Domenica, Maggio 20, 2012
   
Testo

Defurbizzare la politica. Porre i problemi della città al centro del dibattito

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La Riflessione del Prof. Aniello Montano sulla crisi politica-amministrativa

Ciò è stato possibile soltanto perché quella rottura, con ogni probabilità, è stato letta come la classica goccia che rischia di far traboccare il vaso ovvero come la rappresentazione pubblica di una grave guerra di posizione e di nervi all’interno della maggioranza.
Il gesto delle dimissioni, a quel punto, poteva costituire l’occasione favorevole per un dibattito pubblico circa le diverse posizioni dei gruppi di maggioranza e per rendere visibili le cause vere delle difficoltà incontrate dall’Amministrazione in carica. E poteva essere anche un’opportunità per le minoranze per intessere un proficuo e fattivo dialogo con la città. Insomma ci si aspettava una serie di pubblici dibattiti in cui i rappresentanti della maggioranza e della minoranza parlassero non alla città, ma con la città, informassero i cittadini circa i loro progetti prossimi e remoti e li ascoltassero per averne consigli e pareri. Niente di tutto questo si è verificato. Eludendo un preciso dovere per politici che vogliano ispirare la loro condotta alle regole della sana democrazia, i gruppi politici hanno preferito darsi al gioco. E ogni raggruppamento ha scelto quello che più gli era gradito e utile nell’immediato. I gruppi di maggioranza hanno scelto il gioco del nascondino. Quelli dell’ opposizione il gioco del tirassegno.
I primi hanno deciso di tacere. Non hanno neppure tentato di sottoporre alla città i motivi delle loro tensioni. Tutti, zitti e mosca, allineati dietro le spalle del Sindaco, unico cireneo al quale addossare la croce. I secondi hanno preferito cavalcare la situazione di grave difficoltà della maggioranza per tentare di accreditarsi presso l’opinione pubblica, non per la via maestra del dialogo diretto con i cittadini sui tanti e tanto scottanti problemi che affliggono la città, ma attraverso il discredito dello schieramento opposto, facendo centro soprattutto sul Sindaco. Era questi il bersaglio contro cui era più agevole scagliare colpi, nella convinzione che, bersagliato sul piano umano, facilmente sarebbe crollato su quello politico.
In tutta la sarabanda di cose dette, sussurrate e lasciate intuire, non c’è stato il benché minimo spazio per i problemi veri della città. Non si è parlato dell’inceneritore, di cosa brucia, delle particelle sottili che sparge nell’aria, della grave crisi economica che ha provocato, dissuadendo molta gente dal comprare casa, dall’avviare un’attività produttiva o dal fare una qualsivoglia forma di investimento sul nostro territorio. Niente si è detto sulla gravissima crisi dell’agricoltura, una volta settore trainante, con i pochi addetti ancora in attività costretti a vendere i loro prodotti sotto costo o a lasciarli marcire nelle campagne. Non si è fatto neppure un cenno al futuro dei giovani. In assenza di un minimo di recupero e di sviluppo del territorio sono destinati ad emigrare o sarà garantita a tutti una forma di assistenza pubblica? La città ha bisogno di avere risposte a questi e ad altri gravi problemi. Perciò ha necessità di discutere pacatamente ma produttivamente. Ha bisogno di politici impegnati, che studino i problemi in maniera approfondita e che sappiano trovare in ambito locale, provinciale, regionale, nazionale ed europeo le possibili soluzioni. Ha bisogno di gente preparata, appassionata, capace di pensare e agire in maniera efficace e corretta nell’interesse di tutti.
Ha un bisogno impellente di defurbizzare la politica, di renderla quanto più trasparente e partecipata possibile, di farla diventare il luogo del confronto dei vari punti di vista e delle decisioni sagge, coraggiose e soprattutto efficaci.


Aniello Montano

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