Domenica, Maggio 20, 2012
   
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Mentre Acerra brucia ...Roma discute ... e decide

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Nei giorni 4 e 5 febbraio u.s., mentre ad Acerra era convocato un Consiglio Comunale con all’ordine del giorno provvedimenti inerenti le questioni di salute, ambiente e sviluppo del nostro territorio e lo stesso si concludeva per il venir meno del numero legale... si è tenuto presso l’Istituto Superiore della Sanità il Convegno: Programma Strategico “Ambiente e Salute” - Primi Risultati....”

La salute, così come è definita nella Costituzione dell’OMS, è “uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”. La salute è pertanto il” diritto fondamentale”, alla base di ogni altro diritto che spetta all’uomo. Ed è grazie a tale principio, sancito nel 1948 dall’OMS, che gli Stati debbono farsi carico di individuare e di modificare quei fattori che influiscono negativamente sulla” salute collettiva” perché essa è il risultato di una serie di fattori di tipo sociale,ambientale, economico e genetico e non il semplice prodotto di una organizzazione sanitaria. Strategie a livello di OMS. L’OMS, per dare un impulso ai governi del mondo nel perseguire la “salute globale”, già nel 1977 elaborò la strategia “promozione della salute” nella quale è sottolineato il forte peso dei determinanti ambientali sulla salute. L’anno successivo, ad Alma-Ata, si tenne la conferenza internazionale sull’assistenza sanitaria di base e nella risoluzione finale gli Stati membri dell’Organizzazione vennero invitati ad agire individualmente nel formulare le politiche nazionali, le strategie ed i piani d’azione per raggiungere l’obiettivo della “salute per tutti”. La carta di Ottawa del 1986 segna una svolta nella concezione della salute come bene pubblico da salvaguardare: essa sancisce infatti il principio di promozione della salute basata sull’attenzione agli” indicatori non sanitari “di salute, quali quelli ambientali e sociali. Tre anni dopo viene lanciato il “percorso su ambiente e salute”, con lo scopo di eliminare quanto prima i principali fattori di rischio provocati dall’ambiente sulla salute. Questo percorso si è sviluppato in diverse conferenze programmatiche, l’ultima delle quali si è tenuta a Budapest nel giugno 2004. Di fondamentale importanza è stata la conferenza di Helsinki del 1994 durante la quale venne concordato il” Piano d’azione europeo su ambiente e salute” che conteneva una proposta di schema per la definizione dei Piani d’azione nazionale su ambiente e salute. Strategie a livello di UE. La strategia europea su ambiente e salute è stata elaborata nel 2003. Essa ha come obiettivi principali quelli di: 1) ridurre i disagi causati da fattori ambientali; 2) identificare e prevenire nuovi pericoli provocati da fattori ambientali; 3) rafforzare le capacità di elaborazione politica della UE e dei singoli Paesi membri. Nella prima fase di sviluppo di questa strategia, gli sforzi sono stati indirizzati a stabilire una buona comprensione dei legami intercorrenti tra fattori ambientali e: a) malattie respiratorie dei bambini; b) disordini dello sviluppo neurologico; c) tumori dei bambini; d) interferenti endocrini. Nel 2004 è stato poi presentato il Piano d’azione per l’attuazione della strategia con il quale si pianificano le attività necessarie per un periodo di tempo che arriva al 2010. Esso si articola in tre principali tematiche, ciascuna delle quali si divide a sua volta in diverse azioni e precisamente: Migliorare i flussi informativi Azione 1: sviluppare indicatori ambiente e salute; Azione 2: sviluppare il monitoraggio integrato dell’ambiente; Azione 3: sviluppare un approccio coerente con il biomonitoraggio; Azione 4: migliorare il coordinamento e le attività congiunte ambiente e salute. Colmare la mancanza di informazioni Azione 1: integrare e rafforzare la ricerca su ambiente e salute; Azione 2: sviluppare metodologie per analizzare le interazione fra ambiente e salute; Azione 3: assicurarsi che i potenziali pericoli su ambiente e salute vengano identificati e affrontati. Rivedere le politiche e migliorare la comunicazione, sviluppando consapevolezza, divulgazione del rischio, formazione ed educazione Azione 1: coordinare le misure di riduzione del rischio che vengono attuate; Azione 2: migliorare la qualità dell’aria indoor; Azione 3: seguire gli sviluppi riguardo ai campi elettromagnetici. Le prime tre azioni sono fortemente incentivate dall’UE, sia con finanziamenti alla ricerca, sia con stimoli legislativi. Emblematico, da questo punto di vista, è l’affermazione dei rappresentanti di diversi Paesi entrati di recente a far parte dell’Unione, secondo i quali il fattore trainante della progressiva presa di coscienza delle tematiche di ambiente e salute è stato proprio l’essere diventati paesi membri a tutti gli effetti. Soprattutto per i paesi dell’est e del centro Europa, questo ha significato introdurre nuove legislazioni e istituzioni specifiche e dedicate ai temi ambientali e sanitari in maniera integrata. Nell’ambito internazionale sommariamente descritto, diventa di fondamentale importanza sia per l’Italia nel suo complesso, sia a livello di realtà territoriali locali, l’adozione di strumenti di valutazione, gestione e aiuto alle decisioni che consentano l’adeguamento a metodologie in costante e progressivo sviluppo. Il tema ambiente e salute si presenta come un