Domenica, Maggio 20, 2012
   
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Ad Acerra è in gioco la leadership tra PD e UDC

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Poche Righe di Pasquale Sansone
Il risultato finale di queste elezioni sancirà, in modo definitivo e con le dovute conseguenze politiche, il partito leader della “ibrida” coalizione di governo cittadino capeggiata da Tommaso Esposito. Pertanto, il PD e l’UDC, in questa competizione elettorale, si contenderanno la leadership partitica nella coalizione che governa il nostro paese”.

Le elezioni regionali di domenica 28 e lunedi 29 marzo, oltre ad essere un test nazionale, come più volte sottolineato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è anche una verifica locale di fondamentale importanza. Infatti, checché se ne dica, anche nella nostra città, da sempre laboratorio politico a riflesso nazionale, il risultato finale di queste elezioni sancirà, in modo definitivo e con le dovute conseguenze politiche, il partito leader della “ibrida” coalizione di governo cittadino capeggiata da Tommaso Esposito. Pertanto, il PD e l’UDC, in questa competizione elettorale, si contenderanno la leadership partitica nella coalizione che governa il nostro paese. Intanto, va rammentato che il cartello elettorale che portò il centrosinistra capeggiato dal Sindaco del PD, Esposito, alla guida di Acerra, nato a soli tre giorni dalla chiusura della presentazione delle liste, è caratterizzato da forze politiche disomogenee. Otto le liste che composero il “carrozzone” politico: partiti di centrosinistra quali: Partito Democratico e Italia dei Valori; liste civiche: Progetto Acerra e Alleanze di centro; forze di ispirazione cattolica: Intesa Civica ed infine partiti quali UDC e Alleanza di Centro, alleati sia in provincia di Napoli che in regione Campania con il centrodestra. L’anomalia ad Acerra esiste da un bel po’ di tempo. Infatti, anche la precedente amministrazione di centrosinistra aveva arruolato nel suo “gruppone” i Repubblicani di centrodestra e qualche lista civica composta da soggetti storicamente di destra. Questo fenomeno, per nulla condivisibile, è di routine sull’intero territorio nazionale, poiché i due maggiori partiti italiani, Pd e PDL, pur di accaparrarsi la possibilità di governare, offrono alleanza a tutti, anche a quei partiti che applicano la logica dei due forni. Intanto, gli acerrani candidati al consiglio regionale sono 9, qualcuno in meno rispetto alle passate elezioni, ma sempre troppi per una terra che non riesce ad esprimere il suo rappresentante locale in quella istituzione che decide il futuro di un territorio. Roberto Brucci, candidato con libertà ed autonomia per il sud, a sostegno di Caldoro Presidente; Antonio Crimaldi, vicesindaco di Acerra, candidato con l’UDC a sostegno di Caldoro Presidente; Maria Selenia De Maria, candidata con Campania Libera, con De Luca presidente; Vincenzo de Maria, consigliere comunale, candidato con Alleanza di Popolo con Caldoro presidente; Anna Grillo, candidata con la lista MPA e Psi con Caldoro presidente; Carmine Malinconico, candidato con la federazione della sinistra – rifondazione Comunista, con Ferrero presidente; Luigi Montano, candidato con Campania Libera, con De Luca presidente; Maria Puopolo, candidata con la lista MPA e Psi, con Caldoro presidente; Tonino Tagliamonte, candidato con la destra di Storace con Caldoro presidente. Già nell’articolo di fondo, poche righe, del Tablò di Novembre 2009, dal titolo gli “Indifferenziati”, scrissi: «Ad oggi, a circa quattro mesi dalle elezioni regionali, la città del facile assedio da parte dei politici sovra comunali, è pronta a regalare la gestione del potere regionale a qualche estraneo, è pronta a presentare una miriade di candidati alla regione per fare il gioco di qualcuno affinchè nessuno acerrano sia eletto. E allora, cosa ci ha insegnato il passato? Perché è così difficile differenziarsi dagli errori di ieri? Perché questa strategia? Perchè far prevalere e restaurare l’odiosa mentalità distruttiva che si è impossessata dell’acerrano? Se così sarà, anche stavolta,è chiaro che il politico nostrano non ama differenziarsi, poiché la politica ad Acerra è e rimane l’arte degli “indifferenziati”!» Con molto rammarico, soprattutto nei confronti della nostra città, bisogna purtroppo prendere atto che questo è quanto! Intanto, in merito all’ anomalia che si è venuta a creare, con la candidatura del Vice sindaco Antonio Crimaldi nell’UDC, alleato a centrodestra nelle elezioni regionali, abbiamo chiesto allo stesso come pensa di superarla: ad Acerra con il centro-sinistra e alla Regione con il centro-destra; con molta serenità il vicesindaco ha risposto:«Il mio partito sta costruendo un percorso di aggregazione per arrivare alla realizzazione di un centro moderato, riformista e moderno. Attraverso questa logica, le posizioni dell’UDC sia a livello locale, sia a livello nazionale, nascono essenzialmente dall’adesione ai programmi, più che dalla composizione delle coalizioni. Questo comporta alleanze connesse alle specificità del territorio. Insomma, essere Vice-Sindaco in una giunta di centro sinistra, non contraddice affatto l’esigenza di seguire il partito nelle sue scelte in campo regionale, soprattutto se questo si coniuga, in modo così evidente, alla necessità di uscire da un ciclo fallimentare e dispiegare seriamente l’iniziativa per lo sviluppo del territorio». Sulla questione abbiamo sentito anche il parere del Sindaco, espressione del PD, Tommaso Esposito, che sulla gestione di questa ulteriore anomalia che si è venuta a creare nella sua maggioranza e dimostrando tutta la sua adeguatezza alla “politiKa” del rinnovamento e del decoro, sloganizzata nove mesi fa, con apparente serenità ha risposto:«Gestirò la cosa come in campagna elettorale; quando io ero candidato a sindaco, molti che mi sostenevano, alla provincia portavano un candidato diverso; io penso che davanti ai problemi della città queste contraddizioni non devono essere vissute drammaticamente, ma esse fanno parte dell’obiettivo del panorama politico quotidiano; penso invece che se Crimaldi fosse eletto, sarebbe un’altra occasione per Acerra».



Pasquale Sansone

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