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PerDinci ...che scivolata!

Poche Righe... di Pasquale Sansone.
«Nove mesi di “immobilismo assoluto” sono troppi per un Sindaco che non è stato capace di dare un’impronta alla sua azione politica/amministrativa, non ha saputo tenere unito il suo cartello elettorale, non ha saputo esserne il leader.
Strano ma vero, l’amministrazione Esposito cade sulla elezione dei Revisori dei Conti. E’ bene precisare che il Collegio dei revisori è l’organo deputato al controllo dei conti dell’ente Comune. Infatti, ha il compito di controllare che il bilancio sia stato redatto secondo corretti principi contabili.
La legge attribuisce la responsabilità penale in materia di falso in bilancio esclusivamente agli amministratori dell’ente. E’ compito del Consiglio comunale eleggere i revisori contabili.
L’elezione dei tre componenti avviene attraverso la votazione a scrutinio segreto.
Di consuetudine però, in seguito ad un accordo preliminare, alla faccia della trasparenza, la maggioranza detta le indicazioni di voto; pertanto, nella farsa della votazione segreta in Consiglio Comunale, dalle urne dovrebbero uscire i due revisori “indicati” in quota alla maggioranza di governo ed il terzo in quota alle forze di opposizione.
Nel consiglio comunale di venerdi 9 aprile succede l’inverosimile: il risultato che esce dalle urne non è quello concordato in mattinata.
Il sindaco, per l’ennesima volta, va sotto e la cosa più grave è che a farlo precipitare nel baratro è il suo stesso partito di appartenenza: il Partito Democratico.
Alla fine, il risultato dello spoglio sancisce che due revisori, Pasquale Forni e Vittorio Petrella, vanno in quota alle forze di opposizione ed uno, Palmese, in quota alle forze di maggioranza.
A questo punto è lecito porsi una domanda: è prevalso il principio della trasparenza o cos’altro? Il primo cittadino, nel comunicato stampa che annunciano le sue dimissioni, scrive: “Alla luce anche di quanto avvenuto nell’ultimo Consiglio Comunale, mi vedo costretto a prendere atto dell’impossibilità di continuare a svolgere il mandato conferitomi dagli elettori”… “Con gli sgambetti e i trucchetti di mestiere non si va da nessuna parte e non si potrà mai governare Acerra”. Un comunicato stampa sicuramente dettato dall’impulsività, che alla fine, qualunque possa essere la sua decisione, sul ritiro o meno delle dimissioni, resta e sarà uno scritto che non gli gioverà. Alla faccia della trasparenza!
Questo evento, che rientra nella routine della “Acerranitudine” non può oscurare quello che è accaduto ad Acerra nell’ultima competizione elettorale. Anzi, l’accaduto sembra essere proprio la dovuta conseguenza politica, pertanto ulteriori riflessioni sono d’obbligo.
Sul tablò di marzo scrivemmo, a proposito delle elezioni regionali, che: “il risultato finale di queste elezioni sancirà, in modo definitivo e con le dovute conseguenze politiche, il partito leader della “ibrida” coalizione di governo cittadino capeggiata da Tommaso Esposito. Pertanto, il PD e l’UDC, in questa competizione elettorale, si contenderanno la leadership partitica nella coalizione che governa il nostro paese”.
I risultati elettorali hanno determinato una nuova geografia e classifica dei partiti acerrani. L’ UDC è il primo partito, il PDL è il secondo partito, il PD (partito del sindaco) è terzo. Il candidato presidente del centrodestra, Caldoro, distacca di 27,48 punti di percentuale il candidato presidente, De Luca, del centrosinistra.
Le elezioni regionali, passate come banco di prova dell’amministrazione comunale e per l’assegnazione della leadership partitica all’interno di essa, hanno evidenziato il malcontento generale degli acerrani che, attraverso il risultato delle urne, sanciscono la debacle amministrativa del PD ed il fallimento gestionale di questi primi nove mesi del Sindaco Esposito.
Intanto, non vorremmo pensare che i consiglieri comunali del PD, oltre a sfiduciare il loro Sindaco ed il loro capogruppo Carmine Siracusa, abbiano voluto infliggere un colpo basso all’UDC che in queste ultime elezioni si è attestato come partito leader della ibrida coalizione di governo.
I carrozzoni politici, i cartelli elettorali e le alleanze ibride non hanno mai avuto lunga vita, il passato ce lo insegna! Infatti, è opportuno sottolineare ed evidenziare che circa 20 Consiglieri Comunali su 30 tra maggioranza di centrosinistra e di opposizione cittadina hanno votato a Centrodestra alla elezioni regionali. Alla faccia della politica e dell’alleanza. Insomma, dire è finito per dire che … è finita, non vuole essere una forzatura soprattutto per come sono state determinate e maturate queste dimissioni in tutte le sfaccettature. Nove mesi di “immobilismo assoluto” sono troppi per un Sindaco che non è stato capace di dare un’impronta alla sua azione politica/amministrativa, non ha saputo tenere unito il suo cartello elettorale, non ha saputo esserne il leader. E se le dimissioni rientrassero, quali saranno i modi ed i metodi che il sindaco utilizzerà per sopprimere gli scherzetti e gli sgambetti che gli hanno teso i suoi stessi compagni di partito? Ed ancora, il PD era o non era il suo partito? In conclusione, comunque vada, queste dimissioni hanno segnato un’altra pagina nera della classe politica locale caratterizzata da una macchia indelebile su di un percorso nato male e finito peggio.
Questo ennesimo fallimento politico/amministrativo ha già prodotto il suo negativo effetto sulla città, ecco perché ribadisco in maiuscolo E’ FINITO… E’ FINITA!
Pasquale Sansone
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Dicembre 1999 - Dicembre 2011- "Acerra in tasca" la guida della città di Acerra, edita dalla Casa Editrice Sansone, compie 22 anni











