Ultime notizie
- D'Anna coordinatore della lista IDV: "IL CENTRO SINISTRA NON E' PRESENTE AL BALLOTTAGGIO" Il segretario provinciale dell' IDV, avv. Elpidio Capasso non rispetta gli iscritti del locale partito
- L'on. Ianniciello"È chiaro e palese che il geometra Raffaele Lettieri, candidato a sindaco del Terzo Polo ad Acerra, è in grosso affanno. La prova è nelle sue farneticanti dichiarazioni»
- Acerra Libera annuncia pieno sostegno al candidato Crimaldi per il ballottaggio del prossimo 20 maggio
Le dimissioni del Sindaco Esposito. Una reazione spropositata rispetto ad una vicenda squallida!

L’intervento dell’avv. Giovanni Bianco sulle dimissioni del Sindaco.
La genesi della nascita della sua amministrazione mi fa ragionevolmente ritenere che le dimissioni di Tommaso Esposito non sono reali...,
La genesi della nascita della sua amministrazione mi fa ragionevolmente ritenere che le dimissioni di Tommaso Esposito non sono reali, ma siano solo un tanto disperato, quanto inutile, tentativo di richiamare all’ordine una classe politica locale che assomiglia per certi aspetti più ad un branco di cani che si è azzuffato su un misero osso, che non ad un organo consultivo capace di rispondere alle aspettative di un territorio turbato da problemi che sono molteplici, seri e vitali. E non me ne vogliano i nostri amici a quattro zampe per un paragone dettato più dai fatti che dalla metafora.
Innanzitutto debbo sottolineare che l’attuale sindaco tutto può essere, forse anche un soggetto che nel momento in cui si è candidato era a digiuno dei problemi della città, problemi che in questo anno di “rodaggio” (così è stato scritto) avrebbe imparato a conoscere ( sich!) e tanto per stessa definizione dell’unico “alleato” (?) che gli ha fatto un manifesto di sostegno, fuorché uno stupido sprovveduto.
Ha accettato di guidare non quella che era una coalizione politica, se vogliamo pur anche eterogenea , ma magari ragionata e costruita intorno ad un condiviso progetto complessivo di sviluppo di una città che vive il momento più delicato del dopoguerra ad oggi, piuttosto è sceso in campo capitanando un cartello elettorale composto in minima parte da soggetti che avevano una storia politica chiara, in altra parte da soggetti di ben diverso segno e storia politica e che erano stati costretti ad approdare ad altri lidi per la miopia politica di chi si era ubriacato al solo profumo del mosto nella tinozza e credeva di poter espugnare il castello con l’aiuto di “barbaros” e per grazia ricevuta, ed in più larga parte da personaggi in cerca di nuovi padroni (tali definiti con benevolo eufemismo di chi parla) e quindi non poteva non conoscere lo spessore politico dei suoi sostenitori e, soprattutto, non poteva non immaginare lo scenario che si sarebbe materializzato immediatamente dopo il suicidio di massa dei suoi avversari, che determinò la sua repentina elezione a primo cittadino.
E’ evidente quindi che aveva ben messo in conto che, dai latrati elettorali alla zuffa dell’orgia del potere, lo spazio sarebbe stato breve e che la maggioranza elettorale, priva di qualsiasi collante politico, si sarebbe presto liquefatta se non fosse stato in grado, egli, - soggetto prestato alla politica come si definisce - , in tempi brevi, come si dice? , di cavare sangue dalle rape.
La reazione, per ciò spropositata rispetto ad una vicenda indubbiamente squallida, ma non peggiore di altre che hanno immediatamente, e non solo, preceduta questa ultima dello sbranarsi per accaparrarsi i revisori dei conti, e che si trascina da oltre 5 mesi in consiglio comunale, mi pare strumentale e d’altro canto ci sono state, nel recente passato, motivazioni ben più edificanti che avrebbero reso più nobile un gesto che oggi non lo distingue molto da quanti che, ripeto per chiarirlo a tutti, si sono azzuffati in Consiglio Comunale solo per accaparrarsi un qualche revisore dei Conti o un qualche presidente del collegio dei revisori dei Conti, ma non certo per chissà quale valori ideali o per scelte incidenti sul futuro delle prossime generazioni.