laboratorio di sperimentazione di forme innovative come gli accordi volontari per la riduzione delle emissioni, i codici di comportamento delle imprese (EMAS I e II) e le pratiche di Agenda 21 Locale. Proprio intorno a queste tematiche si stanno mettendo a punto nuovi strumenti di governance e partecipazione quali la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ad esempio che si applica a piani e programmi e che rappresenta un passo in avanti rispetto alla VIA. Elemento chiave della VAS è l’inclusione nella programmazione e valutazione di processi di partecipazione e concertazione. Nel solco tracciato dalla VAS si inserisce la Valutazione di Impatto Sanitario (VIS), uno strumento innovativo per valutare i rischi potenziali per la salute che possono derivare da interventi, piani e progetti di diversa natura e tipologia, che si inserisce nell’ambito di un approccio valutativo integrato tra ambiente e salute. Vi sono diversi tipi di VIS ma è sul suo carattere “preventivo” che ricade l’interesse maggiore in quanto conferisce allo strumento la caratteristica peculiare di aiuto alle decisioni a livello di politiche sanitaria, ambientale, sociale e, più in generale, del territorio.
Il VIS adottato dall’amministrazione Marletta
L’esigenza di dotarsi di uno strumento di valutazione ambientale che, pur se innovativo nei termini e nelle metodologie, è già in uso in altre realtà territoriali internazionali e nazionale (es: VIS del Piano Provinciale Rifiuti - Firenze), fu avvertito in tempi precoci dall’amministrazione comunale di Acerra fin dal mese di giugno 2007 allorché si tenne un consiglio comunale straordinario con la partecipazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’Istituto Superiore della Sanità, dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale, dell’Agenzia Nazionale per la Protezione Ambientale, dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, dell’Azienda Sanitaria Locale NA4, dell’Associazione Medici Acerrani. In tale seduta venne adottato come proprio lo strumento della VIS quale strumento di integrazione dei procedimenti di Valutazione Ambientale Strategica e di Valutazione di Impatto Ambientale. VAS, VIA e VIS costituiscono, infatti, un corpo unico di valutazione a trecentosessanta gradi di tutti i possibili effetti sulla salute di opere/infrastrutture e/o politiche di gestione del territorio, potenziali portatori di impatto ambientale. E tali indirizzi politico/operativi sono stati concretamente messi in essere, per la prima volta nella storia di Acerra, con l’elaborazione della Valutazione Ambientale Strategica all’interno del Piano Urbanistico Comunale adottato dall’ultima giunta Marletta. Mentre presso la Regione Campania e Ministero dell’Ambiente. sempre ad iniziativa dell’amministrazione comunale, furono predisposte delle linee guida per la valutazione del rischio sanitario determinato da fonti di inquinamento ambientale.
L’amministrazione comunale assente alla discussione romana sul Caso Acerra
Con singolare coincidenza, nei giorni 4 e 5 febbraio u.s., mentre ad Acerra era convocato un Consiglio Comunale con all’ordine del giorno provvedimenti inerenti le questioni di salute, ambiente e sviluppo del nostro territorio e lo stesso si concludeva per il venir meno del numero legale...... si è tenuto presso l’Istituto Superiore della Sanità il Convegno: Programma Strategico “Ambiente e Salute” - Primi Risultati. In tale “due giorni” sono stati presentati i risultati prodotti nel primo anno di attività del Programma Strategico Ambiente e Salute che è suddiviso in sei Progetti, per un totale di 41 unità operative e riguarda l’impatto sanitario associato alla residenza in siti inquinati, in territori interessati da impianti di smaltimento/incenerimento rifiuti ed alla esposizione ad inquinamento atmosferico in aree urbane. L’importanza di tale convegno è insita non solo perché ha rappresentato un momento di condivisione consapevole fra quanti si occupano di Ambiente e Salute, coinvolgendo oltre agli istituti di ricerca, le istituzioni, in particolare Ministero della Salute e la Regione Campania, e la società civile nel suo complesso, anche attraverso il contributo delle Associazioni che trattano questi temi, ma perché a breve su questi temi, ospitata in Italia, si terrà la conferenza dei Ministri dell’Ambiente e della Salute dei Paesi della Regione Europea dell’OMS. Si è parlato molto di Acerra da parte di tutti i convenuti (tutti quelli che vennero ad Acerra nel giugno 2007) e delle sue problematiche ambientali pur nell’assenza di ogni rappresentanza delle istanze del nostro territorio. Non vorrei che l’amministrazione comunale, stante la sua assenza, abbia già abdicato ad un ruolo attivo nelle vicende più importanti del nostro territorio facendoci tornare a parecchi anni indietro, quando il destino della nostra città è stato bruciato per ossequio ai propri referenti politici sovracomunali. Nello stesso momento non auguro a questa città che, nell’imminenza della campagna per le elezioni regionali, gli amministratori comunali continuino a brillare per l’assenza sui tavoli ove si discute di Acerra e delle sue problematiche, privilegiando la esclusiva e personale funzione di portavoti a qualche referente politico regionale che, di Acerra e della sua comunità, non ha alcun interesse perché in questo territorio ha trovato e cresciuto i suoi vassalli.



Espedito Marletta

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