentanza sovralocale oramai non derogabile, che comunque abbia cultura, forza e capacità per rappresentare in particolare le esigenze locali di riqualificazione ambientale ed innovazione territoriale, è anzi dovere morale, prima che politico, rispondere con l'autorevolezza del ruolo che si riveste alla domanda del processo di coesione, presupposto del buon fine del percorso di patto. Pertanto, pur considerando che diverse possono essere le modalità per la definizione e la conclusione del percorso, purchè ci sia volontà, che in tale caso si manifesta già con la rapidità di azione, visti i tempi stretti, potrebbe essere significativo un invito diretto da parte del Sindaco, Vice-Sindaco e Presidente del Consiglio agli interlocutori politici locali per un incontro volto alla formale condivisione del progetto, attraverso la sottoscrizione di un documento di intenti. Da qui giungere ad un documento di sintesi vincolante che comprenda una premessa, la modalità di attuazione del patto e la designazione del candidato o al massimo di due candidati su cui far convergere i voti. Questa è dunque la proposta che vuole rappresentare uno stimolo ad una discussione su cui misurare il grado di maturità di una classe politica locale perchè dialoghi e converga una volta per tutte su un obiettivo concreto e misurabile per la città. L'occasione è oggi rappresentata dalla possibilità di permettere l'elezione di uno-due rappresentanti locali nell'istituzione regionale, passo fondamentale per la creazione di una filiera che riporti Acerra a dire nei posti giusti e al momento giusto la sua e ad evitare quel che poteva comunque essere evitato. Un percorso è possibile, non sciupiamolo, attiviamolo con spirito positivo, con volontà e forza giusta. In definitiva, ognuno che legge il presente scritto, in particolare chi ha rappresentanza politica ed istituzionale, deve sentirsi responsabile e attivo di tale possibile percorso, di cui comunque risponde in prima persona di fronte a se stesso e alla città che non può più rimanere nell'anomia.(Riceviamo e pubblichiamo)
Luigi Montano
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