Per cui non credo che le dimissioni persisteranno, e questo anche se non ho visto molti consiglieri della maggioranza strapparsi i capelli né, onestamente, credo si possa dire che il Sindaco sia stato messo, fino ad oggi, in una difficoltà che possa addirittura essere persistente nel tempo futuro dalla attività politica di una opposizione anche essa, purtroppo, dilaniata e, soprattutto, acefala.
E evidente a tutti che si tratta di una naturale, ineluttabile implosione di una armata Brancaleone che Tommaso Esposito non ha saputo far crescere, anche perchè forse impegnato in questo anno di (dis)amministrazione ad imparare a conoscere i problemi della città, che i suoi stessi alleati scrivono che ignorava.
Ciò non toglie che questo scenario debba far riflettere tutta quella area cittadina del centro destra, effettiva e potenziale, e già ampiamente maggioranza alle ultime elezioni politiche prima e regionali poi, che deve, necessariamente, porsi il problema di ritornare quanto prima nella unità al governo della città soprattutto nell’interesse di questo territorio che già 6 anni fa fu consegnato su un piatto d’argento ad una sinistra massimalista, sulla carta, e liberal-pseudo-progressista-illuminista a tavola (pardon al tavolo) delle trattative per consentire, nei fatti, la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione che è stato realizzato sulla pelle prima di tutto di quanti hanno subito l’ostracismo dei loro stessi partiti (quando ancora esistevano) e che ha fatto le fortune politiche di chi, nelle diverse stagioni, è stato travolto da un insolito ed insperato destino.
Oggi, per quello che abbiamo visto, appena ieri, alle ultime elezioni regionali, le condizioni ci sono per ridare dignità a questa città. Si può ricostruire, sulla scorta di una esperienza acquisita negli anni, una classe dirigente locale, che sia capace, soprattutto, di restituire credibilità ad una istituzione comunale, che abbia la autorevolezza di contrattare le ipotesi di sviluppo con una provincia, una regione ed un governo amico dove si contano, forse oggi più di ieri, riferimenti importanti ed autorevoli.
Segnali in questo senso li abbiamo avuti anche nella ultima tornata elettorale e non solo in termini di consenso numerico anonimo nelle urne, ma, soprattutto rivedendo l’impegno, in prima persona, di una borghesia illuminata, che è uscita allo scoperto avendo, finalmente, capito che in politica gli spazi si occupano soprattutto per evitare che mestieranti o sfaccendati siano poi istituzionalmente deputati a governare le sorti della città.
E’ a questo vasto e valido bacino di gente che lavora e che produce, che ha tutte le carte in regola per rappresentare la città, che non necessita della politica per sbarcare il lunario e che, soprattutto, può intercettare un consenso che travalichi lo sfruttamento del bisogno della gente e che restituisca, in tal modo, dignità alla politica cittadina che deve rivolgersi il centro destra cittadino, condividendo con lo stesso un progetto complessivo di sviluppo del territorio che sia armonico con gli indirizzi degli organismi sovracomunali, ove forse sarebbe stato opportuno avere qualche rappresentante locale. Ma adesso è inutile piangere sul latte versato.
Questo soprattutto perché la politica cittadina, in appena pochi mesi di amministrazione Esposito, appare svilita dalla reiterazioni di episodi come quello che hanno sì indotto il Sindaco rassegnare le dimissioni, ma soprattutto perché è stato, diciamolo chiaramente, incapace di impedire episodi di malcostume per certi aspetti inevitabili non altro perché essi sono il naturale modo di porgersi alla politica da parte di soggetti che, nell’ultima tornata amministrativa, hanno colto l’occasione del degrado politico cittadino e della miopia di chi, per un insolito destino, ha avuto tra le mani le leve delle decisioni, per proporsi e che avevano visto nella politica solo uno strumento per il proprio tornaconto personale. Ma con quella gente non poteva andare lontano.
Avv. Giovanni Bianco
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Notizia Flash
"Acerra in tasca"- l'opuscolo di pubblica utilità più amato e richiesto dagli acerrani compie 22 anni - A Natale, 20000 copie circoleranno per la città a distribuzione gratuiita











